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Demanio Po, concordiamo i canoni tra regioni: perché i lombardi devono pagare di più?

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Demanio Po alloni – pavesi (pd): “concordiamo i canoni tra regioni: basta far pagare di piu’ ai lombardi”

 

Canoni demaniali completamente diversi e molto più cari tra una sponda e l’altra: succede lungo l’asta del Po, dove le rive che insistono sul territorio di Regione Lombardia sono più costose, per chi ne fruisce, di quelle dell’altro lato. E per chi ha la fortuna di vivere e lavorare sul lato di Piemonte, Emilia Romagna e Veneto la spesa di attracco scende vistosamente rispetto a coloro che operano dalla parte della Lombardia.

Come mai? Si chiedono Agostino Alloni e Giovanni Pavesi, consiglieri regionali del Pd, che in proposito hanno presentato un’interrogazione.

Nel documento si ricorda questa situazione e si chiede alla Giunta di “ridurre i canoni di concessione applicati da Regione Lombardia anche attraverso la stipula con gli operatori fruitori del fiume, di apposite convenzioni, dove in cambio di un canone ridotto, si possa concordare l’installazione, sulle strutture galleggianti di loro appartenenza, di sistemi di video-sorveglianza con la registrazione dei dati nel tempo visualizzabili a distanza”.

Inoltre, dicono i consiglieri nell’interrogazione, “questa proposta deve essere intesa come deterrente contro gli eventi di criminalità riscontrati su tutta l’asta del fiume Po, agevolando chi il fiume lo vive quotidianamente presidiandolo e pertanto svolgendo una funzione di controllo e sorveglianza – spiegano –. Un sistema di questa tipologia potrebbe essere anche di enorme aiuto alle istituzioni preposte alla vigilanza, soprattutto nelle zone del fiume verso la foce dove tale controllo manca o non è sufficientemente radicato.

Infine, secondo Alloni e Pavesi, va concordato “con le regioni Piemonte ed Emilia Romagna l’adeguamento dei canoni di concessione del demanio della navigazione interna così da poterli uniformare a quelli della nostra regione”.

Milano, 23 maggio 2012


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