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Made in Italy: per i suini etichettatura chiara a tutela dei consumatori

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Made in Italy PD: “per i suini etichettatura chiara a tutela dei consumatori. e animali allevati in italia almeno per 6 mesi”

“Un primo passo verso la tutela del Made in Italy lungo tutta la filiera”, commenta così Marco Carra, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, l’approvazione oggi, mercoledì 4 dicembre 2013, della mozione, integrata con gli emendamenti del Pd, sulla tutela dei prodotti agroalimentari Made in Italy, in particolare quelli di provenienza suinicola. Come è ormai noto, sempre più spesso e con percentuali sempre più alte, le carni suine per la lavorazione di prodotti che poi porteranno il marchio del Made in Italy e il nome degli alimenti più prestigiosi, sono importate dall’estero senza che il consumatore sia al corrente della provenienza della materia prima. Spesso da una filiera che non ha i criteri e le caratteristiche di quella italiana, né in termini di qualità, né in termini di professionalità. La Coldiretti lombarda ha chiesto espressamente al Consiglio regionale della Lombardia di intervenire e proprio oggi, giorno in cui l’organizzazione degli agricoltori, occupa per protesta il Brennero, l’Aula ha approvato all’unanimità il testo che chiede un intervento presso il Ministero delle Politiche agricole e di attuare tutti quei provvedimenti utili a tutelare marchi, prodotti, materie prime ed etichettatura solo ed esclusivamente italiani. Non solo. Il Gruppo regionale del Pd ha chiesto di inserire due emendamenti molto dettagliati che Carra e i colleghi Agostino Alloni, Mario Barboni, Corrado Tomasi, Gian Antonio Girelli e Giuseppe Villani, spiegano così: “In sede di Comunità europea è in discussione in questi giorni la questione dell’etichettatura delle carni suine fresche, oltre a quelle anche avicole e caprine. Questa vicenda è molto importante soprattutto per la tutela del consumatore. Le associazioni e gli esperti del settore chiedono che, come per le carni bovine e il pesce, siano indicate nell’etichettatura la cronologia ‘nato-allevato-macellato e sezionato’ per poter ben distinguere le fasi di vita dell’animale che ha poi prodotto l’alimento che il consumatore va ad acquistare. Sembra invece che ci si voglia fermare alle sole diciture ‘allevato-macellato’ e con questa indicazione sembra si voglia far bastare il fatto che, ad esempio, un’esemplare nato in Danimarca dopo due soli mesi di residenza nel nostro Paese sia da considerare allevato in Italia”. Nella mozione il Pd ha chiesto, perciò, che si preveda negli impegni della Giunta l’obbligatorietà “ dell’etichettura con la cronologia sopra indicata o in subordine l’indicazione dello Stato in cui si è svolto l’ultimo periodo di allevamento che deve essere di almeno 6 mesi e non due prima di certificarne l’origine italiana”.

Milano, 4 dicembre 2013


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