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Legge parchi: la maggioranza chiede alla Giunta di ritirare la delibera di riorganizzazione

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Legge sui parchi

PD: “LA MAGGIORANZA CI DÀ RAGIONE E CHIEDE ALLA GIUNTA DI RITIRARE LA DELIBERA DI RIORGANIZZAZIONE”

Colpo di scena, questo pomeriggio, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale con la maggioranza che propone alla Giunta, sposando la posizione che il Pd ha sempre avuto sul provvedimento, di ritirare la delibera sulla “Individuazione degli ambiti territoriali ecosistemici e dei parametri gestionali, ai sensi del comma 5, art. 3, della l.r. n. 28/2016 Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio”. Praticamente, doveva essere un passo in avanti sulla riforma dei parchi voluta da Maroni e dall’assessore all’Ambiente Terzi che oggi è stata, in sostanza, sonoramente bocciata da tutta la Commissione.

La seduta ha visto prima una serie di audizioni di presidenti di parchi lombardi, compresa quella di Federparchi Lombardia, poi la trattazione del punto in cui i consiglieri avrebbero dovuto votare un parere all’atto di Giunta. E in quel momento la maggioranza ha espresso chiaramente la volontà di chiedere il ritiro della delibera, lasciando esterrefatti i consiglieri di minoranza.

“Noi avevamo bocciato da sempre questo provvedimento e da sempre diciamo che oltre la proposta di merito – non si possono tenere insieme territori che vanno dalla Svizzera agli Appennini –, questa è la chiara dimostrazione dello scollamento tra la Giunta e i consiglieri di maggioranza, ma soprattutto tra la Giunta e i territori”, ha commentato Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, anche capogruppo in VI Commissione Ambiente.

“Già durante la discussione sulla legge sui parchi avevamo manifestato criticità e perplessità. Le stesse che abbiamo oggi ascoltato dalla voce dei rappresentanti dei parchi – ha detto in seduta Marco Carra, capogruppo in Commissione Agricoltura –. E quando abbiamo provato a proporre una modifica che prevedesse un’area vasta unica e omogenea lungo l’asta del Po, la Giunta l’ha cassata ritenendola inutile. Ora si dimostra che avevamo ragione. Però non ci si è voluti fermare a riflettere su quelle che erano le esigenze di chi sta sul territorio e questo è il risultato. Anzi, i parchi sono visti da questa maggioranza come un accidente, non come luogo di sviluppo, di turismo, che può far sì che i territori dove i parchi insistono abbiano maggiore attrattività”.

Al collega Agostino Alloni il compito di rivelare che, “se non fosse andata così oggi, noi avremmo chiesto la settimana prossima, quando pensavamo si sarebbe dato il parere, il non passaggio al voto. Perché abbiamo sempre pensato ciò che questo pomeriggio ci hanno detto i parchi: le aree vaste ipotizzate da Regione Lombardia sono tutto fuorché omogenee. Qui, però, la responsabilità politica è secca ed è riferibile agli stessi gruppi di maggioranza che ora fanno un passo indietro. Noi l’apprezziamo, ma era meglio pensarci prima”.

E anche la montagna ne risente grandemente, come ha sottolineato Corrado Tomasi: “Il territorio che ne ha sofferto di più è stata la montagna, cui è stata tolta la poca l’autonomia che aveva. E la Regione legifera nel merito senza nemmeno partecipare e ascoltare chi vive questi territori. Oggi la maggioranza decide di ritirare la delibera, ma preoccupa il fatto che questa sia un’operazione fatta solo per timore della campagna elettorale e che, se la prossima volta a governare sarà la stessa coalizione, ricomincerà a togliere autonomia ai territori e concentrare tutto su Milano”.

Milano, 29 novembre 2017


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