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Inerti del Ticino: accolta la proposta del PD per Como

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Inerti dal Ticino

GAFFURI (PD): “RIAPERTURA DEL CROCIALE DEI MULINI E COMPENSAZIONI PER LE STRADE: OK DEL CONSIGLIO ALLA NOSTRA PROPOSTA PER COMO”

Riapertura del traffico merci del valico di frontiera Crociale dei Mulini, a Ronago, e compensazione delle maggiori spese di manutenzione delle infrastrutture stradali. È l’impegno ottenuto con un ordine del giorno, votato a maggioranza, dal Gruppo regionale del Pd nell’ambito dell’approvazione della ratifica dell’intesa di coordinamento transfrontaliero per la gestione dei materiali inerti fra la Regione Lombardia e il Canton Ticino e di una conseguente risoluzione.

Provvedimenti verso i quali il Pd ha preferito, però, il voto di astensione: “L’accordo è sbilanciato perché la Lombardia esporta all’estero sabbia, quindi materiale pregiato, e dall’altra parte importa inerti, scarti di materiale edile. Ma è meglio che la deregulation cui eravamo abituati fino a ora”, spiega Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che ha illustrato la posizione in Aula.

“Abbiamo, dunque, chiesto alla Giunta regionale di impegnarsi a sostenere, presso l’Agenzia delle Dogane, l’opportunità della riapertura al traffico merci del valico di frontiera Crociale dei Mulini, a Ronago, al fine di favorire il transito dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di inerti tra località lombarde e ticinesi, attraverso un percorso che riduca l’impatto di questo tipo di passaggio sui centri abitati dei comuni di frontiera – precisa Gaffuri –. Inoltre, abbiamo domandato di interloquire con le amministrazioni provinciali di Como e Varese per individuare forme e strumenti di compensazione delle maggiori spese di manutenzione delle infrastrutture stradali che, a seguito dell’intensificarsi dei trasporti di materiali inerti tra Lombardia e Ticino, verranno interessate da un più forte traffico di mezzi pesanti”.

A fronte del presumibile aumento di camion, Gaffuri ha ricordato che “quando i nostri mezzi pesanti entrano in Svizzera, pagano un tot a chilometro. In Italia non è così. Però, gli operatori che effettuano trasporti transfrontalieri di rifiuti sono tenuti a pagare per ogni spedizione dei diritti a Regione Lombardia. Non è pensabile che quest’ultima trattenga per sé tutte le risorse senza considerare di trasferirle sul territorio per il ripristino delle strade che vengono utilizzate”.

Ma c’è dell’altro di cui tener conto, secondo il consigliere Pd: “Arpa Lombardia, con le forze che ha a disposizione, deve cercare di verificare il materiale di ingresso al confine per evitare che tra quegli inerti vi siano sostanze che da noi non si possono semplicemente smaltire in discarica. Penso all’amianto o all’arsenico che gli svizzeri non trattano nel nostro stesso modo. Proprio poiché è un mercato che cambia di anno in anno e finora non era stato regolato, va monitorato con una certa precisione”.

Milano, 22 settembre 2015


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