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Distretto rurale Oglio-Po: decolla tra Mantova e Cremona il cuore del primo distretto del biologico

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Distretto rurale Oglio-Po

CARRA E ALLONI (PD): “decolla tra mantova e cremona il cuore del primo distretto del biologico”

Si è tenuto questo pomeriggio, nel municipio di Casalmaggiore, il primo incontro sul territorio per la nascita del Distretto rurale Oglio-Po, il primo a vocazione biologica in Lombardia. Alla presenza di operatori, associazioni, aziende agricole e cittadini, Agostino Alloni e Marco Carra, consiglieri regionali del Pd, componenti dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, che stanno sostenendo il progetto, hanno presentato i contenuti e l’iter che dovrà seguire la nascita del distretto.

E’ intervenuto anche Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio-Po che è disponibile a fare da capofila, come ente locale, del progetto, oltre a Carlo Giacomelli, della Direzione regionale dell’Agricoltura, che ha risposto alle domande tecniche.

Ad aprire i lavori, il sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla: “Siamo disponibili a vestire il ruolo dei referenti e faremo senz’altro la nostra parte, ma devono essere le aziende del territorio a portare avanti l’idea di un distretto rurale da presentare poi in Regione Lombardia. Tutti insieme possiamo immaginare come creare le condizioni per realizzare questo progetto”, ha detto rivolgendosi ai numerosi intervenuti.

Alloni ha ricordato, infatti, che l’incontro sarebbe stato “molto concreto e operativo, serve a scremare chi ci sta e chi no, per andare a vedere fino in fondo chi vuole davvero mettere in piedi questo distretto rurale a vocazione biologica. Sarà il primo in Italia, strutturato in questo modo, a occuparsi di biologico. E il senso stesso del distretto nasce per fare emergere questa specificità del territorio, che va da Cremona a Mantova. Noi del Pd lo abbiamo pensato, assieme a sindaci e produttori, come opportunità di rilancio di un bene primario in questa fascia di territorio”.

Alloni ha anche spiegato che i distretti in Lombardia sono 24 e sono legati alle specificità del territorio. Sono soggetti a regole regionali che stabiliscono ad esempio delle date precise per l’accreditamento: “Se perdiamo il treno del 31 dicembre 2013, la successiva è quella del 31 maggio 2014 che può essere la nostra scadenza”.

A Carra il compito di far sapere che “in Lombardia le aziende biologiche sono più di 1500, di cui oltre 200 tra Mantova e Cremona. Ma l’intenzione è, appunto, quella di allargare, dando a questo distretto un respiro che va oltre le province e coinvolgendo aziende dello stesso settore di territori contigui. Il cuore può essere qua, ma allargarsi come esperienza oltre i confini provinciali”.

Carra ha anche ricordato che il Consiglio regionale ha appena votato una legge sulla filiera corta locale, “che vuole promuovere i cosiddetti prodotti a chilometro zero e, con una richiesta emendativa nostra, siamo riusciti a introdurre nelle mense anche l’uso dei prodotti da agricoltura biologica. Questo significa iniziare un’educazione alimentare di un certo tipo già dalla scuola”.

Molti l’interesse e le domande, anche tecniche, da parte del pubblico, ad alcune delle quali ha risposto il dirigente di Regione Lombardia, dando delucidazioni sull’aspetto procedurale e sottolineando l’importanza delle tre caratteristiche fondamentali di un distretto rurale: peculiarità, omogeneità, territorialità.

Il prossimo appuntamento sarà lunedì 25 novembre 2013, a Viadana, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Fava, che ha sostenuto fin da subito l’idea del distretto rurale biologico. “L’obiettivo – hanno detto i consiglieri Pd – è arrivare a questo incontro presentando un progetto già operativo”.

Milano, 15 novembre 2013


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