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Frontalieri: la Regione intensifichi i rapporti con Bellinzona e Berna

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GAFFURI (PD): “REGIONE LOMBARDIA INTENSIFICHI I RAPPORTI CON BELLINZONA E BERNA” Discussa in Consiglio regionale la mozione presentata dal consigliere comasco

“Chiediamo un ruolo maggiormente proattivo da parte della Giunta di Regione Lombardia: non facciamo l’errore di pensare che il problema si concretizzerà solo nel 2017. Le tensioni sono sempre maggiori. E se all’inizio si parlava di sintomi, oggi si è scatenata una vera epidemia”, è la sintesi dell’intervento e della mozione presentata da Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd che chiede al presidente Maroni maggiori interventi a tutela dei lavoratori frontalieri in Canton Ticino, votata oggi, martedì 1 luglio 2014, in Consiglio regionale.

Il documento, che ne segue altri di analogo tenore, è stato sottoscritto praticamente da tutte le forze politiche che siedono in Consiglio regionale, le quali si sono dette d’accordo con la necessità di un intervento più incisivo nei rapporti con Bellinzona e Berna e hanno espresso preoccupazione per i quasi 60mila frontalieri delle province di confine, oltre ai 3mila che partono ormai ogni giorno anche da Milano.

“Siamo sempre stati vasi comunicanti con i territori di confine – ha illustrato il testo un accalorato Gaffuri –. Non si dimentichi la storia, tutto sommato recente: quando l’economia era florida in Lombardia, i ticinesi venivano da noi, ora che succede il contrario, siamo noi ad andare da loro”.

E i problemi di convivenza, secondo Gaffuri, sono stati creati “non dai rapporti tra lavoratori e imprese, quanto da scelte di carattere politico, portate avanti da alcuni partiti all’interno del Canton Ticino e iniziate con la campagna, all’inizio anonima, ‘Bala i ratt’. E se la scusa sono stati i padroncini, il risentimento svizzero verso la Lombardia nasce da due elementi: le black list e la mancanza dell’allora Ministro Tremonti di dialogo con la Svizzera, e i ritardi sulle opere infrastrutturali, in particolare l’Arcisate-Stabio, ma anche Alptransit. Loro sono pronti, noi tergiversiamo ancora”.

E poi è arrivato il referendum, ha ricordato il consigliere Pd: “E’ fondamentale che Regione Lombardia sia maggiormente attiva in questa interlocuzione. Bisogna darsi degli obiettivi ed è necessario che ci chiariamo quali sono quelli che vogliamo perseguire. Se il tema è la mobilità, dobbiamo capire come risolverlo. Se le aziende ticinesi si lamentano di non riuscire a entrare nel mercato italiano, dobbiamo agevolare la reciprocità”. Tutte azioni che vanno fatte subito: “La Commissione speciale che tiene i rapporti con la Svizzera non ha ancora incontrato, dopo il referendum, i rappresentanti del Canton Ticino, e questo non va bene. Dobbiamo tutelare il tricolore che fa funzionare quella parte del meccanismo dell’orologio svizzero”, ha concluso Gaffuri con una metafora richiamata a uno dei componenti tutti italiani dei famosi prodotti rossocrociati.

Milano, 1 luglio 2014


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