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NO ALLA SFIDUCIA, SÌ ALL'AGONIA

Bocciata, com'era prevedibile, la mozione dell'opposizione. La maggioranza preferisce continuare seppure stentatamente

Una lunga giornata di discussioni. Un batti e ribatti con le posizioni della maggioranza, tutta tesa a difendere il proprio operato, e la minoranza che dimostrava punto per punto come invece Pdl e Lega stiano insieme solo per opportunità sotto l'ala di presidente Formigoni, in una lunga, inesorabile agonia. E non sono mancate le polemiche, come si sa. Ma alla fine la mozione di sfiducia presentata da Pd, Idv e Sel e votata anche dall'Udc e dall'esponente del Partito pensionati, non è passata al vaglio del consiglio regionale della Lombardia.
Prevedibile. I numeri lo preannunciavano. Ma intanto è stata l'occasione per passare al setaccio questi due anni di legislatura, sempre più stanca, sempre più complicata dalle vicende giudiziarie degli uomini di Formigoni e dall'ombra dei sospetti sul presidente stesso. Alla fine, la Lega ha preferito continuare a fare da "badante" all'uomo dalle giacche dal colore improbabile. Tranne uscirsene due giorni dopo, sulle pagine del Corriere della Sera, adombrando la possibilità di giubilare il Celeste già tra settembre e ottobre, se non tiene fede alle richieste di federalismo del Carroccio.
Il commento del dopo voto di Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, è chiarificatore: "Lega e PdL hanno deciso di riconfermare la fiducia al presidente Formigoni e ora si inorgogliscono per una vittoria di Pirro basata unicamente sugli scontati rapporti di forza in consiglio regionale. È stupefacente la rimozione e la sottovalutazione di tutti i problemi di questa amministrazione regionale da parte degli esponenti della maggioranza. Formigoni e i suoi hanno deciso di tirare a campare e se ne assumono la responsabilità, ma così non fanno altro che allargare il solco che separa il palazzo dai cittadini lombardi".
Qui il testo integrale dell'intervento di Martina.

Novità Settegiorni # 188 del 08/06/2012