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Trump, Maroni e la Lombardia

Un bel muro lungo il Po; divieto di accesso agli stranieri provenienti dai paesi islamici, ma solo per qualche mese e salvo affari in corso, poi si vedrà; stop all'assistenza sanitaria a chi non supera un Isee di 18 mila euro (non garantirebbe un eventuale pagamento di prestazioni); via libera a tutte le auto (non si dica che l'inquinamento è un problema); sostegno solo alle imprese che investono in Lombardia.
Se Trump governasse qui da noi, potremmo avere questo ed altro.
Un programma affascinante, non credete? Ma quali conseguenze potrebbe avere su una regione che ha costruito la sua fortuna, storica e presente, su salde e cordiali relazioni con l'estero e che fonda su queste gran parte della sua ricchezza sociale ed economica?
Tranquilli, Trump se ne sta al di là dell'Oceano e non pare intenzionato ad occuparsi di altro che della sua America. Ma qualcuno, qui da noi, si dimostra sempre più entusiasta delle sue idee e di quanto sta mettendo in atto nei primi giorni della sua amministrazione.
Tra il presidente Maroni e il neo inquilino della Casa Bianca sembra essere nato un idillio politico, anche se, almeno per il momento, non sappiamo quanto corrisposto. Il governatore lombardo non perde occasione per rilanciare con entusiasmo sui social i provvedimenti di Trump ed è orgogliosissimo di quello che ha definito il primo incontro con Trump di un leader politico europeo. In effetti, una delegazione della Regione Lombardia - rappresentata dal presidente Roberto Maroni e dall'assessore Cristina Cappellini - è negli Stati Uniti per quelli che vengono definiti "importanti incontri istituzionali e per partecipare al National Prayer Breakfast". L'incontro mattutino è stato chiuso, come vuole la tradizione, dal presidente in persona. Secondo Maroni, Trump ha fatto un discorso coraggioso, da leader vero, attento alla sicurezza dei cittadini nel rispetto di tutte le religioni. E che doveva dire? Che dichiarava guerra all'Islam? O che avrebbe messo a repentaglio la sicurezza dei suoi connazionali?
Per la cronaca, l'invito al presidente Maroni al National Prayer Breakfast è giunto da due membri del Congresso Americano e l'incontro con Trump, almeno a giudicare dalla foto "postata" dallo stesso Maroni , è consisitito nell'essere nella sala durante il saluto del presidente all'evento.
Meglio esserci che no, ma da qui a dare per inteso un incontro con il neo-presidente c'è una bella differenza. Non vorremmo essere maligni, ma la faccenda ricorda tanto lo stile di quei cacciatori di selfie che si imbucano agli eventi per potersi fotografare in primo piano con sullo sfondo, non importa quanto in fondo, il proprio idolo sportivo o musicale. Di trofei di questo tipo è piena la rete che, per parafrasare Eco, anche in politica dà visibilità a questioni e personaggi che un tempo non varcavano le soglie del bar del paese.
Non fraintendeteci, ci auguriamo che i rapporti tra Lombardia e Stati Uniti diventino sempre più stretti e cordiali e che la missione del presidente Maroni possa portare a nuove occasioni di presenza e promozione della nostra regione oltre Oceano. L'America è e deve rimanere un partner fondamentale per la Lombardia, che ci stia simpatico o meno il suo presidente. Ma anche lo stile ha un suo senso in politica e le modalità con cui Maroni interpreta la sua sintonia con il neo-presidente americano ci paiono un po' fuori dalle righe, almeno nel modo in cui vengono presentate in rete. Sembra quasi nata una contesa, tutta virtuale ed interna alla Lega, per stabilire chi si sdraia con più prontezza ed enfasi sulle posizioni del neo commander in chief.
Dov'è finito l'orgoglio lombardo? La mutazione sovranista ha ormai contagiato anche il presidente Maroni? La luna di miele di Trump con gli americani è appena iniziata e anche chi governa la Lombardia pare esserne stato travolto. Una buona occasione per dimostrare di esistere conquistando qualche spazio sui media; l'ennesima occasione in cui il buon Maroni dimostra di non avere in testa granchè per il futuro della Lombardia.

Novità Settegiorni # 390 del 03/02/2017