COSTI DELLA POLITICA: IL CONSIGLIO DICE UN PRIMO SÌ
Passa all'unanimità mozione che ricalca le proposte del PD. Lega e PDL votano imbarazzate e poi annunciano un proprio testo
Una mozione passata martedì all'unanimità in Consiglio regionale apre la strada alla discussione del progetto di legge volto a ridurre i costi della politica. Il voto dell'aula è avvenuto nel giorno in cui il PD ha materialmente depositato, con la firma di tutti e ventidue i propri consiglieri, un testo di modifica delle leggi che regolano il trattamento economico dei consiglieri regionali. Il risparmio attesto dall'applicazione dell'articolato, composto di tre soli articoli, è di circa cinque milioni di euro l'anno.
Tre le azioni: la cancellazione del vitalizio del Consigliere regionale, la riduzione dell'indennità di fine mandato da 12 a 5 mensilità per legislatura compiuta, fino a un massimo di dieci, il taglio del 10% delle indennità mensili.
La mozione, presentata da Giulio Cavalli, consigliere ex IDV appena passato a SEL, è stata approvata all'unanimità dopo un dibattito durante il quale sono state proposte e accettate due modifiche. La prima, presentata da Fabrizio Santantonio, consigliere democratico, ha di fatto allineato la mozione alle proposte formulate dal testo del PD. La seconda, della Lega, ha introdotto la richiesta al Governo di operare per l'equa ripartizione degli oneri tra le Regioni italiane. Ma l'atteggiamento della Lega non è stato del tutto uniforme e coerente. Il capogruppo del carroccio Stefano Galli ha infatti ripiegato su un sofferto sì dopo aver attaccato gli sprechi delle altre Regioni, e ha tal proposito ha definito la Sicilia "vera vergogna d'Italia", e aver detto che ci sarà sempre qualcuno a cui non basteranno i tagli ai compensi dei politici. Il presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni, ha addirittura abbandonato polemicamente il tavolo della presidenza per non mettere in votazione la mozione, contestando il fatto che l'assemblea impegnasse sé stessa a fare una legge, anziché farla direttamente. Una posizione apparsa un po' pretestuosa, corretta nei fatti dal voto unanime dell'Aula e dalle dichiarazioni dei capigruppo di PDL e Lega, che entrambi, non senza aver criticato la mozione, hanno annunciato, anche se per certi versi pareva una minaccia, di voler presentare un proprio testo di legge in materia. Intanto il progetto di legge del PD è già stato assegnato alla commissione bilancio.
Il giudizio del PD sul passaggio consiliare è decisamente positivo, come dichiara il primo firmatario del pdl, Maurizio Martina: "Lo consideriamo un passo avanti verso la discussione del nostro progetto di legge, che è stato un po' l'innesco di questa discussione avvenuta oggi in Regione - ha dichiarato il segretario pd -. La mozione approvata in questo modo, e con il contenuto da noi emendato in modo che ricalcasse le proposte che abbiamo avanzato, rafforza il cammino del nostro progetto di legge. Anche perché la maggioranza, che ha votato visibilmente imbarazzata la mozione, ha dichiarato di voler presentare due distinte proposte analoghe. Bene, ora passiamo dalle parole ai fatti".
|