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Attività dialitica ASST Santi Paolo e Carlo

SANITÀ »

 

 


 

 

Al Presidente

del Consiglio Regionale

della Lombardia

INTERROGAZIONE

CON RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: attività dialitica ASST Santi Paolo e Carlo

I sottoscritti consiglieri regionali

premesso che

l’emodialisi è la terapia fisica sostitutiva della funzionalità renale con cui si eliminano le scorie dall'organismo quando i reni sono compromessi; il sangue del paziente, prelevato da una pompa della macchina di dialisi e fatto passare attraverso un filtro, viene depurato grazie alla capacità di alcune sostanze, tra cui l'acqua, per la quale è necessaria purezza assoluta;

il trattamento dialitico, eseguito presso centri ospedalieri o in strutture esterne pubbliche accreditate (CAL, centro di assistenza limitata per la dialisi) è un processo delicato, che deve rispondere a requisiti di disinfezione e sterilità, sia degli ambienti dove viene praticata, sia delle apparecchiature usate, fino al rispetto delle procedure messe in atto dagli operatori;

premesso altresì che

le “Linee Guida su acque e soluzioni per dialisi”, pubblicate dalla Società Italiana di Nefrologia, sottolineano l’importanza di una gestione corretta degli impianti dell’acqua, sia da parte delle aziende titolari dei contratti di manutenzione, sia da parte del personale specializzato operante nella struttura di dialisi; le stesse Linee Guida relative alla emodialisi extracorporea individuano una serie di raccomandazioni sulla gestione degli accessi venosi utilizzati durante la somministrazione della terapia dialitica;

appreso

dagli organi di stampa delle precarie e malsane condizioni in cui versano il CAL dell’Ospedale San Carlo (Via Constant 7) e in minor misura nello stesso reparto di dialisi ospedaliero. In particolare nel CAL esterno vengono dializzati 31 pazienti esterni (non ricoverati) tra assidui e temporanei: infiltrazioni, trappole per difendersi dalle incursioni degli insetti, impianti di fortuna per lo scarico dell’acqua (assimilabili a scarichi industriali), sacche e farmaci stoccati in ambienti non idonei; una situazione ben lontana dall’ambiente di alta disinfezione, quale quello imprescindibile per collegare i pazienti alla macchina per la dialisi attraverso fistole o cateteri impiantati nel corpo;

interroga l’assessore competente per sapere

1. se presso il CAL e il Reparto di Dialisi Ospedaliera in oggetto siano rispettati gli standard strutturali, gestionali e accreditamento di legge per l'attività dialitica;

2. se sono stati approvati dall'Azienda progetti di riqualificazione nel breve periodo del centro dialisi esterno ed eventualmente il loro stato di avanzamento;

3. se sono presenti nel medio-lungo periodo progetti di riqualificazione dell’intera attività dialitica all’interno del Polo Ospedaliero San Carlo afferente all’ASST dei Santi Paolo e Carlo;

4. quali azioni intenda mettere in atto per verificare e assicurare ambienti adeguati dal punto di vista igienico-sanitario e organizzativo-strutturale così da erogare una terapia classificata come “salva vita” in un contesto di sicurezza, igiene e accessibilità per pazienti e operatori;

5. si chiede se eventuali verifiche siano state messe in campo da parte delle strutture competenti dell’ATS Milano.

Milano, 9 Novembre 2017

Carlo Borghetti

Sara Valmaggi


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