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LA MANOVRA CANCELLA IL SISTEMA IDROVIARIO CREMONA-MANTOVA

Tolti oltre 79 milioni di Euro. Uno scippo che annulla infrastrutture fondamentali per il rilancio dell'economia padana

La manovra finanziaria 2010 avrà un impatto pesantissimo sull'idrovia tra Cremona e Mantova, che viene letteralmente cancellata. La recente delibera 295 della Giunta regionale, prendendo atto delle stime sui possibili effetti della Manovra, riporta il taglio di 79,643 milioni di euro dai fondi stanziati dalla legge per il risanamento del sistema idroviario padano - veneto. Tecnicamente, vengono tolte quelle risorse che erano a disposizione della Regione al 31 dicembre 2006 per la realizzazione di opere che ad oggi non sono ancora state appaltate. Quelle risorse che, assieme ad altre, vengono destinate prioritariamente "per la realizzazione del programma infrastrutture strategiche con priorità al Mose".
Unanime la protesta dei consiglieri Giovanni Pavesi e Agostino Alloni che hanno presentato un ordine del giorno che verrà votato nel prossimo Consiglio: "quello che stanno facendo ai danni del nostro territorio è un vero scippo. Da anni, per sviluppare il sistema idroviario padano, attendiamo la realizzazione delle opere che erano contenute nella cosiddetta legge Bersani del 1998 e poi sono state tradotte in accordi quadro tra la Regione e le province di Mantova e Cremona. Ora il governo di Berlusconi e Tremonti, togliendo le risorse, di fatto sconfessa la legge e vanifica quegli accordi".
Va ricordato che con la Manovra vengono cancellate opere di manutenzione straordinaria del porto di Cremona e gli impianti di accesso, il collegamento tra fiume Po, canale Mantova Venezia e Mincio, la regolazione dell'alveo di magra del Po dallo sbarramento di Isola Serafini a foce Mincio, il canale Cremona Pizzighettone; il porto di Mantova Valdaro; la banchina di Viadana; il porto di Cremona con il nuovo terminal intermodale. In sostanza viene definitivamente affossata l'idea che Cremona e Mantova possano entrare a pieno titolo nel sistema idroviario padano veneto, contraddicendo tutti i documenti di programmazione economica e territoriale sottoscritti, a partire dal programma di mandato dello stesso Formigoni.
"Ancora una volta si dimostra che questa manovra è iniqua e sbagliata e mortifica richieste avanzate da anni dai nostri territori, impedendo di fatto la realizzazione di infrastrutture vitali per il rilancio delle nostre economie. I soldi - lamentano infine i consiglieri del PD - sono nei residui della Regione da troppi anni, andavano spesi prima e non è mai stato fatto. Questa è una grossa responsabilità che va ascritta al duo Formigoni-Cattaneo che nonostante le richieste fatte dalle Province e dai portatori di interesse locali non hanno mai preso sul serio la questione".

Novità Settegiorni # 104 del 23/07/2010