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Piano territoriale regionale: un ritardo colpevole che non farà recuperare il suolo perduto

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Piano Territoriale Regionale

PILONI E PONTI (PD): “UN RITARDO COLPEVOLE CHE NON FARÀ RECUPERARE IL SUOLO PERDUTO”

“In commissione Territorio l'assessore Foroni questa mattina ha ammesso che per poter valutare gli effetti della legge sul consumo di suolo, è necessario approvare il Piano territoriale regionale. Un Piano che però avrebbe dovuto già essere in vigore da tre anni e che invece, a causa di questioni politiche, non è stato ancora approvato e, nel frattempo, la nostra regione ha registrato un significativo aumento del consumo di suolo”.

Questo il commento dei consiglieri regionali del PD Matteo Piloni e Gigi Ponti, dopo aver ascoltato questa mattina in commissione V del Consiglio regionale, l’assessore al Territorio e alla Protezione civile Pietro Foroni, intervenuto per comunicare la ripresa dell’iter di approvazione dell’adeguamento del Piano territoriale regionale, ai sensi della legge regionale 31 del 2014 sul consumo di suolo, iter che era stato interrotto la scorsa legislatura.

“La legge 31 del 2014 prevede l’adeguamento, da parte della Regione, del proprio Piano territoriale (PTR) entro 12 mesi dall’entrata in vigore, definendo, per ambiti territoriali aventi caratteristiche omogenee, la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo da recepire a cascata in tutti gli ambiti istituzionali – spiegano Ponti e Piloni - con l’adeguamento dunque di tutti gli strumenti di pianificazione territoriale: dai Piani territoriali delle Province e della Città Metropolitana, ai Piani di governo del territorio”.

“Questi obiettivi sono stati disattesi e quindi anche le province non hanno ancora adeguato i loro Piani territoriali di coordinamento (PTCP) – aggiungono - la legge 31 del 2014 non ha segnato nessuna inversione di tendenza. Troppi i ritardi e troppe le deroghe che non hanno consentito, né lo consentiranno in un immediato futuro, di concretizzare sul territorio il traguardo previsto dalla Commissione europea: giungere entro il 2050 a una occupazione netta di terreno pari a zero”.

“Ora la Giunta regionale vuole concludere l’iter. Bene, ma il tempo (e il suolo) perduto non si potrà recuperare” concludono Piloni e Ponti.

Milano, 26 luglio 2018


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