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CON LA DELIBERA DELLE REGOLE SI NAVIGA ANCORA A VISTA

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SANITÀ: ANCHE NEL 2019 SI NAVIGHERÀ A VISTA

Resta grave la carenza di medici e la mancanza di posti nelle Rsa

Un documento frammentario e incapace di rispondere alle vere emergenze del sistema sanitario regionale quello presentato in commissione Sanità dall’assessore Giulio Gallera. Con la nuova delibera delle regole si naviga ancora a vista. Mancando da ormai tre anni un piano socio sanitario regionale si continua ad assumere provvedimenti senza una vera programmazione. E i problemi restano aperti.

 

Un documento frammentario e incapace di rispondere alle vere emergenze del sistema sanitario regionale quello presentato in commissione Sanità dall’assessore Giulio Gallera.

Con la nuova delibera delle regole, destinata a dare indirizzi precisi per la gestione del sistema socio sanitario regionale, in realtà si naviga ancora a vista. Mancando da ormai tre anni un piano socio sanitario regionale, si continua ad assumere provvedimenti senza una vera programmazione. E i problemi restano aperti.

Resta gravissima la carenza di medici per la quale sarebbe necessario aprire un’interlocuzione con il Governo nazionale, così come la mancanza di posti nelle Rsa, destinata, dato il costante invecchiamento della popolazione, a peggiorare. La soluzione proposta per porre rimedio alle liste d’attesa è debole: si destinano risorse per aumentare l’offerta, ma si parte solo con una sperimentazione a Milano e Brescia e solo per le 12 tipologie di visite che ad oggi sono le più richieste, ma anche le più difficili da prenotare. La riduzione delle funzioni non tariffabili è assolutamente insufficiente: ne restano 18, un numero superiore a quello delle altre regioni in cui sono utilizzate. Questo, senza contare che non è assolutamente chiaro a quali investimenti si vogliono destinare le risorse. Una delibera debole, dunque, che non è in grado di risolvere le tante criticità del sistema sanitario regionale, come ha dichiarato il capogruppo in commissione Gian Antonio Girelli .

Una nota positiva riguarda l’interruzione di gravidanza farmacologica, la RU486 che, su sollecitazione del Pd, potrà essere somministrata in day hospital. Qui la dichiarazione di Paola Bocci.

Per quanto riguarda le cure palliative e l'assistenza domiciliare, invece, ha dato buoni frutti  il lavoro sollecitato e avviato da Patrizia Baffi.

 

Redazione NovitàSettegiorniPD


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