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COLLI, UN PIEDE IN DUE SCARPE

Aveva detto che si dimetteva da senatrice per fare il sottosegretario di Formigoni. Ma a oggi non risulta nulla del genere

Un piede in due scarpe. Potrebbe essere il titolo della canzone per il rilancio canoro di Ombretta Colli. Perché è ciò che sta facendo la senatrice, ex presidente di Provincia, ex cantante e attrice, da quando è stata nominata anche sottosegretario del governo Formigoni. Di fatto, il doppio incarico è incompatibile, ma lei è lì salda a entrambe le poltrone. E, nonostante abbia annunciato il contrario, non si schioda.
I fatti. Era l'8 febbraio scorso e il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni annunciava il primo rimpasto di Giunta dell'anno. Tra le novità, l'entrata nella compagine di due donne: Valentina Aprea, che diventava assessore alla Cultura, e Ombretta Colli, preposta al ruolo di sottosegretario alle Pari opportunità, moda e design. Due parlamentari che scelgono di impegnarsi al livello regionale. Tanto di cappello, considerato che per farlo entrambe le nuove incaricate avrebbero dovuto rinunciare al ruolo romano. Passo che la Aprea ha fatto in tempi abbastanza stretti, ma che la Colli ancora attende di fare, appunto.
E la conferma è arrivata durante il consiglio regionale scorso quando Arianna Cavicchioli, consigliere regionale del Pd, ha presentato una interrogazione a risposta immediata, il question time, proprio sulla "Incompatibilità del Sottosegretario Signora Ombretta Colli".
Tecnicamente, ha spiegato in Aula Cavicchioli, "la legge regionale n. 33/2008 all'articolo 16 dispone che ai sottosegretari nominati ai sensi dell'articolo 25, comma 5, dello Statuto dì'Autonomia della Lombardia si applicano le cause di incompatibilità stabilite per i componenti della Giunta regionale" e "l'articolo 122 della Costituzione, al comma 2, stabilisce incompatibilità tra l'appartenenza ad una delle due Camere del Parlamento e Consiglio o Giunta regionale".
Quindi, nessun dubbio: Ombretta deve scegliere. Anche, diceva Cavicchioli nell'interrogazione, "tenuto conto del momento particolare che sta attraversando il Paese e la necessità che i titolari di posizioni pubbliche operino con la massima trasparenza per contrastare il generalizzarsi del discredito che rischia di montare contro le istituzioni e la stessa democrazia".
Alla Giunta non è rimasto altro che confermare il persistere dell'incompatibilità, visto che la signora in questione non si è assolutamente dimessa. "Ribadisco - conferma la Cavicchioli -, in questi momenti le parole in politica devono essere seguite dall'azione. Lei ha detto che si dimetteva: con responsabilità, adesso, di fronte ai cittadini e a un sistema al collasso, deve rispettare quanto assicurato".
A oggi, dopo diversi giorni dall'ennesimo sollecito, non risulta che siano state depositate le dimissioni. Forse la massima che la Colli applica ricorda una sua vecchia canzone: "Facciamo finta che tutto va ben…".

Novità Settegiorni # 181 del 20/04/2012