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Piano cave Mantova: no a nuove cave di prestito. sì a una programmazione efficiente e tempestiva

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Piano cave

Mantova CARRA (PD): “no a nuove cave di prestito. si’ a una programmazione efficiente e tempestiva”

 

Si è tenuta oggi, giovedì 16 gennaio 2014, in VI Commissione Ambiente, l’audizione con Confindustria Mantova e Anepla (l’Associazione nazionale estrattori produttori lapidei ed affini associata alla stessa Confindustria) in merito alla Variante al piano cave provinciale di Mantova.

“I due soggetti hanno sostenuto l’intempestività della variante, in quanto il piano è in scadenza il 30 gennaio prossimo – spiega Marco Carra, consigliere regionale del Pd –. Inoltre, hanno lamentato il fatto che dei tre ambiti estrattivi due sono già presenti nel vigente piano e uno è previsto in Zona di protezione speciale, dove per legge non si può estrarre. E hanno anche contestato l’inserimento delle bonifiche agrarie per le opere pubbliche”.

Il presidente della commissione, fa sapere ancora Carra, “si è riservato di verificare quanto sia stringente la scadenza, visto che è così ravvicinata, e ha considerato difficilmente praticabile il passaggio in Consiglio regionale”. Ma Carra ha anche chiesto a Confindustria Mantova e Anepla di fare chiarezza su due punti fondamentali: “Volevo sapere se ritenevano illegittimo il piano cave e la loro risposta è stata che effettivamente si può fare, ma è, appunto, intempestivo. Secondo aspetto, ho voluto che precisassero il fatto che, comunque, nel piano esistente le cave per opere pubbliche sono sufficienti, visto che poi è stato estratto solo il 60 per cento del materiale disponibile. Quindi non è necessario, a detta degli interessati, ricorrere a cave di prestito”.

Il consigliere Pd ha chiesto, invece, alla Commissione di ascoltare anche la Provincia di Mantova: “Mi sembra un atto dovuto invitarla in audizione. La proposta che l’ente ha fatto è senz’altro animata da buone intenzioni, ma superata dal fatto che esistono già cave autorizzate e a quanto detto sono sufficienti. Piuttosto – incalza Carra –, denunciamo la somma dei ritardi che ha portato a mettere in discussione questo atto a ridosso della scadenza. E annunciamo la nostra ferma opposizione a nuove cave di prestito, se e quando si faranno le infrastrutture che le giustificherebbero. Ma soprattutto, ancora una volta, si dimostra quanto la legge regionale sulle cave vada rivista complessivamente, nell’ottica di una programmazione efficiente e tempestiva”.

Milano, 16 gennaio 2014


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