expo gaffuri (pd): “lario fuori dai bandi per le vie d’acqua: como si sveglia, ma in ritardo”

Il 5 maggio è apparso sul Burl il 2° bando regionale per la tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale della Lombardia, in stretto legame con Expo 2015: la finalità è la realizzazione di itinerari turistici e circuiti sulle vie d’acqua, per sottolineare l’importanza che questo elemento riveste nelle tematiche dell’Esposizione: “Nutrire il pianeta energia per la vita”. “Però, inspiegabilmente Como e l’area del Lario non potranno partecipare, nonostante l’evidente presenza del lago – commenta Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd –: il bando è destinato all’area dei Navigli, ai territori del Ticino e dell’Adda meridionali e ai comuni rivieraschi del Po. Tutto tranne il nostro lago”.

Ora il Comune di Como vuole rientrare a tutti i costi nel bando e ha già fatto le prime mosse. “È bene che Como si muova – continua Gaffuri –. Tuttavia, l’esclusione è datata dicembre 2009, quando la Giunta regionale, su proposta del presidente Formigoni, ha approvato i criteri del bando: l’iniziativa che la Giunta ha adottato allora era rivolta all’area dei Navigli ricompresa tra Ticino e Adda, che costituisce un luogo emblematico dove è possibile ripercorrere l’evoluzione della civiltà idraulica in Lombardia, recitava la delibera”.

Lo stesso documento della giunta riconosceva, però, che “i laghi lombardi costituiscono un marchio prestigioso che nei secoli ha attratto il turismo straniero e italiano”, con il suo eccezionale patrimonio di ville storiche, monumenti, giardini e darsene.

“Ma allora perché Como è fuori dal bando? – si chiede Gaffuri –. Certo l’area dei Navigli è più vicina al sito di Rho-Pero, sede dell’Expo. Perciò, occorrerebbe ricordare a Formigoni che nella zona, oltre al Parco del Ticino o a quelli dell’Adda nord e sud, o al Parco delle Groane, che giunge sino a Lentate sul Seveso, ci sono i Parchi della Valle del Lambro e del Lura, che sono in provincia di Como e presentano caratteristiche ambientali e paesaggistiche degne di valorizzazione. Averli esclusi non pare giustificato”, continua Gaffuri.

Un altro aspetto che può avere influito su questa scelta, è la prontezza con cui altre zone hanno iniziato a organizzarsi in vista dell’Expo: “E’ un caso che i documenti approvati dalla Giunta in dicembre menzionino l’itinerario fluviale Locarno-Milano, attraverso il lago Maggiore, il Ticino e i Navigli? – si domanda ancora Gaffuri –. Forse no, considerando che i contatti tra la città svizzera e il capoluogo ambrosiano su questo progetto risalgono al 2008”.

Como dunque è in ritardo e il Tavolo provinciale di coordinamento territoriale, dove il Comune è referente per quanto riguarda l’accoglienza e la cultura, ha iniziato a muoversi solo da alcune settimane: “Del resto la delibera della Giunta di dicembre prevede la possibilità di avviare ulteriori circuiti d’acqua localizzati anche in altre aree del territorio regionale. Non è stato fatto prima, ma si può recuperare il tempo perduto – conclude Gaffuri –. A patto di lavorare bene, visto che il Lario ha caratteristiche eccezionali ambientali e culturali che garantiscono il successo, e magari in sinergia con i vicini lecchesi: il lago è uno solo ma, ad esempio, i servizi di navigazione oggi sono praticamente spezzati in due “tronconi”. Inoltre, la valorizzazione dei laghi briantei è questione che riguarda entrambe le province. Mentre l’area del Ceresio può stringere collaborazione con Lugano, che già in passato s’è detta interessata alla partita di Expo”.

Milano, 2 luglio 2010