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Numero 576 del 12 novembre 2021

L'Editoriale Il grande assente

Quando sta male, ognuno di noi ha bisogno di avere qualcuno che gli stia vicino e risposte chiare, tempestive, lineari. Leggendo la proposta di riforma della sanità lombarda e seguendo il percorso che ha accompagnato la sua non-discussione nella commissione competente, è maturata una sensazione nettamente opposta: organizzazione complicata e confusa, strutture da riempire più che responsabilità da onorare, numeri più che persone. Basta fare un piccolo elenco delle sigle che compaiono in legge per perdersi nei meandri di un’organizzazione che sembra una sorta di labirinto organizzativo che frana su cittadini che, già in apprensione per la propria salute, si trovano sepolti dalla burocrazia sanitaria. COT, ASST, ATS, AFT, AREU, MMG e molte altre sigle e definizioni trasformano la sanità lombarda in una sorta di selva oscura agli occhi di chi si trova nella necessità di ricevere cure e vorrebbe solo capire a chi o dove rivolgersi. Il cittadino in cerca di salute si trova così sospeso tra il suo MMG, che non è detto lo riceva quando ha effettivamente bisogno, e l’unica alternativa che possa dare una risposta temporalmente plausibile alle sue ansie: il PS, anzi, scusate il Pronto Soccorso. Ed è così che la selva di sigle si incaglia nell'ingorgo che porta all'unico luogo di cui Regione Lombardia si è realmente occupata in questi anni, l’ospedale, meglio se privato. Le Case della Comunità per questo appaiono come una sorta di oasi nel deserto delle risposte ai bisogni di salute. Ma, nella confusa mappa della nuova sanità lombarda, rischiano di essere solo dei miraggi. Ora la riforma è approdata nell'aula del Consiglio regionale e noi del PD abbiamo imposto a una maggioranza smarrita e silenziosa una reale discussione su quanto i cittadini dovranno attendersi nei prossimi anni. Tra tante sigle ed enormi interessi economici, vogliamo rimettere al centro dell’attenzione il cittadino, grande assente in questo dibattito. L’impressione è che, in mezzo a tanti interessi, legittimi e spesso contrastanti, il grande assente sia proprio colui di cui la sanità dovrebbe occuparsi.

La salute è la nostra, è ora di cambiare Parte la maratona in Consiglio regionale

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MARATONA D’AULA PER CHIEDERE DI CAMBIARE LA SANITÀ LOMBARDA

Il Pd ha predisposto interventi per 80 ore per spiegare il proprio progetto alternativo
È in Aula da tre giorni il progetto di legge di riforma della sanità lombarda firmato da Moratti e Fontana, e molti altri ne passeranno perché il Pd possa illustrare come bisognerebbe cambiare la sanità lombarda che, soprattutto con la pandemia, ha mostrato di avere un assetto che non garantisce la salute ai cittadini e non aiuta medici e infermieri a lavorare in condizioni di serenità. Con i propri interventi fiume il Pd vuole porre l’attenzione sulla mancanza di un piano efficace per ricostruire la medicina territoriale e sui problemi dei cittadini che hanno a che fare con il sistema sanitario regionale: dai lunghissimi tempi di attesa per visite ed esami all'assenza di medici di base fino all'intasamento dei pronto soccorso. Cambiare si può e si deve.

PRONTI, PARTENZA, VIA!

I primi tre giorni della battaglia delle opposizioni per cambiare la sanità lombarda
Una maratona partita davvero con il 'botto' se si considera che in soli tre giorni i consiglieri dem hanno già totalizzato più di 10 ore di interventi, tutti di merito e mirati a discutere ed evidenziare i limiti di una riforma sbagliata e inadeguata, anche attraverso il racconto di centinaia di testimonianze di cittadini che hanno delegato i loro rappresentanti a portare la loro voce - finalmente - all'interno delle istituzioni. Messi all'indice dai consiglieri soprattutto il problema delle liste d'attesa, i limiti della sanità territoriale e la cattiva gestione della spesa.

la versione dei sindaci

Sulla sanità lombarda si sono espressi anche i primi cittadini di molti capoluoghi, chiedendo un maggiore coinvolgimento degli enti locali
Martedì 9 novembre, mentre i consiglieri regionali di opposizione annunciavano in una sala del Pirellone la loro battaglia in Consiglio regionale, a Palazzo Marino si facevano sentire i sindaci delle maggiori città lombarde che hanno presentato alla stampa le loro osservazioni sulla sanità della nostra regione, scagliandosi contro la non-riforma voluta da Fontana e Moratti e rivendicando l’importanza di essere coinvolti maggiormente. Insieme a Giuseppe Sala, il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e i colleghi di Varese, Davide Galimberti, di Bergamo, Giorgio Gori, di Brescia, Emilio Del Bono e di Lecco, Mauro Gattinoni. Protagonisti del loro documento sono gli ospedali e le case di comunità, i Pronto Soccorso, gli investimenti su assunzioni e telemedicina, le interazioni con il sociale, le liste d’attesa e la governance.

TERZA DOSE: No al ritorno al caos

Il Pd chiede di non sguarnire gli hub per poter concludere la campagna vaccinale
Dopo mesi di tranquillità ci sono le prime avvisaglie di un ritorno al caos della prima fase della campagna vaccinale. Il problema oggi però non è più informatico, ma di gestione degli hub che sono sguarniti o in dismissione. Il Pd aveva chiesto di mantenerli attivi per prevenire il problema, ma era rimasto inascoltato. Ora torna a chiedere di riattivarli per accelerare la nuova campagna vaccinale necessaria ad arginare la quarta ondata.

SPORT: LA DOTE CON RESIDENZA

Il contributo per i figli che vogliono fare attività fisica rischia di escludere molti genitori single in Lombardia da meno di 5 anni
Un operatore sanitario che si sposta da un’altra regione. Un’insegnante che viene assegnata a una scuola lombarda. Ferrotranvieri appena assunti. Una mamma o un papà stranieri che sono arrivati con i loro bambini di recente. È l’ampia casistica di genitori single che risiedono in Lombardia da meno di 5 anni. A loro non spetta la Dote Sport, il contributo per bambini e ragazzi che vogliono fare attività sportiva, ma non possono permetterselo. E l’emendamento del Pd che vuole evitare questa discriminazione non è stato accettato dalla maggioranza di centrodestra.

Udite Udite

Ascoltate il podcast del gruppo del Pd: l'appuntamento settimanale per scoprire quello che accade nel Consiglio regionale della Lombardia
La terza dose comincia a diventare una questione urgente, ci sono le prime avvisaglie di ritorno al caos e Regione Lombardia non sembra molto pronta. C'è molto da lavorare anche per quanto riguarda il tracciamento che in altre regioni molto più efficace. Nel frattempo, in commissione Sport è naufragato il tentativo di modificare i criteri di accesso alla dote per facilitare la vita alle famiglie mono-genitoriali. Ma la vera protagonista della settimana è stata la maratona sulla non-riforma sanitaria lombarda avviata mercoledì in consiglio regionale. Ne parliamo con il capo-delegazione dem in commissione Sanità, Samuele Astuti, che ci spiega il senso della battaglia, tutta di merito, del Pd.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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n.registrazione: 627 del 5 novembre 2001
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Redazione: Marco Chiappa, Maria Rosa Donadelli, Elena La Mura, Laura Piccioni,
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