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Rete escursionistica: finalmente si valorizzano i sentieri lombardi

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Rete escursionistica

SCANDELLA E BARBONI (PD): “FINALMENTE SI VALORIZZANO I SENTIERI LOMBARDI. MA LE RISORSE SONO DAVVERO SCARSE”

“Una legge attesa per valorizzare i sentieri, ma con poche risorse finanziarie”, questa la sintesi degli interventi dei consiglieri del Gruppo regionale del Pd che stamattina hanno votato a favore della legge sulla Rete escursionistica della Lombardia, approvata all’unanimità.

“La rete escursionistica, o dei sentieri, rappresenta un patrimonio molto importante per la Lombardia, da tanti punti di vista: turistico, ambientale, paesaggistico, culturale e storico – spiegano Jacopo Scandella e Mario Barboni, consiglieri regionali del Pd –. Un patrimonio che sicuramente andava normato e che ora va valorizzato e fatto conoscere. L’unico neo è che arriviamo un po’ in ritardo rispetto ad altre regioni che hanno già legiferato. E sicuramente la norma finanziaria non è adeguata: le risorse allocate non sono sufficienti e il rischio è che occorrano 30 anni per riuscire a fare tutto quello che ci si è proposti”.

Per il Pd l’intervento era “necessario, atteso, impegnativo, condiviso, rischioso. Necessario perché mette a sistema un patrimonio troppo spesso trascurato e di cui ora tutti dovremmo farci carico. Atteso soprattutto da chi per anni se ne è occupato, in termini di manutenzione, senza riconoscimenti istituzionali e queste attese ora non vanno deluse. Impegnativo perché è evidente la necessità di investire sui sentieri lombardi, ma se mancano risorse gli enti locali rischiano di entrare in difficoltà. Condiviso soprattutto nelle Commissioni attraverso le audizioni, l’ascolto e il dibattito. Rischioso perché con il catasto sapremo quelle che sono le condizioni dei nostri sentieri, spesso problematiche: quei 13mila chilometri percorribili versano per buona parte in cattive condizioni. Per questo chiediamo maggiori risorse”.

Tuttavia, pur non avendo dubbi circa la necessità della nuova norma e quindi della sua approvazione, Scandella e Barboni sono critici per quel che riguarda il territorio montano: “Per come è impostata la legge, il rischio è che la montagna finisca all’ultimo posto, soprattutto in termini di risorse, invece che al primo, come dovrebbe essere. Vi è, infatti, una diversa ripartizione di fondi che vengono sottratti ad attività sviluppate a favore della montagna e ridistribuiti a favore di altri territori. Ci auguriamo che già in assestamento di bilancio venga fatta una correzione alla dotazione”.

Ma se non è stato approvato l’ordine del giorno del Pd che chiedeva di allocare più risorse, è passato quello che impegna la Giunta a permettere agli enti competenti una sostituzione graduale della segnaletica, assieme all’emendamento che prevede che Regione Lombardia promuova il raggiungimento di accordi fra enti territorialmente competenti e i proprietari per tratti di percorsi di particolare interesse, ma, appunto, privati.

Milano, 14 febbraio 2017


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