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Regione Lombardia non dimentichi i docenti della formazione professionale milanese

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Centri formazione professionale

PIZZUL (PD): “Regione Lombardia non dimentichi i docenti della formazione professionale milanese”

Ottantasette lavoratori di AFOL Milano, l’ente che gestisce i centri di formazione professionale pubblici della Città Metropolitana, rischiano di trovarsi più precari di prima, passando da un contratto di lavoro a tempo determinato con AFOL a un contratto di somministrazione interinale con una qualche agenzia fornitrice. Con tutto ciò che questo comporta per la qualità dell’offerta formativa per i circa 1000 studenti che frequentano i centri di formazione gestiti da AFOL Milano.

Per questo oggi i rappresentanti degli stessi hanno chiesto di essere convocati in Commissione consiliare VII per fare il punto su una situazione che rischia di aggravarsi sempre più, iniziata con il passaggio dalla Provincia alla Città metropolitana.

“Il quadro che ci è stato presentato oggi stride fortemente con quello di una formazione professionale lombarda di eccellenza presentata pochi giorni fa, in pompa magna, al Kilometro Rosso – commenta il consigliere Pd Fabio Pizzul – Come Commissione abbiamo chiesto di essere informati dell'esito dell'incontro che si svolgerà tra il dirigente dell'Assessorato regionale e quello di Città metropolitana per fare il punto sul destino professionale di lavoratori che rischiano di vedere disperso il proprio know how e la propria esperienza solo per un passaggio di competenze e una mancanza di risorse, proprio come è avvenuto con il Cam (Centro Assistenza Minori). Oltretutto stiamo parlando di forza lavoro strategica cui viene affidato un segmento importante della nostra società che è quello di giovani che, particolarmente fragili e pochi attrezzati, rischiano di sprofondare tra i NEET (not in education, employment or training)”.

“E’ pur vero che l’AFOL è emanazione diretta di Città Metropolitana e che da lì devono arrivare risposte - conclude Pizzul - ma Regione non può lavarsi le mani riguardo un problema che nasce per la sua decisione di interrompere unilateralmente un accordo di una quindicina di anni fa che garantiva alle provincie, compresa quella di Milano, un contributo per i docenti dei centri di formazione che all’epoca passarono dalla Regione alle Province. E’ giusto chiedere la massima trasparenza nell’utilizzo dei fondi e pretendere che venga rendicontato il loro utilizzo, ma Regione non può scaricare il problema solo su Città Metropolitana e far finta che i docenti della formazione professionale non esistano: la loro professionalità serve ai giovani lombardi e non deve essere dispersa”.

Milano, 22 giugno 2017


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