FRONTALIERI: GOVERNO, REGIONE ED ENTI LOCALI PARLINO CON UNA SOLA VOCE
A una settimana dalla decisione del governo del Canton Ticino di bloccare il 50% dei ristorni in Aula l'interrogazione del PD
"Occorre dialogare ma tenendo fermo il rispetto degli accordi internazionali. Non ci possiamo permettere di vedere ridimensionato il rapporto con il Canton Ticino né di veder tagliati i ristorni ai nostri comuni e per questo le istituzioni italiane devono agire compatte nei confronti della confederazione elvetica, e la Regione ha una parte di responsabilità nel garantire che ciò avvenga". È quanto sostengono Stefano Tosi e Alessandro Alfieri, firmatari di un'interrogazione a risposta immediata discussa martedì in Aula, a pochi giorni dalla decisione del governo ticinese di applicare un taglio del 50% ai ristorni delle tasse pagate dai lavoratori frontalieri in svizzera, in virtù di accordi internazionali in vigore dal 1974.
"Abbiamo posto il problema dei rapporti italosvizzeri in Consiglio regionale due anni fa, nel dicembre del 2009 - ha dichiarato Tosi durante l'illustrazione dell'interrogazione - e l'allora assessore Piergianni Prosperini rassicurò sul fatto che nessun problema era alle viste. Non è andata così, e sono stati compiuti diversi errori. Il Governo, prima di tutto, che ha inserito i frontalieri nello scudo fiscale per poi rimediare in modo difficoltoso. E poi la sovrapposizione delle dichiarazioni di alcuni ministri e le posizioni ambigue della Lega Nord che hanno creato confusione e indebolito il ruolo del nostro Paese".
"La Lega dei ticinesi - concludono i due esponenti varesini - ha promosso campagne inaccettabili come quella contro i frontalieri e poi il taglio dei ristorni. Sarebbero guai per la Lombardia se i rapporti economici con il Canton Ticino uscissero ridimensionati. Ciò non deve succedere, ma per questo ci aspettiamo un'iniziativa coerente, ad una sola voce, come si conviene a normali rapporti tra stati".
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