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Derivazioni idroelettriche: subito i canoni a tutta la montagna lombarda

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Derivazioni idroelettriche

SCANDELLA (PD): “SUBITO I CANONI IDRICI A TUTTA LA MONTAGNA LOMBARDA”

 

Ogni anno Regione Lombardia incassa più di 60 milioni di euro dai canoni del demanio idrico – le tasse pagate in primis dalle grandi centrali idroelettriche – e di questi il 100% dei canoni prodotti a Sondrio resta in provincia di Sondrio per finanziare politiche per la montagna. Gli altri territori montani restano a secco da anni e, a parziale compensazione, era stato promesso loro di devolvere i canoni aggiuntivi che le società che sfruttano i corsi d’acqua devono pagare a Regione Lombardia per la prosecuzione temporanea delle concessioni scadute nel 2010 e non ancora rinnovate. Di ricorso in ricorso, da 8 anni queste società guadagnano però senza pagare il canone aggiuntivo che invece è dovuto. E i territori montani continuano a non vedere nessuno degli euro promessi.

Lo ha denunciato Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, che stamattina ha presentato, in consiglio regionale, un’interrogazione a risposta immediata in cui chiedeva all’assessore competente “quale sia l’ammontare dei canoni aggiuntivi applicati alle prosecuzioni temporanee di grandi derivazioni idroelettriche ad oggi effettivamente riscossi da Regione Lombardia, e quali aziende non hanno ancora versato il canone richiesto e la situazione debitoria di ciascuna, quali azioni intenda mettere in campo per recuperare le risorse dovute e con quali modalità saranno ripartite ai territori”.

Ha risposto il delegato alla montagna Sertori che ha detto, come riporta Scandella, “che dal 1999 Regione Lombardia aspetta dai vari governi che si sono succeduti, che venissero decise le linee guida per poter fare i bandi, perché, tranne Enel, tutti gli altri concessionari stavano scadendo. Grazie a una legge regionale del 2010, è stato fatto in modo che le grandi derivazioni potessero andare avanti, ma ogni delibera di Giunta è stata regolarmente impugnata. E seppure tutte le sentenze abbiano dato ragione alla Lombardia, dal punto di vista giuridico, sul quantum, bisogna aspettare l’udienza del Tribunale delle acque che si terrà a gennaio 2019. Se attualmente l’importo del costo del canone è stato stabilito in 20 euro sulla potenza nominale, bisognerà capire se la cifra è corretta. Per tutte queste ragioni, finora, sono stati versati zero euro sui 38 milioni 962mila euro di canoni aggiuntivi che spettano a Regione Lombardia”.

Il consigliere Pd aggiunge: “I territori montani non possono attendere oltre. È necessario rivedere la distribuzione dei canoni ordinari e rimpolpare il Fondo per le Valli prealpine, in attesa di procedere finalmente al rinnovo delle concessioni scadute e alla riscossione del contributo dovuto”.

Milano, 3 luglio 2018


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