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Voto elettronico: le perplessità del PD

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Voto elettronico, Brambilla(PD): “Non ci stiamo su un provvedimento di cui non si conoscono i costi ed evidente merce di scambio”

 

“Non abbiamo voluto approvare un provvedimento dai costi non quantificati e che, con tutta evidenza, è diventato merce di scambio tra i grillini e  la maggioranza rispetto all’appoggio al referendum”. Così il capogruppo Enrico Brambilla ha motivato, nel suo intervento in Aula,  la scelta del Partito democratico di non partecipare al voto in merito alla proposta di legge del Movimento 5 stelle che introduce il voto elettronico per il referendum consultivo. Il Pd aveva votato favorevolmente alla progetto di legge n.226 in Commissione Affari istituzionali ma in attesa di conoscere la valutazione finanziaria redatta dagli uffici della Giunta, arrivata solo successivamente, alla vigilia dei lavori d’Aula.

“Non siamo contrari a forme di innovazione soprattutto se queste comportano semplificazione e velocizzano la modalità di voto – spiega l’esponente del Pd – ma qui siamo di fronte ad un provvedimento che viene spacciato per rivoluzionario ma che in realtà è paragonabile al vecchio commodore 64 in una realtà dominata dal cloud. Per di più, stando alla relazione tecnico finanziaria, i costi sono difficilmente quantificabili a priori visto che per lo svolgimento del referendum con questa modalità è necessaria un’intesa con la Prefettura e il Ministero dell’Interno”.  

 

 

Milano, 17 febbraio 2014

 


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