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Fanghi agricoli: nessuno li vorrà più sotto casa

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Fanghi agricoli

VILLANI (PD): “DOPO IL TAR, NESSUNO LI VORRÀ ACCANTO A CASA. REGIONE DICA COSA INTENDE FARE”

 

“In provincia di Pavia rischia di diventare un problema serio: nessuno li vorrà accanto a casa. E senza regole stringenti sarà complicato risolvere la questione”, parla dell’uso dei fanghi in agricoltura, Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VI Commissione Ambiente, che ha appena depositato un’interrogazione, da discutere proprio in Commissione e anche in maniera urgente.

“Le sentenze del Tar Lombardia, seguite a due ricorsi, che annullano la delibera del 2014 che norma l’utilizzo dei fanghi in agricoltura, hanno creato incertezza nel settore e preoccupazione e conflittualità nei territori – spiega Villani –. Per effetto della decisione del Tribunale amministrativo regionale, infatti, al momento l’utilizzo dei fanghi in agricoltura in Lombardia non ha specifiche e rigorose regolamentazioni”.

La preoccupazione di Villani e del Pd è che, appunto, nei territori, in particolare nel sud della Lombardia e nel pavese, cresca la conflittualità dei cittadini. Ecco perché “sempre più si rende necessaria un’azione di Regione Lombardia per una revisione delle normative di regolamentazione dell’utilizzo dei fanghi in agricoltura a livello nazionale e comunitario – aggiunge il consigliere Pd –. Revisione che deve riguardare una maggiore sicurezza sulla composizione dei fanghi, una più rigorosa regolamentazione degli spandimenti che eviti disagi olfattivi e un potenziamento dei controlli sia sui fanghi che sui terreni”.

E se in questa fase di vuoto normativo “occorre potenziare il sistema dei controlli sui fanghi, sugli spandimenti e sui terreni”, Villani chiede che quanto prima se ne discuta in Commissione alla presenza dell’assessore all’Ambiente Terzi e dei suoi funzionari.

A loro, Villani chiederà “quali iniziative intendono avviare viste le sentenze del Tar che annullano la delibera e per garantire il corretto utilizzo dei fanghi in agricoltura in mancanza di una normativa rigorosa di riferimento; se non ritengano urgente convocare un Tavolo tecnico e di concertazione con tutti i soggetti interessati, produttori di fanghi, agricoltori, enti di controllo, Province, Anci, Ats, Cic (Consorzio italiano compostatori) e associazioni ambientaliste per governare la situazione che si è determinata e per avviare una nuova regolamentazione dell’utilizzo dei fanghi in agricoltura in Lombardia condivisa da tutti i soggetti interessati che rassicuri i cittadini nei territori ed eviti nuovi ricorsi alla Magistratura amministrativa”.

Milano, 26 febbraio 2016


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