CARLO COLOMBO DI AGRATE, GLI OPERAI SCENDONO DAL TETTO
Raggiunto l'accordo tra le parti sociali il 7 luglio al ministero del Lavoro a Roma.
Dopo 21 giorni gli otto operai della Carlo Colombo di Agrate Brianza sono scesi dal tetto rovente dell'azienda, sul quale si erano accampati, riducendosi anche il cibo, per protestare contro la proprietà che non voleva mantenere gli impegni sottoscritti nel 2008. Impegni che prevedevano, per tutti i 78 lavoratori della ditta che produceva trafilati in rame, la ricollocazione e il prepensionamento. Un disimpegno contro il quale era scattata una dura vertenza da parte della Fiom Cgil e la forma di protesta estrema da parte di alcuni lavoratori sostenuta dalla Federazione provinciale brianzola del PD, che ha nel frattempo organizzato una raccolta fondi per l'acquisto di buoni spesa per le famiglie degli operai.
L'intesa è stata raggiunta dopo una lunga trattativa costellata da continui rinvii da parte dell'azienda, mentre gli operai continuavano a friggere sul tetto chiedendo quanto era loro dovuto (lo avevano già fatto gli operai della Yamaha di Lesmo per chiedere la cassa integrazione, già pagata in parte con la busta paga, che lo scorso inverno, con la neve, si erano accampati sul tetto della ditta per diversi giorni).
L'accordo finalmente raggiunto tra i rappresentanti dell'azienda, ministero del Lavoro, Regione Lombardia e Provincia di Monza prevede la proroga della cassa integrazione, che sarebbe scaduta il 31 dicembre di quest'anno, fino a tutto il 2011. Inoltre Regione e Provincia saranno parte attiva del processo di riqualificazione e collocamento; ai lavoratori che vi parteciperanno sarà garantita una ''dote'' da parte della Regione. L'azienda da parte sua si è impegnata a stanziare una integrazione all'indennità di Cassa, incentivi ai lavoratori che affronteranno il percorso di riqualificazione e l'accompagnamento alla pensione per una decina di dipendenti. L'intervento del ministero del Lavoro era stato chiesto dai senatori PD Emanuela Baio e Giorgio Roilo.
"Siamo contenti e molto sollevati", è stato il primo commento degli esponenti del PD e di Enrico Brambilla, segretario provinciale e consigliere regionale, e Adriano Poletti, consigliere provinciale di Monza. "L'interruzione della protesta e la tutela della salute dei lavoratori erano i primi obiettivi di tutti noi e fortunatamente, anche se con molta fatica, sono stati raggiunti. La soluzione complessiva del problema, speriamo definitiva, è però stata raggiunta solo grazie all'intervento delle istituzioni; l'azienda ha sicuramente fatto meno di quanto si era impegnata a fare a suo tempo. Speriamo di non trovarci tra un anno nelle stesse condizioni - hanno concluso.
Il PD vigilerà affinché i diritti e i patti sottoscritti dai lavoratori siano tutelati e garantiti fino in fondo".
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