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AGENZIE STAMPA
28 gennaio 2004
IRAQ: LOMBARDIA; DS, FORMIGONI CHIARISCA RAPPORTI CON SADDAM
(ANSA) - MILANO, 28 GEN - Un chiarimento sui rapporti fra
Saddam Hussein e il presidente della Lombardia, Roberto
Formigoni. E' quanto chiedono i Ds in un'interrogazione dopo che
su diversi giornali e' apparsa la notizia che il nome del
governatore sarebbe in una lista di individui e societa' a cui
il governo iracheno avrebbe affidato petrolio.
Le smentite pubblicate finora, infatti, sono apparse al
gruppo consiliare ''insufficienti ed elusive''. Per questo i Ds
chiedono di sapere se il presidente ha in qualche modo favorito
''la collocazione di stock petroliferi'', di conoscere come le
aziende italiane hanno partecipato al programma Oil for Food, di
avere i nomi delle aziende che sarebbero state aiutate
direttamente o indirettamente e, nel caso, di sapere con che
criterio sono stati concessi gli aiuti.
Sostiene invece di voler ''credere a Formigoni'' il
capogruppo dei Radicali, Alessandro Litta Modignani, che gli
chiede pero' di interrompere le relazioni con Cina e Cuba. ''Il
vero problema - afferma il consigliere - e' quello dei rapporti
amichevoli che troppo spesso i governi dei Paesi democratici
intrattengono con i peggiori regimi dittatoriali del mondo''.
''Noi - spiega Litta Modignani - chiediamo a Formigoni di
compiere atti di governo concreti e non simbolici, per la difesa
e la conquista della liberta', del diritto e della democrazia
nel mondo, rompendo i rapporti fra la Lombardia e le dittature
comuniste di Cina e Cuba''. (ANSA).
YN7
28-GEN-04 20:07 NNNN
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29 febbraio 2004
IRAQ: REGIME SADDAM SI IMPOSSESSO' DI 2 MLD DOLLARI, NYT
STORNATI DA PROGRAMMA ONU PETROLIO CONTRO CIBO
(ANSA-AFP) - WASHINGTON, 29 FEB - Il regime del deposto
presidente iracheno Saddam Hussein si e' impossessato, con la
complicita' di alcune compagnie occidentali, di oltre due
miliardi di dollari del programma 'petrolio in cambio di cibo',
creato dall'Onu per aiutare la popolazione irachena, secondo
quanto afferma oggi il New York Times.
Citando ex responsabili e documenti forniti dall'attuale
Consiglio di governo provvisorio iracheno, il giornale scrive
che le somme frutto di tangenti pagate da imprese che
commerciavano con l'Iraq venivano depositate in banche in
Giordania, Libano, Siria e altri Paesi.
Secondo il New York Times, sono state coinvolte in tali
operazioni compagnie russe e di altri Paesi europei,
intermediari arabi e imprese statali cinesi e mediorientali.
Il quotidiano ritiene che il regime di Saddam abbia cosi'
potuto stornare, a partire dalla meta' del 2000, circa 2,3
miliardi di dollari, su contratti del valore totale di 32,6.
Interpellati dal New York Times, funzionari dell'Onu hanno
detto di non essere al corrente di dirottamenti di fondi operati
sistematicamente sotto la copertura del programma 'Oil for
Food', aggiungendo che all'epoca si concentravano sulla
fornitura e l'invio degli aiuti alla popolazione irachena.
(ANSA-AFP).
DIG
29-FEB-04 12:04 NNNN
IRAQ: NYT, IN OLTRE 260 HANNO SFRUTTATO PIANO 'OIL FOR FOOD'
(VEDI 'IRAQ: REGIME SADDAM SI IMPOSSESSO' DI 2...'DELLE
12:04)
(ANSA) - NEW YORK, 29 FEB - Il programma 'petrolio in cambio
di cibo' creato dall'Onu per aiutare la popolazione irachena
stremata da oltre dieci anni di embargo, non ha rimpinguato solo
le casse del deposto regime di Saddam Hussein che - secondo il
New York Times avrebbe stornato, dal 2000, 2,3 miliardi di
dollari su contratti del valore totale di 32,6 miliardi di
dollari - ma anche quelle di 267 tra societa' e singoli
individui.
A sostenerlo e' sempre il quotidiano newyorchese, il quale
cita una lista siglata dall'Organizzazione statale per il
commercio del petrolio iracheno (Somo) nella quale compaiono ben
267 nominativi di aziende e persone destinatarie dei 'vouchers'
consegnati dall'allora regime di Hussein per ottenere il diritto
all'acquisto di non meno di un milione di barili di greggio
estratto in Iraq a prezzi decisamente vantaggiosi.
In base a quanto contenuto nei documenti della Somo citati
dal Nyt, tra le societa' disposte a pagare sovrapprezzi per
l'oro neo iracheno (poi finiti nel portafoglio del regime di
Saddam Hussein) sono presenti diverse tra le principali societa'
petrolifere e raffinerie mondiali - russe in particolare - la
maggior parte delle quali pronte a pagare in contanti senza
lasciare tracce.
''Un compratore di petrolio su quattro - si legge sul
quotidiano statunitense - pagava 'cash'. I documenti del
Ministero del petrolio iracheno, mostrano come l'ambasciata
irachena a Mosca, cosi' come quelle in Turchia, Svizzera e
Vietnam, abbiano ricevuto 61 milioni di dollari in contanti da
parte degli acquirenti di petrolio''.
Secondo quanto affermato dal New York Times citando ex
responsabili del governo iracheno e documenti forniti
dall'attuale Consiglio di governo provvisorio le somme stornate
da Saddam Hussein e dai suoi uomini, erano frutto di tangenti
pagate da imprese che commerciavano con l'Iraq e venivano
depositate in banche in Giordania, Libano, Siria e altri Paesi.
(ANSA).
AG
29-FEB-04 18:25 NNNN
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7 aprile 2004
IRAQ:
PETROLIO-CIBO, INCHIESTA SOLE 24 ORE E FINANCIAL TIMES
(ANSA) - ROMA, 7 APR - Il programma petrolio in cambio di
cibo creato dall'Onu per permettere all'Iraq di acquistare
generi alimentari e medicinali fu usato illegalmente dal regime
di Saddam Hussein e dai suoi soci. Quello che doveva essere un
programma umanitario divento' uno strumento usato da Baghdad
per finanziare lþacquisto di armi. Lo afferma, corroborando i
forti sospetti che gia' circolavano in merito, una inchiesta del
Sole 24 Ore e del Financial Times.
L'inchiesta - che verra' pubblicata domani simultaneamente
sui due giornali - mette per la prima volta in luce i meccanismi
usati per beneficiare delle innumerevoli scappatoie legali
intrinseche nel programma e spiega come pagamenti per milioni di
dollari fuori del controllo dell'Onu siano stati fatti a una
societa' che a detta dell'intelligence Usa era usata da Baghdad
per comprare armi.
''L'inchiesta - si afferma in una anticipazione del Sole 24
Ore - ruota attorno alle attivita' di una misteriosa societa'
italiana chiamata Italtech, che nel 2001 ricevette massicci
contratti dall'azienda petrolifera di stato irachena, la Somo,
nell'ambito del programma dell'Onu Oil for Food. In soli tre
mesi, tra gennaio e marzo 2001, l'Italtech fu in grado di
caricare quasi 30 milioni di barili di greggio, molto di piu' di
qualsiasi altra compagnia petrolifera al mondo''.
''Testimonianze e documenti - si legge ancora
nell'anticipazione - ottenuta da Il Sole e FT dimostrano che
lþItaltech pagoþ delle commissioni a una societaþ di
Dubai,
segnalata dagli iracheni. Fonti del governo americano hanno
detto a Il Sole e FT che quella societa', chiusa subito dopo
lþinvasione Usa dellþIraq, era 'una nota societaþ di
facciata
attraverso la quale il regime di Saddam Hussein si procurava
armi' ''.
Il programma Petrolio in cambio di cibo e' in questi giorni
oggetto di unþinchiesta dell'Onu, una del Congresso Usa, e una
terza del Consiglio governativo iracheno. Ma nessuno finora e'
riuscito a spiegare esattamente come si potesse aggirare i
controlli. (ANSA)
TF
07-APR-04 21:27 NNNN
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8 aprile 2004
IRAQ:
LOMBARDIA; DS, FORMIGONI SPIEGHI RUOLO IN OIL FOR FOOD
(ANSA) - MILANO, 8 APR - ''Formigoni venga in aula a spiegare
in che forma e con che strumenti sono state aiutate le aziende
italiane o straniere in relazione con l'Iraq'': a chiederlo e'
il gruppo Ds in Consiglio regionale della Lombardia dopo
l'articolo 'Oil for Food la grande truffa' pubblicato oggi dal
Sole 24 Ore.
''L'inchiesta solleva forti dubbi che il programma Oil for
food sia in realta' servito a Saddam Hussein per costruire fondi
neri - ha commentato il capogruppo Pierangelo Ferrari - Anche
l'Onu sembra nutrire gli stessi sospetti tanto che ha avviato
un'indagine sull'intero programma''.
''Formigoni ha sempre sostenuto che il suo interessamento per
il programma era finalizzato allo sviluppo delle aziende
italiane in Iraq - ha concluso Ferrari -. Sarebbe ora che il
presidente lombardo chiarisse quali sono tali aziende e in quale
modo sono state aiutate''.(ANSA).
YN7-MH
08-APR-04 18:54 NNNN
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17 aprile 2004
IRAQ:
ONU; RUSSIA OSTACOLA INCHIESTA SU CORRUZIONE
NYT, BASTONI TRA LE RUOTE A NOMINA VOLCKER
(ANSA) - NEW YORK, 17 APR - La Russia sta mettendo i bastoni
tra le ruote alla formazione della commissione indipendente
decisa dall'Onu per indagare sulle accuse di corruzione legate
al programma 'petrolio in cambio di cibo' gestito dalle Nazioni
Unite in Iraq fino al 2002.
Il segretario generale Kofi Annan ha nominato Paul Volcker,
l'ex presidente della Federal Reserve americana, al timone
della commissione ma le obiezioni russe potrebbero indurlo a
rifiutare il lavoro.
I russi hanno fatto sapere di non essere d'accordo con una
risoluzione del Consiglio di Sicurezza che Volker vorrebbe
vedere approvata per poter accettare il mandato. ''Per noi e'
impossibile votare una risoluzione sulla base di notizie di
giornali'', ha dichiarato al New York Times il portavoce della
missione russa Sergiei Tepelkov.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
sono partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale. Il giornale iracheno aveva elencato
aziende e singoli individui che avrebbero ricevuto contributi
illegali di petrolio: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a
Baghdad e un membro del Parlamento di Mosca.
Nel documento pubblicato dal giornale iracheno erano nominati
anche Benon Sevan, un alto funzionario dell'Onu e l'ex capo del
programma petrolio in cambio di cibo, e Cotecna, una societa'
svizzera per cui lavora Kojo Annan, il figlio del segretario
generale.
Il programma petrolio in cambio di cibo venne istituito nel
dicembre 1996 per alleviare l'effetto delle sanzioni in Iraq.
Secondo le accuse su cui dovrebbero indagare Volcker e i suoi
commissari - il giudice Richard Goldstone, che e' stato il primo
procuratore nel tribunale per i crimini di guerra nei Balcani e
dall'avvocato svizzero Mark Pieth, un esperto di corruzione
internazionale e riciclaggio - l'iniziativa umanitaria si
trasformo' pero' ben presto in un bazar di tangenti e
favoritismi, sistematiche operazioni di contrabbando,
sovrapprezzi illegali e tasse portuali gonfiate.
(ANSA).
BN
17-APR-04 20:33 NNNN
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19 aprile 2004
IRAQ:
ONU; CONGRESSO INDAGA SU SCANDALO 'PETROLIO-CIBO'
RUSSIA CONTINUA AD OSTACOLARE COMMISSIONE INCHIESTA ONU
(ANSA) - WASHINGTON, 19 APR - Inizieranno questa settimana,
al Congresso degli Stati Uniti, le audizioni della commissione
di inchiesta americana sulle accuse di corruzione legate al
programma 'petrolio contro cibo' gestito dalle Nazioni Unite in
Iraq fino al 2002.
Per l'Onu, e per il suo segretario generale Kofi Annan, la
settimana che si e' aperta oggi potrebbe essere particolarmente
difficile, anche perche' la Russia sta continuando a mettere i
bastoni tra le ruote alla formazione della commissione
indipendente decisa dall'Onu per indagare sugli stessi fatto.
Alla fine della scorsa settimana, Annan aveva nominato Paul
Volcker, l'ex presidente della Federal Reserve americana, al
timone della commissione ma le obiezioni russe - a quanto si
dice appoggiate, tra le quinte da Francia e Cina - potrebbero
indurlo a rifiutare il lavoro.
I russi hanno fatto sapere di non essere d'accordo con una
risoluzione del Consiglio di Sicurezza che Volker vorrebbe
vedere approvata per poter accettare il mandato.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
sono partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale. Il giornale iracheno aveva elencato
aziende e singoli individui che avrebbero ricevuto contributi
illegali di petrolio: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a
Baghdad e un membro del Parlamento di Mosca.
Nel documento pubblicato dal giornale iracheno erano nominati
anche Benon Sevan, un alto funzionario dell'Onu e l'ex capo del
programma petrolio in cambio di cibo, e Cotecna, una societa'
svizzera per cui lavora Kojo Annan, il figlio del segretario
generale.
Il programma petrolio in cambio di cibo venne istituito nel
dicembre 1996 per alleviare l'effetto delle sanzioni in Iraq.
Secondo le accuse su cui dovrebbero indagare Volcker e i suoi
commissari - il giudice Richard Goldstone, che e' stato il primo
procuratore nel tribunale per i crimini di guerra nei Balcani e
dall'avvocato svizzero Mark Pieth, un esperto di corruzione
internazionale e riciclaggio - l'iniziativa umanitaria si
trasformo' pero' ben presto in un bazar di tangenti e
favoritismi, sistematiche operazioni di contrabbando,
sovrapprezzi illegali e tasse portuali gonfiate. (ANSA).
RL*BN
19-APR-04 19:23 NNNN
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20 aprile 2004
IRAQ:
ONU; VIA LIBERA RUSSIA A COMMISSIONE INCHIESTA
(ANSA) - NEW YORK, 20 APR - La Russia ha tolto il proprio
veto ad un progetto di risoluzione dell'Onu che istituisce una
commissione indipendente delle Nazioni Unite sulle accuse di
corruzione legate al programma 'petrolio contro cibo' gestito
dalle Nazioni Unite in Iraq fino al 2002.
Mosca ha dato cosi' il via libera di fatto alla nomina, da
parte del segretario generale Kofi Annan, di Paul Volcker, l'ex
presidente della Federal Reserve americana, al timone della
commissione.
''Ci sara' una risoluzione'', ha confermato in serata il
rappresentante permanente della Russia presso l'Onu, Gennady
Gatilov.
Intanto, iniziano questa settimana, al Congresso degli Stati
Uniti, le audizioni della commissione di inchiesta americana,
sullo stesso argomento.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
sono partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale. Il giornale iracheno aveva elencato
aziende e singoli individui che avrebbero ricevuto contributi
illegali: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a Baghdad e un
membro del Parlamento di Mosca.
Nel documento pubblicato dal giornale iracheno erano nominati
anche Benon Sevan, un alto funzionario dell'Onu e l'ex capo del
programma petrolio in cambio di cibo, e Cotecna, una societa'
svizzera per cui lavora Kojo Annan, il figlio del segretario
generale.
Il programma petrolio contro cibo venne istituito nel
dicembre 1996 per alleviare l'effetto delle sanzioni in Iraq.
(ANSA).
RL
20-APR-04 00:34 NNNN
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21 aprile 2004
IRAQ:
ONU, VIA LIBERA INCHIESTA PETROLIO CONTRO CIBO / ANSA
ANNAN VUOLE TUTTA LA VERITA'. VIA LIBERA CONSIGLIO SICUREZZA
(ANSA) - NEW YORK, 21 APR - Spinto dal segretario generale
dell'Onu Kofi Annan, impegnatosi ad ''ottenere tutta la
verita''', il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha oggi
dato il via libera, a New York, all' istituzione di una
commissione d'inchiesta indipendente, che dovra' indagare su
presunte irregolarita' e tangenti nell'ambito del programma
petrolio contro cibo.
Il programma, istituito a suo tempo per alleviare le
condizioni della popolazione dell'Iraq governato dall'allora
presidente Saddam Hussein, durante l'embargo internazionale,
avrebbe permesso a responsabili governativi e a funzionari
internazionali di arricchirsi indebitamente sfruttando i
proventi della vendita sotto controllo del petrolio iracheno.
La risoluzione che istituisce la commissione d'inchiesta, la
numero 1538, e' stata approvata all'unanimita'. In un primo
tempo la Russia, appoggiata tra le quinte dalla Francia, si
opponeva al via libera, ma ha poi cambiato idea.
La commissione d'inchiesta verra' presieduta da Paul Volcker,
ex presidente della Federal Reserve statunitense, che, in una
conferenza stampa ha promesso che ci sara' ''un'inchiesta
approfondita''.
Parallelamente all'Onu, anche il Congresso degli Stati Uniti
ha iniziato, questa settimana, ad indagare sullo scandalo.
Secondo le ultime rivelazione della Abc, 270 responsabili
politici di 22 paesi, oltre ad almeno tre personalita' dell'Onu,
tra cui il responsabile del programma Benon Sevan, sarebbero
coinvolti nello scandalo.
In base a documenti del ministero iracheno del petrolio
ottenuti dall'emittente statunitense, Sevan avrebbe ricevuto 3,5
milioni di dollari, provenienti dalla vendita di petrolio
iracheno.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
erano partite da un giornale iracheno in gennaio e sono state
riprese poi dalla stampa internazionale.
Il giornale iracheno aveva elencato aziende e singoli
individui che avrebbero ricevuto contributi illegali di
petrolio: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a Baghdad e un
membro del Parlamento di Mosca.
Nel documento pubblicato dal giornale iracheno erano nominati
oltre a Sevan, la Cotecna, una societa' svizzera per cui lavora
Kojo Annan, il figlio del segretario generale.
Secondo le accuse su cui indagheranno Volcker e i suoi
commissari - il giudice Richard Goldstone, che e' stato il primo
procuratore nel tribunale per i crimini di guerra nei Balcani e
l'avvocato svizzero Mark Pieth, un esperto di corruzione
internazionale e riciclaggio - l'iniziativa umanitaria si
trasformo' pero' ben presto in un bazar di tangenti e
favoritismi, sistematiche operazioni di contrabbando,
sovrapprezzi illegali e tasse portuali gonfiate. (ANSA).
RL
21-APR-04 19:08 NNNN
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15 maggio 2004
IRAQ:
ONU; PETROLIO-CIBO, QUATTRO INCHIESTE IN TUTTO
(ANSA) - WASHINGTON, 15 MAG - Sono quattro in tutto le
inchieste in corso sulle sulle accuse di corruzione legate al
programma 'petrolio contro cibo' gestito dalle Nazioni Unite in
Iraq fino al 2002.
Oltre a quelle avviate dal Congresso degli Stati Uniti e
dall'Onu il mese scorso, c'e' una inchiesta condotta dall'
Autorita' provvisoria della Coalizione (Cpa) in Iraq, che ha
chiesta alla societa' internazionale di auditing Ernst&Young di
esaminare i documenti provenienti da almeno 16 ministeri
iracheni.
La quarta inchiesta e' quella avviata da Ahmad Chalabi, uno
dei principali oppositori a Saddam, considerato vicino al
Pentagono e attualmente uno degli esponenti di spicco del
Consiglio di Governo Iracheno filo americano.
Chalabi ha assunto un'altra grossa societa' internazionale di
auditing, la Kmpg, e avrebbe voluto che la fattura, pari a 5
milioni di dollari circa, venisse pagata dalla Cpa, cosa che
l'amministratore americano in Iraq, Paul Bremer, ha rifiutato
seccamente.
La commissione d'inchiesta dell'Onu e' guidata da Paul
Volcker, l'ex presidente della Federal Reserve americana.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
sono partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale.
Il giornale iracheno aveva elencato aziende e singoli
individui che avrebbero ricevuto contributi illegali di
petrolio: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a Baghdad e un
membro del Parlamento di Mosca.
Nel documento pubblicato dal giornale iracheno erano nominati
anche Benon Sevan, un alto funzionario dell'Onu e l'ex capo del
programma petrolio in cambio di cibo, e Cotecna, una societa'
svizzera per cui lavora Kojo Annan, il figlio del segretario
generale.
Il programma petrolio in cambio di cibo venne istituito nel
dicembre 1996 per alleviare l'effetto delle sanzioni in Iraq.
Secondo le accuse l'iniziativa umanitaria si trasformo' pero'
ben presto in un bazar di tangenti e favoritismi, sistematiche
operazioni di contrabbando, sovrapprezzi illegali e tasse
portuali gonfiate. (ANSA).
RL
15-MAG-04 16:33 NNNN
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17 maggio 2004
IRAQ:
PETROLIO CONTRO CIBO, TELEGRAPH ACCUSA BREMER E CPA SECONDO GIORNALE,
OSTACOLEREBBERO INCHIESTA
(ANSA-AFP) - LONDRA, 17 MAG - L'amministratore americano in
Iraq Paul Bremer e l'Autorita' provvisoria della coalizione
(Cpa) ostacolano l'inchiesta sulla vicenda di corruzione legata
al programma 'petrolio in cambio di cibo' in favore dell'Iraq,
sotto il regime di Saddam Hussein, secondo quanto scrive oggi
(lunedi') il 'Daily Telegraph'.
''L'inchiesta sul piu' grave scandalo di corruzione nella
storia delle Nazioni Unite e' attualmente ostacolata dall'
amministrazione della coalizione in Iraq, diretta dagli Stati
Uniri'', afferma il quotidiano britannico, citando membri del
Congresso Usa e fonti a Baghad.
''Abbiamo seri dubbi sul modo in cui viene condotta questa
inchiesta'', dichiara Christopher Shays, parlamentare
repubblicano Usa.
Citato dal 'Telegraph', Claude Hankes-Drielsma, consulente in
organizzazione nominato dal Consiglio di governo transitorio
iracheno, accusa Bremer di avere ''messo un freno'' all'
inchiesta ''da quando questa ha cominciato a andare in prima
pagina sui giornali''.
Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan si e' impegnato il
21 aprile scorso a far luce sulle accuse di corruzione rivolte
all'organizzazione per quanto riguarda la gestione del programma
'Oil for Food', lanciato nel 1996 - e terminato nel novembre
2003 - per permettere di acquistare, con vendite controllate di
greggio, aiuti alimentari e medicinali in favore della
popolazione irachena. (ANSA-AFP).
DIG
17-MAG-04 03:09 NNNN
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16 luglio 2004
IRAQ:
ONU; ORO NERO E MERCATO NERO, RISCHI CORRUZIONE/ ANSA IGNOTE QUANTITA'
PETROLIO PRODOTTO. IL MISTERO DELLE SPESE
(ANSA) - WASHINGTON, 16 LUG - Parte dei ricavi del petrolio
iracheno, nell'ambito del programma delle Nazioni Unite 'Oil for
Food' (petrolio contro cibo), finirono nelle tasche dei
dignitari dell'ex presidente Saddam Hussein, e probabilmente
anche dei funzionari dell'Onu: una inchiesta e' in corso.
Una volta cacciato Saddam dal potere, poco o nulla sembra
essere cambiato, almeno da questo punto di vista. E' impossibile
misurare con precisione la produzione del petrolio iracheno (e
quindi capire quanto ne finisce sul mercato nero), e i ministeri
del paese mediorientale possono spendere quasi senza controllo,
il che probabilmente ha aperto le porte a un ampissimo giro di
corruzione e di 'mazzette'.
Almeno ufficialmente, chi indaga sull'uso dei fondi iracheni
e' decisamente piu' prudente. Lo Iamb (il gruppo di controllo
internazionale formato tra l'altro da Onu, Banca Mondiale e
Fmi), sostiene che tutto sembra essersi svolto ''in modo
globalmente trasparente''.
Ma, ci sono non poche perplessita' su come vengono spesi i
ricavi del Fondo di sviluppo dell'Iraq controllato dalle Nazioni
Unite, in cui vengono versati i proventi delle vendite di
petrolio iracheno, e dove sono confluiti i fondi del programma
'petrolio contro cibo'.
Lo Iamb ha incaricato una delle principali societa'
internazionali di auditing, la Kpmg, di studiare la situazione
in questi ultimi mesi, e un primo rapporto, provvisorio, e'
stato recentemente presentato alla stampa di Washington.
Il vice-segretario dell'Onu Jean-Pierre Halbwachs, ha citato
tra le principali preoccupazioni dello Iamb l'assenza di
misurazioni nell'estrazione di petrolio.
Preoccupano anche le pratiche di baratto, senza adeguati
controlli, tra greggio iracheno ed energia elettrica con alcuni
paesi vicini; il fatto che diversi contratti siano stati
stipulati per licitazione privata, tra cui quelli, per 1,4
miliardi nel periodo in questione, con la Halliburton, il
colosso petrolifero texano guidato dal vicepresidente degli
Stati Uniti Dick Cheney tra il 1995 e il 2000.
Un contratto per il quale e' stato impossibile avere
dettagli, nonostante le ripetute richieste all'Autorita'
Provvisoria della Coalizione (Cpa), che fino al 28 giugno ha
gestito il paese.
Nel suo rapporto provvisorio, la Kpmg parla anche di
''controlli inadeguati nelle spese dei ministeri iracheni'', e
cita la mancanza di documenti bancari o di buste paga.
Non ci sono prove di corruzione, anche se uno dei
responsabili dello Iamb, il rappresentante della Banca Mondiale,
Fayezul Choudury, vicepresidente e controllore,
sostiene che ''dall'assenza di controlli potrebbero scaturire
attivita' fraudolente. E' una delle nostre preoccupazioni''.
DIECI MILIARDI A SADDAM - Secondo inquirenti del Congresso
degli Stati Uniti, Saddam e i suoi gerarchi erano riusciti ad
incassare oltre 10 miliardi di dollari dal programma 'petrolio
contro cibo', teoricamente destinato ad alleviare le sofferenze
degli iracheni coumuni, a causa dell'embargo internazionale.
Per ottenere i documenti della banca che ha gestito il
programma, la Bnp-Paribas, la commissione parlamentare
d'inchiesta americana ad hoc si e' vista obbligata a denunciare
l'istituto finanziario.
La banca, che sin dai primi giorni si e' detta pronta a
collaborare con gli inquirenti, non ha il diritto di consegnare
spontaneamente i documenti sulle operazioni finanziarie in
questione. Glielo proibisce una clausa di riservatezza stipulata
con le Nazioni Unite, e denunciarla era l'unico modo legale per
ottenere i documenti. (ANSA).
RL
16-LUG-04 19:34 NNNN
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24 agosto 2004
TERRORISMO:
USA, TESORO ALLUNGA LISTA BANCHE CANAGLIA
(ANSA) - WASHINGTON, 24 AGO - Due nuove istituzioni
finanziarie vanno ad aggiungersi alla lista delle 'banche
canaglia' stilata dal dipartimento del tesoro degli Stati Uniti
per chiudere i cordoni dei finanziamenti al terrorismo
internazionale. Sono la First Merchant Bank della Repubblica
turco-cipriota e la Infobank della Bielorussia.
Le due societa' finanziarie off-shore sono accusate di
riciclare denaro proveniente da individui e organizzazioni
coinvolte in attivita' terroristiche.
In particolare, la Infobank sarebbe implicata nel 'lavaggio'
di fondi indirizzati all'Iraq di Saddam Hussein e provenienti
dal programma dell'Onu 'Oil-for-Food' (petrolio in cambio di
cibo), teoricamente destinato a consentire all'Iraq acquisti di
derrate alimentari e di generi di prima necessita', ma che
sarebbe invece servito ad arricchire gerarchi del regime e
funzionari, secondo quanto emerso da inchieste in corso.
L'inclusione delle due banche nella lista delle istituzioni
finanziarie criminali avviene nell'ambito del Patriot Act,
la discussa legge promulgata dal Congresso dopo l'11 Settembre
2001 e considerato uno strumento della 'guerra al terrore'.
Recentemente, nella lista nera sono anche finite una banca
con sede in Birmania e una con sede in Siria, pure accusate di
fornire linfa finanziaria a organizzazioni terroristiche.
L'inclusione nella lista, attuata dalla sezione del
dipartimento del tesoro preposta alla lotta contro la
criminalita' finanziaria, non congela i conti bancari ma
bandisce le societa' menzionate dal mercato finanziario
dell'Unione, mettendo fuorilegge anche loro eventuali partner
americani.
''Vogliamo portare la trasparenza nella finanza, non solo
americana, ma mondiale'', ha dichiarato William Fox, direttore
della sezione, in conferenza stampa al Foreign Press Center.
Il dipartimento del tesoro americano ha avviato
collaborazioni con le polizie di tutto il mondo per portare la
guerra al terrore all'interno dei caveau bancari.
Dall'11 Settembre 2001, sono stati congelati 400 milioni di
dollari, apparentemente destinati a finanziare il terrorismo
internazionale. (ANSA).
RED*GP
24-AGO-04 22:49 NNNN
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24 settembre 2004
IRAQ:
ONU; PETROLIO-CIBO, STRANI CONTRATTI FIGLIO ANNAN/ANSA
RESTO' SU BUSTA PAGA SOCIETA' SVIZZERA DOPO FIRMA CONTRATTO
(ANSA) - NEW YORK, 24 SET - Il figlio del segretario generale
dell'Onu Kofi Annan, Kojo, e' stato per oltre un anno sulla
busta paga di una societa' svizzera, la Cotecna Inspection
Services, dopo che questa ottenne un contratto, nel dicembre
1988, legato al programma dele Nazioni Unite 'petrolio contro
cibo' per alleviare la popolazione irachena colpita dall'embargo
internazionale.
Lo scrive oggi il Wall Street Journal, secondo cui fino ad
oggi sia le Nazioni Unite, sia la Cotecna, avevano detto che la
consulenza del figlio di Kofi Annan -che riguardava l'Africa e
non l'Iraq-, si era conclusa al momento della firma del
contratto, di un valore di 8,4 milioni di dollari, tra le
Nazioni Unite e la societa' svizzera.
Il Wsj parla di nuovi documenti che sembrano dimostrare il
contrario, secondo i quali 11 giorni dopo la firma del contratto
con l'Onu il direttore della Cotecna accetto' di tenere Kojo
sulla busta paga della societa' per altri 12 mesi, con uno
stipendio di 2500 dollari mensili, oltre alla possibilita' di
usare una carta di credito aziendale.
I deputati della commissione d'inchiesta del Congresso degli
Stati Uniti affermano non possedere per il momento prove che
dimostrino che le relazioni tra Kojo Annan e la Cotecna abbiano
agevolato la firma del contratto.
In tutto, sono in corso almeno tre inchieste sulle sulle
accuse di corruzione legate al programma, gestito dalle Nazioni
Unite in Iraq fino al 2002.
Oltre a quelle avviate dal Congresso degli Stati Uniti e
dall'Onu ad aprile, c'e' una inchiesta ordinata dall'allora
Autorita' provvisoria della Coalizione (Cpa) in Iraq, che aveva
chiesto alla societa' internazionale di auditing Ernst&Young di
esaminare i documenti provenienti da almeno 16 ministeri
iracheni.
La commissione d'inchiesta dell'Onu e' guidata da Paul
Volcker, l'ex presidente della Federal Reserve americana.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
sono partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale.
Il giornale iracheno aveva elencato aziende e singoli
individui che avrebbero ricevuto contributi illegali di
petrolio: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a Baghdad e un
membro del Parlamento di Mosca.
Nel documento pubblicato dal giornale iracheno erano nominati
anche Benon Sevan, un alto funzionario dell'Onu e l'ex capo del
programma petrolio in cambio di cibo, e la Cotecna.
Il programma petrolio in cambio di cibo venne istituito nel
dicembre 1996 per alleviare l'effetto delle sanzioni in Iraq.
Secondo le accuse l'iniziativa umanitaria si trasformo' pero'
ben presto in un bazar di tangenti e favoritismi, sistematiche
operazioni di contrabbando, sovrapprezzi illegali e tasse
portuali gonfiate.
(ANSA).
RL
24-SET-04 16:58 NNNN
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5 ottobre 2004
IRAQ:
ONU; STAMPA, TANGENTI SADDAM A ISPETTORE PETROLIO-CIBO
(ANSA) - NEW YORK, 5 OTT - L'ex dittatore iracheno Saddam
Hussein ha pagato una tangente di 104.000 dollari ad un
ispettore di una societa' olandese incaricata di controllare le
esportazioni di petrolio nell'ambito del programma delle Nazioni
Unite 'petrolio contro cibo' per alleviare la popolazione
irachena colpita dall'embargo internazionale.
Lo scrive oggi il Wall Street Journal, secondo cui grazie
alla tangente Saddam ed i suoi fedelissimi sono riusciti ad
incassare (e a nascondere) proventi del petrolio per circa 9
milioni di dollari.
Un dipendente della Saybolt International, di cui non viene
fatto il nome, aveva falsificato documenti sulle esportazioni di
petrolio, permettendo a circa 500.000 barili di greggio di
uscire dall'Iraq senza lasciare tracce.
In tutto, sono in corso almeno tre inchieste sulle accuse di
corruzione legate al programma, gestito dalle Nazioni Unite in
Iraq fino al 2002. Le due principali sono quella avviata dal
Congresso degli Stati Uniti e dall'Onu ad aprile.
La commissione d'inchiesta dell'Onu e' guidata da Paul
Volcker, l'ex presidente della Federal Reserve americana.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
sono partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale. Il giornale iracheno aveva elencato
aziende e singoli individui che avrebbero ricevuto contributi
illegali di petrolio: tra i 46 russi, l'ex ambasciatore a
Baghdad e un membro del Parlamento di Mosca.
Tra le persone citate nello scandalo, c'e' anche il figlio
del segretario generale dell'Onu Kofi Annan, Kojo, che e' stato
per oltre un anno sulla busta paga di una societa' svizzera, la
Cotecna Inspection Services, dopo che questa ottenne un
contratto, nel dicembre 1988, legato al programma.
RL
05-OTT-04 16:34 NNNN
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6 ottobre 2004
IRAQ:
ONU; PETROLIO-CIBO, MEGATANGENTE SADDAM A RESPONSABILE
SI TRATTA DI UN CIPRIOTA FUNZIONARIO DELLE NAZIONI UNITE
(ANSA) - NEW YORK, 6 OTT - L'ex dittatore iracheno Saddam
Hussein ha pagato una mega-tangente del valore di 1,2 milioni di
dollari, autorizzando il responsabile del programma 'petrolio
contro cibo' dell'Onu avviato per alleviare la popolazione
irachena colpita dall'embargo internazionale, a vendere
incassandone i proventi, 13,3 milioni di barili di greggio.
Lo scrive oggi il Wall Street Journal. Ieri lo stesso
quotidiano aveva pubblicato un articolo in cui sosteneva che lo
stesso Saddam aveva pagato una mazzetta di 104.000 dollari ad un
ispettore di una societa' olandese, la Saybotlt International,
incaricata di controllare le esportazioni di petrolio nell'
ambito dello stesso programma.
Il responsabile di 'petrolio contro cibo' si chiama Benon
Savan, ha 66 anni ed e' originario di Cipro. Lavora per le
Nazioni Unite da decenni, ma attualmente non ricopre nessuna
carica, per il suo presunto coinvolgimento nello scandalo, e
percepisce uno stipendio simbolico di un dollaro l'anno,
nell'attesa che l'inchiesta avviata sul programma si concluda.
In tutto, sono in corso almeno tre inchieste sulle
accuse di corruzione legate al programma, gestito dalle Nazioni
Unite in Iraq fino al 2002. Le due principali sono quella
avviata dal Congresso degli Stati Uniti e dall'Onu ad aprile.
La commissione d'inchiesta dell'Onu e' guidata da Paul
Volcker, l'ex presidente della Federal Reserve americana.
Le accuse di corruzione in seno al programma 'Oil for Food',
erano partite da un giornale iracheno in gennaio e riprese dalla
stampa internazionale. Il giornale iracheno aveva elencato
aziende e singoli individui che avrebbero ricevuto contributi
illegali di petrolio: tra queste, l'ex ambasciatore russo a
Baghdad e un membro del Parlamento di Mosca, oltre a Savan.
Tra le persone citate nello scandalo, c'e' anche il figlio
del segretario generale dell'Onu Kofi Annan, Kojo, che e' stato
per oltre un anno sul libro paga di una societa' svizzera, la
Cotecna Inspection Services, dopo che questa ottenne un
contratto, nel dicembre 1988, legato al programma.
(ANSA).
RL
06-OTT-04 22:43 NNNN
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7 ottobre 2004
IRAQ: ADM; BLAIR SOTTO ACCUSA,ATTACCO DISSIDENTI LABOUR/ANSA
OPPOSIZIONI, E' CHIARO CHE HA MENTITO
(di Patrizio Nissirio)
(ANSA) - LONDRA, 07 OTT - Tony Blair e' costretto sulla
difensiva: il rapporto dell'Iraq Survey Group americano, che ha
stabilito che Baghdad non aveva armi di distruzione di massa, ha
scatenato una serie di bordate dall'opposizione, ma anche
dall'interno del Partito laburista, dove diversi deputati che
gia' si opposero alla guerra mettono in discussione la sua
leadership.
I liberaldemocratici hanno chiesto che il premier si rechi
quanto prima alla camera dei Comuni per riferire sulla
questione, mentre i Conservatori hanno ribadito la loro accusa
secondo la quale Blair ha mentito al popolo britannico. Per il
leader liberale Charles Kennedy ''e' chiaro che non siamo andati
in guerra come ultima risorsa. Il primo ministro deve venire ai
Comuni per fare una dichiarazione completa, con la massima
urgenza, per spiegare perche' questo paese ando' in guerra sulla
basa di una informazione falsa''.
Per il leader conservatore Michael Howard i termini sono
ancora piu' chiari: ''Non penso che Blair abbia detto la
verita' sulle informazioni di intelligence che riceveva''.
Howard ha pero' ribadito che la guerra era necessaria, ''solo
che Blair avrebbe dovuto fidarsi dei cittadini britannici
dicendo la verita'''.
La linea del governo britannico - come era gia' stato
chiarito ieri alla vigilia della presentazione del rapporto al
tribunale - e' che il documento dell'Isg mostra che Saddam
Hussein aveva in ogni caso intenzione di dotarsi di armi di
distruzione di massa, che le sanzioni non funzionavano, e che in
ultima analisi rimuoverlo e' stata la cosa giusta. ''Non ha mai
avuto intenzione di rispettare le sanzioni'', aveva detto lo
stesso Blair.
Ma le rivelazioni che arrivano dagli Usa hanno ridato fiato
ai critici del premier all'interno del Labour. Per Robin Cook,
l'ex ministro che si dimise proprio per il suo dissenso nella
gestione della crisi irachena, il rapporto mostra che la guerra
''e' stata un tragico errore. Non c'erano arsenali. Non c'erano
programmi, il rapporto e' chiaro. Non c'erano agenti chimici,
non c'erano agenti batteriologici, non c'erano fabbriche per
produrli, non c'erano veicoli per lanciarli. Niente programmi,
niente capacita' belliche, niente armi''.
''Lo avremmo potuto scoprire se avessimo lasciato che Hans
Blix finisse il suo lavoro, senza fare una guerra che ha causato
10.000 morti'', ha aggiunto.
Un gruppo di deputati laburisti dissidenti sulla guerra ha
parimenti chiesto che Blair riferisca la prossima settimana in
Parlamento, avvertendo il premier che sfideranno la sua
leadership se egli intendera' restare al timone del partito e
del governo fino alla fine del suo terzo mandato, come ha detto
di voler fare se vincera' le prossime elezioni. Alan Simpson,
leader del gruppo Laburisti contro la guerra, per il quale
''l'Iraq e' pieno di morti innocenti, sepolti sotto una bugia
organizzata'', ha chiesto al segretario generale dell'Onu Kofi
Annan di portare Londra e Washington di fronte alla corte
internazionale di giustizia.
E Robert Marshall, un altro deputato laburista contro la
guerra ha parlato di ''momento decisivo per il Partito. C'e' tra
i laburisti una forte nevrosi sull'Iraq e questo rapporto la
aumenta. Si puo' rimuovere il problema in un solo modo,
rimuovendo il primo ministro''.
Intanto l'ex deputato del labour ed oggi indipendente George
Galloway, nominato piu' volte nel rapporto dell'Isg in relazione
al programma 'oil for food', ha di nuovo negato di aver
approfittato del programma per ricevere soldi da Baghdad, ha
negato ogni responsabilita' definendo questi presunti legami
''una bugia''.
''Sono accuse che vengono dal regime fantoccio imposto dagli
americani e dall'amministrazione Bush contro chi si e' opposto a
loro'', ha detto Galloway, che fu espulso dal partito per le sue
polemiche contro il sostegno del governo laburista alle
politiche Usa sull'Iraq. (ANSA).
NS
07-OTT-04 19:02 NNNN
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8 ottobre 2004
IRAQ:
RAPPORTO CIA; API, NESSUNA 'LISTA SEGRETA'
IRAQ FORNITORE DAL '75, POI RITIRI SOLO CON 'OIL FOR FOOD'
(ANSA) - ANCONA, 8 OTT - In merito alle notizie riguardanti
le liste di importatori di petrolio dall'Iraq, l'Api precisa
oggi, in una nota, che ''l'Iraq e' uno dei suoi fornitori di
greggio fin dal 1975''.
''A seguito dell'invasione irachena del Kuwait nel 1990, a
causa del conseguente embargo Onu, Api - si legge ancora nel
comunicato - ha ovviamente interrotto i propri ritiri, che sono
ripresi soltanto nell'ambito di alcune fasi del programma 'oil
for food', ideato e gestito dall'Onu stessa''.
''Tale programma - ricorda l'azienda - prevedeva prezzi del
greggio soggetti a autorizzazione Onu, con pagamento dell'intero
controvalore su una banca internazionale dalla stessa
designata''.
L'Api ''non e' a conoscenza di alcuna 'lista segreta',
essendo l'elenco completo dei compratori autorizzati nell'ambito
del programma 'oil for food' disponibile presso l'organizzazione
delle Nazioni Unite''. (ANSA).
DAN
08-OTT-04 16:50 NNNN
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19 ottobre 2004
IRAQ: ONU; OPPOSIZIONI, FORMIGONI SPIEGHI BARILI PETROLIO
(ANSA) - MILANO, 19 OTT - Il presidente della Regione
Lombardia Formigoni deve spiegare perche' il suo nome e' in una
lista di aziende e persone che hanno ricevuto barili di petrolio
da Saddam Hussein e lo deve fare davanti al Consiglio regionale
della Lombardia. Questa era la richiesta di un'interrogazione
che Ulivo e Prc hanno chiesto di discutere ''urgentemente'' in
aula, una richiesta che e' stata bocciata al voto.
''Non siamo disponibili a trasformare il Consiglio regionale
in una tribuna per riciclare pattume - ha detto il capogruppo di
Forza Italia Giulio Boscagli -, e' riciclaggio di notizie
diffuse parzialmente dalla Cia, per sua stessa ammissione non
verificate e senza il nome di un inglese o di un americano''.
Nella relazione all'Onu dell'Iraq Survey Group, incaricato di
verificare la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq,
sono stati allegati 13 elenchi iracheni segreti sull'operazione
Oil for Food. E in questi elenchi appare con il nome di Roberto
Frimigoni, che e' stato associato a quello del presidente della
Lombardia. ''Formigoni si e' sempre dichiarato contro la guerra
in Iraq - ha commentato Boscagli -. E cosi' strano pensare a un
tiro mancino?''.
La risposta pero' non ha convinto il centrosinistra che, dopo
il rifiuto di discutere della sua interrogazione oggi, ha
indetto una conferenza stampa. ''Questa sara' una congiura della
Cia? - ha detto il capogruppo Ds Pierangelo Ferrari - Ci sara'
dietro qualcun altro? Forse la compagnia di canto popolare? Non
lo so. Io so che noi vogliamo sapere se queste notizie sono
fondate e chiediamo a Formigoni di dircelo e il fatto che non
risponda mi preoccupa''.
''Non c'e' nulla di precostituito - ha aggiunto il capogruppo
della Margherita Guido Galperti - o di pregiudiziale. Abbiamo
solo chiesto al presidente di parlare''. Qualche critica a
rapporti internazionali troppo ''disinvolti, come quando il
figlio di Gheddafi espose i suoi quadri a Milano'' e' arrivata
dal consigliere dello Sdi Elio Luraghi, mentre il capogruppo del
Prc si e' detto ''soddisfatto che Boscagli abbia ammesso che in
Iraq non c'erano armi di distruzione di massa''. ''Certo che se
sara' confermato che Formigoni trattava di petrolio - ha
concluso il Verde Carlo Monguzzi - si dimostrerebbe che la sua
promessa dell'idrogeno in Lombardia e' una bugia''.
Secondo il capogruppo di An Luca Ferrazzi, pero', si tratta
solo di ''accuse strumentali della sinistra''. (ANSA).
YN7-TC
19-OTT-04 16:21 NNNN
IRAQ: ULIVO E PRC LOMBARDI, FORMIGONI DICA SUO RUOLO IN 'OIL FOR
FOOD' =
MOZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE SU QUESTIONE BARILI PETROLIO
Milano,
19 (Adnkronos) - ''Formigoni ci dica che ruolo ha avuto
nell'operazione 'oil for Food' e se ha ricevuto o meno i barili di
petrolio. Non puo' non rispondere''. Con queste parole il capogruppo
lombardo dei Ds, Pierangelo Ferrari, spiega il motivo per cui
l'opposizione lombarda ha presentato al Consiglio regionale una
mozione urgente per fare chiarezza su quello che un quotidiano
economico ha denunciato come ''lo scandalo delle assegnazioni
petrolifere di favore'', che il regime iracheno avrebbe attuato
attraverso la campagna petrolifera di Stato 'Oil for food''', il
programma creato dall'Onu per permettere all'Iraq di vendere petrolio
durante l'embargo e utilizzare i ricavi per fini umanitari.
Nell'elenco
delle cinque persone italiane che avrebbero ricevuto
barili, compare anche il nome del presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni che, in base a un dossier pubblicato a gennaio dal
giornale iracheno Al Mada, avrebbe ritirato 17 mln di barili. (segue)
(Mrs/Lr/Adnkronos)
19-OTT-04 18:59
IRAQ:
FI LOMBARDA, NON DISCUTIAMO DI DOSSIER TENDENZIOSI =
AN, NOTIZIE SU BARILI PETROLIO VANNO VERIFICATE
Milano,
19 ott. (Adnkronos) - ''I lavori del Consiglio regionale
lombardo non possono essere condizionati da dossier tendenziosi. Non
intendiamo prendere parte a un pasticcio internazionale e a una
ricostruzione non credibile''. Cosi' Giulio Boscagli, capogruppo
lombardo di Forza Italia, spiega il motivo per cui la maggioranza di
centrodestra ha votato contro l'iscrizione all'ordine del giorno della
mozione urgente presentata dal centrosinistra dopo il dossier
pubblicato da un quotidiano economico che indicherebbe anche il
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, tra le persone
che avrebbero ricevuto barili di petrolio dal regime iracheno.
Secondo
Boscagli il quotidiano avrebbe riciclato ''notizie
diffuse dalla Cia ma non verificate. Il filo tra i Ds e i poteri
forti, anche all'interno di Confindustria, desta una certa
curiosita'''. ''Non abbiamo espresso un voto contro la mozione del
centrosinistra, ma solo contro la sua urgenza -aggiunge il capogruppo
lombardo di An, Luca Ferrazzi- il centrosinistra strumentalizza queste
notizie. Noi siamo per la trasparenza ma cio' che e' scritto nel
dossier va verificato''.
(Mrs/Lr/Adnkronos)
19-OTT-04 19:06
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22 ottobre 2004
IRAQ:
VOLKER PUBBLICA LISTA COMPLETA COMPAGNIE BENEFICIARIE OIL-FOR-FOOD =
SONO UN TOTALE DI 4.734
New York, 22 ott.
(Adnkronos/Washington Post) - La commissione
presieduta da Paul Volker, l'ex presidente della Federal Reserve
americana, istituita al Palazzo di Vetro per indagare sulla
malagestione del programma ''oil-for-food'' ha pubblicato la lista
completa della societa' beneficiarie di contratti con l'Iraq di Saddam
Hussein. Si tratta di un libro di 300 pagine in cui compaiono un
totale di 4.734 societa', non necessariamente colpevoli di
malversazioni dato che i contratti erano autorizzati dal programma
lanciato dall'Onu nel 1996 per consentire all'Iraq la vendita di
quantita' limitate di greggio per acquistare cibo e medicinali allo
scopo di alleggerire le conseguenze delle sanzioni per gli iracheni.
(segue)
(Ses/Zn/Adnkronos)
22-OTT-04 12:12
NNNN
IRAQ:
VOLKER PUBBLICA LISTA COMPLETA COMPAGNIE BENEFICIARIE OIL-FOR-FOOD (2)
=
(Adnkronos) - Sono
in particolar modo coinvolte societa' basate
in Russia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Turchia, compagnie
queste che hanno acquistato complessivamente 32 miliardi di dollari di
greggio dall'Iraq fra il 1996 e il 2003, la meta' di quello venduto da
Baghdad nello stesso periodo. Sono presenti nella lista compilata da
Volker anche quatto societa' americane, acquirenti di petrolio
iracheno per un valore complessivo di 482 milioni di dollari.
Ma sono tre compagnie
russe, la Zarubezhneft, la JSC Alfa Eco e
una terza non identificata ad aver fatto la parte del leone,
acquistando la gran parte del greggio iracheno esportato in quel
periodo, per una quantita' pari a un terzo del totale. Le due francesi
Total e Socap hanno acquistato oltre tre miliardi di petrolio. E la
societa' Sinochem International Oil London, di proprieta' anglo
cinese, ha steso contratti per 2,2 miliardi di greggio.
Volker ha detto di
auspicare che la lista possa aiutare le
magistrature dei diversi Paesi coinvolti a svolgere le loro proprie
indagini sulla gestione del programma. Il Presidente della commissione
ha precisato inoltre che le indagini stanno facendo ''progressi
sostanziali'' e che entro breve incontrera' il responsabile dell'Iraq
Survey Group, Charles Duelfer, che ha recentemente affermato di fronte
al Congresso americano che l'Iraq aveva accomulato 1,7 miliardi di
dollari in fondi neri passati dalle societa' beneficiarie di contratti
nel quadro del programma ''oil-for-food'', contratti che l'Iraq di
Saddam Hussein era libera di assegnare a sua discrezione, secondo
quanto tconcordato con le Nazioni Unite nel 1996.
(Ses/Zn/Adnkronos)
22-OTT-04 12:15
NNNN
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26 ottobre 2004
IRAQ: VOLCKER, SCOPRIREMO TUTTA LA VERITA' SU
OIL FOR FOOD =
PARLA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA DELL'ONU
Roma, 26 ott. (Adnkronos) - ''Sara' fatta luce completa sul traffico di
danaro sporco che ha coinvolto il regime di Saddam Hussein''. Ad affermarlo
in un'intervista concessa in esclusiva al 'Sole 24 Ore' e al 'Financial
Times' e' l'ex governatore della Federal Reserve americana Paul Volcker,
presidente della commissione d'inchiesta dell'Onu che indaga sullo scandalo
dell'Oil for food, il programma creato nel 1996 per permettere all'Iraq,
allora sotto embargo, di vendere il proprio petrolio sotto la stretta
supervisione delle Nazioni Unite. Volcker nell'intervista assicura: ''L'Onu
dovra' cambiare se le accuse di corruzione saranno confermate''. (segue)
(Mig/Pe/Adnkronos) 26-OTT-04 09:23 NNNN
IRAQ: VOLCKER, SCOPRIREMO TUTTA LA VERITA' SU OIL FOR FOOD (2)
=
NOSTRO COMPITO E' PRESENTARE RAPPORTO IMPARZIALE - 5MILA GRUPPI COINVOLTI
(Adnkronos) - Le Nazioni Unite non sono l'unico bersaglio dell'inchiesta,
ricorda Volcker, ci sono anche societa' e governi. ''Spesso -dice- si
parla dell'Onu quando invece si dovrebbe parlare del Consiglio di Sicurezza,
che non e' l'Onu, benså i governi di cinque Paesi. Incluso quello
americano. Se c'erano tutti questi traffici, perche' il governo Usa ha
lasciato che andassero avanti?''. ''Finora abbiamo avuto la cooperazione
di tutti -aggiunge ancora il presidente della Commissione d'inchiesta-
Ma quando si comincera' a scendere nei dettagli e indagare a fondo su
societa' specifiche ritenute corrotte, e sulla gente che puo' esserci
dietro, e' chiaro che si incontreranno resistenze. Da parte di governi
o di altri. Ci stiamo avvicinando a quello stadio'', dice, sottolineando
che nelle indagini pero' non ci saranno esitazioni: ''Andremo dove le
piste ci portano''.
''Ci sono quasi 5mila societa' coinvolte in questo programma -spiega Volcker-
Alcune sono del tutto oneste e normali, altre sono societa' marginali
e altre ancora di facciata. Se dovessimo metterci a indagare su ognuna
di queste ci metteremmo un decennio. E non e' quello che abbiamo intenzione
di fare. Sceglieremo alcuni casi che riteniamo importanti, saremo selettivi.
E penso che saremo in grado di presentare un rapporto finale convincente,
imparziale e soprattutto basato sui fatti''. ''Il nostro compito e' di
presentare un rapporto imparziale. Senza fini politici -garantisce il
presidente della Commissione di inchiesta- L'Onu e' un'istituzione importante,
ma il nostro compito non e' di difenderla. E nemmeno di attaccarla. Cerchiamo
solo di stabilire i fatti e la verita'''. (Mig/Pe/Adnkronos) 26-OTT-04
09:43 NNNN
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9 novembre 2004
IRAQ:
FORMIGONI, SU OIL FOR FOOD LA SINISTRA SUCCUBE DELLA CIA =
DS LOMBARDI CHIEDONO CHIARIMENTI SULLA VICENDA DI 'OIL FOR FOOD'
Milano,
9 nov. - (Adnkronos)- ''Mi fa pena questa sinistra
succube della Cia''. Con queste parole Roberto Formigoni, presidente
della Regione Lombardia, risponde a Pierangelo Ferrari, capogruppo dei
Ds, che, nell'aula del Consiglio regionale lombardo, gli chiede
chiarimenti sulla vicenda di 'Oil for food'. Gia' lo scorso 28 gennaio
il centrosinistra aveva depositato una interrogazione per chiedere
conto delle notizie riportate dal quotidiano 'Il sole 24 ore', che
riportavano il nome di Formigoni in un elenco di persone che avrebbero
ricevuto milioni di barili di petrolio da parte di Saddam Hussein.
''Saremmo
grati -spiega Ferrari - se il presidente ci volesse
rispondere. Se cosi' non fosse annunciamo che non lasceremo l'aula
solo per rispetto ai lavoratori dell'Alfa Romeo e della delicata
questione oggi in discussione''. Il Consiglio regionale infatti si sta
confrontando sul futuro dei lavoratori in cassa integrazione e
dell'area di Arese.
(Mrs/Lr/Adnkronos)
09-NOV-04 16:48
IRAQ:
DS, FORMIGONI RISPONDA SU OIL FOR FOOD
PRESIDENTE REPLICA, CHE PENA SINISTRA SUCCUBE CIA
(ANSA) - MILANO 9 NOV - Il capogruppo dei Ds in Consiglio
regionale, Pierangelo Ferrari, ha chiesto di mettere in
discussione nella seduta di oggi del Consiglio l'interrogazione
presentata dai Democratici di sinistra lo scorso gennaio sul
programma dell'Onu Oil for Food.
''Secondo l'articolo 35 dello Statuto - ha detto Ferrari - il
presidente e gli assessori hanno l'obbligo di rispondere entro
15 giorni alle interrogazioni e alle interpellanze che vengono
poste. Il 28 gennaio scorso abbiamo depositato un'interrogazione
per chiedere conto della notizia che vedrebbe Formigoni
coinvolto nello scandalo internazionale nato attorno al
programma Oil for Food. Chiediamo al presidente di rispondere''.
L'interrogazione, pero', - ha sottolineato il presidente del
Consiglio Attilio Fontana - non era all'ordine del giorno e non
si poteva discutere. Quindi, in Consiglio, il presidente della
Regione Roberto Formigoni si e' limitato a replicare a Ferrari
con una battuta: ''Che pena questa sinistra succube della Cia.
Cerca infatti di agitare contro di me uno scritto semisegreto
dell'agenzia di spionaggio americana''. (ANSA).
YN7-GRA
09-NOV-04 19:10 NNNN
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9 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD; DS, FORMIGONI RIFERISCA IN CONSIGLIO
RICHIESTA IN AULA DOPO ARTICOLO SOLE-24 ORE E FINANCIAL TIMES
(ANSA) - MILANO, 9 FEB - Il Presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni riferisca in aula sul suo ruolo nel
progetto della Nazioni Unite 'Oil for food': la richiesta e'
arrivata a inizio della seduta del Consiglio regionale dal
capogruppo Ds, Pierangelo Ferrari, dopo la pubblicazione oggi
sul 'Sole 24 ore' e sul 'Financial Times' di un lungo articolo
sull' inchiesta Onu sulla vicenda.
''Le chiedo - ha detto Ferrari rivolgendosi al Presidente del
Consiglio regionale Attilio Fontana - se non sia il caso di
chiedere al Presidente Formigoni di rispondere all'interpellanza
che abbiamo presentato il 23 gennaio chiedendogli di spiegare in
aula il ruolo che ha avuto nella vicenda''.
''Riferire in aula - ha sottolineato Ferrari - non significa
parlare agli 80 consiglieri, ma riferire sul suo ruolo a tutta
la Lombardia''. (ANSA).
KUK/MGG
09-FEB-05 11:59 NNNN
OIL
FOR FOOD: PIZZETTI (DS), SONO GARANTISTA MA VOGLIO LA VERITA' =
Milano,
9 feb. - (Adnkronos) - Da Cremona, dove ß in corso il
viaggio di ascolto del candidato presidente del Centrosinistra
Riccardo Sarfatti, il consigliere regionale Ds Luciano Pizzetti
interviene in merito all'articolo pubblicato oggi dal 'Il Sole 24 Ore'
e dal 'Financial Times' sul presunto coinvolgimento del Presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni nello scandalo Oil for
food: ''Sono garantista, ma voglio la veritÖ sostiene Pizzetti-
Roberto Formigoni non può più tacere. La vicenda Oil for
food
evidenzia responsabilitÖ che, se confermate, sono estremamente
gravi''.
''Più
inchieste internazionali lo chiamano in causa direttamente
e -prosegue Pizzetti- segnalano un coinvolgimento della Regione
Lombardia nell'affaire che ha distratto fondi dal progetto di aiuti
alla popolazione irachena a favore del regime di Saddam Hussein e di
esponenti politici e no di molti paesi. Da mesi -sottolinea- chiediamo
spiegazioni. La risposta ß sempre stata che si tratta di una manovra
della Cia''.
''E' ora
-conclude Pizzetti- di uscire dall'ambiguitÖ che
offusca la veritÖ. Formigoni risponda delle gravi accuse che gli
vengono mosse. Noi ci auguriamo che tali risposte arrivino e siano
convincenti nell'interesse della Lombardia''.
(Red-Ros/Zn/Adnkronos)
09-FEB-05 12:51
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IRAQ:
OIL FOR FOOD; FORMIGONI, SOLITA MINESTRA RISCALDATA
(ANSA)
- MILANO, 9 FEB - ''Le notizie diffuse oggi sono la
solita minestra riscaldata che da un anno viene ricicciata in
modi diversi''. Cosi' il presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, ha commentato l'articolo-inchiesta pubblicato
dal Sole 24 Ore e dal Financial Times su suoi presunti rapporti
con il regime iracheno nell'ambito dell'operazione 'Oil for
food'.
''Nulla mi viene contestato perche' nulla mi puo' essere
contestato'' ha detto Formigoni, che ha aggiunto: ''Dopo di che
e' anche noto che io ho sempre difeso la causa della pace in
Iraq, fin dal 1990 quando mi recai, primo e unico uomo politico,
per salvare e portare a casa 250 cittadini italiani che erano
detenuti come ostaggi alla vigilia della guerra del Golfo''.
Formigoni ha quindi voluto sottolineare la sua attivita'
internazionale di questi ultimi anni. ''In questi anni - ha
detto - ho guidato decine e decine di missioni lombarde in tutti
i paesi del mondo, sempre e ovunque promozionando e difendendo
le aziende lombarde e italiane e sempre nel rispetto delle linee
dell'Onu e del governo del mio Paese''.
''Sono orgoglioso - ha concluso - di aver difeso e aiutato il
mondo economico cosi' come il mondo universitario e il sistema
culturale ad intrecciare relazioni in tutto il mondo''. (ANSA).
OIL FOR FOOD: FORMIGONI, SOLITA MINESTRA RISCALDATA =
(AGI) - Milano, 9 feb. - "Le notizie diffuse oggi sono la
solita minestra riscaldata che da un anno viene ricicciata in
modi diversi". Commenta cosi' il Presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, le notizie apparse oggi su un
quotidiano a proposito di un suo coinvolgimento nell'inchiesta
dell'oro nero di Saddam. "Nulla mi viene contestato - continua
Formigoni - perche' nulla mi puo' essere contestato. Dopo di
che' e' anche noto che ho sempre difeso la causa della pace in
Iraq fin dal '90 quando mi recai in quel Paese, primo e unico
uomo politico italiano, per portare a casa 250 cittadini
detenuti come ostaggi". (AGI)
Cli/Car (Segue)
091301 FEB 05
IRAQ:
FORMIGONI, OIL FOR FOOD? MINESTRA RISCALDATA (2) =
'RISPETTATE LINEE DELL'ONU E DEL GOVERNO ITALIANO'
(Adnkronos)-
''In questi anni -prosegue Formigoni - ho guidato
decine e decine di missioni lombarde in tutti i Paesi del mondo,
sempre e ovunque promozionando e difendendo le aziende lombarde e
italiane e sempre nel rispetto delle linee dell'Onu e del governo del
mio Paese''.
''Sono
orgoglioso di avere difeso e aiutato il mondo economico,
l'Universita' e il sistema culturale -conclude Formioni - ad
intrecciare relazioni in tutto il mondo''.
(Dra/Zn/Adnkronos)
09-FEB-05 13:02
IRAQ:
FORMIGONI, OIL FOR FOOD? MINESTRA RISCALDATA =
'NULLA MI PUO' ESSERE CONTESTATO'
Milano,
9 feb. (Adnkronos) - ''Le notizie diffuse oggi sono la
solita minestra riscaldata che da un anno viene riciciata in modi
diversi. Nulla mi viene contestato perche' nulla mi puo' essere
contestato''. Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni,
commenta cosi' una lunga inchiesta pubblicata oggi da 'Il sole 24
ore', in relazione al programma Oil For Food, per l'Iraq.
''E' anche
noto -aggiunge Formigoni - che io ho sempre difeso la
causa della pace in Iraq, fin dal 1990 quando mi adoperai, primo e
unico uomo politico italiano, per salvare, per portare a casa 250
cittadini italiani detenuti come ostaggi alla vigilia della prima
guerra del Golfo''. (segue)
(Dra/Zn/Adnkronos)
09-FEB-05 13:02
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, SOLITA MINESTRA RISCALDATA (2)=
(AGI) - Milano, 9 feb. - Il governatore precisa che in questi
anni ha guidato numerose missioni lombarde in tutti i Paesi del
mondo e "sempre nel rispetto delle linee dell'Onu e del Governo
del mio Paese. E sono orgoglioso di aver difeso e aiutato il
mondo economico cosi' come l'universita' e il sistema
culturale, ad intrecciare relazioni in tutto il mondo".
L'articolo apparso oggi su un quotidiano nazionale
testimoniava la presenza del presidente ad una conferenza
stampa che si tenne a Baghdad nel '99 contro l'aggressione
americana e per la fine dell'embargo. Una commissione Onu sta
indagando su un contratto firmato da un consulente della
Regione Lombardia. Tra il '97 e il 2003, secondo l'inchiesta,
Saddam avrebbe dato in omaggio buoni petroliferi a diversi
personaggi in cambio del loro supporto alla campagna di
abolizione delle sanzioni imposte all'Iraq dopo la guerra del
golfo. (AGI)
Cli/Car/Msc
091307 FEB 05
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IRAQ:
OIL FOR FOOD; SARFATTI, CHIEDO CHE EMERGA LA VERITA'
FINO AD OGGI SONO STATE DATE SOLO RISPOSTE ELUSIVE ED EVASIVE
(ANSA) - MILANO, 9 FEB - ''Non voglio esprimere giudizi in
questa fase, quello che chiedo appassionatamente e' che emerga
la verita'''. Cosi' il candidato per il centrosinistra alla
presidenza della regione Lombardia, Riccardo Sarfatti, commenta
l'articolo-inchiesta pubblicato dal Sole 24 Ore e dal Financial
Times sui presunti rapporti che il governatore Roberto Formigoni
avrebbe avuto con il regime iracheno nell'ambito dell'operazione
Oil for food.
''Fino ad oggi infatti - ha aggiunto Sarfatti - sono state
date solo risposte elusive ed evasive. Il problema di fondo che
pone questa vicenda e' la necessita' di una trasparenza delle
politiche internazionali e di un' etica dei rapporti
internazionali. Non e' solo la Lombardia che vuole conoscere la
verita'''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; PIZZETTI (DS), FORMIGONI NON PUO' TACERE
PAGLIARULO (PDCI),IL PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA DEVE RISPONDERE
(ANSA) - MILANO, 9 FEB - ''Sono garantista ma voglio la
verita'. Formigoni non puo' piu' tacere. La vicenda Oil for food
evidenzia responsabilita' che, se confermate, sono estremamente
gravi''. Cosi' Luciano Pizzetti, segretario regionale dei Ds, ha
commentato l'articolo-inchiesta del Sole 24 Ore e del Financial
Times su un presunto coinvolgimento del presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, nello scandalo Oil for food
nell'ambito dei suoi rapporti con il regime di Saddam Hussein.
''Piu' inchieste internazionali - ha affermato Pizzetti - lo
chiamano in causa direttamente e segnalano un coinvolgimento
della regione Lombardia nell'affaire che ha distratto fondi dal
progetto di aiuti politici e no di molti Paesi. Da mesi
chiediamo spiegazioni. La risposta e' sempre stata che si tratta
di una manovra della Cia''.
''E' ora - ha concluso Pizzetti - di uscire dall'ambiguita'
che offusca la verita'. Formigoni risponda delle gravi accuse
che gli vengono mosse. Noi ci auguriamo che tali risposte
arrivino e siano convincenti nell'interesse della Lombardia''.
Sulla vicenda ha preso posizione anche Gianfranco
Pagliaruolo, parlamentare milanese del Pdci. ''Formigoni - ha
detto Pagliarulo - deve dire quello che sa sullo scandalo Oil
for food''. Quindi ha posto una serie di domande: ''E' vero o
non e' vero che Formigoni ha fatto opera di intermediazione
petrolifera? Ci sono stati vantaggi economici in base a tale
opera? E se si' chi ne ha usufruito? E' vero o non e' vero che
la Commissione d'inchiesta dell'Onu sta indagando su di lui?''.
''Vale come sempre - ha concluso Pagliarulo - la presunzione
d'innocenza. Ma Formigoni ha il dovere, politico ed etico, della
massima trasparenza. Gli elettori devono sapere a chi affidano
il proprio mandato''. (ANSA).
IRAQ: OIL FOR FOOD; DS E DL, FARE CHIAREZZA SU FORMIGONI
INTERPELLANZA MANTINI E QUARTIANI, GOVERNO DISPONGA INDAGINE
(ANSA) - ROMA, 9 FEB - Un'interpellanza urgente sottoscritta
da diversi deputati di opposizione, primi firmatari Pierluigi
Mantini (Margherita) e Erminio Quartiani (Ds), chiede al governo
un'indagine per fare chiarezza sulle accuse al presidente della
giunta regionale lombarda, Roberto Formigoni, emerse nell'ambito
di un'inchiesta dell'Onu sul programma Oil for food con l'Iraq.
Quartiani e Mantini ricordano che il 'Sole 24 Ore' e il
'Financial Times' riportano che la commissione di inchiesta
dell'Onu ha indicato Formigoni ''come il maggior beneficiario,
tra i politici occidentali coinvolti, dei guadagni derivanti dai
contratti petroliferi (24 milioni di barili)''. Sempre secondo i
giornali citati dai due deputati, il nome di Formigoni ''era
gia' emerso nel gennaio 2004, quando il giornale iracheno 'al
Mada' rese pubblico un elenco, redatto dal ministero del
petrolio di Baghdad, di politici e 'opinion maker' di tutto il
mondo che avevano ricevuto assegnazioni petrolifere segrete a
prezzi di favore, in cambio del loro supporto nella campagna
contro le sanzioni Onu tra il 1997 e il 2003''.
''Se i fatti denunciati - affermano Quartiani e Mantini -
corrispondessero al vero si determinerebbe una grave lesione
della credibilita' internazionale della politica estera dell'
Italia nei confronti dell'Iraq, in un momento delicatissimo
dell'evoluzione dell'assetto democratico di quel paese''.
Dopo aver sottolineato la necessita' che ''non possano esserci
speculazioni di alcun tipo sulla correttezza dei rapporti
internazionali tra Italia e Iraq e sulla legalita' delle
transazioni commerciali petrolifere, anche alla luce delle
deliberazioni dell'Onu'' i due deputati concludono che ''e'
necessario quindi che il governo disponga immediatamente
un'indagine sui fatti denunciati e che riferisca quali misure
ritenga utile assumere al riguardo''.(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; DALLA CHIESA, FORMIGONI DEVE SPIEGARE
E' DOVERE MORALE E POLITICO, NON E' SOLO MINESTRA RISCALDATA
(ANSA) - ROMA, 9 FEB - ''L'inchiesta di oggi del 'Sole 24
Ore' non e' una minestra riscaldata, lo potrebbe essere solo se
il presidente Formigoni avesse gia' spiegato in modo documentato
e cristallino il suo coinvolgimento nei fatti che vengono
raccontati''. Lo afferma in una nota Nando Dalla Chiesa,
coordinatore milanese e senatore della Margherita.
''Chi si candida a governare la regione piu' importante del
Paese, che in nome di quella regione fa anche politica estera -
aggiunge Dalla Chiesa - ha il dovere di spiegare; si tratta di
un dovere politico e morale''.(ANSA).
OIL FOR FOOD: INTERPELLANZA URGENTE OPPOSIZIONI ALLA CAMERA =
(AGI) - Roma, 9 feb. - Interpellanza urgente presentata dalle
opposizioni, primi firmatari Pierluigi Mantini (Margherita) e
Erminio Quartiani (DS), al presidente del Consiglio e al
ministro degli Esteri sullo scandalo 'Oil for food' e al
presunto coinvolgimento del governatore lombardo Fromigoni.
"Se i fatti denunciati corrispondessero al vero - affermano
Mantini e Quartiani - si determinerebbe una grave lesione della
credibilita' internazionale della politica estera dell'Italia
nei confronti dell'Iraq, in un momento delicatissimo
dell'evoluzione dell'assetto democratico di quel paese. Le
circostanze esigono che non possano esserci speculazioni di
alcun tipo sulla correttezza dei rapporti internazionali tra
Italia e Iraq e sulla legalita' delle transazioni commerciali
petrolifere, anche alla luce delle deliberazioni dell'Onu. E'
necessario quindi che il governo disponga immediatamente
un'indagine sui fatti denunciati e che riferisca quali misure
ritenga utile assumere al riguardo". (AGI)
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10 febbraio 2005
IRAQ: OIL FOR FOOD, INDAGINE A MILANO PARTITA DAL RAPPORTO ONU
Milano, 10 feb. (Adnkronos) - Nasce in base al rapporto inviato
in Italia dalla commissione indipendente d'inchiesta dell'Onu,
l'indagine milanese finalizzata a chiarire i rapporti tra alcuni
uomini vicini a Roberto Formigoni, lo stesso presidente della Regione
Lombardia, e il governo di Saddam Hussein in relazione ad un fiume di
petrolio iracheno smistato in Italia dalla societÖ Cogep. L'inchiesta,
come anticipato oggi su un quotidiano, ipotizza a carico di alcune
persone l'accusa di corruzione internazionale e appropriazione
indebita. Nel riserbo più stretto col quale la cittadella giudiziaria
milanese gestisce l'indagine, tutto quel che si apprende al momento ß
che gli inquirenti si sono messi in moto a metÖ dicembre dello scorso
anno, subito dopo aver ricevuto i primi documenti americani,
procedendo da prima contro ignoti e solo di recente, un paio di
settimane fa, iscrivendo nel registro degli indagati i primi nomi. Tra
questi figurerebbe Marco Mazzarino de Petro, braccio destro di Roberto
Formigoni, ex sindaco di Chiavari.
OIL
FOR FOOD: INDAGINE MILANO AVVIATA DICEMBRE DA RAPPORTO ONU
(AGI) - Milano, 10 feb. - Ancora massimo riserbo, in tribunale
a Milano, intorno all'inchiesta giudiziaria sul presunto
scandalo del petrolio iracheno, "Oil for food". L'indagine
sarebbe partita intorno alla meta' di dicembre, sulla base di
un rapporto inviato in Italia da una commissione d'inchiesta
dell'Onu, per far luce sui rapporti tra uomini del regime di
Saddam e il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni e alcuni suoi collaboratori. Dopo un paio di mesi,
l'inchiesta, aperta contro ignoti, avrebbe visto di recente
l'iscrizione di alcuni nomi sul registro degli indagati.
Secondo quanto riportato da un quotidiano, ad essere coinvolti
in qualche modo, sarebbero al momento 3 stretti collaboratori
del presidente lombardo, per i quali sarebbe ipotizzata
l'accusa di corruzione internazionale e appropriazione
indebita. Tra questi l'ex sindaco di Chiavari, Marco Mazzarino
De Petro. (AGI)
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11 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD - 'EUROPA', FORMIGONI STIA CON PUTIN E LASCI STARE PACIFISTI
=
IL GOVERNATORE STA SBAGLIANDO TUTTO CIO' CHE SI PUO' SBAGLIARE
Roma, 11
feb (Adnkronos) - ''Roberto Formigoni sta sbagliando
tutto cio' che si può sbagliare. Spia di insicurezza e anche di
isolamento politico''. E' quanto si legge su 'Europa', il quotidiano
vicino alla Margherita, in merito alla vicenda oil for food che ha
coinvolto il governatore della Lombardia. Non potendo rinviare una
risposta alle accuse che gli arrivano dall'Onu e non potendo ignorare
che la magistratura ha incominciato a indagare, continua 'Europa', e'
''inciampato in un errore che potrebbe costargli caro''.
''Ha deciso
-spiega il quotidiano- di aprire uno scontro
politico frontale da cui non puo' ricavare alcun beneficio. Una scelta
che puo' essere giustificata solo dalla necessita' di coprire
l'emergere di nuovi particolari sui 'premi' ricevuti da Saddam e sui
guadagni di aziende e privati vicini, eventualita' che infatti il
presidente non esclude piu'''.
''Da una
parte -insiste 'Europa'- Formigoni si dice vittima del
suo pacifismo, dall'altra accusa Confindustria di orchestrare la
campagna ai suoi danni. Ridicola la prima tesi: il movimento pacifista
ha contrastato la guerra, al contrario Formigoni ha accompagnato
azione politica e lobbying, finendo per incrociare il filone deviato
di Oil for food. Ieri -sottolinea 'Europa'- ha paragonato la sua
posizione a quella di Putin. Ecco, appunto, stia con Putin e lascia
stare i pacifisti''.
(Leb/Col/Adnkronos)
11-FEB-05 10:29
IRAQ:
OIL FOR FOOD; TELEFONATA DI PERA A FORMIGONI
'SOLIDARIETA' E AMICIZIA' DEL PRESIDENTE DEL SENATO
(ANSA) - MILANO, 11 FEB - Il presidente del Senato Marcello
Pera ha telefonato al presidente della Regione Lombardia Roberto
Formigoni per esprimergli, a quanto si e' appreso dai
collaboratori del governatore, ''solidarieta' e amicizia''.
(ANSA).
IRAQ:OIL
FOR FOOD; ROSSO (FI), AZIONI FORMIGONI TRASPARENTI
CRIMINALIZZAZIONE IDEE ERA IN ATTO SOTTO REGIME DI STALIN
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - '' E' davvero ingiusto e sgradevole -
ha affermato l'azzurro Roberto Rosso - che la trasparente azione
politica e diplomatica del Presidente della Regione Lombardia in
Iraq, in linea con le pressanti richieste del Papa e della
Chiesa cattolica a costruire dialogo e cooperazione in luogo di
guerra e violenza, anziche' venire contestata nel merito, sia
oggi, a distanza di anni, contrabbandata come condotta
penalmente rilevante, sulle pagine del giornale di
Confindustria''.
''La criminalizzazione delle idee e della condotta non in
linea con i dettami del regime þ ha proseguito Rosso þ divenne
prassi costante sotto il regime stalinista della programmazione
statizzata e degli espropri proletari dei mezzi di produzione.
Non pensavo che un giorno, cosi' come purtroppo e' successo,
avrebbe potuto essere rinverdita dagli alfieri del liberismo
economico''.
''Tutto cio' mi fa sorgere un dubbio - ha concluso Rosso -
non ci sara' qualche ragione attinente alla lotta politica in
atto oggi in Italia anziche' a quella militare omai finita in
Iraq? Ci sono forse interessi che personalita' dell'industria e
della finanza tendono a far valere nei confronti del Governo o
dell'amministrazione della piu' grande Regione italiana?''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - GIRO (FI), DA MARGHERITA AGGRESSIONE A FORMIGONI =
INTENSIFICARE SFORZI PER RECUPERARE VOTI MODERATI
Roma, 11
feb. (Adnkronos) - ''Gli attacchi che anche oggi la
Margherita rivolge con 'Europa' a Roberto Formigoni conferma ciò
che
era chiaro da alcune settimane, che contro il presidente della regione
Lombardia ß in atto una dura aggressione politica che non deve
lasciare indifferente Forza Italia e sopratutto la sua componente
cattolica e liberale, la quale se necessario dovrà prepararsi a
reagire in modo addirittura clamoroso''. Lo afferma il deputato di
Forza Italia, Francesco Giro, in merito alla vicenda oil for food che
ha coinvolto il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni.
''Nel momento
in cui era possibile emanciparsi da una sinistra
sempre più estremistica e sbilanciata su posizioni massimalistiche
-sottolinea Giro- la Margherita si condanna ancora una volta alla
subalternitÖ. Forza Italia dovrÖ intensificare i propri sforzi
per
recuperare i moderati dell'Ulivo, dare seguito al lavoro giÖ profuso
in questa direzione da Sandro Bondi, tenendo ben presente il monito
lanciato dal ministro dell'Interno Pisanu che ha preconizzato una
crisi imminente dei moderati del centrosinistra, non dei suoi
dirigenti politici ma degli elettori che finora hanno votato per
l'Ulivo e che potrebbero fare una diversa scelta di campo giÖ dalle
prossime elezioni regionali''.
(Red-Pol/Col/Adnkronos)
11-FEB-05 12:43
IRAQ:
OIL FOR FOOD; PMI MILANO, PIENO APPOGGIO A FORMIGONI
PICCOLE IMPRESE, MA FORSE MODELLO NON PIACE A GRANDE INDUSTRIA
(ANSA) - MILANO, 11 FEB - ''Il modello politico attuato in
questi dieci anni da Roberto Formigoni e' stato un segno di
profondo rinnovamento e un'iniezione di fiducia per le piccole e
medie imprese, vera spina dorsale del sistema economico
lombardo''. Lo ha dichiarato Paolo Galassi, presidente di
Apimilano (l'associazione che raccoglie oltre 3 mila piccole e
medie imprese di Milano e provincia), rinnovando il ''pieno
appoggio'' al governatore lombardo nella vicenda Oil for Food.
''Noi auspichiamo - ha aggiunto Galassi - che questo modello
continui ad affermarsi anche nella prossima legislatura, ma
forse a qualcuno, come ad esempio i poteri politici ed economici
forti che si riconoscono nella grande industria, anche in quella
decotta, questa politica di cambiamento, che punta a valorizzare
chi fa vero sviluppo, non piace''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD- PAGLIARULO (PDCI), STRANA SOLIDARIETA' QUELLA DI PERA A
FORMIGONI =
Milano,
11 feb. - (Adnkronos) - ''Che il presidente del Senato,
Marcello Pera, telefoni a Roberto Formigoni per esprimergli
''solidarietÖ e amicizia'' in conseguenza di un articolo su un
quotidiano autorevole come Il Sole 24Ore, e che ciò venga reso
pubblico, ß una forzatura inspiegabile.La questione avanzata dal
maggiore quotidiano economico italiano non investe certo la sfera
personale e privata dell'uomo Formigoni, ma la sua sfera
politico-istituzionale''. E' quanto dichiara Gianfranco Pagliarulo,
senatore del Pdci.
''In questo
senso, da senatore, ritengo che il ''mio
presidente'' sia imputabile di eccessivo zelo nel diffondere
solidarietÖ al capo della Giunta della Lombardia. Forse Pera vuol
dire
che sta con Formigoni e non con Il Sole 24Ore? Se ciò fosse sarebbe
un
errore macroscopico: Esistono le sedi opportune per stabilire veritÖ
e
menzogne. Al tempo stesso, dovrebbe esistere la libertÖ di stampa.I
casi sono due -prosegue Pagliarulo - o Il Sole 24Ore riporta notizie
distorte, destituite di fondamento, diffamatorie: allora Formigoni
quereli; oppure il quotidiano dice cose sostanzialmente esatte''.
''Fermo
restando che vige la presunzione di innocenza, la
vicenda ß grave e delicata. Ed ancor più grave ß, perciò,
l'esposizione della seconda carica dello Stato in appoggio al
presidente della Lombardia'', conclude Pagliarulo.
IRAQ:OIL
FOR FOOD; GIRO(FI) AGGRESSIONE POLITICA A FORMIGONI
DOBBIAMO REAGIRE IN MODO CLAMOROSO
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - '' Gli attacchi che anche oggi la
Margherita rivolge con 'Europa' a Roberto Formigoni conferma
cio' che era chiaro da alcune settimane, che contro il
Presidente della regione Lombardia e' in atto una dura
aggressione politica''. Lo afferma Francesco Giro, responsabile
nazionale di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico.
''Questo - prosegue il deputato Fi - non deve lasciare
indifferente Forza Italia e soprattutto la sua componente
cattolica e liberale, la quale se necessario dovra' prepararsi a
reagire in modo addirittura clamoroso''.
''Nel momento in cui era possibile emanciparsi da una
sinistra sempre piu' estremistica e sbilanciata su posizioni
massimalistiche, la Margherita si condanna ancora una volta alla
subalternita'. Forza Italia - continua Giro - dovra'
intensificare i propri sforzi per recuperare i moderati
dell'Ulivo, dare seguito al lavoro gia' profuso in questa
direzione da Sandro Bondi.
''Si deve tener ben presente il monito lanciato dal Ministro
dell'Interno Pisanu nel corso del suo importante intervento al
Consiglio Nazionale del partito quando ha preconizzato una crisi
imminente dei moderati del centrosinistra, non dei suoi
dirigenti politici ma degli elettori che finora hanno votato per
l'Ulivo e che potrebbero fare una diversa scelta di campo gia'
dalle prossime elezioni regionali''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; PRI, SOLIDARIETA' A FORMIGONI
INATTACCABILE SU BUON GOVERNO, SI SUONANO ALTRE SIRENE
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - Il segretario del Pri Francesco
Nucara, in una telefonata, ha espresso la solidarieta' del
partito repubblicano al governatore della Lombardia Roberto
Formigoni. La notizia e' data in una nota della Voce
Repubblicana, che sottolinea come, ''nel merito di un problema
di grande rilevanza come la politica internazionale in Iraq'',
ci sia fra il Pri e Formigoni un dissenso apertosi almeno dal
'91, quando i militari di Saddam invasero il Kuwait e scoppio'
la prima guerra del Golfo.
''Questo dissenso profondo ed importante - sottolinea
tuttavia La Voce - non ci ha mai impedito di valutare
positivamente l'operato di Formigoni come governatore della
Regione lombarda. Riteniamo che il presidente Formigoni abbia
fatto molto e bene per la sua terra. Tanto che la campagna di
cui e' oggetto ci appare come una squallida speculazione
politica tesa a screditare la figura di Formigoni su un campo
molto diverso da quello su cui tutti i cittadini lombardi sanno
che egli non puo' essere attaccato: quello del buon governo''.
''Visto che questo banco di prova e' inespugnabile - conclude
la Voce - non ci stupisce che se ne cerchino di altri, secondo
un costume in uso duro a morire. Confidiamo che l'esperienza dei
cittadini lombardi sia tale a proposito da non farsi incantare
nemmeno per un istante, da sirene suonate cosi' malamente''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - PRI, CONTRO FORMIGONI SQUALLIDA SPECULAZIONE =
CERCANO DI COLPIRE UN GOVERNATORE INATTACCABILE SU BUON GOVERNO
Roma, 11
feb. - (Adnkronos) - Pur in presenza di un ''dissenso
profondo'', che risale alla prima guerra del Golfo nel '91, ''il
segretario del Pri, Francesco Nucara ha espresso in una telefonata la
solidarieta' del partito repubblicano al governatore della Lombardia,
Roberto Formigoni''. E' quanto si legge sulla 'Voce repubblicana' il
quotidiano dell'Edera che riconosce al presidente della regione
Lombardia di aver ''fatto molto e bene per la sua terra''.
''Tanto
che -continua l'organo del Pri- la campagna di cui ß
oggetto ci appare come una squallida speculazione politica tesa a
screditare la figura di Formigoni su un campo molto diverso da quello
su cui tutti i cittadini Lombardi sanno che egli non può essere
attaccato: quello del buon governo. Visto che questo banco di prova ß
inespugnabile -sottolinea il Pri- non ci stupisce che se ne cerchino
di altri''.
(Red-Pol/Pn/Adnkronos)
11-FEB-05 14:26
IRAQ:
OIL FOR FOOD - CORTIANA, GOVERNO FACCIA CHIAREZZA =
ELETTORI LOMBARDI HANNO DIRITTO SAPERE SE FORMIGONI E' REALMENTE
COINVOLTO
Roma, 11
feb. (Adnkronos) - Un'interrogazione per ottenere
''ogni possibile chiarimento sul presunto coinvolgimento'' del
presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, nello scandalo
Oil for food. L'ha presentata il senatore dei Verdi, Fiorello
Cortiana, che sottolinea che ''i cittadini e gli elettori lombardi
hanno il diritto di sapere'' se Formigoni, candidato alle elezioni
regionali, e' ''minacciato da un complotto di un paese straniero o se
si trova realmente coinvolto in uno scandalo di portata
internazionale''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD - VERDI, IL GOVERNO FACCIA CHIAREZZA =
CORTIANA, ELETTORI LOMBARDI HANNO IL DIRITTO DI SAPERE
Roma, 11
feb. - (Adnkronos) - ''A seguito delle polemiche
giornalistiche nazionali ed internazionali legate allo scandalo ''Oil
for Food'' che vedono coinvolto il Presidente della Regione Lombardia
Roberto Formigoni abbiamo presentato un'interrogazione al fine di
ottenere ogni possibile chiarimento sul presunto coinvolgimento del
Governatore della Lombardia nel suddetto scandalo e sulla natura ti
tale coinvolgimento'', informa il verde Fiorello Cortiana.
''Considerato
che le elezioni regionali del 3 aprile vedranno
Roberto Formigoni concorrere per il terzo mandato, i cittadini ed
elettori lombardi hanno il diritto di sapere se il candidato ß
minacciato da un complotto di un Paese straniero o se si trova
realmente coinvolto all'interno di uno scandalo di portata
internazionale'', conclude Cortiana.
OIL
FOR FOOD: VERDI, FORMIGONI HA MENTITO E AIUTATO DITTATORE =
(AGI) - Milano, 11 feb. - "Formigoni ha mentito per coprire
societa' e suoi ex collaboratori che adesso sono indagati dalla
magistratura, e inoltre si e' adoperato per sostenere un
dittatore. Queste sono le uniche certezze che al momento
emergono dalla vicenda Oil for food". A sostenerlo e' Carlo
Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale della
Lombardia.
"E di questo - aggiunge - deve risponderne nelle sedi
giudiziarie e politiche, non semplicemente spiegare. Negli
Stati uniti in situazioni analoghe i presidenti vengono mandati
a casa e cosi' deve essere anche in Lombardia. Quali aiuti ha
portato alla popolazione irachena Formigoni? Di concreto ci
sono i 24 milioni di barili di petrolio che ha ottenuto da
Saddam, che non si sa che ne abbia fatto. Crediamo che la bugia
detta da Formigoni sia comunque sufficiente a metterlo sotto
inchiesta nelle sedi giudiziarie e politiche". (AGI)
IRAQ:
OIL FOR FOOD - GIORGETTI (LEGA), ASPETTIAMO A GIUDICARE =
Milano,
11 feb. (Adnkronos) - ''E' evidente che la pubblicazione
di un inchiesta cosi' precisa sul Sole 24 Ore ha un significato
politico. Non mi pare poi una novita' l'amicizia tra Formigoni e Tarek
Aziz, da parte nostra aspettiamo a giudicare, tocca ad altri
verificare se siano stati commessi reati''. Questo il commento del
segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti alla vicenda Oil
for Food.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; GIORGETTI, CRITICHE A FORMIGONI SU ALTRO
(ANSA)
- MILANO, 11 FEB - ''Le nostre critiche a Formigoni
si sono giocate su un altro terreno non su questo'': e' stato
questo il commento del segretario della Lega Lombarda, Giancarlo
Giorgetti, in merito alla vicenda Oil for Food.
''La pubblicazione di un'inchiesta cosi' precisa e puntuale
come quella del 'Sole 24 Ore' a venti giorni dalla presentazione
delle liste - ha spiegato l'esponente leghista conversando con i
giornalisti - ha preso un significato politico che tutti possono
comprendere''. ''Se ci sono stati dei reati, altri dovranno
accertarlo'', ha precisato. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; GIORGETTI, CRITICHE A FORMIGONI SU ALTRO
(ANSA)
- MILANO, 11 FEB - ''Le nostre critiche a Formigoni
si sono giocate su un altro terreno non su questo'': e' stato
questo il commento del segretario della Lega Lombarda, Giancarlo
Giorgetti, in merito alla vicenda Oil for Food.
''La pubblicazione di un'inchiesta cosi' precisa e puntuale
come quella del 'Sole 24 Ore' a venti giorni dalla presentazione
delle liste - ha spiegato l'esponente leghista conversando con i
giornalisti - ha preso un significato politico che tutti possono
comprendere''. ''Se ci sono stati dei reati, altri dovranno
accertarlo'', ha precisato. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; SENATORI VERDI, GOVERNO FACCIA CHIAREZZA
CORTIANA, CITTADINI ED ELETTORI LOMBARDI HANNO DIRITTO SAPERE
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - I senatori Verdi hanno presentato una
interrogazione per chiedere al governo di fare chiarezza sul
coinvolgimento di Roberto Formigoni, governatore della
Lombardia, nello scandalo ''Oil for food''. ''Considerato che le
elezioni regionali del 3 aprile vedranno Roberto Formigoni
concorrere per il terzo mandato - dice Fiorello Cortiana - i
cittadini ed elettori lombardi hanno il diritto di sapere se il
candidato e' minacciato da un complotto di un paese straniero o
se si trova realmente coinvolto all'interno di uno scandalo di
portata internazionale''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; INTERROGAZIONE UNIONE, FINI CHIARISCA
DICA CHE INFORMAZIONI HA, CHE VALUTAZIONI FA, COSA INTENDE FARE
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - Sapere quali informazioni siano in
possesso del ministro degli Esteri sulla vicenda 'Oil for food'
che coinvolgerebbe il presidente della regione Lombardia Roberto
Formigoni. E' questa la richiesta avanzata da 16 senatori del
centrosinistra, in larga maggioranza lombardi, che hanno rivolto
un'interrogazione parlamentare al ministro degli esteri
Gianfranco Fini.
Nell'interrogazione (primo firmatario il diessino Loris
Maconi) i senatori domandano al ministro Fini di ''sapere quali
iniziative intenda assumere per verificare i fatti riportati
dalla stampa e quale sia la sua valutazione della vicenda''.
Secondo i senatori, il contesto in cui si inseriscono le
informazioni contenute nell'inchiesta del ''Sole 24 ore'' che ha
rivelato il caso ''aggrava le preoccupazioni sull'insieme della
vicenda, visto tra l'altro che il presidente della Regione
Lombardia non ha fornito risposte alle interrogazioni presentate
al Consiglio regionale''.
''Per questo chiediamo al ministro degli Esteri - concludono
i senatori - di sapere quali informazioni siano in suo possesso
sulla vicenda, quali iniziative intenda assumere per verificare
i fatti riportati dalla stampa e quali valutazioni ne dia''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; PAGLIARULO, FORZATURA TELEFONATA PERA
(ANSA)
- MILANO, 11 FEB - ''Che il presidente del Senato,
Marcello Pera, telefoni a Roberto Formigoni per esprimergli
solidarieta' e amicizia in conseguenza di un articolo su un
quotidiano autorevole come Il Sole 24Ore, e che cio' venga reso
pubblico, e' una forzatura inspiegabile''. Lo ha detto
Gianfranco Pagliarulo (Pdci), commentando la telefonata del
Presidente del Senato a Roberto Formigoni per la vicenda Oil for
food.
''La questione avanzata dal maggiore quotidiano economico
italiano - ha aggiunto - non investe certo la sfera personale e
privata dell'uomo Formigoni, ma la sua sfera
politico-istituzionale. In questo senso, da senatore, ritengo
che il mio presidente sia imputabile di eccessivo zelo nel
diffondere solidarieta' al capo della Giunta della Lombardia.
Forse Pera vuol dire che sta con Formigoni e non con Il Sole
24Ore? Se cio' fosse sarebbe un errore macroscopico: esistono le
sedi opportune per stabilire verita' e menzogne. Al tempo
stesso, dovrebbe esistere la liberta' di stampa''.
''I casi sono due - ha concluso il senatore del Pdci - o Il
Sole 24Ore riporta notizie distorte, destituite di fondamento,
diffamatorie: allora Formigoni quereli; oppure il quotidiano
dice cose sostanzialmente esatte. Fermo restando che vige la
presunzione di innocenza, la vicenda e' grave e delicata. Ed
ancor piu' grave e', percio', l'esposizione della seconda carica
dello Stato in appoggio al presidente della Lombardia''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; SERVENTI A GATTI, CONTINUA COSI'
SOLIDARIETA' SEGRETARIO FNSI A GIORNALISTA SOLE 24 ORE
(ANSA) - MILANO, 11 FEB - ''Quando si fa giornalismo di
indagine, si ricerca la verita', le reazioni sono immediate.
Continua cosi'''. E' quanto afferma il segretario generale della
Fnsi, Paolo Serventi Longhi, in un messaggio al giornalista
Claudio Gatti del Sole 24 Ore.
''Mi unisco alla solidarieta' che ti ha espresso giustamente
il comitato di redazione del tuo giornale - scrive il Segretario
della Federazione nazionale della Stampa -. Ritengo
inaccettabile il merito e la forma del violento attacco che il
Presidente della Regione Lombardia ha rivolto a te, al direttore
e persino alla proprieta' del giornale. L'inchiesta del Sole 24
Ore e' documentata e approfondita, con notizie verificate che
nulla hanno a che vedere con la denunciata campagna di calunnia.
Purtroppo, ormai, siamo abituati alle reazioni scomposte dei
potenti di turno. Quando si fa giornalismo di indagine, si
ricerca la verita', le reazioni sono immediate. Continua cosi''.
(ANSA).
IRAQ: DA SENATORI CENTROSINISTRA INTERROGAZIONE SU OIL FOR FOOD
Roma, 11
feb. (Adnkronos) - Sedici senatori del centrosinistra
hanno presentato un'interrogazione al ministro degli Esteri,
Gianfranco Fini, per sapere ''quali iniziative intenda assumere per
verificare i fatti riportati dalla stampa e quale sia la sua
valutazione della vicenda'', relativa al coinvolgimento del presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sospettato di essere
maggior beneficiario di petrolio iracheno tra tutti i politici
occidentali, con 24 mln di barili''.
''Il contesto
in cui si inseriscono le informazioni contenute
nell'inchiesta -sottolineano i senatori- aggrava le preoccupazioni
sull'insieme della vicenda, visto fra l'altro che il presidente della
Regione Lombardia non ha fornito risposte alle interrogazioni
presentate al consiglio regionale. Per questo chiediamo al ministro
degli Esteri di sapere quali informazioni siano in suo possesso, quali
iniziative intenda assumere per verificare i fatti riportati dalla
stampa e quali valutazioni ne dia''. Primo firmatario
dell'interrogazione il senatore diessino Loris Maconi.
IRAQ:
OIL FOR FOOD - SERVENTI, SOLIDARIETA' A GIORNALISTA CLAUDIO GATTI =
Roma, 11
feb. (Adnkronos) - ''Mi unisco alla solidarietÖ che ti
ha espresso giustamente il comitato di redazione del tuo giornale.
Ritengo inaccettabile il merito e la forma del violento attacco che il
Presidente della Regione Lombardia ha rivolto a te, al direttore e
persino alla proprietÖ del giornale''. Cosi' il segretario generale
della Fnsi Paolo Serventi Longhi ha espresso la propria solidarieta'
al giornalista del Sole 24 ore Claudio Gatti.
L'inchiesta
''ß documentata e approfondita, con notizie
verificate che nulla hanno a che vedere con la denunciata campagna di
calunnia. Purtroppo, ormai, siamo abituati alle reazioni scomposte dei
potenti di turno. Quando si fa giornalismo di indagine, si ricerca la
verità, le reazioni sono immediate. Continua cosi''.
IRAQ:OIL
FOR FOOD; PAGLIARULO, GRAVE L'INTERVENTO DI PERA
NON DOVEVA TELEFONARE A FORMIGONI PER DARGLI SOLIDARIETA'
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - '' Che il presidente del Senato,
Marcello Pera, telefoni a Roberto Formigoni per esprimergli
solidarieta' e amicizia in conseguenza di un articolo su un
quotidiano autorevole come Il Sole 24Ore, e che cio' venga reso
pubblico, e'una forzatura inspiegabile''. Lo dice il senatore
dei comunisti Italiani Gianfranco Pagliarulo, direttore de ''La
Rinascita''.
''Fermo restando che vige la presunzione di innocenza, la
vicenda e' grave e delicata. Ed ancor piu' grave e', percio',
l'esposizione della seconda carica dello Stato in appoggio al
presidente della Lombardia''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - CORTIANA (VERDI), GOVERNO FACCIA CHIAREZZA =
PRESENTATA UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Milano,
11 feb. - (Adnkronos) - ''A seguito delle polemiche
giornalistiche nazionali ed internazionali legate allo scandalo 'Oil
for Food' che vedono coinvolto il Presidente della Regione Lombardia
Roberto Formigoni abbiamo presentato un'interrogazione al fine di
ottenere ogni possibile chiarimento sul presunto coinvolgimento del
Governatore della Lombardia nel suddetto scandalo e sulla natura ti
tale coinvolgimento''. Lo afferma il senatore dei Verdi Fiorello
Cortiana.
''Considerato
che le elezioni regionali del 3 Aprile p.v.
vedranno Roberto Formigoni concorrere per il terzo mandato, i
cittadini ed elettori lombardi hanno il diritto di sapere se il
candidato è minacciato da un complotto di un Paese straniero o
se si
trova realmente coinvolto all'interno di uno scandalo di portata
internazionale'', conclude Fiorello Cortiana.
IRAQ:OIL
FOR FOOD;BONACINA,NESSUN PERDONO OPPOSIZIONE GUERRA
LETTERA DIRETTORE 'VITA' A FORMIGONI RICORDA INTERVENTI REGIONE
(ANSA) - MILANO, 11 FEB - ''Non e' stata perdonata neppure al
Papa la netta opposizione alla guerra in Iraq''. E' quanto
scrive, in una lunga lettera a Roberto Formigoni, il direttore
editoriale di Vita no profit magazine, Riccardo Bonacina.
E' una lettera-manifesto di sostegno al presidente della
Regione Lombardia. ''Non m'intendo d'intermediazioni in genere e
tanto meno di commercio in ambito petrolifero. Ma avendo letto
con attenzione le presunte inchieste sull'affaire Oil for Food,
credo che persino un bambino non possa non meravigliarsi sia
della precisione ad orologeria con cui questo affaire e' stato
lanciato, sia della sproporzione tra le attenzioni a rischio
gogna che alcuni quotidiani ti hanno riservato e il contenuto,
non solo legittimo ma addirittura doveroso per un Governatore di
una grande Regione italiana, dei fax e messaggi riportati nelle
sopra citate 'inchieste'. Non e' stata perdonata neppure al Papa
la netta opposizione alla guerra in Iraq. Figuriamoci quando il
no alla guerra osa diventare insistita mediazione e fattiva
proposta di cooperazione anche economica''.
Bonacina ha sostenuto di dissentire ''dalle letture
suggerite''. ''Caro Formigoni il mandante di questo ennesimo
squallore e' lo schema becero di questo bipolarismo che non
ammette eccezioni, nemmeno quella da te provata le settimane
scorse. Credo sia necessario ricordare quanto siete stati
protagonisti diretti e indiretti di questa forma speciale di
intermediazione sociale capace di riallacciare i rapporti di
fiducia tra i popoli. Anche nel caso delle relazioni che la
Regione Lombardia ha aiutato e sostenuto tra le organizzazioni
della societa' civile italiana e quelle irachene''.
E ricorda: ''il sostegno dato nel 2003 a Terre des Hommes
nella raccolta, trasporto e distribuzione di 250mila confezioni
di medicinali in 6 ospedali pediatrici di Baghdad e zone
limitrofe, e gli interventi per la distribuzioni di kit
alimentari e igienici di prima necessita' per gli sfollati di
Falluja nellÐaprile dello scorso anno''; ''il sostegno dato ad
Aifo per il trasporto in loco di macchinari per la cura dell'
oncologia pediatrica e il sostegno al trasporto e alla
sistemazione di 20 piccoli iracheni presso strutture ospedaliere
lombarde; il sostegno a 'Un ponte per...' per gli interventi a
favore dell'ospedale pediatrico dell'Universita' di Baghdad e
del progetto di recupero della biblioteca nazionale di Baghdad;
e, ancora, il sostegno alle Suorine di Madre Teresa e alla Croce
Rossa Italiana, ai progetti di Cesvi, Avsi, Aispo, la
collaborazione tra Universita' e ospedali della Lombardia e
analoghe strutture irachene''. Infine ''sostegni in denaro (mi
risultano 3 milioni di euro in due anni), in aiuti logistici e
di relazioni''.(ANSA).
OIL
FOR FOOD: BONACINA (VITA), SOLIDARIETA' A FORMIGONI =
(AGI) - Milano, 11 feb. - Il Direttore editoriale di 'Vita non
profit magazine', Riccardo Bonacina, in una lettera aperta
inviata al Presidente della Regione Lombardia, esprime la
propria solidarieta' a Roberto Formigoni per le accuse seguite
alla vicenda 'Oil for Food' e le spiega con la "netta
opposizione alla guerra in Iraq" che "non e' stata perdonata
neppure al Papa". "Caro Formigoni - scrive - avendo letto con
attenzione le presunte inchieste sull'affaire Oil for Food,
credo che persino un bambino non possa non meravigliarsi sia
della precisione ad orologeria con cui questo affaire e' stato
lanciato, sia delle attenzioni a rischio gogna che alcuni
quotidiani ti hanno riservato. Non e' stata perdonata neppure
al Papa la netta opposizione alla guerra in Iraq. Figuriamoci
quando il no alla guerra osa diventare insistita mediazione e
fattiva proposta di cooperazione anche economica. Caro
Formigoni il mandante di questo ennesimo squallore e' lo schema
becero di questo bipolarismo che non ammette eccezioni, nemmeno
quella da te provata le settimane scorse". (AGI)
Red/Car
111830 FEB 05
IRAQ:
OIL FOR FOOD; VOLONTARIO ITALIANO VUOLE PARLARE
(ANSA)
- PESCARA, 11 FEB - In Iraq per scopi umanitari, non
per speculazioni: e' il ruolo, riferisce un testimone diretto,
di molte persone coinvolte nelle polemiche sulla gestione del
programma ''Oil for food''. A parlare e' Tusio De Iuliis, gia'
''scudo umano'' in Iraq, il cui nome e' apparso tra quelli di
coloro che ottennero assegnazioni di petrolio in cambio di
generi di sostentamento per gli iracheni sotto embargo.
De Iuliis vuole raccontare quello che sa sulla vicenda, anche
i lati ancora oscuri, e per farsi guidare ha gia' contattato due
amici avvocati: uno e' Remo Di Martino, componente del pool dei
difensori di Tareq Aziz. L'altro e' Dante Angiolelli, di
Pescara. Abruzzese come loro, De Iuliis, in qualita' di
presidente dell'associazione umanitaria ''Aiutiamoli a vivere'',
da egli stesso fondata, avrebbe dovuto ricevere un milione e
mezzo di barili di petrolio dall'organizzazione non governativa
''Friendship, Solidarity and Peace for Iraq'' in cambio di
medicinali.
La somma ottenuta dalla cessione del greggio - 22.500 dollari
- non era pero' sufficiente a raccogliere farmaci per bambini
leucemici, come lui avrebbe voluto, quindi De Iuliis decise di
destinarla all'acquisto di presidi ospedalieri, necessari per la
somministrazione dei medicinali e assenti nelle strutture
sanitarie irachene. Il volontario abruzzese, pero',
organizzatore di tante missioni umanitarie in Iraq, alcune anche
in collaborazione con l'Universita' di Chieti, non fece in tempo
ad avere il petrolio, ''perche' - racconta - scatto' l'invasione
americana''.
Il nome del volontario italiano, pur se scritto non
correttamente (Tuzio Bolis), comparve nell'ottobre 2004 tra le
1.200 pagine del rapporto presentato al Congresso degli Stati
Uniti dal capo degli ispettori della Cia, Charles Duelfer, e che
certificava l'assenza di armi distruttive di massa in Iraq.
Nessun coinvolgimento, comunque, con ''Oil for food''. E
''quello che sta accadendo ora intorno al presidente della
Regione Lombardia - dice De Iuliis - e' in parte campagna
elettorale, certo, un po' povera; ma il centrodestra - aggiunge
- se l'e' voluta''. Comunque, prosegue ''che ci fosse un
traffico serio, intendo di affari in generale, non solo di
petrolio, tra Iraq e Giordania, tra Iraq e Turchia - ricorda -
con centinaia di autobotti al giorno che passavano tra Amman e
Baghdad, lo vedevo io, ma lo vedevano tutti coloro che
attraversavano il deserto''.
''Rivendico il mio inserimento nell'elenco di coloro che
ebbero delle assegnazioni e ne sono fiero, tant'e' che ho
continuato a recarmi in Iraq'', aggiunge, ricordando che fu lui
a invitare a Pescara, nel 2001, Dennis Halliday, funzionario
delle Nazioni Unite gia' responsabile di ''Oil for Food''.
''Halliday si era dimesso dall'incarico - ricorda De Iuliis -
per vergogna rispetto a come veniva gestito l'embargo da parte
dell'Onu e degli Stati Uniti. Anche i suoi successori si sono
poi dimessi con le stesse motivazioni''.
Quando gli si prospetto' la possibilita' di scambiare
petrolio con medicinali, De Iuliis non sapeva ancora cosa farne,
racconta, e si rivolse all'ambasciata irachena in Italia ''che
mi indico' - dice - le aziende accreditate, alle quali avrei
potuto venderlo. Contattai quindi Salvatore Nicotra, titolare di
una di queste imprese. Sul contratto di vendita lui preciso'
che, visto l'impegno umanitario della mia associazione, se fosse
salito il valore del petrolio, mi avrebbero dato di piu'.
D'altra parte, io avrei caricato anche cento milioni di barili
per salvare vite umane''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; BORSANI, SOLIDALE CON FORMIGONI
(ANSA)
- MILANO, 11 FEB - ''Esprimo tutta la piena, convinta
e totale solidarieta' al Presidente della Giunta Regionale
Roberto Formigoni, per le ingiuste accuse e strumentalizzazioni
fatte sulla vicenda Oil for food''. Lo ha detto l'assessore alla
sanita', Carlo Borsani.
''Questo attacco - ha detto - parte da quei ''poteri forti'',
banche, lobby, grosse industrie, create dalla sinistra, che
attraverso Confindustria sperano di continuare ad avere le
agevolazioni di cui hanno goduto in passato, arricchendosi anche
con speculazioni finanziarie e facendone pagare le spese ai
cittadini ed ai risparmiatori''.
''Per questo - ha aggiunto - auspicano la sostituzione di
Prodi con Montezemolo, le cui iniziative mi auguro vengano
condannate anche dall'interno di Confindustria con un
chiarimento ed una forte presa di distanza. La regione Lombardia
in questi anni ha invece lavorato intensamente e proficuamente
con molte Nazioni, europee e del Terzo Mondo, per favorire lo
sviluppo e gli interscambi tra le piccole e medie imprese''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; INTERROGAZIONE SENATORI A MINISTRO FINI
(ANSA)
- MILANO, 11 FEB - Sedici senatori del Centrosinistra
in gran parte lombardi hanno presentato un'interrogazione Il
senatore dei Verdi Fiorello Cortiana ha annunciato di avere
presentato un'interrogazione al ministro degli Esteri,
Gianfranco Fini, sulla vicenda Oil for food e sul presunto
coinvolgimento del presidente della Lombardia, Roberto
Formigoni.
Un'interrogazione e' stata presentata anche dal senatore
Verde Fiorello Cortiana: ''Considerato che le elezioni regionali
vedranno Formigoni concorrere per il terzo mandato - ha detto
Cortiana - i cittadini e gli elettori lombardi hanno il diritto
di sapere se il candidato e' minacciato da un complotto di un
paese straniero o se si trova realmente coinvolto in uno
scandalo di portata internazionale''.
Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Regione, invece non
ha dubbi: ''Le sue responsabilita' cono chiarissime, deve
rispondere nelle sedi giudiziarie e politiche. In questi casi
negli Stati Uniti i presidenti vengono mandati a casa e cosi'
deve essere anche in Lombardia''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - BONACINA (VITA), MERAVIGLIA COME SIA STATO MONTATO =
Milano,
11 feb. (Adnkronos) - ''Credo che persino un bambino non
possa non meravigliarsi della precisione ad orologeria con cui
l'affaire Oli for food ß stato lanciato''. Comincia coså la
lettera di
solidarietÖ che Riccardo Bonacina, direttore editoriale del magazine
'Vita' indirizza al presidente della Regione Lombardia dopo le accuse,
non seguite da iscrizioni al registro degli indagati, di aver ricevuto
barili di petrolio da Saddam Hussein nell'ambito dell'operazione Oil
for food.
''Meraviglia
anche la sproporzione tra le attenzioni a rischio
gogna che alcuni quotidiani ti hanno riservato -aggiunge Bonacina- e
il contenuto, non solo legittimo ma addirittura doveroso per un
governatore di una grande Regione italiana, dei fax e messaggi
riportati nelle inchieste''. (segue)
IRAQ: OIL FOR FOOD - BONACINA (VITA), MERAVIGLIA COME SIA STATO MONTATO
(2) =
IL VERO MANDANTE E' LO SCHEMA BECERO DEL BIPOLARISMO
(Adnkronos)
- ''Non ß stata perdonata neppure al Papa la netta
opposizione alla guerra in Iraq -scrive Bonacina- Figuriamoci quando
il no alla guerra osa diventare insistita mediazione e fattiva
proposta di cooperazione anche economica. Dissento, però, dalle
letture suggerite''.
Il giornalista
sostiene che ''il mandante di questo ennesimo
squallore sia lo schema becero di questo bipolarismo che non ammette
eccezioni, nemmeno quella da te provata le settimane scorse'' e
ricorda le azioni di Formigoni a favore della pace. Tra queste il
sostegno dato nel 2003 a Terre des Hommes nella raccolta di 250mila
confezioni di medicinali in 6 ospedali pediatrici di Baghdad e gli
interventi per la distribuzioni di kit alimentari e igienici di prima
necessitÖ per gli sfollati di Falluja nell'aprile dello scorso anno.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; LA LOGGIA, ASSOLUTA FIDUCIA IN FORMIGONI
(ANSA)
- GIOIA DEL COLLE (BARI), 11 FEB - Il ministro per gli
Affari regionali, Enrico La Loggia, esprime ''la piu' assoluta
fiducia e stima nei confronti del presidente Formigoni'', tirato
in ballo nell'affare Oil For Food, e dice di essere ''sicuro che
da questa vicenda uscira' a testa alta''.
''Non ho dubbi - ha detto ancora - da questo punto di vista.
Sul resto ci sono evidentemente polemiche, diverse
interpretazioni sulle quali preferisco non entrare''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - GALLI, CONTRO FORMIGONI POTERI FORTI DI SINISTRA =
C'E' UN PIANO DI STATALISTI CENTRALISTI E NON GLOBAL
Roma, 11
feb. (Adnkronos) - ''Ho avuto personalmente qualche
contrasto con Formigoni legato alla lista. Ma un conto ß discutere
di
politica un conto ß attccare frontalmente una persona. La
pubblicazione fatta dal Sole 24 non ß casuale. C'ß dietro
un'evidentissima volontÖ di screditarlo. E' un attacco durissimo
al
candidato della Cdl. E' una mossa dei poteri forti di sinistra''. Lo
dice, ad Affaritaliani.it, il vice capogruppo della Lega alla Camera,
Dario Galli.
L'esponente
del Carroccio parla di un ordito dagli ''statalisti
centralisti e no global'' e che vede lo stesso ''giornale diretto da
Ferruccio De Bortoli e la stessa Confindustria apertamente schierati
contro la Cdl''. Il deputato leghista ne ha anche per Luca Cordero di
Montezemolo che, a suo dire, ''ß stato messo lå per una questione
ereditaria e di famiglia'', visto che, ''non ß un fenomeno e non
gli
darei tutta questa grande importanza. Ormai non rappresenta nessuno''.
Galli esclude poi qualsiasi di cionvolgimento Silvio Berlusconi
nell'indagine: ''Giacchá Formigoni non ß uno dei più
fidi scudieri del
presidente del Consiglio. Se avessero attaccato Confalonieri questa
ipotesi sarebbe plausibile''. Comunque, conclude sicuro Galli, ''per
Formigoni non ci saranno problemi vincerÖ a mani basse''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; GALLI (LEGA), E' ATTACCO POTERI FORTI
DIETRO SOLE 24 ORE MOSSA DELLA SINISTRA
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - ''Ho avuto personalmente qualche
contrasto con Formigoni legato alla lista. Ma un conto e'
discutere di politica un conto e' attaccare frontalmente una
persona''. Lo afferma il vicecapogruppo del Carroccio alla
Camera, Dario Galli, commentando sul quotidiano online
Affaritaliani.it, lo scandalo che ha coinvolto il Presidente
della Regione, Roberto Formigoni.
''La pubblicazione fatta dal Sole 24 non e' casuale. C'e'
dietro un'evidentissima volonta' di screditarlo. E' un attacco
durissimo al candidato della CdL. E' una mossa dei poteri forti
di sinistra''. Per Galli si tratta di un piano ordito dagli
''statalisti centralisti e no global'' e che vede lo stesso ''
giornale diretto da Ferruccio De Bortoli e la stessa
Confindustria apertamente schierati contro la CdL''.
''Luca Cordero di Montezemolo - aggiunge Galli - e' stato
messo li' per una questione ereditaria e di famiglia'', visto
che, afferma: ''non e' un fenomeno e non gli darei tutta questa
grande importanza. Ormai non rappresenta nessuno''.
''Comunque - conclude sicuro Galli - per Formigoni non ci
saranno problemi, vincera' a mani basse''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; MAURO, SINISTRA FACCIA ESAME COSCIENZA
POTERI FORTI RICORRONO A VECCHIO STRUMENTO MEDIATICO-GIUDIZIARIO
(ANSA) - MILANO, 11 FEB - ''Le lettere inviate a Tareq Aziz
pubblicate sul Sole 24 Ore confermano davanti agli occhi di
tutti che il presidente Formigoni ha sempre sostenuto imprese
lombarde in affari legittimi'' Lo afferma l'on. Mario Mauro,
vice Presidente del Parlamento Europeo.
''A 50 giorni dal voto i poteri forti della grande industria
e della sinistra italiana fanno ricorso al vecchio strumento
mediatico-giudiziario per colpire proprio il candidato della
Casa della Liberta' che in 10 anni di governo lombardo ha
sostenuto e promosso il sistema economico lombardo in tutto il
mondo'' prosegue Mauro, chiedendo alla sinistra ''un esame di
coscienza sull'attacco portato proprio all'esponente della Cdl
che dal lontano 1990 ha espresso un grande impegno umanitario a
favore della pace in Iraq''.
''Se sostenere la crescita delle PMI in un mondo globalizzato
in perenne competizione diventa reato, mi chiedo di che cosa
dovremo parlare con Montezemolo il prossimo mese
all'Europarlamento, dove e' previsto un incontro tra il
presidente di Confindustria e gli europarlamentari italiani''
chiede Mauro, concludendo che ''forse era meglio organizzare
quest'incontro alla Corte Europea di Giustizia invece che in
Parlamento''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, IL NOME NELLE CARTE NON E' IL MIO =
Milano,
11 feb. (Adnkronos) - ''Nelle carte c'e' un nome
tradotto dall'arabo che somiglia al mio.Ma vedremo che non lo e' ''.E'
questa la reazione del Governatore lombardo Roberto Formigoni,
interpellato da Antenna Tre sul caso 'Oil for Food'. In risposta alle
dichiarazioni del direttore de 'Il Sole 24 ore' Ferruccio De Bortoli.
''Io -ribadisce Formigoni- non ho preso ne' una goccia di petrolio,
ne' un dinaro''.
Formigoni
ribadisce anche di non avere avuto ''Nessun rapporto
con la Cogep. E' una delle tante aziende lombarde e italiane che ho
presentato all'Onu -precisa- perche' serviva la vidimazione per le
aziende italiane. Fare politica significa aiutare le nostre aziende
nei rapporti con il Mondo. La politica oggi e' al 90% ecomomia. Se
qualcuno di queste aziende ha sbagliato ne rispondera'.
IRAQ: OIL FOR FOOD; FORMIGONI, NESSUN RAPPORTO CON LA COGEP
(ANSA)
- MILANO, 11 FEB - ''Nessun rapporto'': cosi' Roberto
Formigoni ha parlato della Cogep, la societa' che apparve in un
fax inviato dal governatore a Tareq Aziz nel 1998 e che rientra
nell'inchiesta 'Oil for Food'.
''E' una delle tante aziende lombarde o italiane - ha
aggiunto Formigoni, parlando a 'Speciale prima serata' in onda
su Telelombardia - che ho promozionato, sostenuto, presentato ai
governi di tutto il mondo. Fare politica oggi significa aiutare
le nostre aziende ad avere rapporti con i paesi di tutto il
mondo, se possibile ad avere contratti, quindi lavoro''.
''Il mio compito - ha aggiunto - e' stato di segnalare queste
aziende. Poi quello che queste aziende hanno fatto e' sotto la
loro responsabilita'''.
Sul fatto che Marco De Petro, suo ex consigliere, abbia
firmato mandati e contratti per la Cogep, Formigoni ha detto:
''Non l'ho mai saputo ne' tanto meno l'ho mai autorizzato a
farlo per conto mio''.(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; SEGRETARIO REGIONALE DS CONTRO FORMIGONI
(ANSA)
- CREMONA, 11 FEB - ''Il consiglio regionale e'
convocato per lunedi', martedi' e mercoledi' prossimi. Mi auguro
che Roberto Formigoni si presenti per dirci come stanno le cose.
Ma non creda di trattarci come ha trattato i giornalisti: lui
che legge una cartelletta stampa e noi che ascoltiamo senza
poter porre domande'': lo ha annunciato a Mantova Luciano
Pizzetti, consigliere regionale uscente Ds e segretario
regionale della Quercia.
''Non e' vero - ha detto replicando alla ricostruzione di
Formigoni - che questa inchiesta sia uscita adesso perche' ci
sono le elezioni: la Commissione d'indagine dell'Onu indaga da
tempo e ha terminato nei giorni scorsi una parte della sua
relazione. La cosa veramente grave non e' se qualcuno ha
intascato soldi (questo tocchera' alla magistratura appurarlo)
ma l'aspetto politico: mentre era in vigore l'embargo, si
aggiravano le regole dell'Onu per prestare la propria
intermediazione a favore di societa' che facevano affari con
l'Iraq di Saddam Hussein''.
''Sono un garantista - ha aggiunto l'esponente dei Ds -, ma
e' venuto il momento che Formigoni esprima la sua opinione su
riscontri pesanti e documentati: perche' promuoveva ditte che
hanno partecipato a quei traffici? Perche' non ha risposto
prima? Perche' ha risposto solo con un'allucinante conferenza
stampa durante la quale si e' impedito ai giornalisti di fare
domande? Per quale motivo uno dei leader della Casa delle
liberta', che poi avrebbe sostenuto l'intervento in Iraq, aveva
rapporti con il regime di Saddam?''.(ANSA).
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all'indice
12 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD- FORMIGONI, DE PETRO? NESSUNA FIRMA PER CONTO MIO
NON SO SE AVESSE UN RAPPORTO CON LA COGEP
Roma, 12
feb. (Adnkronos) - ''De Petro ha svolto un'attivitÖ di
consulenza per la Regione Lombardia. Era uno dei tanti. Non ß mai
stato mio segretario, non ha mai avuto un ufficio in Regione. Non so
se avesse un rapporto con la Cogep, ná se abbia firmato un contratto
a
nome di questa azienda. De Petro ß una vecchia conoscenza, abbiamo
fatto politica insieme''. Lo afferma in un'intervista al 'Corriere
della Sera' il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,
commentando l'inchiesta pubblicata dal 'Sole 24 Ore' e dal 'Financial
Times' sui risvolti italiani dello scandalo 'Oil for food'.
Con la
Cogep, l'azienda milanese che ha ottenuto vari contratti
per rilevanti quantitativi di petrolio, sottolinea Formigoni, ''non ho
mai avuto alcun rapporto personale'', e' solo una delle aziende ''che
ha sostenuto la nostra missione umanitaria in Iraq del 2000. E' una
delle centinaia e centinaia di aziende lombarde e italiane che io ho
promozionato in decine e decine di Paesi da quando sono presidente
della Lombardia e prima ancora come deputato e come vicepresidente del
Parlamento Europeo''. (segue)
IRAQ:
OIL FOR FOOD- FORMIGONI, DE PETRO? NESSUNA FIRMA PER CONTO MIO (2) =
(Adnkronos)
- Quanto al viaggio in Iraq, ricorda Formigoni, ''il
nostro fu il primo aereo occidentale atterrato a Bagdad dopo anni e
anni. Portavamo medicinali e avevamo chiesto l'autorizzazione all'Onu.
Ma il decollo fu ritardato di sei ore perchá alcuni Paesi ci
rifiutarono il permesso di sorvolo e a sbloccare la situazione
intervenne, fra gli altri, il presidente della Commissione europea
Romano Prodi. A quella missione parteciparono varie aziende oltre alla
Cogep: Iveco, Fiorella Ricambi, Green Line, Ocrin, Valente ed altre.
Una delle nostre aziende ottenne contratti del valore di 10 milioni di
euro per la fornitura di macchine per l'industria farmaceutica''.
Quanto
a De Petro, spiega il governatore, ''ci siamo avvalsi dei
suo rapporti politici con alcuni Paesi, fra i quali l'Iraq, dove lui
diede un contributo prima per sviluppare il nostro programma di
cooperazione umanitaria e poi per promozionare aziende lombarde''. Se
De Petro ha firmato un contratto per conto della Cogep? ''Non lo
sapevo -aggiunge- e non so neanche se l'abbia fatto. Comunque non l'ho
mai autorizzato a farlo''. E, per quanto riguarda il rapporto
personale con lui, Formigoni aggiunge: ''E' una vecchia conoscenza,
abbiamo fatto politica insieme'' e qualche volta ''e' capitato'' di
fare anche vacanze insieme.
IRAQ: OIL FOR FOOD, BAGHDAD AVREBBE 'COMPERATO' UN ISPETTORE DELLA SAYBOLT
=
PROSEGUE INCHIESTA 'SOLE 24 ORE' E 'FINANCIAL TIMES'
Roma, 12
feb. (Adnkronos) - Secondo documenti iracheni nelle
mani degli investigatori dell'Onu e del Congresso Usa, gli iracheni
avrebbero corrotto un ispettore della Saybolt, la societÖ olandese
ingaggiata dall'Onu per tenere sotto controllo le operazioni portuali
nell'ambito del programma 'Oil for Food'. A darne notizia ß il 'Sole
24 Ore', che prosegue a portare avanti l'inchiesta in collaborazione
con il 'Financial Times' sullo scandalo internazionale. I documenti
iracheni, di cui il Sole 24 Ore e Financial Times hanno copia,
indicano per la prima volta il nome e l'ammonatre di una tangente
pagata a un dipendente della Saybolt.
Da un memorandum
della compagnia petrolifera di Stato irachena
'Somo' risulta che in due occasioni l'ispettore ha falsificato la
lettera di vettura facendo risultare quantitativi inferiori a quelli
caricati. Il memorandum identifica l'ispettore con il nome di 'Armando
Carlos', ma grazie a un numero di passaporto incluso in un altro
documento, investigatori del Senato Usa hanno stabilito che gli
iracheni si riferivano a un portoghese impiegato dalla Saybolt in
Iraq, Armando Carlos Oliveira. (segue)
IRAQ:
OIL FOR FOOD, BAGHDAD AVREBBE 'COMPERATO' UN ISPETTORE DELLA SAYBOLT (2)
=
L'IMPORTO TOTALE DELLA TANGENTE 105.819 DOLLARI
(Adnkronos)
- Ulteriori dettagli sono offerti da una lettera
datata 5 marzo 2002 e inviata al ministro del Petrolio al governatore
della banca centrale irachena. Con questo messaggio il ministro dÖ
istruzioni alla banca di far avere un pagamento in contanti ad
'Armando Carlos'. ''Per i servizi forniti al ministero - si legge -
siete pregati di consegnargli 19.700 dollari in contanti. Siete
inoltre pregati di fornirgli i documenti necessari per facilitargli
l'uscita dal paese attraverso il punto di confine di al Qadisiyah''.
Il pagamento
a cui fa riferimento la lettera, spiega il 'Sole 24
Ore', sarebbe la seconda di due tranche. La cifra totale della
tangente ß citata in una lettera personale e riservata che il ministro
del petrolio inviò al vice premier ed ß di 105.819 dollari.
La vicenda
di Armando Carlos Oliveira sarÖ al centro di un'udienza sul programma
Oil for food che la Commissione di inchiesta parlamentare del Senato
terrà martedì.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; MORONI,SCONCERTO PER STRUMENTALIZZAZIONE
SOSTEGNO A FORMIGONI
(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Chiara Moroni esprime ''sconcerto per
la dura strumentalizzazione che si sta consumando ogni giorno
sui media rispetto alla vicenda della oil for food''.
''La coincidenza temporale con la campagna elettorale per le
elezioni regionali - dice il capogruppo del Nuovo Psi alla
Camera - e le accuse lanciate al presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni (che per altro non risulta indagato
per la questione) fanno pensare ancora una volta ad un uso
strumentale e politico di vicende giudiziarie. Il fatto che lo
scandalo sia apparso proprio a poche settimane dalle elezioni
regionali e' una coincidenza quanto mai sospetta''.
''Noi socialisti - prosegue - abbiamo una profonda cultura
garantista che vale sempre e che ci porta in ogni occasione ad
opporci alla cultura del sospetto. Ribadiamo quindi il nostro
pieno sostegno a Roberto Formigoni e il nostro impegno
elettorale in favore della sua rielezione alla presidenza della
Regione Lombardia''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD- MONACO, ADESSO RIFORMISTI DUBBIOSI SU FORMIGONI =
Milano,
12 feb. (Adnkronos) - ''Le cronache riferiscono che, a
Dio piacendo, affiora qualche timido dubbio tra i corteggiatissimi
''riformisti'' lombardi che avevano prestato credito a Formigoni. Non
era bastato, infatti, ad aprire loro gli occhi, la brutale
archiviazione della lista Formigoni, la piu' palese e clamorosa
conferma che mettersi con Formigoni e', ne' piu' ne' meno, intrupparsi
in uno schieramento ove Berlusconi e Bossi la fanno da padroni. Che
non e' il massimo per sedicenti riformisti. Ora costoro sembrano
scossi dallo scandalo oil for food che non so quale fondamento e quale
sviluppo avranno''. E' il commento di Franco Monaco, vicepresidente
dei deputati della Margherita.
''Ma domando
ai suddetti riformisti: c'era bisogno di questa
inchiesta per conoscere la disinvoltura e il machiavellismo che
contrassegnano in radice le pratiche in uso ai vertici del governo
lombardo? - prosegue Monaco- Il riformismo lombardo non ha gia' pagato
un prezzo altissimo a una certa distrazione circa la moralita' dei
mezzi?'' .
IRAQ: OIL FOR FOOD - DI PIETRO, E' OFFENSIVA SOLIDARIETA' CASINI E PERA
A FORMIGONI =
Roma, 12
feb. (Adnkronos) - ''I presidenti di Camera e Senato,
Casini e Pera, forse non hanno ancora capito l'importanza del ruolo
istituzionale che ricoprono, giacchá ogni volta qualcuno ha problemi
con la giustizia si affannano ad esprimergli la loro solidarietÖ,
come
hanno fatto di volta in volta, con Craxi, Andreotti, Dell'Utri e
Cuffaro e ora anche con Formigoni. Delle due l'una: o non sono in
grado di interpretare la funzione che ricoprono, o sono obbligati a
farlo. Nell'uno o nell'altro caso s'impone un intervento del Capo
dello Stato per richiamare questi signori al rispetto del ruolo che
ricoprono e per non umiliare oltremodo i cittadini e le istituzioni
che rappresentano''. e' quanto afferma il leader dell'Italia dei
valori, Antonio Di Pietro, in merito alla vicenda 'oil for food' che
ha interessato il presidente della regione Lombardia, Roberto
Formigoni.
''Quanto
a Formigoni -continua Di Pietro- invece di inventarsi
fantasiosi complotti, sarebbe suo dovere morale, prima di presentarsi
agli elettori per le prossime elezioni regionali, presentarsi ai
magistrati per dare giustificazione del proprio operato''.
OIL
FOR FOOD: DI PIETRO, QUELLE SOLIDARIETA' A FORMIGONI... =
(AGI) - Roma, 12 feb. - "I presidenti di Camera e Senato,
Casini e Pera, forse non hanno ancora capito l'importanza del
ruolo istituzionale che ricoprono, giacche' ogni volta che
qualcuno ha problemi con la giustizia si affannano a
esprimergli la loro solidarieta', come hanno fatto con Craxi,
Andreotti, Dell'Utri e Cuffaro e ora anche con Formigoni". Lo
dice Antonio Di Pietro, presidente Idv, che aggiunge: "Delle
due l'una: o non sono in grado di interpretare la funzione che
ricoprono, o sono obbligati a farlo. Nell' uno o nell'altro
caso s'impone un intervento del Capo dello Stato per richiamare
questi signori al rispetto del ruolo che ricoprono per non
umiliare oltremodo i cittadini e le istituzioni che
rappresentano. Quanto a Formigoni invece di inventarsi
fantasiosi complotti, sarebbe suo dovere morale, prima di
presentarsi agli elettori per le prossime elezioni regionali,
andare dai magistrati per dare giustificazione del proprio
operato, giacche' adoperarsi per far fare affari ad operatori
italiani con Saddam, come nello scandalo Oil for food, non e'
operato di cui andare fieri, ma connivenza con una dittatura e
soprattutto una violazione dell' embargo fissato dall'Onu".
(AGI)
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13 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, LIETO DI AVER AIUTATO AZIENDE ITALIANE CON REGIME
SADDAM RAPPORTI DAL 1990 PER RAGIONI UMANITARIE
Roma, 13
feb. (Adnkronos) - ''Ho aiutato aziende italiane a
lavorare all'estero e ne sono ben lieto''. Lo dice il presidente della
Regione Lombardia Roberto Formigoni, che in due interviste a
''Libero'' e ''Il Giornale'' spiega i suoi rapporti con l'Iraq di
Saddam Hussein, dopo essere stato chiamato in causa per la vicenda oil
for food.
Rapporti,
racconta il capo dell'esecutivo lombardo, che
iniziarono ''nel 1990, per ragioni umanitarie, quando riportai in
Italia 250 italiani che non erano riusciti a rientare, tecnici Eni e
mobilieri brianzoli. Saddam li avrebbe utilizzati come scudi umani e
il nostro governo non si muoveva''. (segue)
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, LIETO DI AVER AIUTATO AZIENDE ITALIANE (2) =
COME DICE BERLUSCONI AMBASCIATORE NON FA POLITICA APERITIVO
(Adnkronos)
- Formigoni si sofferma poi sui suoi rapporti con
Saddam Hussein e con Tareq Aziz. Incontrò il rais ''per la prima
ed
unica volta'' nella primavera del 1991, quando, finita la guerra,
''fui il primo politico europeo (ero vicepresidente del Parlamento di
Strasburgo) ad arrivare tra i curdi del Kurdistan. Portai
un'organizazzione umanitaria, l'Avsi, che avviò progetti
assistenziali. Da allora tenni i contatti con Tarek Aziz''.
''Era l'unico
ministro di educazione occidentale -prosegue
Formigoni- ed era cristiano. Stavano ricominciando i commerci con
l'Iraq, tutti i Paesi si muovevano tranne l'Italia. Coså molte aziende
si rivolsero a me, e io cercai di aiutarle. C'era anche l'Iveco, c'era
l'Alenia. Doveva arrivare Berlusconi 10 anni dopo a dire che gli
ambasciatori non dovevano limitarsi alla politica dell'aperitivo''.
(segue)
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, LIETO DI AVER AIUTATO AZIENDE ITALIANE (3) =
DE PETRO PERSONA CORRETTA, SE HA SBAGLIATO NE RISPONDERA'
(Adnkronos)
- Formigoni entra poi nel merito dei particolari
della vicenda oil for food emersi negli ultimi giorni. ''I 24 milioni
di barili a me attribuiti -afferma- sono meno dell'un per cento del
nostro fabbisogno. Mi piacerebbe se qualcuno domandasse all'Eni se si
ß fornita altrimenti dall'Iraq...''.
Quanto
a Marco De Petro, ''faceva politica prima di me, svolgeva
consulenze internazionali per aziende ed ß stato anche consulente
della Regione. Non aveva ufficio, non era nella mia segreteria, non ß
stato dipendente, non lavorava a tempo pieno, non era autorizzato a
firmare nulla. Aveva un contratto da poche migliaia di euro. Se ha
fatto cose sbagliate, ed ß tutto da dimostrare perchß ai miei
occhi ß
una persona corretta, ne risponderÖ''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, LIETO DI AVER AIUTATO AZIENDE ITALIANE (4) =
TEMO STAGIONE DELEGITTIMAZIONE E VELENI
(Adnkronos)
- Il presidente della Regione Lombardia torna infine
sui risvolti politici che, a suo giudizio, avrebbero fatto esplodere
negli ultimi giorni la vicenda. ''L'Onu non ha prove e mette il
segreto. In Italia invece si scatena una campagna contro di me, con
una lunghissima propalazione di notizie false o a me estranee che
dovrebbero essere coperte dal riserbo. Non vorrei si preparasse
un'altra stagione di delegittimazione e veleni''.
Quanto
alle accuse rivolte a ''Il Sole 24 ore'' e a
Confindustria, ''ho stima per De Bortoli. 'Il Sole -aggiunge
Formigoni- è un giornale di Confindustria, la quale ha cambiato
di
recente leader e coincide con la Fiat''. E il governatore della
Lombardia aggiunge: ''ho convocato la Fiat da 4 mesi al tavolo per
decidere il destino di Arese e dei suoi operai. Niente. Allora ho
sondato imprese automobilistiche europee: disponibilissime. Mi
aspettavo qualcosa. Qualcosa è arrivato''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD - DI PIETRO, FORMIGONI HA FAVORITO SADDAM =
CERTI INTERVENTI DOVEVANO ESSERE AUTORIZZATI DA ONU
Roma, 13
feb. - (Adnkronos) - ''Formigoni continua a dire che si
ß limitato ad aiutare ditte italiane ad acquistare greggio dall'Iraq.
Ma non si rende conto che vigeva un embargo e lo scambio 'Oil for
food' era possibile solo dietro stretto controllo da parte dell'Onu
della destinazione effettiva dei proventi del petrolio di Saddam?'' Lo
sottolinea in una nota Antonio Di Pietro.
''Invece
-aggiunge- con gesto irresponsabile Formigoni ha
contribuito a dare mezzi economici a Saddam per armare la sua mano
contro tanti cittadini inermi. Egli quindi, politicamente parlando, ha
commesso il favoreggiamento del tiranno Saddam''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; DI PIETRO, FORMIGONI HA AIUTATO SADDAM
L'EX PM, POLITICAMENTE PARLANDO HA COMMESSO FAVOREGGIAMENTO
(ANSA) - ROMA, 13 FEB - Il presidente della regione
Lombardia, Roberto Formigoni, ''con un gesto irresponsabile ha
contribuito a dare mezzi economici a Saddam per armare la sua
mano contro tanti cittadini inermi. Egli quindi, politicamente
parlando, ha commesso il favoreggiamento del tiranno Saddam''.
E' quanto sostiene il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di
Pietro, in un comunicato diffuso oggi.
''Formigoni continua a dire che si e' limitato ad aiutare
ditte italiane ad acquistare greggio dall'Iraq'', aggiunge l'ex
pubblico ministero di 'mani pulite', che polemicamente si
chiede: ''Ma non si rende conto che vigeva un embargo e lo
scambio 'Oil for food' era possibile solo dietro stretto
controllo da parte dell'Onu della destinazione effettiva dei
proventi del petrolio di Saddam?''. (ANSA).
IRAQ:
PETROLIO-CIBO,EX CAPO PROGRAMMA NEGO'ISPEZIONE IN 2001
(ANSA)
- NEW YORK, 13 FEB - L'ex capo del programma dell'Onu
Oil for Food Benon Sevan blocco' una richiesta di ispezione
interna del suo ufficio nelle settimane in cui, secondo il
rapporto Volcker, avrebbe sollecitato per un suo amico affari
petroliferi lucrativi in Iraq.
Nel maggio 2001 una squadra di revisori dell'Onu aveva
determinato che la gestione del programma umanitario in Iraq era
una ''attivita' ad alto rischio'' e una priorita' tra le
attivita' da tenere sotto controllo. Ma Sevan, alla richiesta di
assumere un consulente per far ispezionare il suo ufficio aveva
risposto picche: un atto che adesso il capo della commissione
indipendente incaricata dall'Onu di indagare sullo scandalo Paul
Volcker ha trovato ''per lo meno sospetto'.
Due mesi dopo aver respinto la richiesta di ispezione la
societa' petrolifera di un amico di Sevan, la African Middle
East Petroleum, ottenne di acquistare la prima di una serie di
nove 'tranche' da un milione di barili di petrolio che l'Iraq
aveva messo a disposizione del capo del programma umanitario.
Secondo Volcker queste operazioni hanno costituito un
''inconciliabile conflitto di interesse'' nella gestione del
programma da parte di Sevan. (ANSA).
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14 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD- VIOLANTE, QUESTE VICENDE NON ENTRINO IN CAMPAGNA ELETTORALE
=
Roma, 14
feb. (Adnkronos) - ''Bisogna avere molta lucidità.
Vicende come 'Oil for food' non devono entrare in campagna elettorale.
Se la vedano i magistrati ma non si faccia campagna elettorale su
questo, non si alimenti conflitti su questo. Pensiamo piuttosto ai
problemi dell'Italia''. Lo afferma il capogruppo dei Ds alla Camera
Luciano Violante, a 'Radio Radicale' a proposito dell'inchiesta 'Oil
for food' che ha coinvolto il governatore della Lombardia Roberto
Formigoni.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; VIOLANTE, NO ALLO SCANDALISMO
LASCIARE QUESTE VICENDE FUORI DA CAMPAGNA ELETTORALE
(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Luciano Violante chiede che le
vicende giudiziarie che hanno recentemente coinvolto esponenti
della maggioranza (in particolare lo scandalo Oil for food con
Formigoni, ma anche la vicenda del ministro Sirchia) non entrino
nella campagna elettorale. ''Vorrei che queste vicende - dice
durante un filo diretto con Radio Radicale - non entrassero
nella campagna elettorale, altrimenti sarebbe un fatto barbaro e
incivile. Il conflitto e' gia' alto, parliamo dunque di
questioni che riguardano gli italiani, come la sanita' o le
pensioni. Il resto - conclude - e' puro scandalismo''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; VIOLANTE, NO ALLO SCANDALISMO
LASCIARE QUESTE VICENDE FUORI DA CAMPAGNA ELETTORALE
(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Luciano Violante chiede che le
vicende giudiziarie che hanno recentemente coinvolto esponenti
della maggioranza (in particolare lo scandalo Oil for food con
Formigoni, ma anche la vicenda del ministro Sirchia) non entrino
nella campagna elettorale. ''Vorrei che queste vicende - dice
durante un filo diretto con Radio Radicale - non entrassero
nella campagna elettorale, altrimenti sarebbe un fatto barbaro e
incivile. Il conflitto e' gia' alto, parliamo dunque di
questioni che riguardano gli italiani, come la sanita' o le
pensioni. Il resto - conclude - e' puro scandalismo''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; COLOZZI, FORMIGONI RIFERIRA' IN AULA
(ANSA)
- MILANO, 14 FEB - Il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, riferira' al Consiglio regionale
sulla vicenda 'Oil for Food': l'assicurazione e' arrivata oggi
dall'assessore ai Rapporti con il Consiglio, Romano Colozzi, che
ha risposto cosi' alla richiesta dell' opposizione.
Oggi i Ds, come avevano annunciato, hanno presentato una
mozione urgente chiedendo al governatore di rispondere ad alcune
domande, fra l'altro, sul suo ruolo nel programma dell'Onu
(anche ''tramite fiduciari''), sul mandato del suo
''collaboratore'' Marco Mazarino De Petro in Iraq, e sul nome e
il ruolo istituzionale di tutti i collaboratori che il
presidente ha avuto in questa legislatura.
''Ci aspettiamo - ha detto in aula il capogruppo Ds
Pierangelo Ferrari - che Formigoni trovi il tempo e la dignita'
istituzionale per venire e riferire al Consiglio''.
''Il presidente - ha assicurato Colozzi - riferira' all'aula.
Non so ancora quando esattamente ma entro mercoledi'''. Non si
dovrebbe pero' trattare di una discussione legata direttamente
alla mozione, che i Ds vorrebbero si trattasse domani.
Oggi, domani e mercoledi', infatti, si svolgono le ultime tre
sedute del parlamento lombardo prima della fine della
legislatura.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI SPIEGHERA' POSIZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE =
Milano,
14 feb. (Adnkronos) - Accogliendo la sollecitazione dl
capogruppo Ds in Regione Lombardia, Pierangelo Ferrari a spiegare la
vicenda che lo vedrebbe coinvolto nell'affaire 'Oil for food', nel
Consiglio regionale che da oggi si riunira' per tre giorni, il
presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, a margine della
premiazione degli atleti di Bormio 2005, ha confermato che cio' ''e'
possibile che avvenga nei prossimi giorni''.
OIL
FOR FOOD:FORMIGONI,PROSSIMI GIORNI IN CONSIGLIO REGIONALE =
(AGI) - Milano, 14 feb. - Il presidente della Regione Lombardia
molto probabilmente nei prossimi giorni si rechera' in
Consiglio regionale per fornire la sua versione sulla vicenda
Oil for Food. Lo ha detto il presidente ai giornalisti che gli
domandavano quale sarebbe stato il suo atteggiamento in seguito
alla mozione urgente presentata questa mattina da Pierangelo
Ferrari, capogruppo dei Ds in Consiglio regionale nella quale
si invita il presidente a dare spiegazioni in Consiglio sulla
delicata questione dell'oro nero di Saddam "e' possibile che
avvenga nei prossimi giorni" ha risposto Formigoni incontrato
al termine di una conferenza stampa in Regione. (AGI)
IRAQ:
OIL FOR FOOD; FORMIGONI, PROSSIMI GIORNI IN CONSIGLIO
(V.'IRAQ: OIL FOR FOOD; COLOZZI, FORMIGONI...' DELLE 12:25)
(ANSA) - MILANO, 14 FEB - Nei prossimi giorni, il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dovrebbe recarsi in
consiglio regionale per dare la sua spiegazione alla vicenda Oil
for Food.
Oggi Formigoni, dopo la mozione urgente presentata dal
capogruppo Ds, Pierangelo Ferrari, affinche' si rechi in
consiglio per una spiegazione, ha detto: ''questo e' probabile
che avvenga nei prossimi giorni''.(ANSA).
IRAQ: OIL
FOR FOOD; FORMIGONI, PROSSIMI GIORNI IN CONSIGLIO
(V.'IRAQ: OIL FOR FOOD; COLOZZI, FORMIGONI...' DELLE 12:25)
(ANSA) - MILANO, 14 FEB - Nei prossimi giorni, il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dovrebbe recarsi in
consiglio regionale per dare la sua spiegazione alla vicenda Oil
for Food.
Oggi Formigoni, dopo la mozione urgente presentata dal
capogruppo Ds, Pierangelo Ferrari, affinche' si rechi in
consiglio per una spiegazione, ha detto: ''questo e' probabile
che avvenga nei prossimi giorni''.(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; CORTIANA, GOVERNO CHIARISCA SU FORMIGONI
(ANSA)
- MILANO, 14 FEB - ''Dopo le polemiche sullo scandalo
'Oil for food' che vedono coinvolto il Presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni, occorre ottenere ogni possibile
chiarimento sul presunto coinvolgimento del governatore'': lo
afferma il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana.
Cortiana sottolinea che il chiarimento e' necessario
''poiche' le elezioni regionali del 3 aprile vedranno Formigoni
concorrere per il terzo mandato, e i cittadini ed elettori
lombardi hanno il diritto di sapere se il candidato e'
minacciato da un complotto di un Paese estero, visto che il
Presidente ha addotto tutto cio' ad una manovra riconducibile
anche alla Cia, o se si trova realmente coinvolto all'interno di
uno scandalo di portata internazionale''.
''E' necessario quindi che il governo risponda
tempestivamente sulla natura dello scandalo - conclude Cortiana
- poiche' gli elettori lombardi hanno il diritto di sapere
realmente se il coinvolgimento del governatore e' causa di un
complotto internazionale o se tale questione vada inserita ed
analizzata in un contesto diverso di responsabilita' di
qualsiasi ordine, anche esclusivamente politiche''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; CONGRESSO USA, PRIME PROVE CORRUZIONE
ACCUSE INVESTIGATORI, 100.000 DOLLARI TANGENTI A ISPETTORE
(ANSA) - NEW YORK, 14 FEB - Una commissione del Senato
americano che si occupa da tempo dello scandalo 'oil for food'
ha preannunciato di aver trovato ''prove schiaccianti'' che un
ispettore incaricato della supervisione del programma
petrolifero iracheno avrebbe ricevuto tangenti dal regime di
Saddam Hussein. Lo hanno rivelato gli investigatori del
Congresso al New York Times, alla vigilia di un'audizione che
rendera' pubbliche le accuse.
I pagamenti per oltre 100.000 dollari sarebbero stati versati
illegalmente a un manager portoghese di una societa' olandese,
per permettere agli iracheni nel 2001 di esportare - tramite una
societa' francese - piu' petrolio di quanto non prevedesse il
programma. Le prove, che rappresenterebbero la prima conferma
materiale alle accuse di corruzione che ruotano intorno al
programma iracheno, saranno presentate domani in Congresso dalla
commissione investigativa del Senato.
''Sono accuse gravi'', ha detto il presidente della
commissione, il senatore del Minnesota Norm Coleman, un
repubblicano che e' da mesi uno degli esponenti politici
americani piu' duri nei confronti della gestione del programma
da parte dell'Onu. ''Presenteremo prove - ha aggiunto Coleman -
che faranno luce su questa vicenda. Dobbiamo tener presente che
la corruzione di un ispettore petrolifero che lavora per l'Onu
e' preoccupante di per se' e il problema e' reso anche peggiore
dal fatto che permetteva a Saddam di guadagnare milioni di
dollari in modo sotterraneo, fuori dal controllo dell'Onu''.
Il manager al centro delle accuse si chiama Armando Carlos
Oliveira, un portoghese che lavora per la Saybolt International,
la societa' olandese assunta dall'Onu per monitorare le
esportazioni di petrolio nell'ambito del programma iracheno.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - UNIONE LOMBARDIA, DA OLTRE UN ANNO ASPETTIAMO CHE FORMIGONI
NEL PARLI
Milano,
14 feb. - (Adnkronos) - Con una mozione urgente, firmata
da tutti i capigruppo, l'opposizione lombarda di centrosinistra in
Consiglio regionale ha chiesto nuovamente che il presidente della
Regione Roberto Formigoni risponda in Aula sulle sue responsabilità
in
merito alla vicenda Oil for Food.
''Da tredici
mesi - spiega il capogruppo Ds Pierangelo Ferrari -
chiediamo che Formigoni venga in Aula a riferire. Ora emergono fatti
documentali, e la risposta in Aula di Formigoni non può più
tardare. È
una questione di dignità istituzionale e di responsabilità
politica.
Rispondere in Aula è rispondere non alle opposizioni, ma ai
lombardi''. L'assessore al Bilancio, Romano Colozzi, parlando per
Formigoni, oggi assente, ha dichiarato che il presidente lombardo sarà
in Aula domani o dopo, in una delle due ultime sedute prima della
chiusura dei lavori.
IRAQ:
OIL FOR FOOD, SOLIDARIETA' ALG A CLAUDIO GATTI
(ANSA)
- MILANO, 14 FEB - Il Consiglio direttivo
dell'Associazione lombarda dei giornalisti esprime solidarieta'
al giornalista Claudio Gatti del Sole 24Ore che, nell'incontro
con la stampa organizzato in Regione nei giorni scorsi, non ha
potuto rivolgere domande a Roberto Formigoni sull'inchiesta Oil
for food che da oltre un anno segue sul suo giornale e sul
Financial Times.
''Il Consiglio direttivo - e' scritto in una nota - esprime
solidarieta' al collega Gatti e a tutti i colleghi cui e' stato
impedito di porgere domande al termine di una conferenza
stampa''.
''Il direttivo dell'Alg - conclude la nota - alla vigilia
della campagna elettorale, ribadisce che il diritto-dovere dei
giornalisti ad informare non puo' in nessun caso essere messo in
discussione dalla politica'. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - ALG, SOLIDARIETA' A GATTI CHE NON HA POTUTO INTERVISTARE
FORMIGONI =
IL DIRITTO-DOVERE DI INFORMARE NON SIA OSTACOLATO DA POLITICA
Milano,
14 feb. (Adnkronos) - Solidarietà al giornalista Claudio
Gatti, che ha curato l'inchiesta su Oil for food per il quotidiano 'Il
sole 24 ore' , e a tutti i giornalisti che non hanno potuto porgere
domande al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni sulla
vicenda durante un incontro convocato la scorsa settimana nella sede
della Regione Lombardia. Ad esprimerla è il consiglio direttivo
dell'Alg, l'associazione lombarda dei giornalisti, che si è riunito
oggi nella sede di Milano.
Il direttivo
dell'Alg ribadisce che ''alla vigilia della
campagna elettorale il diritto-dovere dei giornalisti ad informare non
può in nessun caso essere messo in discussione dalla politica''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; SARFATTI, CHIAREZZA CHIESTA NEL 2003
(ANSA)
- LECCO, 14 FEB - (ANSA) - Roberto Formigoni ''e' un
competitor politico, non un nemico, ma sull'affaire 'oil for
food' deve riferire in tempi rapidi e certi in consiglio
regionale'' ha detto Riccardo Sarfatti, candidato presidente per
il centrosinistra alla Regione Lombardia, parlando questo
pomeriggio a Lecco, citta' dove Formigoni e' nato e cresciuto.
In una conferenza stampa, durante gli incontri programmati
per la campagna elettorale, Sarfatti ha citato la richiesta di
fare chiarezza in consiglio regionale, ''gia' chiesta nel 2003,
con una interpellanza rimasta lettera morta. Zero risposte e uno
stile degno del suo capo: e' sempre tutto colpa di un
complotto''. Eppure Formigoni, seondo Sarfatti ''in questi 10
anni ha compiuto ben 120 viaggi all'estero. Praticamente uno
ogni mese. Mi piacerebbe conoscere il pensiero del ministro
leghista Roberto Calderoli, dopo avere letto il Wall Street
Journal, giornale - ha ironizzato Sarfatti - notoriamente
comunista, che ha scritto a chiare lettere che tutti gli accordi
passavano direttamente dalle mani di Saddam''.
''Che tipo di rapporti ha creato Formigoni con il resto
del mondo e quale ricaduta per la Regione, al termine di tanti e
costosi viaggi?'' ha aggiunto Sarfatti, auspicando che venga
fatta piena luce sull'eventuale ruolo del presidente regionale
uscente in 'Oil for food'.(ANSA).
OIL
FOR FOOD: SARFATTI, FORMIGONI DEVE RIFERIRE SUBITO
(ANSA)
- LECCO, 14 FEB - ''Roberto Formigoni e' un competitor
politico, non un nemico, ma sull'affaire 'oil for food' deve
riferire in tempi rapidi e certi in Consiglio regionale. Come d'
altronde avevamo gia' chiesto nel 2003 con una interpellanza
rimasta lettera morta''. Lo ha detto Riccardo Sarfatti,
candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra,
oggi pomeriggio a Lecco, citta' di Formigoni, in una conferenza
stampa durante gli incontri programmati nel capoluogo
provinciale per la campagna elettorale.
''Zero risposte e uno stile degno del suo capo: e' sempre
tutto colpa di un complotto - ha detto ancora Sarfatti a
proposito della vicenda 'oil for food' -. Eppure Formigoni in
questi 10 anni ha compiuto ben 120 viaggi all' estero.
Praticamente uno ogni mese. Mi piacerebbe conoscere il pensiero
del ministro leghista Roberto Calderoli dopo avere letto il Wall
Street Journal, giornale notoriamente comunista, che ha scritto
a chiare lettere che tutti gli accordi passavano direttamente
dalle mani di Saddam''.
''Che tipo di rapporti ha creato Formigoni con il resto
del mondo, e quale ricaduta per la Regione al termine di tanti e
costosi viaggi?'' si e' chiesto Sarfatti, auspicando che venga
fatta ''piena luce sull'eventuale ruolo del presidente regionale
uscente in 'Oil for food'''. (ANSA).
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15 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, INDAGARE SU BARILI PRESI DA ALTRE AZIENDE =
IN LOMBARDIA MENO DEL 10% DEL QUANTITATIVO DI PETROLIO
Milano,
15 feb. - (Andkronos) - Un invito a indagare sul numero
di barili di petrolio ricevuti dalle aziende non lombarde. Lo ha
rivolto nell'aula del Consiglio regionale lombardo, il presidente
della Regione Lombardia Roberto formigoni, intervenendo sulla
questione del programma Onu Oil for food.
''Questo
e' un interrogativo che mi ha incuriosito in questi
giorni -sostiene Formigoni davanti ai consiglieri lombardi - mi auguro
che gli studi a livello mondiale possano fare chiarezza''. Formigoni
dice di avere verificato che l'approvvigionamento di petrolio
dell'Italia tra il '97 e il 2004, e' stato pari a 233 mln di barili
provenienti dall'Iraq e che di questa quantita' meno del 10% e' andato
alle aziende lombarde.''Gli altri -precisa Formigoni- hanno utilizzato
quantitativi infinitamente superiori''. (segue)
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, INDAGARE SU BARILI PRESI DA ALTRE AZIENDE (2)
=
IN AULA PRESENTE ANCHE RICCARDO SARFATTI
(Adnkronos)-
Nell'aula gremita del Consiglio regionale lombardo
e' arrivato, tra gli ascoltatori, anche il candidato lombardo
dell'Unione, Riccardo Sarfatti per ascoltare la deposizione del
presidente Formigoni. Il presidente lombardo ha riassunto il suo
impegno negli anni con l'Iraq e il Medioriente e ha spiegato per sommi
capi il significato dell'operazione di Oil for food.
''Abbiamo
attuato iniziative limpide e trasparenti -ha spiegato
in aula- a favore dei popoli meno fortunati. Sono orgoglioso di quello
che abbiamo saputo sviluppare in questi anni. Si puo' dissentire da
questa impostazione, ma non la si puo' calunniare, a meno che non si
scelga l'abbattimento del nemico al posto del confronto''.
A questo
proposito Formigoni ha anche invitato i consiglieri
lombardi a sviluppare una campagna elettorale ''che non sia uno
spargimento di veleni ma un momento di confronto''.
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, INDAGARE SU BARILI PRESI DA ALTRI =
(AGI) - Milano, 15 feb. - Un invito a indagare su quantitativi
di petrolio ricevuti da aziende di altre regioni. Lo ha
formulato il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni,
durante il suo intervento in aula del Consiglio regionale per
chiarire la delicata questione Oil for Food. "C'e' un
interrogativo che mi ha incuriosito nel corso di questi giorni"
ha detto il presidente Roberto Formigoni facendo riferimento
agli approvvigionamenti di petrolio che dal '97 al 2003 sono
arrivati in Italia. In quell'arco di tempo "233 milioni di
barili sono partiti dall'Iraq verso l'Italia". La domanda
dunque e' se di questi quantitativi 24milioni di barili sono
andati alla Regione Lombardia come emergerebbe dai documenti
ritrovati, a chi e' andato il totale degli approvvigionamenti?
Secondo queste cifre infatti alla Regione Lombardia sarebbe
andato un quantitativo "inferiore al 10% complessivo. Ci sono
dunque molte altre aziende italiane che hanno utilizzato il
programma Oil for Food per quantitativi estremamente
superiori". Il governatore lombardo si augura che "gli studi
che sono in corso a livello mondiale possano chiarire questa
curiosita' legittima". (AGI)
IRAQ:
OIL FOR FOOD; FORMIGONI, HO LEGITTIMA CURIOSITA'
ALTRE AZIENDE ITALIANE USATO PROGETTO PER QUANTITA' SUPERIORI
(ANSA) - MILANO, 15 FEB - ''Altre aziende italiane hanno
utilizzato il progetto Oil for Food per quantita' estremamente
superiori'' rispetto a quelle segnalate dalla Lombardia: cosi'
il presidente Roberto Formigoni, intervenendo in aula al
Consiglio regionale lombardo, ha spiegato di avere una
''curiosita' legittima'' sulla vicenda del programma Onu
'Petrolio per cibo'.
Formigoni ha spiegato di aver controllato ''l'
approvvigionamento di petrolio del nostro paese dall'Iraq''. E i
dati ufficiali del Ministero delle attivita' produttive tra il
1997 e il 2003 parlano di 233 milioni di barili, senza contare
le ''quantita' molte volte superiori arrivate attraverso la
Giordania''. ''Questo significa - ha sottolineato Formigoni -
che il quantitativo imputabile ad aziende di nostra indicazione
e' molto inferiore al 10%. Quindi molte altre aziende hanno
usato il progetto Oil for Food per quantita' estremamente
superiori''.
''Questa e' una curiosita' legittima - ha aggiunto il
presidente - che spero gli studi che sono in corso a livello
mondiale possano chiarire''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; FORMIGONI, INDAGINI BENVENUTE E SALUTARI
(ANSA)
- MILANO, 15 FEB - Definisce le indagini su Oil for
Food ''salutari, benvenute e benemerite se aiutano a fare
chiarezza'' il presidente della Lombardia Roberto Formigoni.
''Se ci sono state irregolarita' - dice in aula al Consiglio
regionale - e' utile che emergano''. Dal canto suo pero'
continua a ripetere che ''il programma e' stato tutto sotto il
controllo dell'Onu. Ogni singolo contratto doveva essere
approvato dalle Nazioni Unite''.
Il governatore ha sottolineato che il compito della Regione
era quello di verificare che ''le aziende fossero in regola con
la normativa del nostro paese e poi fare le segnalazioni. Quello
che e' seguito e' a intero carico delle aziende''.
Formigoni ha poi ripercorso tutta la storia del suo rapporto
con l'Iraq, dal viaggio nel 1991 con il quale riporto' in Italia
250 cittadini che rischiavano di diventare scudi umani nella
prima del Golfo che sarebbe scoppiata di li' a poco. Ma ha
ricordato anche i viaggi e le operazioni umanitarie successive,
ad esempio nel novembre 2000 l'aereo fatto sbarcare a Baghdad
con medicinali e alcune imprese italiane come Iveco, Ocri e
Cogep, primo aereo atterrato a Baghdad dopo l'embargo grazie a
una ''esplicita autorizzazione dell'Onu - ha puntualizzato il
governatore - perche' la Lombardia vuole rispettare le regole
internazionali''.
Formigoni ha difeso l'impegno umanitario, la scelta difficile
ma ''presa in coscienza'' di non approvare la guerra in Iraq e
ha ricordato tutto l'impegno internazionale della Regione che ha
incluso 200 iniziative internazionali, 23 missioni
internazionali e 34 incontri con ministri. Ha voluto ricordare i
20 milioni di euro spesi negli ultimi cinque anni per 240
programmi umanitari di Ong e ha concluso affermando che ''si
puo' dissentire da questa impostazione ma non stravolgerla o
calunniarla''.(ANSA).
IRAQ:OIL
FOR FOOD;FORMIGONI,MI AUGURO CAMPAGNA SENZA VELENI
AUSPICIO GOVERNATORE PER CONFRONTO IDEE IN VISTA REGIONALI
(ANSA) - MILANO, 15 FEB - ''Mi auguro che la campagna
elettorale sia un confronto di idee, di programmi, non un'
occasione per un ulteriore spargimento di veleni'': con questo
auspicio il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha
chiuso il suo intervento in aula sulla vicenda di Oil for Food.
''Spero che sia un'occasione di confronto - ha concluso - per
riaffermare i valori della politica a beneficio dei
cittadini''.(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - SARFATTI, BASTA CON CLIENTELISMO DI ULTIMI ANNI =
Milano.
15 feb. (Adnkronos) - ''In questi dieci anni di governo,
e' chiaro ci sia stato un forte clientelismo ed e' necessario
cambiare. Innanzitutto scoprendo la verita'''. Cosi' il candidato di
centrosinistra alle elezioni regionali in Lombardia Riccardo Sarfatti,
commenta l'intervento nel consiglio regionale, del presidente Roberto
Formigoni su Oil for food. Tuttavia Sarfatti dice di non volere
esprimere giudizi prima che lo faccia la magistratura.
''Bisogna
pero' capire -spiega il candidato presidente - a cosa
hanno portato tutte le relazioni internazionali a favore della
Lombardia e delle nostre aziende. Le risposte di Formigoni ci hanno
insospettito perche' parla di complotti della Cia e poi di
Montezemolo. Il suo non rispondere alle interpellanze da' un'aria
torbida a tutta la vicenda''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, HO SUBITO INSULTO DI ESSERE AMICO DI SADDAM
=
CON AZIZ HO CERCATO DI EVITARE IL CONFLITTO
Milano,
15 feb. (Adnkronos) - ''Per anni e per mesi ho subito
l'insulto di essere amico di Saddam Hussein, quando invece mi muovevo
a favore della pace dei popoli''. Cosi' il presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni risponde, nell'aula del Consiglio
regionale lombardo, alle domande e alle richieste di chiarimento
dell'opposizione di centrosinistra sulla vicenda Oil for food e suoi
suoi rapporti con l'Iraq. ''Per quanto riguarda la mia amicizia con
Tarek Aziz -aggiunge Formigoni- posso dire che ci siamo incontrati due
mesi prima del conflitto. Gli ho parlato per tentare uan resa senza
condizioni e arrivare alla consegna di eventuali armi di distruzione
di massa''.
Formigoni
rassicura il centrosinistra sulla ''totale trasparenza
e chiarezza'' nella scelta delle aziende da promuovere all'estero.
''Ogni inizativa -precisa il presidente- ß sottoposta alla verifica
del Consiglio lombardo e tutta la politica internazionale ß contenuta
in delibere di indirizzo. C'ß una precisa documentazione su ogni
mossa
fatta e sulle aziende che sono venute con noi, scelte sulla base della
verifica della loro legittimitÖ''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD;FORMIGONI,MAI DISCREZIONALITA' SU AZIENDE
(ANSA)
- MILANO, 15 FEB - ''Non c'e' mai stata alcuna
discrezionalita''': il presidente della Lombardia, Roberto
Formigoni, ancora una volta sottolinea la trasparenza del suo
operato rispondendo agli interventi in aula sul suo
coinvolgimento nel progetto dell' Onu 'Oil for Food'.
''Tutta la politica della giunta - ha detto Formigoni - si
svolge ed e' contenuta nelle delibere e negli atti di indirizzo
e di tutto c'e' resoconto negli uffici documentazione, inclusi i
dettagli sulle aziende che hanno partecipato alle missioni
internazionali della Regione''.
''Sulle aziende non c'e' mai stata alcuna discrezionalita' -
ha spiegato il governatore - nessuna azienda ha mai trovato ne'
trovera' le porte chiuse, fatta salva la verifica della sua
legittimita'''.
Secondo il presidente, quindi, quello che succede nella fase
successiva non e' responsabilita' della Regione, ma questo non
deve fermare l' impegno internazionale della Lombardia ''o
rischiamo di consegnarci all' immobilismo''.
''Non c'e' alcuna ombra di dubbio - ha concluso Formigoni -
ma la trasparenza assoluta della Lombardia''. (ANSA).
IRAQ:
FORMIGONI, A TAREK AZIZ CHIESI RESA SENZA CONDIZIONI
(ANSA)
- MILANO, 15 FEB - Nell' ultimo incontro con Tarek
Aziz, allora ministro degli Esteri dell' Iraq, appena prima
della seconda guerra del Golfo, Roberto Formigoni gli chiese una
''resa senza condizioni''.
Nella conclusione del suo intervento in aula sulla vicenda
Oil for Food, il governatore ha voluto precisare i suoi rapporti
con il regime di Saddam Hussein e ha sottolineato di essersi
mosso, in quell' ultimo incontro, come ''amico del popolo
iracheno'' e non delle sue autorita'.
''Di cosa abbiamo parlato allora? - ha detto Formigoni - Ho
parlato della resa senza condizioni all' Onu, dell' apertura dei
palazzi presidenziali, della distruzione delle armi di massa se
mai ce ne fossero. Ritenevo e ritengo il bene della pace
raggiungibile al di la' dell' eventuale dignita' di un
governo''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD- PIZZETTI (DS), TROPPE AMBIGUITA' E RETICENZE
PRC, AZIENDE SCELTE A DISCREZIONE DI FORMIGONI
Milano,
15 feb. - (Adnkronos) - ''Sono troppe le ambiguitÖ e le
reticenze sulla questione di Oil for food. E' vero che il consiglio
regionale non ß un'aula di tribunale, ma ß ancora piu' esigenze
nel
volere delle risposte''. Con queste parole il segretario lombardo dei
Ds Luciano Pizzetti ß intervenuto nell'aula del Consiglio lombardo
sulla questione Oil for food, accusando il presidente Roberto
Formigoni di essere intervenuto con 358 giorni di ritardo rispetto
alle prime richieste, ''un ritardo maggiore rispetto a quello dei
treni locali''.
Mirko Lombardi,
a nome del gruppo del Prc, ha spiegato a
Formigoni che il consiglio ''ß sempre stato allo scuro del modo
con
cui sono state scelte alcune aziende per l'operazione oil for food, su
cui il presidente si ß sempre pronunciato con totale
discrezionalitÖ''. Lombardi chiede chiarimenti sui criteri di
selezione e sostiene che dietro Oil for food ci siano stati grossi
motivi di business. Il capougruppo diessino Pierangelo Ferrari che nei
mesi scorsi aveva invitato piu' volte in aula Formigoni a riferire
sulla vicenda, si lemanta del fatto che anche questa volta il
presidente lombardo non abbia risposto alle richieste di chiarezza.
IRAQ:
OIL FOR FOOD- FI, LASCIAMO CHE LA MAGISTRATURA FACCIA IL SUO LAVORO =
Milano,
15 feb. (Adnkronos) - ''Se questo fosse un paese normale
si lascerebbe che la magistratura facesse il suo lavoro''. Cosi' il
capogruppo lombardo di Forza Italia Giulio Boscagli ß intervenuto
in
aula sulla vicenda di Oil for food. ''Si metterebbe piu' enfasi sulle
iniziative della Regione Lombardia -precisa Boscagli- e si darebbe
piu' importanza a problemi seri come quelli di Impregilo e Conad,
trattati invece in poche righe del quotidiano 'Il Sole 24 Ore'.
Il consigliere
del gruppo Per la Lombradia- Sveva Dalmasso
esprime stupore per il fatto che lo scandalo sul programma di oil for
food sia sollevato e alimentato con igore conl'approssimarsi delle
elezioni regionali. La Dalmasso sporna i colleghi dell'opposizione a
''cavalcare l'onda anomala del giustizialismo perchß questo non
porta
al successo elettorale ma all'inquinamento alla democrazia e dello
Stato di diritto''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD- RADICALI, GRAVE ERRORE DI FORMIGONI INCONTRARE AZIZ =
Milano,
15 feb. (Adnkronos) - Il capogruppo dei Radicali
lombardi Alessandro Litta Modignani giudica ''un grave errore'' la
decisione del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni di
aver incontrato il numero due del regime iracheno Tarek Aziz alla
vigilia della guerra. Litta tuttavia critica anche il fatto che
''coloro che oggi sollevano il presunto scandalo di Oil for food,
all'epoca non hanno speso una sola parola per criticare questa
scelta''. In risposta a questa critica, Formigoni ha precisato
all'aula che il suo incontro con Aziz ß stato semplicemente mirato
al
tentativo di un disarmo per evitare il conflitto.
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, SU AZIENDE NESSUNA DISCREZIONALITA' =
(AGI) - Milano, 15 feb. - "Nella scelta delle aziende non c'e'
stata nessuna discrezionalita'. Ogni iniziativa che il
Presidente prende e' sottoposta a verifica del Consiglio". Con
queste parole il presidente della Regione, Roberto Formigoni,
riferisce al consiglio regionale sulla questione Oil for food e
sottolinea la trasparenza del suo operato. "Si puo' dissentire
- ha detto Formigoni - ma quello che la giunta fa e' sempre
oggetto di delibera". Il governatore lombardo ci tiene a
sottolineare che la partecipazione alle missioni istituzionali
e' aperta a tutte le imprese fatta salva la validita' del
progetto e verificata la legittimita' della partecipazione. "Se
poi le aziende - continua Formigoni - commettono qualcosa di
sbagliato, se ne assumeranno le responsabilita'". Formigoni ha
voluto rispondere al consigliere Mirco Lombardi che aveva
parlato di scelte discrezionali del presidente in merito alla
partecipazione delle ditte. "Non ci sono ombre di dubbio -
insiste Formigoni - sulla trasparenza assoluta delle nostre
missioni. Puo' un sospetto impedire l'azione positiva?
Rischieremo di consegnarci all'immobilismo". (AGI)
IRAQ:
OIL FOR FOOD - LEGA, SONO STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE
AN, VOGLIONO FAR PAGARE A FORMIGONI LE PRESE DI POSIZIONE
Milano,
15 feb. (Adnkronos) - Il Carroccio esprime totale
solidarietÖ nei confronti del presidente lombardo Roberto Formigoni
sulla vicenda di Oil for food.
''Non conoscendo
i contorni della vicenda -interviene il
capogruppo lombardo Davide Boni nell'aula del Consiglio regionale
lombardo- questa ci sembra una strumentalizzazione politica fatta dal
centro sinistra''. Anche il gruppo di Alleanza nazionale si dice
vicino a Formigoni e sostiene che, come spiega il consigliere Pietro
Macconi, ''E' evidente che vogliono far pagare a Roberto Formigoni le
sue prese di posizione non convenzionali. E' rilevante che le notizie
siano uscite da giornali finanziari e da poteri forti anche esterni''.
IRAQ: OIL FOR FOOD - SDI, E' GIUSTO INDAGARE A TUTTO CAMPO =
Milano,
15 feb. (Adnkronos) - ''E' giusto indagare a tutto campo
e in tutte le direzioni''. A sostenerlo, in merito alla vicenda di Oil
for food e alle aziende italiane che hanno lavorato al programma, ß
il
capogruppo lombardo dello Sdi Elio Luraghi nel suo intervento
nell'aula del Consiglio regionale lombardo.
''E' nell'interesse
dei cittadini lombardi, sia di centrodestra
sia di centrosinistra -spiega Luraghi- per quanto riguarda la politica
estera sarebbe stato meglio che Formigoni in questi anni avesse fatto
meno propaganda e prodotto piu' risultati concreti. Ci auguriamo che
la campagna elettorale sia combattuta sui temi della politica, capaci
di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini''.
IRAQ:
OIL FOR FOOD; SARFATTI IN CONSIGLIO ASCOLTA FORMIGONI
(ANSA)
- MILANO, 15 FEB - Ha voluto essere presente anche
Riccardo Sarfatti, il candidato del centrosinistra alle
Regionali in Lombardia, nell'aula del Consiglio regionale,
durante l' intervento di Roberto Formigoni, sulla vicenda 'Oil
for food'.
Seduto nei banchi dei gruppi, ha ascoltato la parte finale
dell' intervento, spiegando di essere venuto per due motivi
principali: perche' aveva definito ''allarmanti'' le
affermazioni di Formigoni su un complotto della Cia o del
presidente di Confindustria contro di lui, e per capire la
politica internazionale della Lombardia e i riflessi che ha
avuto sull' economia.
''Il fatto che Formigoni non avesse risposto all'
interpellanza che il Consiglio regionale aveva presentato piu'
di un anno fa - ha osservato Sarfatti - dava un' aria torbida
alla vicenda''. Una vicenda su cui il candidato dell' Unione non
vuole entrare, fino a quando la magistratura non avra' chiarito
la situazione.
Dal punto di vista economico, ha pero' spiegato di voler
capire ''quali relazioni vere hanno portato le attivita' estere
di Formigoni. Cosa hanno lasciato di solido alla Regione. Questo
mi interessa capire, al di la' del petrolio''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; SPUNTANO LE PRIME TANGENTI DI SADDAM/ANSA
ACCUSE CONGRESSO USA EX VICE ANNAN, ONU PROMETTE TRASPARENZA
(di Marco Bardazzi)
(ANSA) - NEW YORK, 15 FEB - Fino a ora erano solo sospetti.
Ma adesso, almeno secondo il Senato americano, ci sono le prove.
Nello scandalo 'Oil for Food' (Petrolio in cambio di cibo)
spuntano le tangenti di Saddam Hussein, destinate a personaggi
che all'Onu e dintorni avevano il compito di vigilare sul
maxi-programma da 64 miliardi di dollari nato per rendere meno
pesanti le sanzioni internazionali contro l'Iraq.
Mazzette per 1,2 milioni di dollari per Benon Sevan, il
funzionario delle Nazioni Unite che per anni guido' il programma
per il petrolio iracheno. Pagamenti 'in nero' per 105 mila
dollari ad Armando Carlos Oliveira, un ispettore portoghese che
doveva vigilare, per conto della societa' olandese Saybolt,
sulla correttezza delle vendite di petrolio in Iraq. Nell'aula
342 del Congresso, di fronte alla commissione investigativa del
Senato americano, tre detective congressuali hanno snocciolato
cifre e fonti di prova per sostenere di aver trovato i riscontri
ai sospetti di corruzione.
Per tutto la giornata, tra New York e Washington si e'
giocata una complessa battaglia di accuse e difese. Mentre in
Congresso venivano rese pubbliche le scoperte fatte dalla
commissione guidata dal senatore repubblicano del Minnesota Norm
Coleman - uno degli esponenti politici americani piu' duri in
questo momento nel giudicare l'Onu -, a Palazzo di Vetro i
collaboratori del segretario generale, Kofi Annan, promettevano
maggiore trasparenza in futuro, nuovi metodi nella gestione
delle finanze delle Nazioni Unite e strumenti di controllo per
monitorare i programmi dell'Onu. Ma difendevano anche la
credibilita' dell'organismo internazionale.
Il monitoraggio che ora l'Onu vuole intensificare, sembra
quello che e' mancato nel caso di 'Oil for Food', a giudicare da
quanto ha portato alla luce il Congresso.
- ACCUSE A EX VICE DI ANNAN: La commissione indipendente
nominata dall'Onu per indagare sul peggior scandalo nella storia
delle Nazioni Unite, guidata dall'ex presidente della Federal
Reserve Paul Volcker, nei giorni scorsi ha presentato un
rapporto che accusava esplicitamente il cipriota Sevan, un ex
vice di Annan, di aver illegalmente agito da mediatore tra il
regime di Baghdad e aziende petrolifere. Volcker aveva sollevato
interrogativi su alcune decine di migliaia di dollari passati
nel corso degli anni sui conti di Sevan e da quest'ultimo
attribuiti a regali di una zia generosa (poi risultata
indigente).
Ma la commissione Volcker si era fermata a un passo
dall'accusare Sevan di corruzione. Gli investigatori del
senatore Coleman, guidati da un giovane esperto di conti
pubblici, Joseph Christoff, si sono spinti ben oltre. A loro
avviso, l'esame dei documenti recuperati anche in Iraq ''indica
chiaramente che Sevan ha ricevuto direttamente, e non soltanto
chiesto per altri'', disponibilita' di petrolio per un valore
stimato in 1,2 milioni di dollari.
I commissari del Senato hanno anche accusato l'ispettore
della Saybolt, Oliveira, di aver a sua volta ricevuto tangenti
per chiudere un occhio sulla supervisione delle vendite di
petrolio.
- LA DIFESA DELL'ONU: A Palazzo di vetro, il sottosegretario
Louise Frechette, braccio destro di Annan, ha annunciato una
serie di iniziative per cambiare le modalita' con cui l'Onu
assegna contratti e vigila sulla loro attuazione. Le Nazioni
Unite saranno d'ora in poi anche piu' trasparenti, mettendo a
disposizione dei Paesi membri i contratti fino ad ora rimasti
riservati.
Ma l'Onu ha anche difeso le proprie prerogative di fronte
alle irruzioni delle molteplici commissioni del Congresso Usa
che stanno indagando su 'Oil for Food'. La Frechette ha per
esempio difeso la decisione - contestata oggi dal senatore
Coleman - di non inviare a Washington a testimoniare Dileep
Nair, un sottosegretario che i commissari volevano interrogare.
Per la vice di Annan, i funzionari dell'Onu hanno una serie
di prerogative e il Palazzo di Vetro, pur essendo ''disponibile
a collaborare'', non intende farli interrogare. Il senatore
Coleman ha chiesto all'Onu di rimuovere l'immunita' diplomatica
per Sevan, ma la Frechette per il momento si e' limitata a dire
che il caso ''sara' valutato''.
- IL FATTORE KOJO: Nella loro indagine, gli investigatori del
Senato hanno anche portato alla luce documenti che potrebbero
creare nuovi guai a Kojo Annan, il figlio del segretario
generale, finito nel mirino dell'inchiesta per il suo ruolo di
dipendente della societa' svizzera Cotecna, che aveva vinto
l'appalto dell'Onu per la supervisione del programma iracheno.
In un documento il giovane Annan affermava anni fa di aver
messo in moto ''un meccanismo'' a New York che doveva
''facilitare'' nuovi contatti per il futuro. Interrogato dalla
commissione, Kojo Annan non ha spiegato l'annotazione, cosi'
come non l'ha spiegata l'amministratore delegato di Cotecna,
Robert Massey, uno dei testimoni che sono sfilati oggi di fronte
alla commissione Coleman.
Il segretario generale avrebbe incontrato nei giorni scorsi
il figlio durante un viaggio in Europa, ma il suo portavoce
non ha voluto spiegare se abbiano parlato degli sviluppi delle
inchieste: ''Quando il segretario viaggia - ha detto il
portavoce, Fred Eckhard - incontra spesso i figli, in Europa o
in Africa. Ma il contenuto delle loro discussioni e' privato''.
(ANSA).
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, PARLAI CON AZIZ PER SCONGIURARE GUERRA =
(AGI) - Milano, 15 feb. - "Ho parlato con Tarek Aziz per
scongiurarlo affinche' ci fosse una resa senza condizioni
all'ultimatum dell'Onu. Mi sono mosso in questa direzione". Il
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, vuole
far luce sui suoi contatti con Tarek Aziz e lo fa rispondendo
nell'aula del Consiglio a un interrogativo suscitato dal
capogruppo dei radicali Litta Modignani. Il governatore in
seguito a una mozione presentata dall'opposizione si e' recato
in aula per chiarire la delicata vicenda Oil for food e precisa
quali furono i suoi rapporti con Tarek Aziz o con Saddam.
Formigoni ha spiegato di essersi interrogato a lungo se
intervenire o meno nel '90. "Ho avvertito il pericolo
incombente e ho sperato che altri si muovessero e prendessero
l'iniziativa di andare in Iraq" ha detto Formigoni consapevole
di quanto fosse pericoloso prendere posizione in quel
particolare momento storico. Formigoni poi parla delle indagini
in corso e le definisce benemerite. "Meglio avere una verita'
dolorosa che l'incertezza" dice il presidente che sottolinea
l'importanza del dibattito in Consiglio su questo argomento per
far luce sulla questione e dare certezza a tutti "della nostra
chiarezza d'intenti". (AGI)
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, MI AUGURO CAMPAGNA ELETTORALE CORRETTA =
(AGI) - Milano, 15 feb. - "Auguro a tutti una campagna
elettorale corretta che sia occasione per un confronto sereno
di idee e programmi e non uno spargimento di veleni". Lo dice
il presidente della Regione Robedrto Formigoni durante il suo
intervento in Consiglio regionale per chiarire la sua posizione
all'interno della vicenda oil for food. Il governatore qualche
giorno fa aveva parlato di un attacco politico mosso nei suoi
confronti a 50 giorni dalle elezioni e oggi in aula ha
nuovamente dato la sua versione della vicenda parlando delle
numerose missioni internazionali, della sua estraneita' nella
scelta delle aziende che partecipano a queste iniziative
internazionali fatte per favorire l'economia della regione. "Si
puo' dissentire da questa impostazione - ha concluso il
presidente - ma non si puo' stravolgerla ne' calunniarla". AGI)
IRAQ:
OIL FOR FOOD; OPPOSIZIONE, ERA OIL FOR BUSINESS
(ANSA)
- MILANO, 15 FEB - ''Dietro Oil for Food si nascondeva
Oil for business'': sintetizza cosi' Mirko Lombardi, consigliere
regionale del Prc, l'inchiesta sul programma delle Nazioni Unite
denominato 'Petrolio per cibo', replicando all'intervento in
aula del presidente della Regione, Roberto Formigoni, chiamato
in causa perche', secondo alcune ipotesi, avrebbe segnalato al
regime iracheno di Saddam Hussein alcune aziende che avrebbero
ottenuto contratti per 24 milioni di barili di greggio.
''Abbiamo sentito la relazione di Formigoni - ha detto
Lombardi - su cose fatte di cui eravamo all'oscuro. Si dica che
la scelta di alcune ditte e' stata a totale discrezionalita' del
presidente, senza che alcuno di noi ne sapesse nulla''.
Molti degli interventi dell'opposizione hanno battuto proprio
su questo punto, su come cioe' sono state scelte le aziende
segnalate dalla Regione e su quali siano le responsabilita'
politiche del governatore. ''Lei ha fatto bene a sostenere le
imprese italiane nel mondo - ha detto il segretario regionale
dei Ds Luciano Pizzetti a Formigoni - ma che razza di imprese
italiane erano, quelle di cui ha perorato la causa, e che hanno
agito in modo criminoso e in contrasto con la politica estera
dell'Italia, a sostegno occulto del regime iracheno? Certo c'e'
un eccesso di spregiudicatezza, una responsabilita' politica e
perfino morale''. ''Noi apprezziamo le iniziative di pace - ha
proseguito il segretario - e, proprio per questo, disprezziamo
il mercimonio che ci sta attorno''.
''Sarebbe stato meglio - ha osservato a margine il
consigliere dello Sdi, Elio Luraghi - che Formigoni in questi
anni avesse fatto meno propaganda e prodotto piu' risultati
concreti''. ''Il governatore - ha concluso il consigliere dei
Verdi, Carlo Monguzzi - a certe domande non ha risposto. Perche'
ha detto di non conoscere la Cogep prima, e poi invece ne ha
scritto in un fax a Tarek Aziz, sponsorizzandola? Non e' che i
signori Catanese della Cogep sono gli stessi dello scandalo
petroli nel 1984? Che rapporti ha avuto Marco Mazzarino De Petro
con la Regione? A queste domande aspettiamo ancora una
risposta''.(ANSA).
OIL
FOR FOOD: SARFATTI, VA FATTA CHIAREZZA =
(AGI) - Milano, 15 feb. - E' d'accordo Riccardo Sarfatti, il
candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali
con il presidente Formigoni sul fatto che la campagna
elettorale non deve essere avvelenata, ma "questo non vuol dire
che non vada fatta chiarezza" sulla vicenda Oil for food. Le
risposte di Formigoni nei giorni scorsi - ha detto Sarfatti -
hanno molto insospettito. Prima ha parlato di un complotto
della Cia, poi di un complotto di Montezemolo". Sarfatti
ricorda che gia' nell'ottobre del 2003 il Consiglio regionale
aveva fatto un'interpellanza su questa faccenda ma Formigoni
non rispose. "E' questo che da' un clima torbido a tutta la
vicenda. Questa situazione va modificata, sono 10 anni di
governo. Certamente c'e' stato del clientelismo", dice Sarfatti
riferendosi alla scelta delle aziende che hanno fatto delle
missioni internazionali. "E' indubbio che altri cinque anni di
questo governo possono rendere certi fenomeni patologici
rispetto alla democrazia. Credo sia necessario cambiare".
Sarfatti torna a parlare in merito all'inchiesta. "Vogliamo
sapere la verita' - dice - ma non formulero' mai un giudizio
prima che l'abbia formulato la magistratura. Pero' i giudizi
sui comportamenti e sui modi in cui si risponde questo si'".
(AGI)
OIL
FOR FOOD: OPPOSIZIONE, E' OIL FOR BUSINESS =
(AGI) - Milano, 15 feb. - Il programma "Oil for food e' molto
piu' oil for business perche' molto e' l'oil che e' venuto ma
e' poco il food che e' arrivato". Cosi' il consigliere del Prc
Mirko Lombardi durante il suo intervento in consiglio regionale
dopo la dichiarazione rilasciata dal presidente Formigoni per
chiarire la vicenda dell'oro nero di Saddam. Dopo aver
ascoltato la relazione del governatore, Lombardi e' intervenuto
per chiedere chiarimenti ulteriori su come viene fatta la
scelta delle ditte che partecipano alle missioni. "Questa
scelta e' stata fatta del tutto discrezionalmente dal
presidente - ha detto Lombardi - Perche' quelle ditte e non
altre? E' cosi' che si aiuta l'economia della regione? Cosi' si
aiutano gli amici!".
Circa la tempistica dell'indagine e degli articoli apparsi
su alcuni quotidiani in questi giorni e che Formigoni riteneva
strumentali e politicizzati e' intervenuto il segretario
lombardo dei Ds, Luciano Pizzetti. "Presidente lei ha 358
giorni di ritardo", ha esordito Pizzetti nel suo intervento,
"siamo a ridosso di un appuntamento elettorale perche' lei non
ha risposto all'interrogazione del 28 gennaio del 2004".
Entrando nel merito della vicenda Pizzetti ha detto: "sono
troppe le ambiguita' e le reticenze. Possiamo almeno dire che
lei e' poco avveduto nella scelta dei suoi collaboratori".
(AGI)
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, STAMPA CONCENTRATA SOLO SU DI ME
FORSE PERCHE' TRA 40 GIORNI CI SONO LE ELEZIONI?
(ANSA) - MILANO, 15 FEB - ''Solo oggi sono andato in
Consiglio per riferire della vicenda Oil for Food perche' solo
in questi giorni e' venuto fuori con chiarezza di cio' che si
trattava''. Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, intervistato a 'Linea d'ombra' su Telenova, ha
risposto alla domanda sul perche' nonostante le richieste
dell'opposizione solo oggi abbia parlato in Consiglio.
''Parte della stampa - ha detto Formigoni - si e' concentrata
solo sulla regione Lombardia ma il programma Oil for Food e'
stato promosso dall'Onu e ha coinvolto un numero enorme di paesi
e di aziende''.
''Saluto positivamente - ha aggiunto - il fatto che ci siano
ricerche per capire cosa e' successo. Bisognera' vedere in tutto
il mondo, c'e' stato il rapporto Walker e questo e' il modo
giusto per appurare la verita'''. Formigoni ha quindi
sottolineato che sono state molte le personalita' coinvolte
nell'operazione. ''La stampa internazionale e qualcuno in Italia
si e' concentrata solo su una persona. Quella persona sono io.
Come mai? Forse perche' tra 40 giorni ci sono le elezioni
regionali?''.
Formigoni ha quindi ribadito che sulla vicenda per scoprire
la verita' ''e' necessario andare con i piedi di piombo perche'
le notizie arrivano da un paese come l'Iraq che e' stato in
guerra fino a ieri e i documenti da ministeri che sono stati
bombardati. A New York e a Washington dicono e' necessario
andare con i piedi di piombo solo qui si vuole fare in fretta e
questo e' sbagliato''. (ANSA).
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, STAMPA CONCENTRATA SOLO SU DI ME
FORSE PERCHE' TRA 40 GIORNI CI SONO LE ELEZIONI?
(ANSA) - MILANO, 15 FEB - ''Solo oggi sono andato in
Consiglio per riferire della vicenda Oil for Food perche' solo
in questi giorni e' venuto fuori con chiarezza di cio' che si
trattava''. Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, intervistato a 'Linea d'ombra' su Telenova, ha
risposto alla domanda sul perche' nonostante le richieste
dell'opposizione solo oggi abbia parlato in Consiglio.
''Parte della stampa - ha detto Formigoni - si e' concentrata
solo sulla regione Lombardia ma il programma Oil for Food e'
stato promosso dall'Onu e ha coinvolto un numero enorme di paesi
e di aziende''.
''Saluto positivamente - ha aggiunto - il fatto che ci siano
ricerche per capire cosa e' successo. Bisognera' vedere in tutto
il mondo, c'e' stato il rapporto Walker e questo e' il modo
giusto per appurare la verita'''. Formigoni ha quindi
sottolineato che sono state molte le personalita' coinvolte
nell'operazione. ''La stampa internazionale e qualcuno in Italia
si e' concentrata solo su una persona. Quella persona sono io.
Come mai? Forse perche' tra 40 giorni ci sono le elezioni
regionali?''.
Formigoni ha quindi ribadito che sulla vicenda per scoprire
la verita' ''e' necessario andare con i piedi di piombo perche'
le notizie arrivano da un paese come l'Iraq che e' stato in
guerra fino a ieri e i documenti da ministeri che sono stati
bombardati. A New York e a Washington dicono e' necessario
andare con i piedi di piombo solo qui si vuole fare in fretta e
questo e' sbagliato''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; DA CDL DIFESA COMPATTA DI FORMIGONI
(ANSA)
- MILANO, 15 FEB - E' una difesa a spada tratta del
presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, quella che la
maggioranza ha portato avanti, nei suoi interventi in Consiglio
regionale, sulla vicenda 'Oil for food'.
E se lo stesso presidente non ha mai parlato, questa volta,
di possibili complotti ai suoi danni, sono stati gli esponenti
della Casa della Liberta' a farlo, a partire dal consigliere di
An Pietro Macconi.
''Mi pare rilevante che, di queste cose, si sia parlato sui
giornali finanziari dei poteri forti e all' estero, sul
'Financial Times'. E' evidente - ha detto il consigliere - che
vogliono far pagare a Formigoni le sue prese di posizione non
convenzionali sull' Iraq''. Posizioni che, Macconi ha
sottolineato, sono ''le stesse assunte dal Papa''.
''Se questo fosse un paese normale - ha aggiunto il
capogruppo di Forza Italia, Giulio Boscagli - su 'Il Sole 24
ore' non ci sarebbero state una pagina intera su 'Oil for food'
e solo poche righe su Impregilo e Conad''. Boscagli, pero', nel
suo intervento e' andato oltre, difendendo l' impegno umanitario
del presidente della Regione e i suoi sforzi per l' apertura
internazionale della Lombardia.
''Auspico - ha detto il capogruppo azzurro - che questa
politica di rapporti internazionali continui, e che il popolo
della Lombardia dia al presidente il suo appoggio perche'
prosegua, in questo modo, per il bene della Lombardia e anche
delle popolazioni aiutate''.
''Sicuramente - ha aggiunto il consigliere Sveva Dalmasso
('Per la Lombardia') - non possiamo negare che il presidente
Formigoni abbia svolto con costanza e autorevolezza il suo
impegno internazionale al servizio della pace e della
cooperazione internazionale dei popoli''.
''Solidarieta' totale'' al governatore e' arrivata anche dal
capogruppo della Lega Nord, Davide Boni. ''Non si conoscono
ancora i contorni della vicenda - ha concluso - quelle dell'
opposizione pero' mi sembrano strumentalizzazioni politiche''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; KARIM A SKY-TV, C'ERANO MOLTI MR. COUPON
(ANSA)
- ROMA, 15 FEB - ''Durante gli anni dell'embargo, gli
iracheni pronunciavano a bassa voce la parola 'Mr. Coupon' per
indicare le persone, societa' e organizzazioni che sostenevano
le politiche del regime all'estero, venendo sovvenzionate da
Saddam Hussein''. Cosi' ricorda Fakri Karim, il direttore del
quotidiano iracheno Al Mada, che per primo pubblico' una lista
dei nominativi dei personaggi che sarebbero coinvolti nello
scandalo Oil for food, petrolio contro cibo, che in questi
giorni sta facendo tremare il palazzo dell'Onu.
Intervistato quesata sera da SkyTg24, Fakri Karim ha
ricostruito il meccanismo delle tangenti che, a suo dire,
sarebbero state pagate a politici, giornalisti e personaggi in
vista occidentali dal regime di Saddam Hussein.
''Le ambasciate irakene þ ha detto il giornalista -
contattavano certi personaggi per fondare delle societa' tramite
le quali fare il business dei coupon, che non significa
contratti commerciali, bensi' tangenti camuffate in cambio di
servigi concordati. Il coupon veniva concesso da una commissione
di cui facevano parte Tarek Aziz, Taha Ramadan e Issat Al Douri,
che agivano direttamente su ordini, spesso telefonici, del capo
ufficio di Saddam Hussein. Gli ordini erano: date a tizio tot
tonnellate di petrolio, e questo significava che tizio compiva
dei servigi per il paese''.
''Per quel che riguarda poi le somme che i destinatari dei
coupon dovevano pagare al regime - ha aggiunto Fakri Karim - non
sono affatto veri i 3 centesimi al barile di cui parla l'Onu.
Solo negli ultimi anni la cifra era questa, all'inizio si
parlava di 15 centesimi al barile. E poi, a volte Saddam
elargiva questi coupon come doni, oppure vendeva il petrolio a
prezzi inferiori a quelli di mercato. La differenza andava al
titolare del coupon''.
(ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; FASSINO, FORMIGONI DEVE SPIEGARE
(ANSA)
- SEGRATE (MILANO), 15 FEB - ''Formigoni deve spiegare
quali sono stati i suoi rapporti con Saddam Hussein e non
prendersela con le 'gazzette di sinistra'''. E' intervenuto
cosi', sull'inchiesta Oil for food, il segretario dei Ds, Piero
Fassino, parlando con i giornalisti a margine di una iniziativa
elettorale a sostegno del candidato sindaco di Segrate (Milano).
''Il Sole 24 Ore e quelle che Formigoni chiama le gazzette di
sinistra - dichiara Fassino - hanno semplicemente pubblicato
cio' che e' scritto sul Financial Times e sui principali
giornali americani, e che e' frutto di un rapporto dei servizi
di informazione degli Stati Uniti che sono presieduti, come e'
noto, da un presidente di centrodestra. Non penso che ci sia
qualcuno, in America, che abbia interesse a screditare o
denigrare Formigoni. Semplicemente hanno rivelato che negli anni
scorsi, attorno alla figura di Saddam Hussein, si e' sviluppata
una serie di relazioni e di rapporti che quanto meno sono stati
poco trasparenti. Formigoni deve spiegare quali sono stati i
suoi rapporti con Saddam''.
''Formigoni - ha aggiunto piu' tardi Fassino parlando dal
palco - dia spiegazioni, e che siano convincenti perche' se non
saranno convincenti sara' ancora peggio''.
Sempre durante l'iniziativa al Palasegrate, il candidato del
centrosinistra alla presidenza della regione Lombardia, Riccardo
Sarfatti, ha sostenuto che Formigoni ''parla di complotti, dalla
Cia a Montezemolo. Sono parole che legittimano il dubbio''.
''Abbiamo il diritto e il dovere di avere chiarezza - ha detto
ancora Sarfatti - di chiedere le risposte che finora non sono
arrivate''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD; FASSINO, FORMIGONI DEVE SPIEGARE
(ANSA)
- SEGRATE (MILANO), 15 FEB - ''Formigoni deve spiegare
quali sono stati i suoi rapporti con Saddam Hussein e non
prendersela con le 'gazzette di sinistra'''. E' intervenuto
cosi', sull'inchiesta Oil for food, il segretario dei Ds, Piero
Fassino, parlando con i giornalisti a margine di una iniziativa
elettorale a sostegno del candidato sindaco di Segrate (Milano).
''Il Sole 24 Ore e quelle che Formigoni chiama le gazzette di
sinistra - dichiara Fassino - hanno semplicemente pubblicato
cio' che e' scritto sul Financial Times e sui principali
giornali americani, e che e' frutto di un rapporto dei servizi
di informazione degli Stati Uniti che sono presieduti, come e'
noto, da un presidente di centrodestra. Non penso che ci sia
qualcuno, in America, che abbia interesse a screditare o
denigrare Formigoni. Semplicemente hanno rivelato che negli anni
scorsi, attorno alla figura di Saddam Hussein, si e' sviluppata
una serie di relazioni e di rapporti che quanto meno sono stati
poco trasparenti. Formigoni deve spiegare quali sono stati i
suoi rapporti con Saddam''.
''Formigoni - ha aggiunto piu' tardi Fassino parlando dal
palco - dia spiegazioni, e che siano convincenti perche' se non
saranno convincenti sara' ancora peggio''.
Sempre durante l'iniziativa al Palasegrate, il candidato del
centrosinistra alla presidenza della regione Lombardia, Riccardo
Sarfatti, ha sostenuto che Formigoni ''parla di complotti, dalla
Cia a Montezemolo. Sono parole che legittimano il dubbio''.
''Abbiamo il diritto e il dovere di avere chiarezza - ha detto
ancora Sarfatti - di chiedere le risposte che finora non sono
arrivate''. (ANSA).
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16 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD; KOJO ANNAN SI DIFENDE E CONTRATTACCA
(ANSA)
- WASHINGTON, 16 FEB - Kojo Annan, il figlio del
segretario generale dell'Onu Kofi Annan, si ritiene
ingiustamente chiamato in causa per lo scandalo 'petrolio in
cambio di cibo' dell'Onu.
In un comunicato diffuso in serata, Annan accusa il
senatore americano Norman Coleman di averlo trascinato nella
vicenda per ''screditare mio padre e le Nazioni Unite''.
''Non sono mai stato coinvolto nelle trattative o nelle
attivita' di lobby alle Nazioni Unite per quanto riguarda i
contratti assegnati alla Cotecna per il programma 'oil for
food', ha detto Annan. Negli anni Novanta Annan lavorava per la
Cotecna, la societa' svizzera a cui era stato aggiudicato
l'appalto dell'Onu per la supervisione del programma iracheno
'oil for food'.
Sostanzialmente, il figlio di Kofi Annan ha confermato
quanto detto alla commissione inquirente del senato americano in
mattinata da dirigenti della Cotecna chiamati a testimoniare e
si e' lamentato di non essere stato chiamato a testimoniare di
persona.
Secondo Kojo Annan, il presidente repubblicano della
commissione Coleman, che da novembre aveva chiesto la testa del
segretario generale dell'Onu, si basa su ''informazioni
incomplete e inesatte''.
''Viene il sospetto - ha aggiunto Annan - che dietro le sue
accuse ci sia un movente politico, quello di infangare mio padre
e l'Onu''.
(ANSA).
IRAQ: OIL FOR FOOD; DS CHIEDONO ATTI COLLABORATORI REGIONE
(ANSA)
- MILANO, 16 FEB - Il presidente della Lombardia,
Roberto Formigoni, nel suo intervento ieri in Consiglio
regionale sull'inchiesta dell' Onu Oil For Food, aveva detto che
su tutti gli interventi della Regione c'era una accurata
documentazione e gia' oggi i Ds chiedono di vederla.
Proprio oggi, infatti, i Democratici di sinistra hanno
inviato una richiesta per poter esaminare tutte le
collaborazioni stipulate da Formigoni nelle due legislature in
cui e' stato presidente e le mansioni che ai collaboratori sono
state affidate.
''Constatato che - si legge nella richiesta - in alcune
inchieste giudiziarie sono risultati coinvolti collaboratori
della presidenza della Regione'', i consiglieri del gruppo Ds
''chiedono alla presidenza della Giunta l'elenco di tutte le
collaborazioni continuative ed occasionali stipulate dalla
presidenza della Regione nella sesta legislatura (1995-2000) e
nella settima legislatura (2000-2005) e le mansioni loro
assegnate''. (ANSA).
IRAQ : OIL FOR FOOD, DS CHIEDONO I NOMI DEI COLLABORATORI REGIONALI
LOMBARDI =
Milano,
16 feb. (Adnkronos)- Il gruppo lombardo dei Ds chiede
alla presidenza della Giunta, l'elenco di tutte le collaborazioni
continuative e occasionali stipulate nel corso della legislatura che
si sta per concludere, per sapere le varie mansioni assegnate.
Firmatari della richiesta sono il capogruppo Pierangelo Ferrari
insieme ai consiglieri Carlo Porcari e Daniele Marantelli per avere
risposte piu' chiare nell'ambito della vicenda Oil for food.
In alcune
inchieste giudiziarie sono infatti stati coinvolti dei
collaboratori della presidenza della Regione Lombardia: Maurizio
Filotto nell'inchiesta sulla sicurezza e Marco De Petro nell'attuale
indagine della Magistratura sul programma Onu di Oil for food.
''Apprendiamo
dalla stampa -spiegano i diessini - che altri
collaboratori di Formigoni sono cointeressati alle attivita'
imprenditoriali delle aziende di Catanese, anche esse coinvolte nelle
indagini di Oil fod food. Vogliamo maggiore chiarezza''.
(Mrs/Lr/Adnkronos)
16-FEB-05 12:30
IRAQ:
OIL FOR FOOD - SARFATTI, DA FORMIGONI UNA NON RISPOSTA =
VOGLIAMO SAPERE COME STANNO LE COSE
Milano,
16 feb. (Adnkronos) - ''Ieri in consiglio regionale
Formigoni ha dato una 'non risposta' . C'era un'interpellanza da oltre
un anno che non aveva mai avuto risposta, adesso parla di complotto
della Cia, della sinistra e della Confindustria. L'unica cosa sicura
e' che vogliamo sapere come stanno veramente le cose'': Cosi' Riccardo
Sarfatti, candidato presidente della Lombardia, commenta il discorso
di ieri di Roberto Formigoni in consiglio regionale sulla vicenda Oil
for Food.
(Dra/Rs/Adnkronos)
16-FEB-05 16:17
IRAQ:
OIL FOR FOOD; PRC, FORMIGONI MOSTRI TUTTI I DOCUMENTI
(V. 'IRAQ: OIL FOR FOOD; DS CHIEDONO ATTI...' DELLE 12.23)
(ANSA) - MILANO, 16 FEB - Rifondazione comunista chiede tutta
la documentazione della Regione sulla vicenda Oil For Food. La
richiesta e' contenuta in una lettera urgente al presidente
della Regione, Roberto Formigoni, che ieri in aula ha assicurato
la trasparenza di ogni operazione e la possibilita' di
consultare tutti i documenti a riguardo.
''Conoscere questi atti - hanno osservato il capogruppo del
Prc, Gianni Confalonieri, e il consigliere Mirko Lombardi - e'
fondamentale. Vogliamo verificare le modalita' di scelta delle
ditte indicate come destinatarie delle rimesse in petrolio e
vogliamo assicurarci che ci siano riscontri concreti di
compensazioni in cibo, medicinali e generi di prima necessita'
con lo scopo di rendere meno drammatica la condizione di embargo
per la popolazione irachena e in particolare per i bambini''.
Da qui l'invito al governatore: ''Formigoni - hanno concluso
i due - ci mostri tutta la documentazione di Giunta e di
presidenza inerente i rapporti fra la Regione Lombardia e la
questione Oil For Food''. (ANSA).
KUK/KO
16-FEB-05 17:40 NNNN
IRAQ: OIL FOR FOOD-ANNAN NON FA TESTIMONIARE ISPETTORE ONU A SENATO
USA =
DILEEP NAIR E' COPERTO DALL'IMMUNITA' DIPLOMATICA
New York,
16 feb. - (Adnkronos/Dpa) - Si profila uno scontro tra
il Palazzo di Vetro e la commissione del Senato americano che indaga
sull'oil for food. Kofi Annan con una lettera infatti ha comunicato a
Capitol Hill che non intende sospendere l'immunità diplomatica
di
Dileep Nair, il capo degli ispettori del servizio di controllo interno
delle Nazioni Unite, che il senatore repubblicano Norm Coleman,
presidente della sottocommissione d'inchiesta, voleva convocare oggi a
Washington per rispondere alle domande sullo scandalo delle tangenti e
dei benefici finanziari ottenuti dai funzionari dell'Onu che hanno
gestito il programma per l'Iraq.
Alle richieste
di Coleman, Annan ha risposto che intende seguire
procedure ordinate in modo da soddisfare le esigenze delle diverse
inchieste in corso. In questo quadro, aggiunge il segretario generale,
potrà essere sospesa l'immunità diplomatica in particolari
circostanze, ma non è possibile farlo solo per la richiesta di
organismi legislativi di singole nazioni. (segue)
(Ses/Pn/Adnkronos) 16-FEB-05 18:32
IRAQ:
OIL FOR FOOD-ANNAN NON FA TESTIMONIARE ISPETTORE ONU A SENATO USA (2)
=
(Adnkronos)
- ''Farlo vorrebbe dire far testimoniare sotto
giuramento funzionari dell'organizzazione di fronte a parlamentari di
oltre 190 stati membri - ha scritto Annan a Coleman - alla luce di
questa pratica da tempo stabilita, Mr Nair non potrà testimoniare
oggi
durante la vostra udienza''.Nair, un ex diplomatico di Singapore,
aveva proposto che testimoniasse al suo posto Dagfin Knutsen - il capo
dei revisori dei conti dell'Onu per il programma oil for food - ma al
momento il funzionario è in viaggio e non potrà comparire
oggi di
fronte ai senatori.
(Ses/Pn/Adnkronos)
16-FEB-05 18:40
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17 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD - IL SISTEMA DELLE ALLOCATION RACCONTATO DA UN PROTAGONISTA
=
AUGUSTO GIANGRANDI ALL'ESPRESSO, DECIDEVA TUTTO SADDAM
Roma, 17
feb. (Adnkronos) -''Le allocation erano destinate a
persone di diverse nazionalita', politici, intellettuali, giornalisti,
amici del governo iracheno che avevano una posizione contraria
all'embargo. Ai piu' importanti venivano assegnati dei certificati che
rapresentavano 1, 2 , 10, 15 milioni di barili di petrolio. Tra i
beneficiari c'erano anche aziende russe, cinesi, vietnamite, malesi''.
A descrivere cosi' il meccanismo delle 'allocation', le assegnazioni
di quantivi di petrolio a prezzi di favore nell'ambito del programma
Onu ''Oil for food' da parte della dittatura irachena, e' Augusto
Giangrandi, intervistato da ''L'espresso'' e descritto dal periodico,
nel numero in edicola domani, come di origini italiane e passaporto
cileno con residenza negli Usa, ''di casa nei palazzi del potere a
Baghdad'', anch'egli fra i beneficiati dalle 'allocation'.
Chi sceglieva
i destinatari delle 'allocation'? 'La decisione
veniva presa da Saddam e dai suoi consiglieri piu' vicini che poi
comunicavano al ministro del Petrolio o al capo del Somo i nominativi
dei destinatari delle allocation. Era una forma di compenso per alcune
persone importanti che sostenevano il governo di Baghdad'', risponde
Giangrandi, chiarendo poi che ''molto spesso i beneficiari non erano
operatori petroliferi e cosi' chiedevano alla Somo come vender i
propri certificati. C'erano molti trader che si candidavano
all'acquisto''.(segue)
(Sin-Car/Rs/Adnkronos)
17-FEB-05 14:36
IRAQ:
OIL FOR FOOD - IL SISTEMA DELLE ALLOCATION RACCONTATO DA UN PROTAGONISTA
(2) =
(Adnkronos)
-Nell'intervista viene chiesto a Giangrandi se gli
risulti se anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, fosse fra le persone cui venivano assegnate le allocation:
''Io non l'ho mai incontrato -risponde- ma mi parlo' di lui un cugino
di Saddam che gestiva l'azienda petrolifera di Stato, la Somo''.
Quanto
al guadagno che in tutto il meccnismo spettava alla
nomenklatura irachena, per Giangrandi a fronte di una ''commissione''
dell'1 per cento sul petrolio assegnato vi era una ''commissione del
10 per cento'' sui contratti di forniture di cibo e medicinali che
rappresentavano l'altra parte del programma ''Oil for food'', e quindi
''sulle operazioni alimentari c'era una lotta e una corruzione
enorme''.
E la sorveglianza
che l'Onu avrebbe dovuto avere sull'attuazione
del programma? ''L'Onu ha affidato il controllo a societa' esterne
che, a quanto pare, non hanno fatto un buon lavoro. L'embargo e questo
sistema dell'oil for food hanno innescato -afferma Giangrandi- un
sistema di enorme corruzione, di putrefazione del sistema economico
iracheno. c'erano estorsioni e minacce continue. La famiglia, i figli
di Saddam tutti coinvolti ad arraffare quello che potevano''.
(Sin-Car/Rs/Adnkronos)
17-FEB-05 14:39
IRAQ:OIL
FOR FOOD;VENTUCCI,CONTRATTI REGOLARI AZIENDE ITALIA
SONO 1.621 PER UN VALORE DI 1,4 MILIARDI DI DOLLARI
(ANSA) - ROMA, 17 FEB - ''Tutti i 1.621 contratti conclusi da
aziende italiane nell'ambito del programma 'Oil for Food' delle
Nazioni unite sono stati stipulati con le legittime
autorizzazioni previste da parte del ministero delle Attivita'
produttive e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite''.
Lo ha detto nell'Aula della Camera il sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Cosimo Ventucci rispondendo ad una
interrogazione di Pierluigi Mantini (Margherita).
Ventucci ha aggiunto che il valore dei contratti stipulati da
aziende italiane nell'ambito della partecipazione ad 'Oil for
food' e' di 1,4 miliardi di dollari.
Il sottosegretario ha aggiunto che, con riferimento
all'inchiesta in corso da parte delle Nazioni unite sulla
presunta corruzione di funzionari Onu, la commissione di
indagine nei prossimi giorni ascoltera' l'ex vicepresidente
iracheno Tareq Aziz, detenuto in una prigione di Baghdad.
(ANSA).
FLB
17-FEB-05 18:25 NNNN
OIL FOR FOOD: 'SUPERTESTIMONE' A L'ESPRESSO, COSI'FUNZIONAVA
(ANSA)
- MILANO, 17 FEB - Parla un 'supertestimone' della
vicenda Oil for food, in una lunga intervista realizzata
dall'Espresso e pubblicata sul numero in uscita del settimanale
e anticipata oggi. E' Augusto Giangrandi, azionista di
riferimento di Italtech, azienda di Livorno specializzata nella
progettazione di motori per sommergibili, utilizzata per
commercializzare il petrolio di Oil for Food.
Di ''origini italiane, passaporto cileno e residenza
americana (a Miami, in Florida)'', Giangrandi ''era di casa -
riferisce l'Espresso - nei palazzi del potere a Baghdad. Negli
anni Ottanta aveva venduto armi a Saddam Hussein e nel 2001 lo
troviamo ancora li', questa volta come mercante di petrolio.
Erano i tempi dell'embargo internazionale e del programma Oil
for food delle Nazioni Unite''.
Nell'intervista spiega delle assegnazioni dei barili di oro
nero (le allocations) e dei loro meccanismi e, tra l'altro,
anche degli affari lucrosi legati agli alimentari e ai
medicinali. Alla domanda se avesse sentito parlare di Roberto
Formigoni (il presidente della Regione Lombardia che, toccato
dalla vicenda, ha respinto le accuse), il patron di Italtech
risponde cosi' ai giornalisti dell'Espresso Peter Gomez e
Vittorio Malagutti: ''Si', a Baghdad mi parlarono di lui alcuni
funzionari della Somo, la compagnia petrolifera di Stato.
Dicevano che era una personalita' importante in Italia e che
poteva aiutare il governo iracheno. Mi suggerirono anche di
rilevare alcune delle assegnazioni di petrolio che erano nella
sua disponibilita'''. Lei segui' questo consiglio? ''No, non
capito' l' occasione per farlo - risponde Giangrandi -. Avevamo
altri affari in corso''.
Giangrandi, nell'intervista, spiega come funzionava il
meccanismo delle allocation: ''Erano destinate a persone di
diverse nazionalita', politici, intellettuali, giornalisti,
amici del governo iracheno che avevano una posizione contraria
all''embargo. Ai piu' importanti venivano assegnati dei
certificati che rappresentavano 1, 2, 10, 15 milioni di barili
di petrolio. Tra i beneficiari c'erano anche aziende russe,
cinesi, vietnamite, malesi''. Chi decideva le persone da
ricompensare? ''La decisione - risponde - veniva presa da Saddam
e dai suoi consiglieri piu' vicini che poi comunicavano al
ministro del Petrolio o al capo della Somo i nominativi dei
destinatari delle allocation. Era una forma di compenso per
alcune persone importanti che sostenevano il governo di
Baghdad''. Le risulta che anche Formigoni facesse parte di
questo gruppo di persone? ''Io non l''ho mai incontrato. Ma mi
parlo' di lui un cugino di Saddam che gestiva l''azienda
petrolifera di Stato, la Somo''. (SEGUE).
RED-GRA
17-FEB-05 18:59 NNNN
OIL FOR FOOD: 'SUPERTESTIMONE' A L'ESPRESSO, COSI'FUNZIONAVA(2)
(ANSA)
- MILANO, 17 FEB - Nell'intervista all'Espresso
Giangrandi descrive anche il margine di guadagno sostenendo che
''i compratori pagavano una commissione'' e che a seconda
dell'andamento del prezzo del petrolio e dalla quantita' in
vendita, ''poteva andare da 10 a 40 centesimi di dollaro''.
Per quanto le risulta, l''Onu era a conoscenza del meccanismo
delle allocation? ''A Baghdad tutti sapevano come andavano le
cose. Nessuno pero' e' mai intervenuto seriamente per cambiare
la situazione. Neppure l'Onu. Comunque, l'entita' dei guadagni
su questi contratti petroliferi era di molto inferiore rispetto
a quanto il regime incassava da altri affari, sempre sotto gli
occhi delle Nazioni Unite''.
Si tratta, spiega il 'supertestimone' del settore delle
cosiddette forniture umanitarie, cioe' cibo e medicinali, oppure
delle parti meccaniche per le fabbriche o i pozzi di petrolio.
''Alle aziende che ottenevano il contratto veniva chiesto di
pagare una commissione del 10 % sul valore della merce. E chi
rifiutava veniva escluso dall''affare. Questo era il vero
business per la nomenklatura irachena''. ''Molto piu' lucroso di
quello del petrolio, dove la commissione, quando c' era, non
superava l' 1%. Sulle operazioni alimentari c'era una lotta e
una corruzione enorme. Le aziende si facevano una concorrenza
spietata per piazzare la loro merce. Ogni azienda aveva i suoi
amici nel governo''.
E ancora: ''Un'altra fonte di corruzione diffusa era legata
alla vendita di prodotti medicinali o alimentari vicini alla
data di scadenza''. Quanto alla sorveglianza, dice Giangrandi,
''l'Onu ha affidato il controllo a societa' esterne. Che, a
quanto pare, non hanno fatto un buon lavoro. L'embargo e questo
sistema dell' oil for food hanno innescato un sistema di enorme
corruzione, di putrefazione del sistema economico iracheno.
C'erano estorsioni e minacce continue. La famiglia, i figli di
Saddam tutti coinvolti ad arraffare quello che potevano''.
Il contrabbando di petrolio funzionava in questo modo:
''L'Iraq aggirava l'embargo - afferma Giangrandi - esportando
enormi quantita' di greggio attraverso i Paesi vicini, come
Siria, Giordania e Turchia. Questa attivita' era formalmente
vietata dalle norme che regolavano il programma Oil for food. Di
fatto, pero', il contrabbando veniva tollerato perche' nessuno è
mai intervenuto per bloccarlo. Nemmeno l'Onu. Eppure il
Consiglio di sicurezza era perfettamente informato di come
andavano le cose. I guadagni ammontavano a milioni di dollari
che venivano intascati direttamente dalla nomenklatura
irachena''. (ANSA).
IRAQ:
OIL FOR FOOD - MANTINI (DL), DA FI GUERRA PREVENTIVA A PROCURA MILANO
=
INTANTO GOVERNO NON RISPONDE A INTERPELLANZA SU POLITICA ESTERA
FORMIGONI
Roma, 17
feb. (Adnkronos) - ''Il governo evita di rispondere
all'interpellanza dell'Ulivo su Oil for food e sulla cosiddetta
politica estera di Formigoni. Anzi invita ad attendere gli esiti
dell'indagine dell'Onu e della magistratura. Ma l'interpellanza di
Forza Italia, tutta schierata a difesa di Formigoni, è incredibile:
chiede al governo quali misure intende assumere 'per evitare
strumentali fughe di notizie da parte della procura di Milano'. Ma
cosa c'entra la procura di Milano e come si può chiedere un intervento
preventivo al governo sulla Procura?''. E' quanto chiede il deputato
della Margherita, Pierluigi Mantini.
''Forza
Italia -avverte- sta perdendo la testa, Formigoni ha
agito fuori dai suoi poteri istituzionali per procurare affari ad
alcune societÖ amiche, addirittura rappresentate e assistite da un
suo
stretto collaboratore. Attaccare la Procura di Milano fa parte della
'guerra preventiva' contro i giudici''.
(Red-Pol/Gs/Adnkronos)
17-FEB-05 19:12
IRAQ:OIL
FOR FOOD;VENTUCCI,CONTRATTI REGOLARI AZIENDE ITALIA(2)
(ANSA)
- ROMA, 17 FEB - Pierluigi Mantini si e' dichiarato
''insoddisfatto'' per la risposta del governo, osservando che
l'Esecutivo ''evita di rispondere su Oil for food e sulla
cosiddetta politica estera di Formigoni, ma anzi invita ad
attendere gli esiti dell'indagine dell'Onu e della magistratura.
Ma l'interpellanza di Forza Italia, tutta schierata a difesa di
Formigoni, e' incredibile: chiede al governo quali misure
intende assumere 'per evitare strumentali fughe di notizie da
parte della procura di Milano'. Ma cosa c'entra la procura di
Milano - chiede Mantini - e come si puo' chiedere un intervento
preventivo al governo sulla procura?''
''Forza Italia - osserva - sta perdendo la testa, Formigoni
ha agito fuori dai suoi poteri istituzionali per procurare
affari ad alcune societa' amiche, addirittura rappresentate e
assistite da uno stretto collaboratore del presidente Formigoni.
La famosa politica estera di Formigoni ha favorito alcuni mentre
il commercio delle aziende lombarde, dal 1995 al 2004, e'
diminuito del 3%, dopo 123 missioni all'estero di Formigoni. I
delicati rapporti tra Italia e Iraq esigono trasparenza, mentre
Formigoni ha procurato affari ad amici e al regime di Saddam
Hussein sotto embargo. Attaccare la procura di Milano fa parte
della guerra preventiva contro i giudici''.
''Sarebbe ora - conclude - di smetterla con le guerre
preventive. La societa' lombarda e' in affanno perche' gira
troppo denaro fuori mercato. Anche con la politica estera di
Formigoni''.(ANSA).
COM-FLB
17-FEB-05 19:27 NNNN
OIL
FOR FOOD: RIESAME MILANO SI RISERVA SU DISSEQUESTRO
(ANSA)
- MILANO, 17 FEB - Il Tribunale del Riesame di Milano
decidera' nei prossimi giorni sulla richiesta di dissequestro
dei documenti sequestrati piu' di una settimana fa negli uffici
della Cogep, la societa' coinvolta nell'inchiesta milanese sulla
vicenda Oil for Food, i cui titolari Natalino e Andrea Catanese
figurano tra gli indagati per corruzione e appropriazione
indebita.
Oggi davanti ai giudici del Riesame si e' svolta l'udienza
nella quale si e' discusso il ricorso avanzato dal difensore dei
Catanese, l'avv. Michele D'Agostino per chiedere di restituire
le carte sequestrate, secondo il legale senza rispettare le
procedure previste dal codice, durante una perquisizione
avvenuta nella sede della societa'.
I giudici del Riesame si sono riservati sulla
decisione.(ANSA).
BRU
17-FEB-05 19:48 NNNN
IRAQ:OIL FOR FOOD; LUPI(FI),ORA CONTROLLI SU 1.621 CONTRATTI
ERANO INCHIESTE GIORNALISTICHE O SPECULAZIONI POLITICHE?
(ANSA) - ROMA, 17 FEB - ''Ci risiamo. Hanno cercato
l'affondo, sono stati smentiti e ora cambiano obiettivo. Questa
sinistra non riesce proprio a vivere senza qualcuno da
colpire''. E' il commento di Maurizio Lupi, tra i firmatari di
un'interpellanza urgente sulla vicenda Oil for Food.
''Mantini dice che il governo non ha risposto
all'interpellanza? - replica Lupi al deputato della Margherita -
Ebbene il governo non solo ha risposto, ma ha anche detto che
nel periodo compreso tra il 1998 e il 2003, nell'ambito del
programma Oil for Food, sono stati siglati da aziende italiane
ben 1.621 contratti per un totale di 1,4 miliardi di dollari. A
questi si aggiunge il fatto che, nello stesso periodo, sono
stati importati dall'Iraq ben 233 milioni di barili di petrolio.
Ora, di fronte a questi dati, siamo noi a chiedere al governo di
indagare e approfondire sulle modalita' e sui controlli
effettuati su questi 1.621 contratti''.
''Ma un'altra considerazione sorge spontanea dalla risposta
del governo. Come mai - conclude il deputato azzurro - le
inchieste giornalistiche si sono limitate a cercare notizie su
un solo contratto su 1.621 siglati? Non si sarebbe dovuto
approfondire maggiormente l'argomento? Siamo di fronte ad
inchieste giornalistiche o a strumentali speculazioni politiche?
Che si tratti di verita' violentata per questioni politiche?''.
(ANSA).
COM-PNZ
17-FEB-05 20:11 NNNN
OLI FOR FOOD: MANTINI (DL) CRITICA, LUPI (FI) REPLICA =
(AGI) - Roma 17 feb. - Pierluigi Mantini, del direttivo della
Margherita, sottolinea che "il governo evita di rispondere
all'interpellanza dell'Ulivo su Oil for food e sulla cosiddetta
politica estera di Formigoni ed invita ad attendere gli esiti
dell'indagine dell'Onu e della magistratura" e definisce
"incredibile" l'interpellanza di Forza Italia, "tutta schierata
a difesa di Formigoni, che chiede al governo quali misure
intende assumere 'per evitare strumentali fughe di notizie da
parte della procura di Milano". Mantini si chiede cosa c'entri
la Procura di Milano e come si puo' chiedere un intervento
preventivo al Governo su questa e ribadisce le 'accuse' di
"aver agito fuori dei suoi poteri istituzionali" nei confronti
di Formigoni.
Pronta la replica di FI con Maurizio Lupi firmatario
dell'interpellanza. "Ci risiamo - dice - la sinistra ha cercato
l'affondo, e' stata smentita e ora cambia obiettivo; non riesce
proprio a vivere senza qualcuno da colpire".
"Mantini dice che il Governo non ha risposto
all'interpellanza mentre, non solo ha risposto, ma ha anche
detto che dal 1998 al 2003, nell'ambito del programma Oil for
Food, sono stati siglati da aziende italiane ben 1621 contratti
per un totale di 1,4 miliardi di dollari e che sono stati
importati dall'Iraq ben 233 milioni di barili di petrolio. Ora,
di fronte a questi dati, siamo noi a chiedere al Governo di
indagare e approfondire sulle modalita' e sui controlli
effettuati su questi 1621 contratti. Come mai - conclude Lupi -
le inchieste giornalistiche si sono limitate a cercare notizie
solo su uno di questi? Sono inchieste giornalistiche o
strumentali speculazioni politiche?". (AGI)
Baz
172020 FEB 05
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18 febbraio 2005
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, GOVERNO HA CONFERMATO I DATI =
(AGI) - Milano, 18 feb. - "Mi fa piacere che il Governo
ufficialmente abbia confermato i dati che io ho sempre dato, e
cioe', che sono numerosissime le aziende italiane che hanno
partecipato al programma umanitario dell'Onu. Ero sollevato
prima e lo sono adesso". Risponde cosi' il presidente della
Regione Lombardia, Roberto Formigoni ai giornalisti che gli
chiedevano un commento alla notizia apparsa oggi che il
Ministero delle Attivita' Produttive ha autorizzato i contratti
per l'Iraq. Le aziende italiane che hanno partecipato al
programma umanitario "hanno sottoposto - spiega Formigoni -
tutti i loro contratti alla verifica sia del Consiglio di
sicurezza dell'Onu sia del Governo italiano. Mi sembra un
quadro molto ampio e completo che da' testimonianza di un
problema importante a livello mondiale. E' giusto - conclude il
presidente - che l'opinione pubblica conosca di piu', anzi che
conosca tutto". (AGI)
Cli/Pav/Msc
181408 FEB 05
IRAQ:
OIL FOR FOOD; FORMIGONI, GOVERNO CONFERMA MIEI DATI
(ANSA)
- MILANO, 18 FEB - ''Mi fa piacere che il governo
abbia confermato ufficialmente i dati che io ho sempre dato
riguardo le numerosissime aziende italiane che hanno partecipato
al programma umanitario dell'Onu. Ero sollevato prima e lo sono
adesso''. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, a proposito dell'inchiesta Oil for food.
''Riguardo ai 1.621 contratti chiusi dalle aziende italiane
che hanno partecipato al programma Oil For Food, come riferito
dal sottosegretario ai rapporti col Parlamento, Cosimo Ventucci,
- ha ricordato Formigoni - sono stati sottoposti tutti alla
verifica sia del consiglio di sicurezza dell'Onu sia del governo
italiano. Mi sembra un quadro molto ampio e completo che da'
testimonianza di un problema importate a livello mondiale: e'
giusto che l'opinione pubblica conosca di piu', anzi che conosca
tutto''. (ANSA).
BAB/KO
18-FEB-05 15:32 NNNN
ONU: ANCORA GRANE, LUBBERS ACCUSATO MOLESTIE SESSUALI/ANSA
INDEPENDENT RIVELA DOCUMENTO SEGRETO, ANNAN AMMONISCE EX PM
(di Patrizio Nissirio)
(ANSA) - LONDRA, 18 FEB - Non sembra davvero un buon inizio
d'anno per l'Onu: dopo l'ombra della corruzione sul programma
Oil-for-food in Iraq, oggi si apprende che l'ex premier
conservatore olandese e alto commissario Onu per i rifugiati,
Ruud Lubbers, e' stato accusato di molestie sessuali. Lo rivela
il quotidiano britannico Independent, che e' riuscito ad entrare
in possesso di un documento confidenziale interno dell'Onu.
Secondo il quotidiano, un'indagine interna alle Nazioni
Unite, anche se non ha potuto provare le accuse, ha portato il
segretario generale Kofi Annan ad ammonire severamente Lubbers
per quello che ha comunque giudicato un comportamento non
esemplare.
L'indagine dei servizi di controllo interni dell'Onu (Oios)
e' partita dopo che un'impiegata di un'agenzia per i rifugiati
ha affermato che Lubbers le mise le mani addosso in maniera
sconveniente al termine di una riunione a Ginevra nel dicembre
2003. Dall'indagine, dice il giornale, sono emersi poi
indicazioni di altri quattro casi di presunti comportamenti
molesti da parte di Lubbers - abbracci, inviti sconvenienti e
contatti fisici non richiesti -, tutti denunciati da donne che
hanno detto di aver taciuto in precedenza per timore di
conseguenze. L'Oios afferma anche che l'ex premier avrebbe
tentato di intralciare le indagini usando la sua posizione.
Annan, dopo aver studiato il rapporto dell'Oios, ha deciso
nel luglio 2004 che le accuse non potevano essere convalidate,
ma ha scritto una lettera in cui ha espresso ''nei termini piu'
forti'' le sue preoccupazioni per l'incidente denunciato, e per
i presunti tentativi di bloccare l'indagine.
Lubbers, contattato dal quotidiano, ha detto che le accuse
non sono state provate, e di respingere l'idea di una 'serie di
atti impropri' fatta dall'Oios, visto che non ci sono elementi
per provarli. ''Nessuno dei testimoni che erano presenti al
momento del presunto fatto della denuncia hanno detto di aver
visto un atto di molestia sessuale - ha affermato - A proposito
degli 'altri quattro casi', l'Oios mi ha chiesto spiegazioni
solo su un evento, che in nessun caso costituiva molestia
sessuale. Nel maggio 2004 comunicai al mio staff che non c'era
alcuna denuncia del genere. Ho chiesto all'Oios di dimostrare le
loro accuse, e non sono stati in grado di farlo''. Lubbers dice
che non c'e' alcuna serie di eventi e che molti suoi colleghi
all'Unhcr sono accorsi in sua difesa durante l'indagine.
''Ovviamente, il segretario generale ritiene convincenti le
mie risposte e le denunce e le accuse dell'Oios infondate'', ha
concluso.
L'ex premier olandese ha assunto la carica di Alto
commissario dell'Onu per i rifugiati il primo gennaio 2001. Il
suo primo mandato era previsto per una durata di tre anni, ma
Annan, prima che emergessero queste accuse, lo ha prolungato per
altri due anni.(ANSA).
NS
18-FEB-05 17:05 NNNN
IRAQ: OIL FOR FOOD; FERRARI (DS), FORMIGONI DEVE RISPONDERE
(ANSA)
- MILANO, 18 FEB - ''Se tutto era cosi' regolare,
perche' Formigoni, per tredici mesi, si e' negato al confronto
in Consiglio regionale e perche' ha negato di aver avuto a che
fare con le assegnazioni di petrolio e di aver avuto rapporti
con la Cogep?'' domanda il capogruppo dei Ds, Pierangelo
Ferrari, in una dichiarazione di commento all'intervento del
presidente della Regione Lombardia.
''Formigoni - afferma Ferrari - deve ancora rispondere a
molte domande, la principale delle quali e' questa: per quali
criteri ha scelto di segnalare a Tarek Aziz la Cogep, una
modesta societa' che distribuiva gasolio con le autobotti,
invece di altre societa' lombarde e italiane del settore, piu'
accreditate ed esperte? Infine, se l'Onu conosceva, come
dichiara il Sottosegretario Ventucci, tutti i contratti
stipulati dalle aziende italiane con l'Iraq, perche' - aggiunge
Ferrari - i nomi delle societa' e degli uomini politici
coinvolti vengono scoperti solo negli archivi del Ministero
iracheno del petrolio e vengono resi noti solo dalla commissione
d'inchiesta Volcker?''.(ANSA).
COM-FIL/GCM
18-FEB-05 18:37 NNNN
IRAK:
OIL FOR FOOD - DS, FORMIGONI DEVE ANCORA RISPONDERE =
S'E' NEGATO AL CONFRONTO PER TREDICI MESI
Milano,
18 feb. (Adnkronos) - ''Formigoni si nasconde dietro ad
una copertura politica del Governo tutta da verificare.Se tutto era
coså regolare, perchá per tredici mesi si è negato
al confronto in
Consiglio regionale? Perchá ha negato di aver avuto a che fare
con le
assegnazioni di petrolio e in particolare di essere stato assegnatario
di 24 milioni di barili da parte del regime di Saddam? Perchá ha
negato di aver avuto rapporti con la Cogep, poi scoperti e dimostrati
da un'inchiesta dell'Onu?''. E' il commento di Pierangelo Ferrari,
capogruppo dei Ds in Consiglio regionale.
''Formigoni
-prosegue Ferrari-deve ancora rispondere a molte
domande, la principale delle quali è: Per quali criteri ha scelto
di
segnalare a Tarek Aziz la Cogep, una modesta società che distribuiva
gasolio con le autobotti, invece di altre società lombarde e italiane
del settore più accreditate ed esperte?''.
''Infine,
se l'Onu conosceva, come dichiara il Sottosegretario
Ventucci, tutti i contratti stipulati dalle aziende italiane con
l'Irak, perchá i nomi delle società e degli uomini politici
coinvolti
vengono scoperti solo negli archivi del Ministero iracheno del
petrolio e vengono resi noti solo dalla commissione d'inchiesta
Volcker? '', conclude il capogruppo Ds.
(Geo/Rs/Adnkronos)
18-FEB-05 21:10
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19 febbraio 2005
OIL
FOR FOOD: SARFATTI, FORMIGONI IN RETE CLIENTELARE
(ANSA)
- MONZA, 19 FEB - Il candidato dell'Unione, Riccardo
Sarfatti, che oggi a Monza ha partecipato all'assemblea dei Ds
della Federazione di Monza e Brianza, ha attaccato Roberto
Formigoni sulla vicenda Oil for food'. ''Al di la' della
rilevanza penale dei suoi comportamenti, Formigoni non ha potuto
smentire di essere invischiato in una rete di clientele e
affarismi - ha detto il candidato del centro sinistra -.
Formigoni ha sperperato milioni in denaro pubblico per una serie
di viaggi internazionali che, piu' che promuovere la regione
Lombardia, avevano lo scopo di promuovere la sua immagine
personale''.
Sarfatti ha anche posto l' accento sulla differenza di valori
che stanno alla base della politica dell' Unione rispetto a
quella del centro destra e ha sottolineato che la Brianza e' un
po' la quintessenza delle caratteristiche di tutta la Lombardia.
''Proprio qui, nei 29 comuni su 50 che il centro sinistra ha
amministrato in questi anni - ha rimarcato - si e' evidenziata
la specificita' delle politiche del centro sinistra, attente
agli interessi dei cittadini, rispetto all'inefficienza delle
amministrazioni del centro destra che quegli interessi
ignorano''.
''Dobbiamo crederci, perche' Formigoni non e' mai stato
cosi' debole e in crisi come adesso'' ha esordito il segretario
cittadino di Monza, Giuseppe Civati e gli ha fatto eco Franco
Mirabelli, segretario della federazione milanese: ''Formigoni si
presenta come il presidente di tutti ma e' stato, ed e', solo il
presidente di una coalizione sempre piu' divisa al suo interno e
che fa pagare il prezzo di queste sue divisioni ai cittadini''.
(ANSA).
Y4N-BAB/GT
19-FEB-05 15:31 NNNN
ONU: SI DIMETTE IL PORTAVOCE DI KOFI ANNAN =
New York,
19 feb. (Adnkronos) - Il portavoce di Kofi Annan, Fred
Eckhard, ha annunciato oggi le sue dimissioni dall'incarico.
Precisando che intende lasciare il Palazzo di Vetro a giugno, ha detto
di voler lasciare, dopo otto anni passati al fianco del segretario
generale, il posto ''ad un giovane''. Annan ha accettato le dimissioni
del suo funzionario con il quale ha concordato la data effettiva della
loro entrata in vigore. La notizia delle dimissioni di Eckhard arriva
mentre l'ufficio del segretario generale è nella bufera per le
inchieste, condotte dalle stesse Nazioni Unite e dal senato americano,
sullo scandalo delle tangenti e della corruzione del programma Oil for
food in favore dell'Iraq al tempo di Saddam Hussein.
(Ses/Ct/Adnkronos)
19-FEB-05 21:10
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21 febbraio 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD - VITTADINI, ATTACCO STRUMENTALE CONTRO PERSONAGGI SCOMODI
=
NON SI PUO' CANCELLARE ENORME IMPORTANZA PROGRAMMA ALIMENTAZIONE
Roma, 21
feb. (Adnkronos) - ''Niente puo' cancellare l'enorme
importanza di questa azione e la validita' delle iniziative di chi
l'ha sostenuta''. Questo il giudizio di Giorgio Vittadini, presidente
della Fondazione per la sussidiarieta', e leader della Compagnia delle
opere, sul programma 'Oil for food' dell'Onu per aiutare la
popolazione irachena durante l'embargo sotto il regime di Saddam
Hussein. ''Come e' avvenuto troppo spesso -spiega Vittadini in un
intervento pubblicato su 'Il Giornale'- la doverosa e sacrosanta
ricerca di singole responsabilita' civili e penali viene
strumentalizzata da alcuni per mettere in difficolta' personaggi
scomodi e cercare di influenzare i prossimi risultati elettorali''.
''Secondo
i dati forniti dall'Onu -continua Vittadini- a seguito
di questo programma, il tasso di malnutrizione tra i bambini con meno
di 5 anni si e' ridotto della meta' dal 1996 al 2002. I bambini
sottopeso sono passati nello stesso periodo dal 23% al 10%, la
malnutrizione cronica dall'11% al 5,4%. Il programma di alimentazione
ha distribuito razioni supplementari di cibo a 75mila persone. Oggi si
sospetta che siano stati commessi abusi, ma niente puo' cancellare
-ribadisce- l'enorme importanza di questa azione''. (segue)
(Leb/Rs/Adnkronos)
21-FEB-05 11:02
IRAQ:
OIL FOR FOOD - VITTADINI, ATTACCO STRUMENTALE CONTRO PERSONAGGI SCOMODI
(2) =
RILANCIARE PACIFISMO LONTANO DA DERIVE MASSIMALISTE
(Adnkronos)
- E mentre andava avanti il programma per
l'alimentazione della popolazione irachena, ''parallelamente''
continuava anche l'azione politica. ''Molti tentarono -ricorda
Vittadini- di instaurare un dialogo con Tarek Aziz, l'anima cattolica
e moderata del regime, che fu invitato al meetingi di Rimini e fu
ricevuto molte volte dal Papa prima che il teorema degli armamenti
proibiti di Saddam, poi rivelatosi infondato, portasse nuovamente alla
guerra''.
''La verita'
e' che la logica degli opposti estremismi
-sottolinea il leader di Cdo- mortifica le posizioni moderate al
servizio di un sincero desiderio di bene e non degli interessi
dell'una o dell'altra potenza''. Per salvaguardare i diritti umani e
la sicurezza delle persone in Iraq, continua Vittadini, bisogna
''rilanciare a livello popolare un pacifismo lontano da ogni deriva
massimalista e sostentere chi, oggi demonizzato, ha fatto da
coraggioso apripista a questa azione''.
(Leb/Rs/Adnkronos)
21-FEB-05 11:12
IRAQ: OIL FOR FOOD, PM MILANO INDAGA FUNZIONARIO COGEP =
E TRIBUNALE RIESAME CONFERMA VALIDITA' SEQUESTRO NELLA SOCIETA'
Milano,
21 feb. (Adnkronos) - Nell'inchiesta avviata alla
procura di Milano sulla presunta corruzione internazionale avvenuta
nell'ambito del programma 'Oil for Food' compare anche il nome di un
funzionario della Cogep, la societa' Costieri Genovesi Petrolieri i
cui ex 'proprietari', Natalio e Andrea Catanese erano gia' stati
indagati. Si tratta di Paolo Lucarno, e il suo e' il quinto nome
iscritto nel registro degli indagati assieme a quelli dei Catanese,
dell'ex braccio destro di Roberto FormigoniMarco Mazzarino De Petro e
il responsabile di Nrg Oils, Alberto Olivi. Intanto il Tribunale della
Liberta' di Milano ha confermato la validita' del sequestro disposto
nei giorni scorsi negli uffici della Cogep respingendo le richiesta
della difesa.
(Cri/Gs/Adnkronos)
21-FEB-05 19:28
OIL
FOR FOOD: RIESAME MILANO CONFERMA SEQUESTRO DOCUMENTI
QUINTO INDAGATO E' MANAGER AZIENDA FAMIGLIA CATANESE
(ANSA) - MILANO, 21 FEB - I giudici del Tribunale del Riesame
di Milano hanno confermato il sequestro di documenti eseguito
nelle settimane scorse nella sede della Cogep, societa' della
famiglia Catanese, nell'ambito dell'inchiesta su Oil for Food,
il programma Onu che ha consentito all'Iraq di vendere petrolio,
nonostante l'embargo, in cambio di medicinali e generi di prima
necessita'.
Nel frattempo si e' appreso che una quinta persona indagata
e' un funzionario della stessa Cogep, Paolo Lucarno. Nel
registro degli indagati della Procura di Milano figurano, con
l'accusa di corruzione e appropriazione indebita i titolari
della societa', Natalino e Andrea Catanese, l'ex sindaco di
Chiavari, Marco Mazarino De Petro, e un manager della Nrg, altra
azienda che ebbe contatti con l'Iraq fino ai mesi scorsi.
(ANSA).
RT
21-FEB-05 19:52 NNNN
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27 febbraio 2005
IRAQ:OIL
FOR FOOD; FORMIGONI, OTTIMI RAPPORTI CON DE BORTOLI
DIRETTORE SOLE 24 ORE PREMIATO DA CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO
(ANSA) - MILANO, 27 FEB - ''I rapporti con il dottor De
Bortoli sono sempre stati ottimi. Con lui non c'e' mai stato
alcun problema''. Roberto Formigoni, presidente della Lombardia,
ha risposto cosi' ai giornalisti che gli chiedevano un commento
al premio consegnato oggi dal Consiglio regionale lombardo al
direttore del Sole 24 Ore, lo stesso quotidiano che ha
pubblicato l'inchiesta sul programma Onu, Oil for Food, per il
quale c'era stato, a suo tempo, un duro scambio di battute.
Da qui le domande dei giornalisti a Formigoni e allo stesso
Ferruccio De Bortoli. ''Come sono i rapporti con Formigoni - ha
risposto De Bortoli - bisogna chiederlo a lui. Mi fa piacere che
siano cadute le accuse di strumentalizzazione. Neanche una
virgola dell'inchiesta di Gatti e' stata smentita, e questo e'
il premio migliore''. (ANSA).
KUK/LP
27-FEB-05 20:35 NNNN
IRAQ: OIL FOR FOOD; FORMIGONI,OTTIMI RAPPORTI CON DE BORTOLI(2)
(ANSA)
- MILANO, 27 FEB - Roberto Formigoni ha messo fine ad
ogni dubbio su possibili attriti con il direttore del Sole 24
Ore, Ferruccio De Bortoli, andando lui stesso a salutarlo e a
stringergli la mano prima dell'inizio della premiazione.
A sua volta De Bortoli, al momento di ricevere il sigillo
longobardo, ha stretto di nuovo la mano al governatore che era
sul palco con il presidente del Consiglio regionale, Attilio
Fontana, e tutto l'ufficio di presidenza.(ANSA).
KUK/KO
27-FEB-05 21:36 NNNN
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10 marzo 2005
OIL
FOR FOOD: A MILANO MAGISTRATI COMMISSIONE ONU
Milano, 10 mar. (Adnkronos) - I due magistrati americani,
Mark
Califano e Maria Barton, entrambi chief councel della struttura
operativa della commissione d'inchiesta Onu sul programma Oil for Food
si sono incontrati ieri a Milano con il sostituto procuratore Alfredo
Robledo, titolare di un'indagine per corruzione internazionale che
vede indagate cinque persone tra le quali l'ex braccio destro di
Roberto Formigoni, Marco Mazzarino De Petro, e finalizzata a chiarire
i rapporti intercorsi con il governo di Saddam Hussein in relazione ad
un 'fiume' di petrolio iracheno arrivato in Italia.
Per
tutta la giornata i due magistrati hanno scambiato
informazioni con il sostituto procuratore milanese. Ma sui contenuti
dell'incontro, alla Procura di Milano, cala il piu' stretto riserbo.
OIL
FOR FOOD: INQUIRENTI ONU IN PROCURA A MILANO
(ANSA)
- MILANO, 10 MAR - Due componenti della Commissione
d'inchiesta Onu sulla vicenda Oil for food e gli inquirenti
milanesi che si occupano del caso si sono incontrati in Procura
a Milano.
L'incontro, di cui si e' avuta notizia oggi, si e' svolto
ieri. Da quanto si e' saputo i due componenti della Commissione,
Mark Califano e Maria Burton, si sono incontrati con il pm
Alfredo Robledo, titolare dell'inchiesta nel quale sono indagate
cinque persone, tra cui Marco Mazarino De Petro e i titolari
della Cogep (Costieri Genovesi e Petroliferi).(ANSA).
OIL FOR FOOD: INQUIRENTI ONU IN PROCURA A MILANO
(ANSA)
- MILANO, 10 MAR - Due componenti della Commissione
d'inchiesta Onu sulla vicenda Oil for food e gli inquirenti
milanesi che si occupano del caso si sono incontrati in Procura
a Milano.
L'incontro, di cui si e' avuta notizia oggi, si e' svolto
ieri. Da quanto si e' saputo i due componenti della Commissione,
Mark Califano e Maria Burton, si sono incontrati con il pm
Alfredo Robledo, titolare dell'inchiesta nel quale sono indagate
cinque persone, tra cui Marco Mazarino De Petro e i titolari
della Cogep (Costieri Genovesi e Petroliferi).(ANSA).
OIL
FOR FOOD: PM MILANO INCONTRA MAGISTRATI COMMISSIONE ONU
(AGI) - Milano, 10 mar. - Il sostituto procuratore Alfredo
Robledo ha incontrato ieri a Milano due magistrati americani,
Mark Califano e Maria Barton, entrambi membri della commissione
d'inchiesta istituita dall'ONU sul programma Oil for Food.
Robledo ha assunto informazioni relativamente alla vicenda
che vede indagate a Milano cinque persone, tra le quali Marco
Mazzarino de Petro, amico ed ex collaboratore del 'Governatore'
lombardo Roberto Formigoni. (AGI)
IRAQ:
OIL FOR FOOD, FORMIGONI QUERELA GIORNALISTA GATTI DE 'IL SOLE 24 ORE'
=
AVVOCATO BRUSA, ARTICOLO GRAVEMENTE LESIVO DI ONORABILITA'
Milano,
10 mar. (Adnkronos) - L'avvocato di Roberto Formigoni,
Mario Brusa, annuncia una querela per reato di diffamazione nei
confronti del giornalista Claudio Gatti de 'Il Sole-24 Ore'. La
decisione e' stata presa oggi a seguito di un articolo del giornalista
sulla questione Oil for food e sulla coproprieta' del presidente
Formigoni e della moglie di Marco Mazarino De Petro, indagato per
corruzione, di uno yacht.
''L'articolo
-spiega l'avvocato Brusa- che fa seguito ad altri,
risulta gravemente lesivo dell'onorabilita' del presidente Formigoni,
che e' totalmente estraneo a qualsiasi indagine giudiziaria in corso
sulla vicenda di Oil for food. Tale circostanza non puo' essere
sconosciuta a Gatti anche per quanto affermato dal procuratore della
Repubblica di Milano''.
L'avvocato
del governatore lombardo precisa anche che Formigoni
ha deciso di devolvere ogni risarcimento proveniente dall'azione
giudiziaria a favore degli orfani e delle vittime di guerra in Iraq.
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI QUERELA GIORNALISTA SOLE 24 ORE
(ANSA)
- MILANO, 10 MAR - Il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, ha dato mandato ai suoi legali di
presentare querela alla Procura della Repubblica di Milano per
il reato di diffamazione nei confronti del giornalista Claudio
Gatti in relazione a un articolo pubblicato oggi da 'Il Sole
24Ore'.
Lo comunica in una nota l'avvocato Mario Brusa, secondo il
quale l'articolo dal titolo 'Formigoni e de Petro uniti dallo
yacht', che fa seguito ad altri dello stesso giornalista,
''risulta gravemente lesivo della onorabilita' del dott. Roberto
Formigoni che e' totalmente estraneo a qualsiasi indagine
giudiziaria in corso concernente la vicenda 'Oil for Food''.
''Tale circostanza - scrive ancora Brusa - non puo' essere
sconosciuta a Claudio Gatti anche in considerazione di quanto
affermato dal signor Procuratore della Repubblica di Milano''.
Il procuratore di Milano, Manlio Minale, aveva affermato nelle
settimane scorse che il nome del presidente della Regione
Lombardia non era nel registro degli indagati.
Formigoni, conclude l'avvocato devolvera' ''ogni risarcimento
proveniente dall'azione giudiziaria proposta solo ed
esclusivamente a beneficio degli orfani e delle vittime della
guerra in Iraq''. (ANSA).
OIL FOR FOOD: LEGALE FORMIGONI ANNUNCIA QUERELA AL SOLE 24 ORE
(AGI) - Milano, 10 mar. - Roberto Formigoni, attraverso il suo
legale, avvocato Mario Brusa, annuncia querela per diffamazione
nei confronti del giornalista Claudio Gatti, per un articolo su
'Oil Ford Food' pubblicato oggi da 'Il Sole 24 ore'. Nel pezzo,
dal titolo "Formigoni e De Petro uniti dallo yacht" si parla
di
uno yacht che il 'governatore' lombardo avrebbe in
comproprieta' con De Petro, indagato a Milano per la vicenda
del petrolio iracheno. "L'articolo pubblicato in data odierna -
che fa seguito ad altri a firma del medesimo giornalista -
sostiene l'avvocato Brusa - risulta gravemente lesivo della
onorabilita' del dott. Roberto Formigoni che e' totalmente
estraneo a qualsiasi indagine giudiziaria in corso concernente
la vicenda 'Oil For Food'. Tale circostanza non puo' essere
sconosciuta a Claudio Gatti anche in considerazione di quanto
affermato dal signor Procuratore della Repubblica di Milano. Il
dott. Roberto Formigoni devolvera' ogni risarcimento
proveniente dall'azione giudiziaria proposta solo ed
esclusivamente a beneficio degli orfani e delle vittime della
guerra in Iraq". (AGI)
OIL
FOR FOOD: FERRARI (DS), FORMIGONI CHIARISCA SUO RUOLO
(ANSA)
- MILANO, 10 MAR - ''Vista la reticenza'' del
governatore Roberto Formigoni, il capogruppo dei Ds alla Regione
Lombardia, Pierangelo Ferrari, si rivolge sulla questione Oil
for Food con una lettera al presidente del Consiglio regionale,
Attilio Fontana, per chiedergli di ''attivarsi'' presso la
Giunta affinche' vengano ''tempestivamente'' forniti i documenti
richiesti come ad esempio ''gli elenchi dei collaboratori della
presidenza dal 1995 al 2005 e le loro mansioni''.
Nella lettera Ferrari scrive che 20 giorni fa ''il presidente
Formigoni eluse in Consiglio le domande che riguardavano il suo
ruolo e quello dei suoi stretti collaboratori nella vicenda,
parlando genericamente delle sua attivita' di promozione delle
imprese lombarde all'estero, ma assicuro' che tutta la
documentazione era a disposizione''.
''Come consiglieri regionali - aggiunge il capogruppo dei Ds
- riteniamo fondamentale che sia chiarito di fronte all'opinione
pubblica lombarda il ruolo che ha avuto il massimo
rappresentante della Regione in questi fatti, che, se provati,
getterebbero un'ombra pesante sull'intera istituzione''.
''Ad oltre 20 giorni di distanza, vista la reticenza del
presidente - conclude Ferrari - chiedo a lei, presidente del
Consiglio, garante dello Statuto e delle funzioni dei
consiglieri, di attivarsi presso la Giunta perche' siano
tutelate le nostre prerogative e vengano tempestivamente forniti
gli elenchi dei collaboratori della presidenza dal 1995 al 2005
e le loro mansioni, l'elenco delle aziende segnalate alle
autorita' irachene, la documentazione delle attivita' intercorse
tra la Presidenza della Regione e il regime di Saddam''. (ANSA).
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11 marzo 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD- EX AGENTE CIA, IL RAIS USAVA TANGENTI PER COMPRARE ARMI
=
PRESTO SI SCOPRIRA' LA TRUFFA SU FARMACI E CIBO
Roma, 11
mar. - (Adnkronos) - ''Quei soldi hanno preso due
strade. Una porta alle banche mediorientali, a Beirut principalmente,
dove sono stati versati cash sui conti personali di Saddam. L'altra
porta invece in Svizzera e da li' in Russia: dove il regime di Saddam
comprava le armi e tutto il materiale per armare la Guardia
Repubblicana''. Interviene cosi' con ''La Repubblica'' l'ex agente
della Cia Robert Baer che dal '96 ha diretto le prime indagini sul
petrolio iracheno e commentando le degenerazioni del programma Oil for
Food.
''E le
armi di cui parla Baer sono ''lo stesso genere di armi
con cuii si combatte adesso per le strade di Bagdad. Forse sono
addirittura le stesse armi''. Riguardo i Paesi che pagavano le
tangenti per il petrolio, ''a livello isitutzionale -riferisce l'ex
agente della Cia- sono stati l'America, e, in Europa, la Francia, la
Russia e l'Italia. Poi ci sono alcuni casi isolati di piccole
compagnie petrolifere olandesi e svedesi''.
Baer, inoltre,
sostiene che l'inchiesta su Oil fo Food
''praticamente c'e' sempre stata. Da prima del 1996. Subito dopo
l'embargo le nazioni che ho citato prima hanno cominciato a trafficare
in petrolio''. (segue)
IRAQ:
OIL FOR FOOD- EX AGENTE CIA, IL RAIS USAVA TANGENTI PER COMPRARE ARMI
(2) =
(Adnkronos)-
''Oil for Food -prosegue l'ex agente della Cia- e'
stato solamente un tentativo di legalizzare uno stato di fatto molto
chiaro a tutti sin da subito''. ''Ci sara' molto, molto lavoro sui
livelli intermedi. -dice ancora Baer- Li' di cose da scoprire ce ne
sono ancora molte. Ad esempio che la corruzione nel programma OPil for
Food non viaggiva solamente sui binari del petrolio, ma proliferava
anche su quelli dei beni di prima necessita'''.
''I contractor
-conlude Baer- gli stessi che agevolano gli
scambi di oro nero lungo le frontiere turche e giordane, importavano
con i soldi puliti delle Nazioni Unite farmaci scaduti e cibo
deteriorato. Realizzando delle creste gigantesche sull'intera
operazione. Il governo americano su questo punto, sulle
responsabilita' dei contractor turchi e giordani sul versante degli
aiuti umanitari ha sempre chiuso gli occhi, altrimenti rischiava di
veder smascherare le responsabilita' delle proprie multinazionali
sull'altro aspetto, quello del petrolio''.
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13 marzo 2005
OIL
FOR FOOD: SARFATTI, SU DE PETRO FORMIGONI DIA RISPOSTE
(ANSA)
- MONTICHIARI (BRESCIA), 13 MAR - Sulla vicenda Oil
for Food Riccardo Sarfatti, candidato del centrosinistra alla
presidenza della Regione Lombardia, si aspetta che il
governatore Roberto Formigoni ''risponda ai cittadini della
Lombardia su una questione fondamentale: fino a quando il signor
De Petro e' stato consigliere della Regione. Ci dica la data
esatta, e che tipo di emolumento prendeva dalla Regione''.
''Ce lo dica - ha ribadito con forza il candidato dell'Unione
- deve rispondere su questa questione''. Sarfatti, intervenuto a
margine di un incontro elettorale con i cittadini di
Montichiari, ha anche detto di voler ''aspettare che la
giustizia faccia il suo corso'' e ha pero' accusato Formigoni di
''essere sempre stato molto ambiguo'' e, ''con il suo modo di
rispondere, di aver creato un'atmosfera oscura su tutta questa
vicenda''. (ANSA).
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31 marzo 2005
OIL
FOR FOOD: VERDI, COGEP HA QUOTA IN FORNITRICE LOMBARDIA
REGIONE LOMBARDIA REPLICA, I FORNITORI SONO VINCITORI GARE
(ANSA)
- MILANO, 31 MAR - Tra i fornitori della Regione
Lombardia e' iscritta un'azienda', la Socomir, che e' posseduta
per il 10% dalla Cogep, coinvolta nelle indagini sulla vicenda
Oil for Food: a rilevarlo e' il consigliere regionale dei Verdi,
Carlo Monguzzi, che in un comunicato sottolinea anche come il
segretario particolare del presidente Formigoni, Fabrizio Rota,
sia stato ''fino a poco tempo fa presidente della Socomir''.
''Perche' Formigoni ha detto di non aver avuto mai a che fare
con Cogep? - chiede in un comunicato Monguzzi -. La Socomir e'
tra le fornitrici di gasolio della Regione ed e' in parte
posseduta da Cogep, coinvolta nei traffici di petrolio con l'ex
dittatore iracheno. Come mai poi la Regione, come consigliato a
tutti i lombardi, non ha modificato i suoi impianti a gasolio in
impianti a metano? Forse per non scontentare l'amico Fabrizio
Rota?''.
Immediata la replica della Regione, che in un comunicato
sottolinea: ''La Lombardia acquista i servizi che le occorrono
dalle ditte che hanno regolarmente vinto la gara prevista dalla
legge, compreso ovviamente il combustibile per il riscaldamento
delle proprie sedi''.
L'inserimento nell'albo dei fornitori e' aperto a tutte le
societa' che fanno parte della Camera di commercio e ''non
comporta in se' nessun titolo a fornire servizi che appunto
vengono aggiudicati - precisa la Regione - a seguito di gara''.
Nelle sedi dove l'amministrazione regionale e' in affitto,
poi, ''il tipo di impianto di riscaldamento e' quello installato
dalle proprieta'''. ''In ogni caso - conclude la nota - viene
utilizzato il metano nella maggior parte degli spazi occupati e,
dove questo non e' possibile, viene utilizzato gasolio ecologico
(biodiesel) a basso contenuto di zolfo''. (ANSA).
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29 settembre 2005
IRAQ:
OIL FOR FOOD, MAGISTRATO ONU INTERROGA INDAGATI MILANO =
Milano,
29 set. (Adnkronos) - Mark Califano, il magistrato che
fa parte della commissione Onu impegnata nelle indagini sullo scandalo
Oil for food, ha interrogato a Milano Marco Nazzarino de Petro, già
indagato nel capoluogo lombardo dal pm Alfredo Robledo per corruzione
internazionale e appropriazione indebita nell'ambito del troncone
italiano dell'indagine internazionale. Secondo quanto si apprende il
magistrato, accompagnato da una sua delegazione, si e' intrattenuto
per un paio di giorni a Milano durante i quali ha preso contatti anche
con altri indagati in Italia ma, a quanto pare, senza poter incontrare
nessuno di loro.
L'inchiesta, avviata a Milano dal dicembre dello scorso
anno,
autonoma rispetto a quella che coinvolge la commissione Onu, si
concentra su due societa' petrolifere, la Cogep e la Nrg Olis, che
sarebbero state raccomandate all'ex ministro degli esteri di Saddam,
Tarek Aziz, nel giugno del 1998.
(Cri/Opr/Adnkronos)
29-SET-05 16:04
OIL
FOR FOOD: MAGISTRATO ONU SENTE COLLABORATORE FORMIGONI =
(AGI) - Milano, 29 set. - Il magistrato Mark Califano,
membro
della Commissione Onu che indaga sulla vicenda Oil for Food, ha
sentito a Milano Marco Mazzerino De Petro, collaboratore del
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. De Petro
risulta indagato con le accuse di corruzione internazionale e
appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta coordinata
dal Pm Alfredo Robledo. Califano e la sua delegazione si sono
fermati a Milano per due giorni e hanno preso contatti anche
con altri indagati i quali pero', dopo aver consultato i loro
avvocati, hanno deciso di non incontrarli. L'inchiesta dell'Onu
e' indipendente da quella condotta in Italia e in molti altri
Paesi. Secondo l'accusa, sarebbero emersi gravi indizi di
pagamenti a funzionari del Governo iracheno, in cambio di
barili di petrolio, fino al dicembre del 2003 e sarebbero state
pagate anche tangenti italiane di cui c'e' traccia sui conti
segreti del regime iracheno prima e anche dopo la caduta del
regime di Saddam Hussein. (AGI)
Cli/Car/Msc
291610 SET 05
NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD; COMMISSIONE ONU SENTE DE PETRO
(ANSA)
- MILANO, 29 SET - Il magistrato Mark Califano,
componente della commissione Onu che indaga su 'Oil for food' ha
interrogato Marco Mazzerino De Petro, ex collaboratore del
presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
L'interrogatorio e' avvenuto a Milano e De Petro risulta
indagato nell'inchiesta milanese, di cui e' titolare il pm
Alfredo Robledo, per corruzione internazionale e appropriazione
indebita.
A quanto si e' saputo, altri indagati sarebbero stati
contattati dal magistrato rappresentante della commissione ma
avrebbero declinato l'invito, come e' loro diritto.
La commissione Onu agisce del tutto autonomamente rispetto
alla magistratura milanese. (ANSA).
RT/FRF
29-SET-05 16:12 NNNN
Omnimilano-OIL
FOR FOOD, MAGISTRATO COMMISSIONE ONU INTERROGA INDAGATI
(OMNIMILANO)
Milano, 29 set - Il magistrato Mark Califano, della
commissione Onu che indaga sulla vicenda Oil for food, ha
ascoltato Marco Mazzarino De Petro, ex collaboratore del
presidente della Regione, Roberto Formigoni. De Petro e'
indagato con l'accusa di corruzione internazionale e
appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta milanese
condotta dal pm Alfredo Robledo.
L'inchiesta italiana e' distinta da quella dell'Onu e si
concentra sulle due societa' petrolifere Cogep e Nrg Oils. Nella
vicenda Oil for food, secondo l'accusa, emergono gravi indizi di
pagamenti a funzionari di governo iracheni in cambio di barili
di petrolio fino al dicembre 2003. Tangenti italiane sarebbero
finite sui conti segreti del regime iracheno fino all'inizio
della guerra in Irak.
Quella di oggi e' stata un'audizione libera. Altri indagati
nell'inchiesta della Commissione Onu sono stati contattati dalla
delegazione che si e' fermata due giorni a Milano, ma avrebbero
declinato l'invito.
abe
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27 ottobre 2005
IRAQ:
PETROLIO-CIBO; VOLCKER, 2000 E PIU' COINVOLTI TANGENTI
RAPPORTO FINALE COI NOMI; VOLCKER, RIFORMATE NAZIONI UNITE
(ANSA) - NEW YORK, 27 OTT - Il programma Oil for Food
delle
Nazioni Unite era cosi' mal gestito che delle 4.500 societa' che
vi presero parte piu' della meta' pagarono sovrapprezzi illegali
e tangenti a Saddam Hussein, secondo il rapporto finale della
Commissione Indipendente guidata dall'ex capo della fed Paul
Volcker oggi presnetato ufficialmente.
Volcker ha indagato per 18 mesi a un costo di circa 30
milioni di dollari sulle malversazioni del piu' vasto programma
umanitario nella storia dell'Onu. In novembre la sua Commissione
chiudera' i battenti, non prima di aver trasmesso i risultati
dell'inchiesta alle magistrature dei singoli paesi coinvolti.
Saddam, in uno dei punti piu' controversi del programma, fu
autorizzato a scegliere i suoi clienti: la Russia, seguita dalla
Francia e' stato il paese, dei 60 che hanno partecipato, che
parteciparono con piu' aziende al programma, si apprende dal
quinto e ultimo rapporto della Commissione, un tomo di oltre 500
pagine (piu' quasi mille pagine di tavole) che documenta come
societa' esterne riuscirono a evadere i controlli delle Nazioni
Unite e ottenere profitti per se' e per il regime del rais
iracheno.
Volcker, intervistato dal New York Times, ha auspicato che la
pubblicazione dei nomi delle societa' che hanno approfittato
illecitamente dell'iniziativa non distolga l'attenzione dalla
necessita', sottolineata in rapporti precedenti, di una riforma
del sistema dell'Onu: ''Questo segmento della nostra inchiesta,
che punta i riflettori sulle manipolazioni esterne del
programma, rafforza l'argomento che le Nazioni Unite hanno una
grossa parte di responsabilita' e hanno bisogno di riforme''.
Secondo la Commissione, Saddam Hussein ricavo' 1,8 miliardi
di profitti illeciti in sovrapprezzi e tangenti sulla vendita di
petrolio e l'acquisto di beni umanitari tra 1996 e 2003, gli
anni in cui il programma e' rimasto in piedi. Il programma
stesso ha comportato transazioni per 64 miliardi di dollari. Ma
un investigatore della Commissione ha fatto notare che, prima
che il programma venisse creato, il contrabbando del petrolio
iracheno era andato avanti per anni a beneficio di alleati degli
Stati Uniti come Turchia e Giordania. Il rapporto Volcker stima
il volume di questo contrabbando a 10,99 miliardi di dollari.
Il rapporto di oggi documenta il processo attraverso il quale
Saddam Hussein riusci' inizialmente a corrompere il programma,
nato per venire in soccorso ai civili dell'Iraq soffocato
dall'embargo, per ottenere vantaggi politici con paesi alleati e
in grado di allentare le sanzioni: sia Francia che Russia sono
membri permanenti con diritto di veto in Consiglio di
Sicurezza.
''La corruzione divenne corruzione con la 'C' maiuscola
quando Saddam capi' che poteva guadagnarci impiegando
sovrapprezzi e tangenti'', ha detto al New York Times un
investigatore. Quando le societa' inizialmente non si prestarono
al gioco, Saddam rallento' le vendite di petrolio: a quel punto
aziende ''meno ortodosse'' si fecero avanti, aprendo la strada
al disastro.
(ANSA).
BN
27-OTT-05 13:51 NNNN
IRAQ:
OLTRE 2MILA COMPAGNIE DI OIL-FOR-FOOD COINVOLTE IN TANGENTI =
SU UN TOTALE DI 4.500
New York,
27 ott. (Adnkronos/Dpa)- Circa 2mila delle 4.500
compagnie che firmarono contratti con l'Iraq nel quadro del programma
delle Nazioni Unite ''Oil-for-Food'' sono coinvolte in episodi di
corruzione e tangenti in collusione con il regime di Saddam Hussein.
E' questa la conclusione del rapporto della commissione inquirente
istituita alle Nazioni Unite sotto la guida di Paul Volker.
(Ses/Pe/Adnkronos)
27-OTT-05 17:24
NNNN
IRAQ:
PETROLIO CIBO; RAPPORTO VOLCKER CITA FORMIGONI (2)
(ANSA)
- NEW YORK, 27 OTT - Con oltre 1500 pagine tra testo e
tavole, il dossier fa i nomi delle societa' esterne all'Onu
coinvolte nello scandalo oil for food.
''Attraverso un accordo con una compagnia locale Costieri
Genovesi Petroliferi (Cogep) De Petro ricavo' almeno 800 mila
dollari di profitti dalla vendita di questo petrolio attraverso
una serie di conti a nome Candonly Ldt., il nome dato a tre
compagnie di facciata che lui controllava'', si afferma nel
capitolo che riguarda il presidente della Regione Lombardia.
''De Petro - prosegue il rapporto - ha detto di aver
contattato l'ufficio di Tareq Aziz per fare altri acquisti di
petrolio nell'ambito del programma. De Petro ricordo' che
Formigoni menziono' la Cogep a funzionari iracheni durante la
loro visita ufficiale in Italia nel 1998, ma asseri' di non aver
dato una lira da questa attivita' a Formigoni''. (ANSA).
RL*BN
27-OTT-05 17:44 NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD, PUBBLICATO RAPPORTO VOLCKER =
NEL REPORT CITATO IL PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA ROBERTO
FORMIGONI
New York,
27 ott. (Adnkronos) - Compare piu' volte il nome del
presidente della Lombardia Roberto Formigoni nel rapporto della
Commissione Indipendente nata per far luce sullo scandalo 'Oil for
food' e coordinata dall'ex presidente della Federal Reserve, Paul
Volcker.
Nel report, lungo 623 pagine, distribuito oggi alla
stampa
internazionale, si evidenzia come ''documenti ufficiali iracheni e del
ministero del petrolio indicano che il governo iracheno ha concesso
oltre 27 milioni di barili di greggio in undici fasi nel nome di
Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia''. (segue)
(Gct/Opr/Adnkronos)
27-OTT-05 18:21
NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD, PUBBLICATO RAPPORTO VOLCKER (2) =
(Adnkronos)
- Nel rapporto si sottolinea che ''oltre 24,1
milioni di barili sono passati di mano. Questa quantita' di petrolio
tuttavia non e' stata gestita direttamente da Roberto Formigoni ma da
Marco Mazarino de Petro, amico di Formigoni da oltre 30 anni, che al
tempo svolgeva la mansione di consulente nell'ufficio del presidente
della Regione Lombardia.
Attraverso un accordo con una compagnia locale, la Costieria
Genovesi Petroliferi (Cogep), de Petro ha ricevuto quasi 800 mila
dollari derivanti dalla vendita di petrolio immessi in una serie di
conti intestati alla 'Candonly Limited', nome dato a tre aziende
controllate da de Petro. (segue)
(Gct/Opr/Adnkronos)
27-OTT-05 18:40
NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD, PUBBLICATO RAPPORTO VOLCKER (3) =
DE PETRO, NEPPURE UNA LIRA A FORMIGONI
(Adnkronos)
- ''De Petro - si legge nel rapporto - ha affermato
di aver contattato l'ufficio di Tareq aziz al fine di effettuare
acquisti di petrolio nell'ambito nel programma. De Petro ricordo' che
Formigoni menziono' la Cogep a funzionari iracheni durante la loro
visita ufficiale in Italia nel 1998, ma disse di non aver dato nulla
derivante da quella attivita' a Formigoni''.
''L'esame della Commissione delle informazioni disponibili
-
conclude il rapporto - non rivela che Formigoni abbia ricevuto
alcunche' dalla vendita di quella quantita' di greggio. Nonostante
diversi tentativi, tuttavia, la Commissione non e' stata in grado di
ottenere la collaborazione di Formigoni o della Cogep. Formigoni ha
smentito di aver ricevuto lotti di petrolio''.
(Gct/Gs/Adnkronos)
27-OTT-05 18:42
NNNN
IRAQ:
PETROLIO CIBO; DIFESA AZIZ, MAI INDICATO FORMIGONI
(ANSA)
- MILANO, 27 OTT - E' ''falsa e destituita di ogni
fondamento'' la circostanza secondo cui Tareq Aziz, nell'ambito
dell'inchiesta 'oil for food' , avrebbe ''esplicitamente
indicato'' il presidente della Regione Lombardia Roberto
Formigoni come beneficiario delle esportazioni di greggio. E'
quanto sostiene l'avvocato Remo Di Martino di Ortona,
coordinatore del collegio di difesa dell'ex primo ministro
iracheno.
''Cio' mi consta - afferma l'avv.Di Martino, in una sua nota
- per averlo appreso in Roma, presso l'Hotel Cicerone, il 2
aprile 2005 dall'unico difensore irakeno, l'avv.Badie Izzat
Arif, in occasione di un meeting tra i difensori dell'ex primo
ministro''.
''Questi, con precisione in ordine alla data e
dettagliatamente in ordine ai colloqui - sostiene il legale -,
ha riferito a tutto il Collegio difensivo che, per quanto
concerne l'interrogatorio del 1 marzo 2005 avvenuto alla sua
presenza dalle ore 7 alle ore 16, Tareq Aziz, alla domanda circa
il coinvolgimento di 22 uomini politici europei tra i quali il
Governatore Formigoni e 2 capi di Stato, si e' rifiutato di
rispondere, contestando la pertinenza della domanda perche' non
conferente alle ipotesi accusatorie per cui e' detenuto''.
Secondo Di Martino, l'avv Badie Izzat Arif ''e' disposto a
confermare in qualsiasi momento e dinanzi qualsiasi autorita'''.
(ANSA).
TC
27-OTT-05 18:50 NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD, DE PETRO SI DIMETTE DA AVIO NORD =
Milano,
27 ott. (Adnkronos) - Marco Mazarino de Petro si e'
dimesso da presidente della controllata Avio Nord. E' quanto rende
noto Ferrovie Nord Milano S.p.A.
''De Petro, nel rivendicare la correttezza dei suoi
comportamenti rispetto agli addebiti formulati e resi noti dalla
stampa, ha motivato la decisione - si legge nella nota - con la
volonta' di non voler generare 'ricadute negative per l'azienda'''.
''Nell'accettare le dimissioni il Consiglio di Amministrazione
di Ferrovie Nord Milano S.p.A. - conclude il comunicato - ringrazia
Mazarino de Petro per il lavoro svolto in questi anni alla guida della
compagnia aerea del Gruppo''.
Il nome di De Petro e' indicato anche nel rapporto della
commissione indipendente Volcker che indaga sullo scandalo Oil for
Food su incarico del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.
Mazarino de Petro, ex collaboratore del presidente della regione
Lombardia Formigoni, figura nel documento per aver ricevuto 27 milioni
di barili di petrolio in undici fasi a nome di Formigoni.
(Red-Gio/Opr/Adnkronos)
27-OTT-05 19:13
NNNN
IRAQ:
PETROLIO CIBO; DE PETRO SI DIMETTE DA AVIO NORD
(V.''IRAQ:PETROLIO CIBO; RAPPORTO VOLCKER CITA...''DELLE 17.32)
(ANSA) - MILANO, 27 OTT - Marco Mazarino de Petro si
e'
dimesso da presidente della societa' Avio Nord. Ne danno notizia
le Ferrovie Nord Milano che, in una nota, spiegano che De Petro,
''nel rivendicare la correttezza dei suoi comportamenti rispetto
agli addebiti formulati e resi noti dalla stampa, ha motivato la
decisione con la volonta' di non voler generare ricadute
negative per l'azienda''.
Il Cda delle Nord ringrazia De Petro - che e' stato tra l'
altro indicato nel rapporto della commissione che indaga sullo
scandalo Oil for food - per il lavoro svolto in questi anni alla
guida della compagnia aerea del Gruppo. (ANSA).
COM-GNN/MEA
27-OTT-05 19:14 NNNN
IRAQ:
PETROLIO CIBO; FORMIGONI, NE' GOCCIA NE' CENTESIMO
(ANSA)
- MILANO, 27 OTT - ''Confermo di non aver mai ricevuto
dall'Iraq ne' una goccia di petrolio ne' un solo centesimo''. E'
quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, in relazione alla vicenda oil for food e alle
conclusioni del rapporto Volcker. (SEGUE).
TC
27-OTT-05 19:24 NNNN
Omnimilano-OIL
FOR FOOD, FORMIGONI: "MAI RICEVUTO NE' PETROLIO NE' DENARO"
(OMNIMILANO) Milano, 27 ott - "Come tutti sanno,
sono andato
in Iraq per liberare 300 ostaggi italiani colÖ detenuti e della
cui sorte nessuno si interessava. Come ho sempre dichiarato,
nelle mie missioni internazionali (parecchie decine in questi
anni) ho accompagnato e segnalato i nomi di aziende
lombarde e italiane, grandi e piccole, desiderose di lavorare
con l'estero. Se queste aziende hanno ottenuto lavoro, come
spesso ß capitato, ne sono orgoglioso, ma le modalitÖ con cui
ciò ß avvenuto sono sotto la loro totale responsabilitÖ.
Nel caso dell'Iraq sono doppiamente orgoglioso in quanto mi
sono mosso in risposta ad un appello umanitario dell'ONU che
invitava a comprare petrolio dall'Iraq per salvare dalla
fame quelle popolazioni, dal momento che l'Organizzazione
Mondiale della SanitÖ aveva giÖ denunciato la morte di un
milione di bambini. Confermo di non aver mai ricevuto dall'Iraq
ná una goccia di petrolio, ná un solo centesimo". E'
quanto
dichiara il presidente della Regione, Roberto Formigoni.
red
271939 ott 05
Oil
for food, Formigoni: "Orgoglioso di quello che ho fatto"
Milano,
27 OTT (Velino) - "Come tutti sanno, sono
andato in Iraq per liberare 300 ostaggi italiani cola'
detenuti e della cui sorte nessuno si interessava. Come ho
sempre dichiarato, nelle mie missioni internazionali
(parecchie decine in questi anni) ho accompagnato e segnalato
i nomi di aziende lombarde e italiane, grandi e piccole,
desiderose di lavorare con l'estero". È quanto ha dichiarato
il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. "Se
queste aziende hanno ottenuto lavoro, come spesso e'
capitato, ne sono orgoglioso, ma le modalita' con cui cio' e'
avvenuto sono sotto la loro totale responsabilita'. Nel caso
dell'Iraq sono doppiamente orgoglioso in quanto mi sono mosso
in risposta ad un appello umanitario dell'Onu che invitava a
comprare petrolio dall'Iraq per salvare dalla fame quelle
popolazioni, dal momento che l'Organizzazione mondiale della
Sanita' aveva gia' denunciato la morte di un milione di
bambini. Confermo di non aver mai ricevuto dall'Iraq ne' una
goccia di petrolio, ne' un solo centesimo". (com)
271945 OTT 05 NNNN
OIL
FOR FOOD:OLTRE 2.000 AZIENDE COINVOLTE, CITATO FORMIGONI =
(AGI) - Roma, 27 ott. - Delle oltre 4.700 aziende che
hanno
preso parte al programma "Oil for food", piu' della meta' hanno
finanziato illegalmente il regime di Saddam Hussein. E' la
conclusione a cui e' approvato il rapporto finale della
Commissione delle Nazioni Unite che ha indagato sullo scandalo
finanziario che ha investito il Palazzo di vetro. Nel documento
di 623 pagine, il quinto in un anno e mezzo firmato dall'ex
governatore delle Federal Reserve Bank, Paul A. Volker, sono
citate societa' che hanno sede in 66 Paesi diversi e che,
evitando i controlli dell'Onu, hanno fatto affari con l'ex
rais. Di queste dieci sono italiane, mentre in cima alla
classifica dei Paesi che hanno trafficato in petrolio con
Saddam Hussein svettano Russia e Francia. Il nome del
presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ricorre molte
volte nel rapporto. A pagina 89 si legge: "Dai documenti dei
funzionari iracheni e del ministero del petrolio risulta che il
governo iracheno ha garantito un totale di oltre 27 milioni di
barili di petrolio, in piu' di 11 tappe, al nome di Roberto
Formigoni". "Queste assegnazioni, tuttavia", si precisa,
"non
sono state trattate dal signor Formigoni, ma da Marco Mazarino
de Petro, amico del signor Formigoni da trent'anni, che, al
tempo, lavorava come consulente alle dipendenze del presidente
delle Regione Lombardia". Le informazioni ottenute dal
commissione "non rivelano che Formigoni ricevette profitti
dalla vendita di questo petrolio", anche se, si fa notare nel
rapporto, "nonostante molti tentativi, la commissione non e'
stata in grado di ottenere la cooperazione di Formigoni o delle
Cogep", la societa' alla quale e' affiancato il nome del
presidente della Lombardia. "Formigoni ha negato di aver
ricevuto quote di petroli", si legge, inoltre.
Il programma "Oil for food" fu avviato nel 1996 dalle
Nazioni Unite per aiutare il popolo iracheno a sopravvivere al
duro embargo imposto al regime di Saddam Hussein. Il progetto
prevedeva aiuti umanitari (cibo e medicinali), in cambio di
petrolio. Secondo il rapporto Volker, dal 1996 al 2003 l'ex
presidente dell'Iraq ha incassato una cifra pari 1,8 miliardi
di dollari in finanziamenti illeciti e ha violato l'embargo
esportando petrolio in Turchia e Giordania. (AGI)
Fed/Cis
271950 OTT 05
NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, SONO ANDATO SOLO PER LIBERARE OSTAGGI =
MAI RICEVUTO NEMMENO UNA GOCCIA DI PETROLIO
Milano,
27 ott. (Adnkronos) - ''Sono andato in Iraq per liberare
300 ostaggi italiani la' detenuti e della cui sorte nessuno si
interessava''. Cosi' il presidente e della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, interviene nella vicenda di Oil for Food, dopo l'inchiesta
avviata dall'Onu e le dimissioni del suo collaboratore De Petro, ex
consulente del Pirellone accusato di aver ricevuto quasi 800 mila
dollari per la vendita di quote di petrolio nell'ambito
dell'operazione umanitaria. (segue)
(Mrs/Gs/Adnkronos)
27-OTT-05 20:00
NNNN
OIL
FOR FOOD: FORMIGONI, MAI RICEVUTO PETROLIO O UN CENTESIMO =
(AGI) - Milano, 27 ott. - "Confermo di non aver
mai ricevuto
dall'Iraq ne' una goccia di petrolio, ne' un solo centesimo".
Lo ha dichiarato il presidente della regione Lombardia Roberto
Formigoni, in relazione allo scandalo "oil for food" e alle
conclusioni del rapporto Volcker. "Come tutti sanno - continua
il governatore - sono andato in Iraq per liberare 300 ostaggi
italiani cola' detenuti e della cui sorte nessuno si
interessava. Come ho sempre dichiarato, nelle mie missioni
internazionali (parecchie decine in questi anni) ho
accompagnato e segnalato i nomi di aziende lombarde e italiane,
grandi e piccole, desiderose di lavorare con l'estero. Se
queste aziende hanno ottenuto lavoro, come spesso e' capitato,
ne sono orgoglioso, ma le modalita' con cui cio' e' avvenuto
sono sotto la loro totale responsabilita'. Nel caso dell'Iraq
sono doppiamente orgoglioso in quanto mi sono mosso in risposta
ad un appello umanitario dell'ONU che invitava a comprare
petrolio dall'Iraq per salvare dalla fame quelle popolazioni,
dal momento che l'Organizzazione Mondiale della Sanita' aveva
gia' denunciato la morte di un milione di bambini". (AGI)
Cre/Cis
272002 OTT 05
NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD - FORMIGONI, SONO ANDATO SOLO PER LIBERARE OSTAGGI (2) =
(Adnkronos) - ''Nelle mie missioni internazionali -aggiunge
Formigoni- ho accompagnato e segnalato i nomi delle aziende lombarde e
italiane, grandi e piccole, desiderose di lavorare con l'estero. Se
queste aziende hanno ottenuto lavoro, come spesso e' capitato, ne sono
orgoglioso, ma le modalita' con cui cio' e' avvenuto sono sotto la
loro totale responsabilita'''. Il presidente della Lombardia aggiunge
di essere doppiamente orgoglioso nel caso dell'Iraq: ''mi sono mosso
in risposta a un appello umanitario dell'Onu -spiega- che invitava a
comprare petrolio dall'Iraq per salvare dalla fame quelle
popolazioni''. A chi lo accusa di aver ricevuto barili di petrolio da
Saddam Hussein, Formigoni replica: ''confermo di non aver mai ricevuto
dall'Iraq ne' una goccia di petrolio, ne' un solo centesimo''.
(Mrs/Gs/Adnkronos)
27-OTT-05 20:03
NNNN
ONU:
PETROLIO-CIBO, SU RADIO 24 LISTA AZIENDE COINVOLTE
CI SONO ANCHE UN CENTINAIO DI IMPRESE ITALIANE
(ANSA) - ROMA, 27 ott - L'intera lista delle aziende
coinvolte nello scandalo 'Oil for food', comunicata oggi a New
York dalla Commissione indipendente guidata dall'ex presidente
della Federal Reserve Paul Volcker, sara' trasmessa
integralmente, a partire dalla mezzanotte, da
Radio24-IlSole24Ore: oltre 2.200 nomi letti da uno degli speaker
della radio. L'elenco sara' anche consultabile sul sito internet
www.radio24.it
Sono oltre 4.500 le imprese in tutto il mondo, da 60 paesi,
che parteciparono a 'Oil-for-food' fino al 2003: oltre la meta'
pagarono tangenti e incentivi a Saddam Hussein.
Il paese con il maggior numero di imprese coinvolte e' la
Russia, seguito dalla Francia. Ma non mancano imprese italiane:
sono circa un centinaio. (ANSA).
GA
27-OTT-05 20:14 NNNN
IRAQ:
OIL FOR FOOD - DS LOMBARDI, INACCETTABILE RETICENZA DI FORMIGONI =
Milano,
27 ott. (Adnkronos) - ''E' inaccettabile che Formigoni
non abbia voluto rispondere alle domande degli investigatori
dell'Onu''. Cosi'' interviene il capogruppo lombardo dei Ds, Giuseppe
Benigni, commentando la vicende di Oil for Food e le accuse rivolte al
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, di aver
ricevuto dall'Iraq barili di petrolio.
''E' altrettanto inaccettabile -aggiunge l'esponente
diessino-
che non si senta in dovere di illustrare al consiglio regionale
vicende nelle quali e' coinvolto insieme ad un suo stretto
collaboratore. Depositeremo in tal senso la nostra richiesta formale
di chiarimenti, alla quale ci auguriamo che il presidente non si
sottrarra'''.
(Mrs/Opr/Adnkronos)
27-OTT-05 20:23
NNNN
IRAQ:
PETROLIO-CIBO, FORMIGONI FRA I NOMI ECCELLENTI /ANSA
(SCHEDA)
(ANSA) - NEW YORK, 27 OTT - Le accuse piu' pesanti sono
quelle contro la prestigiosa banca francese Bnp-Paribas:
incaricata dall'Onu di gestire il programma petrolio contro cibo
per l'Iraq ha fatto il doppio gioco, favorendo suoi altri
clienti, in un chiarissimo conflitto di interessi.
Tra i coinvolti nello scandalo ci sono personalita'
internazionali come il leader ultranazionalista russo Vladimir
Zhirinovsky, l'ex ministro dell'interno francese Charles Pasqua
e l'ex ambasciatore di Parigi all'Onu Jean-Prosper Merimee. I
due ultimi sono in particolare accusati di avere incassato
grosse tangenti. In tutto il rapporto esamina nei dettagli una
quarantina di casi.
In Italia il nome piu' conosciuto citato nel rapporto
presentato oggi a New York dall'ex presidente della Fed Paul
Volcker e' quello del presidente della Regione Lombardia Roberto
Formigoni (che nega qualsiasi coinvolgimento), ma ci sono anche
padre Jean-Marie Benjamin e l'ex ministro e senatore Gianguido
Folloni, quest'ultimo citato soltanto in uno degli allegati.
Tra le grandi aziende italiane accusate di avere pagato
tangenti a Saddam, ci sono tra l'altro la Fiat Avio, l'Agip, le
acciaierie di Terni e anche la Menarini, specializzata in
forniture mediche.
Il rapporto cita poi, anche se indirettamente,
l'organizzazione umanitaria Emergency, nel caso della Finasi,
una societa' petrolifera milanese che tratto' greggio iracheno.
La beneficiaria del contratto e' una signora di nome
Enrica Benniti, cui furono riconosciuti diritti su 4 milioni di
barili, 1.113.000 dei quali furono effettivamente acquistati,
come afferma uno degli allegati.
Sempre nell'allegato, si rileva che il ministero del petrolio
iracheno cita ''una lettera in connessione con Emergency''.
IL CASO FORMIGONI - Secondo il rapporto Volcker, ''documenti
ufficiali iracheni e del ministero del petrolio indicano che il
governo iracheno ha accordato oltre 27 milioni di barili di
petrolio in undici fasi nel nome di Roberto Formigoni,
presidente della Lombardia''.
Il rapporto, quinto e ultimo in 18 mesi di lavoro della
Commissione, aggiunge che ''oltre 24,1 milioni di questo
petrolio sono stati utilizzati. Queste quote di petrolio
tuttavia non furono trattate da Formigoni ma da Marco Mazzarino
de Petro, amico di Formigoni da 30 anni, che a quei tempi stava
lavorando come consulente retribuito nell'ufficio del presidente
della Regione''.
L'esame delle informazioni ottenute dal comitato ''non rivela
che Formigoni ricevette profitti dalla vendita di questo
petrolio'', si afferma quindi nel documento in cui si nota
peraltro che ''nonostante molti tentativi il comitato non e'
stato in grado di ottenere la cooperazione di Formigoni o della
Cogep'' e che ''Formigoni ha negato di aver ricevuto quote di
petrolio''.
''Attraverso un accordo con una compagnia locale, la
Costieri Genovesi Petroliferi (Cogep), de Petro ricavo' almeno
800 mila dollari di profitti dalla vendita di questo petrolio
attraverso una serie di conti a nome Candonly Ldt., il nome dato
a tre compagnie di facciata che lui controllava'', si afferma
poi nel capitolo che riguarda il presidente della Regione
Lombardia.
''De Petro - conclude il rapporto nel riassunto dedicato al
capitolo Formigoni- ha detto di aver contattato l'ufficio di
Tareq Aziz per fare altri acquisti di petrolio nell'ambito del
programma. De Petro ricordo' che Formigoni menziono' la Cogep a
funzionari iracheni durante la loro visita ufficiale in Italia
nel 1998, ma asseri' di non aver dato una lira da questa
attivita' a Formigoni''.
PADRE BENJAMIN - L'altro caso italiano di spicco e' quello
che riguarda il prete francese Jean-Marie Benjamin, ex
assistente del segretario di Stato vaticano, e notoriamente
contrario all'embargo contro l'Iraq di Saddam.
Secondo il rapporto Volcker ''Alain Bionda, un avvocato
svizzero e trader in petrolio di Ginevra, ha sfruttato la sua
amicizia con l'attivista padre Benjamin per ottenere dal governo
iracheno oltre 2 milioni di barili nell'ambito del programma.
Sia Benjamin sia Bionda hanno negato che il sacerdote avesse
qualsiasi interesse nel petrolio iracheno o nei proventi della
sua vendita''.
''Dopo aver venduto i diritti sul petrolio -prosegue il
documento-, Bionda ne dono' 140.000 dollari a padre Benjamin. Il
sacerdote dichiaro' di avere accettato la somma come donazione
senza sapere da dove venissero i fondi''.
Secondo la commissione, Benjamin verso' immediatamente 90.000
dollari nel suo conto personale presso la Ior, mentre gran parte
della somma rimanente gli venne data in contanti.
28mila dollari furono versati alla Fondazione Beato Angelico,
gestita da Benjamin e secondo il religioso vera beneficiaria
della donazione. Il resto della somma e' stata spesa in
contanti, sia per attivita' in Iraq, sia per finanziare la
visita del vicepremier iracheno Tareq Aziz in Italia e in
Vaticano, quando nel 2003 venne ricevuto da Giovanni Paolo
Secondo, ha spiegato il sacerdote alla commissione d'inchiesta.
GIANGUIDO FOLLONI - Su Folloni non c'e' un capitolo ad hoc
nel rapporto, come per Formigoni e Benjamin. L'ex ministro
(accanto al suo cognome c'e' tra parentesi la dicitura
'Parlamento italiano') viene citato in uno degli allegati al
documento, in quanto beneficiario di diritti su 6,5 milioni di
barili. Di questi, solo 3.548.000 vennero utilizzati.
RL
27-OTT-05 22:49 NNNN
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