LIBERA IN BALIA DI LA RUSSA
La Regione preclude all'associazione antimafia di partecipare al bando per iniziative contro la criminalità. PD: "Atto politico. Per noi è inaccettabile"
Era l'8 febbraio 2011 quando in Consiglio regionale si discuteva la legge sul contrasto alla criminalità: in quell'occasione l'assessore alla protezione civile, polizia locale e sicurezza La Russa presentò un emendamento per escludere Libera, la nota associazione antimafia, dai beneficiari dei contributi regionali, documento che, dopo le dure proteste delle opposizioni,venne ritirato. La questione sembrava essere chiusa un anno fa ed invece no: nel primo bando riferito a quella legge, che riguarda iniziative di contrasto alle truffe agli anziani, arrivato questa settimana all'attenzione della commissione affari istituzionali, Libera è esclusa. Nei criteri per accedervi, infatti, è introdotta l'iscrizione all'albo regionale delle associazioni, mentre Libera è un'associazione di carattere nazionale. Un pericoloso precedente, che potrebbe determinare l'esclusione di Libera da tutti i bandi relativi alla stessa legge.
Franco Mirabelli e Carlo Borghetti, durante i lavori di commissione, hanno chiesto spiegazioni e cercato di far modificare il bando. "L'assessorato di La Russa - spiegano polemicamente i due consiglieri del PD - ha introdotto un criterio che nella legge non c'è. Si è voluto escludere per ragioni politiche, usando una furbizia, un'associazione che combatte da anni contro le mafie. E si è introdotto un precedente, che apre la strada dell'esclusione dell'associazione dai prossimi bandi per le iniziative di sensibilizzazione contro la criminalità organizzata. La Russa in Aula era stato esplicito nell'attaccare Libera e ora, scrivendo il bando, ha dato seguito al suo intento. Per noi è inaccettabile".
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