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Per un futuro migliore

L'è pu sé il rest che il rost.
Il detto dialettale lombardo ben si attaglia ai lavori del Consiglio regionale di questa fine d'anno e legislatura. La metafora "rosticcera" descrive alla perfezione sedute che sono scivolate via con più pause di riflessione che discussioni e votazioni. E' il chiaro segnale di una maggioranza che tenta di dimostrarsi compatta, ma si rivela ogni giorno più confusa e litigiosa.
Il nervosismo del centrodestra si è fatto palpabile non appena è circolata la voce della definitiva archiviazione dell'esperienza della Lista Maroni. La pseudo lista civica che consentì al centrodestra di vincere le regionali del 2013 viene ora considerata ingombrante da Lega e Forza Italia che temono di vedere erosi i propri consensi in una stagione in cui hanno estremo bisogno di raccattare voti per colmare la grande distanza che li separa dai consensi di PD e 5 Stelle. Immaginatevi un po' come si saranno sentiti i consiglieri maroniani nel poco gradevole ruolo di limoni spremuti e ora avviati al compostaggio politico forzaleghista.
Per darvi idea del clima pre-elettorale con cui si è discusso l'ultimo bilancio di previsione, basta scorrere l'elenco degli emendamenti e degli ordini del giorno presentati dai partiti di maggioranza: tutto un fiorire di piccole "marchette" territoriali per tentare di far credere che ci sia stato, in questi anni, un interesse per territori che appaiono sempre più lontani da Palazzo Lombardia.
E' anche per questo che il PD ha scelto di presentare un emendamento per ciascuna delle 85 zone omogenee in cui è divisa la Lombardia: idee concrete, per opere e interventi da anni attesi dai singoli territori. Inutile dire come le nostre proposte siano state tutte bocciate, salvo poi recuperarne alcune con emendamenti e ordini del giorno firmati da esponenti di maggioranza. Non vi nascondiamo che è abbastanza sconcertante vedersi bocciare un emendamento identico a quello che, pochi minuti dopo, viene approvato solo perché presentato su carta intestata di un partito di governo.
Paradigmatica dell'arroccamento del centrodestra ci è parsa anche la discussione sulla modifica della legge elettorale per la regione. Noi del Pd e i consiglieri del Movimento 5 Stelle, seppure con sfumature diverse, abbiamo tentato di proporre il dimezzamento delle firme necessarie a chi volesse presentare una lista alle prossime elezioni. Dopo una chiara apertura da parte del presidente della Commissione Affari Istituzionali, c'è stato un clamoroso dietrofront della maggioranza che ha voluto confermare l'attuale legge che impone di raccogliere un numero di firme addirittura superiore a quello necessario per le elezioni nazionali.
Sarebbe stata una buona occasione per dare un segnale di apertura alla partecipazione di nuove forze al confronto politico, ma la maggioranza ha scelto di rimanere aggrappata alle vecchie regole che mantengono una significativa barriera per chi voglia proporsi al giudizio degli elettori lombardi. Come PD abbiamo già presentato un progetto di legge per ridurre le firme necessarie, ci auguriamo di poterlo discutere e approvare entro la metà di gennaio, ovvero prima della fine della legislatura.
A rendere meno amara questa vicenda c'è, per fortuna, una gran bella notizia: anche in Lombardia si voterà con la doppia preferenza di genere, ovvero si potranno scrivere due nomi sulla scheda, purché di sesso diverso. Un risultato atteso, ottenuto più per il timore di eventuali ricorsi che per una vera convinzione da parte della maggioranza, ma comunque un gran bel risultato che porrà le condizioni per una politica regionale più equilibrata e paritaria.
Finisce il 2017, arriva Natale. Finisce la legislatura, speriamo arrivino tempi politicamente migliori per la Lombardia.
Auguri dal gruppo regionale del Partito Democratico a voi a tutti i vostri cari.


Novità Settegiorni # 432 del 22/12/2017