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QUANDO LA LEGA NON 'CACCIA' I VOTI

Pantomima in commissione Agricoltura: Carroccio e Pdl escono dall'Aula per non votare il progetto di legge sulle deroghe alle specie cacciabili. Ma non erano i paladini dei cacciatori? Almeno in campagna elettorale...

Come ogni luglio i consiglieri regionali lombardi si ritrovano con un appuntamento fisso: il voto alle deroghe sulle specie cacciabili. In buona sostanza, normative europee a parte, bisogna approvare un atto che da settembre consenta ai cacciatori di praticare l'attività venatoria. E trasversalmente, in consiglio regionale, ognuno vota secondo le sue personali convinzioni.
Ma quest'anno c'è stato un incredibile prologo. L'VIII commissione Agricoltura doveva approvare preventivamente, come da prassi, due progetti di legge, uno sul piano di cattura dei richiami vivi, che è andato liscio, l'altro sulla disciplina del regime in deroga. E su quest'ultimo ci si è arenati, intavolando una discussione solo tra presidente di commissione e consiglieri di opposizione presenti. Lega e Pdl avevano deciso, infatti, di abbandonare l'Aula, impedendo la votazione del provvedimento.
"La legislazione europea, nazionale e, quindi, a cascata, quella regionale, hanno parecchie criticità e andrebbero modificate proprio per non incorrere nella scure dei ricorsi che sono immancabili - spiega GianAntonio Girelli, consigliere regionale bresciano del Pd -. Anche quest'anno si era reso necessario presentare un progetto di legge che sanasse queste inadempienze. La novità è che Lega e Pdl, sempre paladini dei cacciatori in campagna elettorale, hanno rinunciato a esprimere il loro voto nel merito e nella sede opportuna".
Egli fa eco il collega bergamasco Mario Barboni: "E' inammissibile che il gruppo di maggioranza non prenda posizione su un argomento così importante e particolarmente atteso dalle associazioni venatorie - tuona -. Quando deve prendere le decisioni, la politica deve stare in Aula a votare, anche contro, se non condivide la proposta, ma non può certo abbandonare la commissione, facendo venir meno per tutti la possibilità di esprimersi".
E sulla motivazione con la quale la Lega ha giustificato la sua uscita dalla commissione, cioè quella di incorrere nelle sanzioni della Comunità europea, Girelli è caustico: "Fa semplicemente sorridere se si pensa che nella stessa seduta di commissione sono stati auditi i rappresentanti della Coldiretti, i quali hanno spiegato come l'emendamento leghista sulle quote latte sanzionerà l'Italia con una multa salatissima".
Come si risolverà la vexata quaestio? Si rimanda tutto al consiglio di settimana prossima: "L'auspicio è che la possibilità di trattazione urgente prevista per la seduta d'Aula di fine luglio induca gli esponenti della maggioranza a un ripensamento. Si permetterebbe così l'approvazione del provvedimento e l'avvio della stagione venatoria 2010-2011", concludono Girelli e Barboni.

Novità Settegiorni # 104 del 23/07/2010