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Numero 463 del 24 maggio 2019

L'Editoriale Un voto per il futuro

E’ ancora vivo il ricordo di Giovanni Falcone, la cui morte scosse l’Italia e segnò l‘inizio di un riscatto che è alla fonte dell’impegno civile e politico di molti. E non è detto che siamo del tutto degni di quanto ci lasciò il grande magistrato, di certo non lo sono vaste aree di un’Italia ancora cronicamente ostaggio di pratiche che hanno poco a che fare con la legalità e la trasparenza. Anche in Lombardia ne abbiamo tristi manifestazioni.
Siamo proiettati verso un voto che ha una doppia dimensione, europea e locale, difficile da interpretare. Tutti sono consapevoli che l’orizzonte europeo è l’unico in cui poter costruire un futuro sostenibile, ma la propaganda sovranista fa finta che possa esistere un piccolo mondo antico che rischia, però, di riempirsi di incubi e fantasmi.
In Lombardia domenica si voterà per quasi mille comuni e le competizioni di Bergamo, Cremona e Pavia sono le punte di una partita in cui è in gioco la possibilità di andare oltre muri amministrativi e culturali.
Buon voto, allora, con il pensiero rivolto al futuro e non a un passato che non potrà tornare e non ci consegnerebbe, comunque, nulla di buono.

26maggio: Elezioni europee, ma non solo! Ecco come e dove si vota

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CAPACI: 27 ANNI DOPO

Con Giovanni Falcone, sua moglie Francesca, Vito, Rocco e Antonio, agenti della sua scorta, ha rischiato di morire la speranza di sconfiggere definitivamente la mafia, ma...
"Da quella stagione molto è cambiato nella consapevolezza della presenza e della pericolosità della mafia nel nostro Paese" come spiega nella sua commemorazione il nostro consigliere Gian Antonio Girelli che è rappresentante per Regione Lombardia di Avviso Pubblico, l'associazione che collabora con la commissione regionale Antimafia nella realizzazione dei Percorsi di formazione contro mafia e corruzione, in tutta la nostra regione.

IL GOVERNO VUOLE TOGLIERE GLI 80 EURO

Dopo le europee arriva la stangata
In settimana, il ministro Tria ha dichiarato che il bonus di 80 euro al mese, voluto dal governo Renzi per tutti i lavoratori dipendenti con redditi fino a 26.600 euro l’anno, era sbagliato e andrà riassorbito. Sono due milioni i lombardi che ne beneficiano, la metà dei lavoratori dipendenti. E poi c’è il taglio delle pensioni da 1.500 euro lordi e il sempre più probabile aumento dell’Iva...

TRENI: QUESTIONE APERTA

Il giallo degli indici di puntualità, la rabbia dei pendolari e i problemi dei territori
I dati sulle performances di Trenord, pubblicati da un'autorevole fonte, sono risultati assai imbarazzanti e, più che le smentite arrivate attraverso la stampa, i nostri consiglieri avrebbero preferito i dati ufficiali che la regione invece tiene ancora sotto chiave. Non tacciono invece le voci dai territori che segnalano problematiche ormai vecchie, ma anche nuove preoccupazioni.

Ecco le case che la Regione vuole vendere alle forze dell'ordine

Due video documentano lo stato degli alloggi che la Regione vuole proporre a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Guardie Giurate
Si trova a Garbagnate la maggioranza degli alloggi, oggetto della proposta di “assegnazione con patto di futura vendita” che la Regione ha formulato agli agenti delle forze dell'ordine. In via Milano, in un caseggiato abitato e da ristrutturare e in via Mazzini, in uno stabile nuovo e abbandonato da tre anni. Non proprio un regalo, a quanto pare. Vedere per credere...

la povertà non si misura con la residenza

Discriminatorio chiedere 5 anni di residenza per accedere al bonus bebè
La Corte d’appello di Milano ha stabilito che escludere le famiglie dal bonus bebè sulla base della residenza di entrambi i genitori è discriminatorio. Non si può misurare la povertà con la residenza. Il bonus bebè è stato cancellato e sostituito dal bonus famiglia, ma i requisiti richiesti sono gli stessi quindi ora la Regione deve cambiare anche questi.

Uno spreco che scontenta tutti

La Regione ricompra la chiesa dei Frati di Bergamo appena venduta
La giunta regionale ha deliberato, questa settimana, di utilizzare il diritto di prelazione per riacquistare, al costo di 450mila euro, la chiesa dei Frati di Bergamo messa in vendita con asta pubblica dall’Asst Papa Giovanni XXIII, ente della Regione stessa. L’asta era stata vinta da un'associazione musulmana mentre dal 2015 la chiesa era utilizzata dalla comunità ortodossa. Scontentate così ben due comunità religiose.
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