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Numero 516 del 10 luglio 2020

L'Editoriale Don Chisciotte in Lombardia

Il Don Chisciotte lottava contro i mulini a vento, visti come nemici immaginari. Qualcosa del genere sta accadendo anche in Lombardia. Quella contro Covid è stata presentata come una guerra e il servizio sanitario è stato percepito come una trincea scavata nella terra per provare a sopravvivere all'assalto di un nemico infido e sfuggente, ma chi si è trovato fuori da quella trincea ha avuto la sensazione di essere abbandonato, indifeso e vulnerabile.
Ora è la giunta lombarda ad essersi imbucata in una trincea per difendersi da presunti assalti e nemici che assumono via via sembianze diverse e che avrebbero l’unico obiettivo di mettere in discussione la bontà (ritenuta indiscutibile) dell’amministrazione regionale.
In psichiatria per descrivere atteggiamenti come quello di don Chisciotte è stato coniato un termine, deimosfobia, prendendo ispirazione da Deimos, dio del terrore figlio di Ares e Afrodite, che con il fratello Phobos accompagnava il padre, dio della guerra, in battaglia. In guerra paura e terrore possono servire, ma la politica dovrebbe prendersi cura dei cittadini, non limitarsi a combattere nemici veri o immaginari. Paura e terrore insieme come modalità con cui leggere la realtà sono una patologia, non una condizione normale. La guerra lascia macerie, proprio come quelle che rischiamo di vedere dopo la pandemia. La politica costruisce relazioni e futuro, quando finisce in guerra decreta il suo fallimento.
Guardare in cagnesco e scendere in guerra contro chiunque osi mettere in discussione il proprio operato è il problema, non la soluzione. Le vittime di tutto ciò rischiano di essere solo i lombardi che avrebbero bisogno di non sentirsi soli e di qualcuno che si prenda cura di loro, non certo di essere arruolati in una guerra che rischia di combattere solo contro tanti mulini a vento.

Un'altra sanità per vivere sicuri I risultati dei tavoli di lavoro del 3 luglio: il video

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SU GALLERA un voto che vale una sfiducia

Approvata una mozione del Pd che chiede trasparenza sui fondi pubblici dati ai privati
È stata approvata martedì scorso in aula una mozione del Pd che chiede trasparenza sui fondi pubblici dati ogni anno alle strutture private e sulle risorse assegnate loro nei mesi scorsi per le prestazioni ai pazienti Covid. L’assessore Gallera ha ribattuto negando l’esistenza del problema. La sua maggioranza invece ha trovato legittime le richieste del Pd. Un voto che vale una sfiducia a Gallera.

IL PAT E L'ASSENTEISMO DELLA REGIONE

Il personale sotto accusa è lo stesso che non disponeva dei dispositivi di protezione e a cui non venivano fatti i tamponi
L’assenteismo è risultato essere la maggiore criticità emersa nella relazione della Commissione d’inchiesta dell’Ats di Milano sul Pio Albergo Trivulzio e dopo la diffusione dei dati si è scatenata la polemica tra le accuse della dirigenza e la rabbia di familiari e personale. I consiglieri dem però hanno voluto rimarcare che quel personale accusato di non essersi presentato sul posto di lavoro durante i mesi più neri della pandemia, è anche quello che non disponeva dei dispositivi di sicurezza e che quando si ammalava non veniva testato. Non solo. Nonostante la carenza di personale, la Regione, con una procedura assai discutibile, aveva trasferito al Pat ben 140 persone!

camici imbarazzanti

Fontana ancora reticente sul caso che coinvolge l'azienda di famiglia della moglie e del cognato, chiediamo chiarezza
Sul caso dei camici dell’azienda Dama, collegata alla famiglia del presidente Fontana e finita ora sotto inchiesta, il Pd chiede chiarezza subito. Finora Fontana ha mostrato reticenza e imbarazzo. La Regione deve fare un resoconto completo di quello che è accaduto durante l’emergenza e rispondere alle domande finora eluse. L’augurio è di non dover attendere le risposte della magistratura.

A ciascuno la propria regola certa

La Regione cambi la delibera sulle strutture sociosanitarie come richiesto dagli operatori
Sono stati ascoltati in commissione Sanità gli operatori del settore sociosanitario. Chiare le richieste, sostenute dal Pd: bisogna cambiare la delibera che regola le strutture nella fase post Covid. La circolare del 2 luglio scorso ha sì in parte corretto le regole, ma non è sufficiente. Il rischio è che, durante i controlli, chi vigila non tenga conto della circolare e, appellandosi alla delibera, sanzioni le strutture.

La Lega dice no a 7 miliardi del MES per la sanità lombarda

Bocciata mozione Pd con schieramenti trasversali
Per rafforzare la medicina territoriale, la medicina del lavoro e l’assistenza domiciliare servono idee e decisioni, ma anche risorse. Ma se queste vengono dall’odiata Europa, anche se a condizioni favorevolissime, la Lega dice no. Così è stato martedì in Aula, quando una nostra mozione che impegnava la Regione a chiedere le risorse del Meccanismo Europeo di Stabilità per la sanità lombarda è stata bocciata dalla Lega con il concorso di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle. Sarebbero sette miliardi a condizioni estremamente favorevoli. Poi, però, continuano a chiedere soldi al governo. Ecco il testo della mozione sul MES bocciata dalla Lega.

NON è TUTTO ORO...

Le perplessità del PD in merito alle politiche agricole di Regione Lombardia
L'assessore Rolfi continua a decantare le politiche agricole della sua giunta, ma si dimentica delle piccole aziende che, pur in possesso di tutti i requisiti, sono state escluse dall'assegnazione degli incentivi. La Regione Lombardia, inoltre, continua ad accumulare ritardi sul pagamento dei fondi del Piano di sviluppo rurale e infine, in assestamento di bilancio, azzera quel poco che aveva promesso a dicembre, per la sostituzione dei mezzi agricoli inquinanti.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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n.registrazione: 627 del 5 novembre 2001
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Redazione: Maria Rosa Donadelli, Elena La Mura, Laura Piccioni,
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