MALASANITA’ IN LOMBARDIA
RIPORTIAMO LA SALUTE AL PRIMO POSTO
Subito una prospettiva ai pazienti ed ai
lavoratori della Santa Rita
La Magistratura è al lavoro per accertare tutte le
responsabilità penali, ma la Regione Lombardia non
può e non deve minimizzare un caso grave come quello
della Santa Rita, che tuttavia non è isolato; non può
scaricare le colpe solo sui medici ma deve assumersi tutte
le responsabilità politiche ed amministrative.
La Santa Rita deve riaprire
• La doverosa sospensione dell’accreditamento
non può essere pagata da pazienti e lavoratori.
• La proprietà deve indicare un amministratore
straordinario che dia garanzie alla Regione sul rispetto delle
regole.
• Se ciò non avvenisse spetterà alla magistratura
con i suoi poteri, seguire questa strada, per ripristinare
l’accreditamento.
Il modello sanitario lombardo, con il suo
sistema di accreditamento, la modalità di rimborso
delle prestazioni, i controlli troppo spesso inefficaci, ha
mostrato, con questo episodio, tutta la sua fragilità.
Un sistema sanitario che di fatto “incentiva
le prestazioni”, determina una maggiore esposizione
al rischio di truffe e di illegalità da parte delle
strutture oltre che non garantire l’appropriatezza delle
cure per i cittadini.
L’unico obiettivo delle Aziende sanitarie
e degli operatori deve essere la salute del paziente e la
qualità delle cure da conseguire a partire da:
• un modello di controlli rivisto,
qualificato e potenziato da affidare ad una agenzia indipendente;
• la modifica dei criteri di accreditamento
affinché la remunerazione dei medici sia legata alla
qualità del lavoro e non alla quantità degli
interventi effettuati;
• il riconoscimento dei diritti per
i pazienti ad una informazione trasparente e adeguata e all’umanizzazione
delle cure;
• l’introduzione del fascicolo
sanitario elettronico personale e il conseguente utilizzo
produttivo ed efficace dei flussi informativi.
L'INTERVENTO DI CARLO PORCARI
IN AULA - 11 GIUGNO 2008