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Seveso: pochi i comuni che sapevano come ottenere i contributi regionali per i danni

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SEVESO GAFFURI (PD): “CONTRIBUTI REGIONALI PER I DANNI: POCHI I COMUNI CHE SAPEVANO COME OTTENERLI. NESSUNO DI QUELLI COMASCHI COLPITI DAL MALTEMPO”

Il 7 e 8 luglio scorsi moltissimi comuni comaschi attraversati dal Seveso erano stati invasi dall’acqua e dal fango a causa dell’alluvione di quelle ore. I danni provocati da Milano in su, lungo tutta l’asta del fiume, vennero quantificati da Regione Lombardia in oltre 47 milioni di euro. Ma solo 5 amministrazioni – tra queste nessuna comasca – sono riuscite ad avere un rimborso diretto, totale e immediato da parte della Regione.

Il Gruppo regionale del Pd ne ha chiesto ragione oggi, martedì 14 ottobre 2014, durante la seduta del Consiglio regionale, con una interrogazione a risposta immediata cui ha risposto l’assessore alla Protezione civile Bordonali.

“Nel 2008 Regione Lombardia ha adottato la direttiva che riguarda la procedura che i Comuni devono seguire per segnalare i danni conseguenti a eventi calamitosi, e che va inoltrata attraverso il sistema informatico chiamato Rasda (Raccolta schede danni) entro 72 ore – spiega Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, primo firmatario dell’interrogazione –. In questo caso, dopo un controllo dello Ster locale, l’istruttoria e l’erogazione passano da Roma. Ma la Regione, nel dicembre del 2013, ha adottato un’altra delibera, la 1033, per ‘interventi di urgenza e somma urgenza’. In questo secondo caso, i contributi vengono direttamente da Milano e coprono il 100 per cento delle spese per i Comuni fino a mille abitanti e l’80 per cento per quelli tra i mille e i 20mila abitanti”.

È evidente, sottolinea Gaffuri, “come la seconda procedura sia più diretta e certa nell’erogazione, ma il 19 settembre abbiamo scoperto, su segnalazione dei Comuni interessati, che sul sito della Regione la delibera 1033 con le spiegazioni di come fare a ottenere i soldi, non era ancora stata pubblicata. E i tempi per accedere ai contributi erano scaduti da molto. Questo ci ha fatto pensare che la novità normativa sia rimasta sconosciuta alla maggior parte degli oltre 1500 Comuni lombardi. Quelli che necessitavano di ‘interventi urgenti e di somma urgenza’ avrebbero dovuto attivare la procedura, secondo la nuova direttiva, così come avviene per le schede Rasda, entro le 72 ore successive all’evento”.

L’assessore ha risposto “che, all’epoca dell’entrata in vigore, tutti i Comuni erano stati singolarmente avvisati della nuova direttiva e ci ha tenuto a ribadire che le regole e i vincoli adesso sono meno restrittivi. Ma proprio perché le regole sono cambiate era importante che il sito riportasse le modifiche per tempo. È inutile spedire una circolare a gennaio e pretendere che qualcuno se ne ricordi a luglio mentre parte della comunità è sommersa da acqua e fango – incalza Gaffuri –. E in ogni caso, siccome la procedura Rasda è seguita dai Pirellini, spettava a loro far conoscere la nuova procedura. Invece, temiamo proprio che in molti abbiano perso questa opportunità, considerando che per l’evento di luglio sono state compilate 49 schede Rasda, di cui 16 da parte dei Comuni comaschi, ma solo 5 enti hanno proceduto con la compilazione delle richieste per ‘interventi urgenti e di somma urgenza’ che portano i contributi regionali, ovvero quelli certi e immediati”.

Milano, 14 ottobre 2014


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