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DOPO LA MANOVRA QUALE FEDERALISMO

Ci può essere un federalismo dopo una manovra devastante come quella che il Governo Berlusconi ha messo in atto?

Possono le regioni italiane tirarsi fuori da una situazione di difficoltà come quella che sta creando lo Stato centrale alla ricerca di risorse per far quadrare i conti? Se lo sono chiesti gli intervenuti al convegno, organizzato dal Pd, "Dopo la manovra quale federalismo?", cui hanno partecipato Attilio Fontana, presidente Anci Lombardia, Romano Colozzi, assessore regionale al Bilancio, Vasco Errani, presidente Conferenza Stato-Regioni, coordinati da Maurizio Martina, segretario regionale del Pd e consigliere del Pirellone.
"Errani ha detto in sintesi quello che noi ci ponevamo come dubbio - spiega Martina - e cioè si è chiesto cosa stia succedendo in Italia, dove si parla tanto di federalismo, ma poi si mette sul tavolo una manovra antifederalista e ipercentralista. E quello che è stupefacente è che nella stessa sede l'assessore Colozzi, uomo di Formigoni, viene a dirci che lo Stato si sta comportando da padre padrone e che la Finanziaria è tirata giù con l'accetta. Per non parlare di Fontana, sindaco della Lega, ex presidente del Consiglio regionale, che bolla lui, con parole sue, la manovra come profondamente antifederalista".
Eppure, sottolinea Martina, nella seduta di consiglio in cui si discuteva proprio della manovra "il centrodestra ha approvato un suo ordine del giorno eccessivamente timido e che rappresentava addirittura un passo indietro rispetto alle prese di posizione di Formigoni nei giorni precedenti. La maggioranza si è trovata, dunque, in evidente imbarazzo e per questo ha mancato di coraggio, rimanendo schiava delle logiche romane. Tranne poi scatenarsi al convegno organizzato dal Pd…", ironizza Martina.
Una scelta di linea recessiva che fa il paio con quella del Governo, come ha detto Errani all'incontro, per una "manovra che serve a zero, se non a un'operazione politica grave che delegittima le istituzioni. Ma quando verrà il D-day della verità, il problema si sentirà e si pagherà al nord", ha detto il presidente della conferenza Stato-Regioni.

Novità Settegiorni # 101 del 02/07/2010