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Passato ingombrante e presente deludente

Una sentenza pesante. L'ex assessore alla casa dell'ultima giunta Formigoni, Domenico Zambetti, è stato condannato in primo grado a una pena di 13 anni e mezzo con l'accusa di voto di scambio con la 'Ndrangheta. La sentenza è stata più severa rispetto alle richieste della pubblica accusa e conferma le accuse e i sospetti che portarono alla caduta del Celeste e alla fine della sua lunga stagione di governo regionale. A proposito di Celeste, così si chiama anche l'ex sindaco di Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia. L'ex primo cittadino è stato assolto dall'accusa di associazione mafiosa, ma questo non cancella il pesante tentativo della malavita organizzata di condizionare quell'amministrazione.
Sono passati ormai più di quattro anni dall'arresto di Zambetti, ma di pericolo di infiltrazioni mafiose si parla ancora, basti pensare alla brutta faccenda della sagra dello Stocco che ha portato alle dimissioni in blocco della giunta comunale di Corsico. Tutte queste vicende ci richiamano con forza alla necessità di tenere alta la guardia contro ogni rischio di infiltrazione mafiosa. I tentativi della criminalità di entrare in contatto con amministratori locali per poter godere di favori e corsie preferenziali negli appalti ci sono stati e con tutta probabilità continuano. Gli amministratori locali non debbono essere lasciati soli, sarebbe la condizione peggiore di fronte a possibili tentativi di infiltrazione.
Martedì scorso il Consiglio regionale ha onorato le vittime cadute nell'adempimento del loro dovere, con un pensiero particolare all'agente Francesco Pischedda, morto qualche giorno fa a Colico mentre inseguiva un malvivente. Ricordare chi ha pagato con la vita il suo impegno contro l'illegalità è un modo importante per sottolineare come ci siano tanti cittadini che, silenziosamente, lottano per la giustizia e costruiscono le condizioni per una convivenza all'insegna del rispetto delle regole.
Abbiamo voluto accostare questi due eventi, agli antipodi tra loro, per ricordare come la politica si muova ogni giorno in mezzo a situazioni contraddittorie ed abbia il compito di scegliere da che parte stare e di chi fidarsi. I compagni di viaggio non sono indifferenti ai fini del raggiungimento degli obiettivi che ci si pone nel tentativo di dare risposte ai cittadini e non solo di difendere i propri interessi.
A proposito di compagni e alleati, nella maggioranza di Maroni sono in corso movimenti. Si vocifera con insistenza di spostamenti che andrebbero ad ingrossare le fila di Forza Italia con un neppure troppo nascosto tentativo di consolidare posizioni in vista di una ormai non lontana scadenza elettorale. Di fronte a un'azione amministrativa che segna il passo, evidentemente si è aperta la corsa a garantirsi uno spazio per una possibile ricandidatura.
Non sappiamo se un eventuale rafforzamento di Forza Italia sia una buona notizia per Maroni, ma la questione non ci appassiona. Preferiamo proseguire nel percorso che abbiamo intrapreso qualche settimana fa e che ci porterà all'ascolto dei diversi territori di Lombardia che hanno sofferto in questi anni un'eccessiva propensione a un deleterio centralismo regionale.
Maroni è abile nel proporsi in modo rassicurante ai lombardi e nel raccontare loro che la colpa è sempre di Roma matrigna, ma gran parte delle fatiche della Lombardia dipendono proprio dall'inerzia che caratterizza l'azione di un presidente che non disturba i lombardi, ma fa davvero poco per accompagnarli nel loro cammino. Per governare bene non basta evitare di fare errori, soprattutto in Lombardia, una regione che chiede tanto e che da questa amministrazione crediamo abbia avuto poco altro che parole e promesse.

Novità Settegiorni # 391 del 10/02/2017