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Genitori separati: una legge pasticciata, la maggioranza farebbe meglio a ritirarla

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Genitori separati: legge regionale pasticciata, la maggioranza farebbe meglio a ritirarla

Spunta un emendamento del relatore: contributi anche a chi ha figli maggiorenni, purché sia lombardo e sia stato sposato

Il progetto di legge regionale in favore dei genitori separati, già noto per la discriminazione dei genitori non sposati e dei non lombardi (di chi non risieda in regione da almeno cinque anni), si è arricchito oggi di un’ulteriore elemento destinato a far discutere e a creare tensioni nella maggioranza regionale. Con emendamento del relatore, Antonio Saggese (Lista Maroni), la platea dei beneficiari si è estesa a quegli ex coniugi, divorziati o separati, che hanno figli anche maggiorenni, purché destinatari di assegno di mantenimento. Non più, dunque, solo per i figli minorenni.

“Siamo sconcertati dalla confusione e dal pressapochismo della maggioranza. In commissione sembrava di essere su ‘scherzi a parte’. Vogliono fare una legge a tutti i costi – denunciano i consiglieri regionali del Pd Marco Carra e Gian Antonio Girelli - ma è chiaro che non sono in grado di farne una buona. Hanno voluto escludere i genitori non sposati, dicendo che volevano contenere la spesa, ma oggi quel problema non sembra esserci più, tanto che si possono includere anche i genitori con figli magari di trent’anni. È una legge che ha cambiato già il titolo tre volte, che viene modificata in continuazione dal relatore e che è incoerente tra i diversi articoli, che presenta profili di illegittimità costituzionale e che è in fortissimo contrasto con il diritto vivente. Il centrodestra farebbe molto meglio a ritirarla, visto che nel frattempo, pur con tutti i limiti, la Regione ha già una misura per i genitori separati. Certo, sarebbe meglio fare una legge, ma che sia realmente calata nella società attuale”.

Milano, 30 aprile 2014


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