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Chiusura confini: ok alla mozione che chiede collaborazione tra Italia e Svizzera

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Frontalieri

GAFFURI (PD): “CHIUSURA CONFINI: OK ALLA MOZIONE CHE CHIEDE COLLABORAZIONE TRA ITALIA E SVIZZERA”

 

Una tentata rapina in terra elvetica. La frontiera di Lavena Ponte Tresa e quella di Cremenaga che vengono chiuse nell’ora di punta del rientro dei frontalieri. Il caos totale.

Il Consiglio regionale della Lombardia non ha gradito l’atteggiamento delle autorità del Paese confinante e ha approvato, nel pomeriggio, una mozione in cui invita la Giunta a sollecitare lo Stato a intervenire, chiedendo spiegazioni alla Confederazione elvetica e una disciplina condivisa e regolamentata in presenza di situazioni simili.

 

“Il 5 dicembre scorso è accaduto questo episodio, che non è nemmeno uno dei più cruenti degli ultimi tempi avvenuti in Canton Ticino – racconta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica –. Una tentata rapina in banca di due uomini subito messi in fuga dagli impiegati. La filiale dista un chilometro e mezzo dalla dogana di Cremenaga. Il tutto avviene alle 16.30 e infatti, nella notte, la nostra polizia troverà l’auto del tentato crimine proprio a pochi metri dal valico in terra italiana”.

Eppure, unilateralmente, le autorità cantonali hanno deciso di chiudere i due valichi creando code lunghissime e costringendo migliaia di lavoratori, all’oscuro di tutto, ad attese estenuanti di ore.

 

“Una situazione inaccettabile che non potrà certo ripetersi – commenta Gaffuri –. Come va meglio chiarita la decisione, sempre unilaterale, di chiudere durante la notte alcune frontiere con la nostra provincia. Altra scelta non giustificabile e che crea solo disagi. Quello che è stato dato oggi dal Consiglio regionale è però un segnale chiaro: serve la collaborazione istituzionale tra Italia e Svizzera senza cadere nelle provocazioni e strumentalizzazioni politiche. Mi auguro che questi siano episodi isolati: ci sono tutte le condizioni per lavorare in maniera coordinata tra le autorità elvetiche e quelle italiane per evitare che decisioni unilaterali si ripercuotano sui nostri lavoratori frontalieri”.

 

Milano, 10 gennaio 2017


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