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Numero 468 del 28 giugno 2019

L'Editoriale Sogni olimpici e incubi lombardi

Il sogno si è avverato. Milano e Cortina ospiteranno le Olimpiadi invernali 2026. La vittoria della candidatura lombardo-veneta non era affatto scontata, anche perché nasceva dalle ceneri dell’avventura olimpica di Roma, bruciata prima ancora di poter effettivamente partire. Il successo di Milano Cortina 2026 è frutto di una virtuosa collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte che hanno saputo andare oltre differenze politiche e amministrative per sostenere un progetto comune, nonostante la timidezza, per non dire altro, del Governo.
Milano e la Lombardia hanno ora un orizzonte preciso verso cui indirizzare il proprio impegno.
Ma la soddisfazione per le Olimpiadi non può nascondere le difficoltà che caratterizzano questa torrida fine giugno lombarda.
Il trasporto ferroviario sta dando il peggio di sé, con ritardi e disagi che mettono a durissima prova pendolari che, oltre che la pazienza, rischiano quotidianamente di perdere la salute su carrozze bollenti e affollate. Un vero incubo.
A proposito di pazienza e ritardi, che dire dell’autonomia? Salvini, solo una settimana fa, aveva annunciato che sarebbe stata approvata durante il primo Consiglio dei Ministri. Il ritardo ci pare ormai imbarazzante e anche il governatore Fontana pare aver perso la pazienza. E anche l’autonomia rischia di trasformarsi in un incubo di mezza estate.

Primo piano: dunque sarà Milano Cortina 2026

vittoriaMilanoCortina

INFERNO Trenord

Come ogni anno arriva il caldo e, come ogni anno, arrivano, puntualissimi, i disagi
Hanno parlato di "situazione eccezionale", ma da sempre, ogni estate che arriva porta con sé giornate con temperature molto elevate e ogni anno, puntualmente, i treni vanno in tilt e così la vita dei pendolari. Il vero problema, per il PD, non è il caldo, ma la mancanza di programmazione e di manutenzione che qualsiasi azienda che si rispetti dovrebbe realizzare per tempo. A quanto pare, al momento, Trenord è in grado di programmare solo le cancellazioni delle corse. E Regione Lombardia, invece di esigere una programmazione come si deve, gioca allo scaricabarile...

L’AUTONOMIA REGIONALE NON VA PIÙ DI MODA

Rinviata ancora una volta la discussione dell’accordo in Consiglio dei ministri
Gli ultimatum dei governatori leghisti Fontana e Zaia al Governo, e dello stesso Salvini all’alleato pentastellato, non si contano più. Sembrava ormai certo che la bozza sarebbe arrivata in Consiglio dei ministri il 21 giugno, poi la settimana successiva - quella appena trascorsa - e ora si parla della prossima e di alcune questioni da sistemare. Il nodo vero, a parte le competenze su scuola e ambiente, sembra essere quello delle risorse. Del resto, ricordano tutti che la Lega rivendicava da Roma i 54 miliardi di tasse che la Lombardia voleva indietro. Ora che sono al Governo dicono che l’Autonomia è a costo zero. Ma delle competenze davvero necessarie al territorio nessuno ne parla.

SANITÀ A RISCHIO CAOS

Sempre più grave la carenza di operatori. Chiesta un’audizione a Gallera
La carenza di operatori in sanità è sempre più grave e il rischio di chiusura dei servizi sempre più serio. Il Pd ha espresso solidarietà ai lavoratori dell’ospedale Fatebefratelli di Milano che sono saliti sul tetto per denunciare il grave disagio e a tutti quelli della sanità lombarda. Chiesta un’audizione in Commissione sanità all’assessore Gallera che ad oggi non ha ancora comunicato se e quando ci saranno le attese nuove assunzioni in Lombardia.

La Regione dichiari l’emergenza climatica

Necessario ridurre le emissioni, promuovere la green economy e l’economia circolare
Il Partito democratico chiede alla Regione di dichiarare lo stato di emergenza climatica. I Governi non fanno abbastanza per contrastare il cambiamento climatico, pur evidente a tutti. La necessità è quella di ridurre le emissioni, promuovere la green economy e l’economia circolare. La Lombardia deve farsi, prima regione in Italia, paladina di nuove politiche ambientali e promotrice di un sistema economico sostenibile.

UNA REGIONE AMICA DELLA FAMIGLIA

La giunta istituisca il marchio “Family in Lombardia”
La Regione istituisca il marchio “Family in Lombardia”, sull’esempio di quello promosso dalla provincia autonoma di Trento, “Family in Trentino”. Il marchio dovrà essere concesso alle strutture pubbliche e private che rispondono a requisiti precisi e certificherà la capacità di rispondere alle esigenze delle famiglie con figli.

ai confini della realtà

La tappa del PD al quartiere Lorenteggio Giambellino che da anni aspetta invano una riqualificazione, nonostante ci siano 70 milioni pronti
Un quartiere Aler che conta circa 2600 alloggi e dove vivono, in uno stato di abbandono e degrado avanzato, un migliaio di anziani soli e più di 1500 famiglie al di sotto della soglia di povertà. L'Unione Europea ha stanziato, ormai più di quattro anni fa, 70 milioni di euro che la Regione Lombardia non è ancora stata in grado di utilizzare. A volte, evidentemente, non è solo questione di soldi e in questo caso l’inefficienza di Aler (quindi della Regione e quindi della Lega) ha superato ogni limite, come potrete constatare voi stessi guardando le nostre riprese.

RISTORNI, COMUNI ABBANDONATI

Il Canton Ticino trattiene la somma anticipata per Campione d’Italia dai ristorni. E il Governo non fa nulla
La Svizzera anticipa i soldi dei servizi alla comunità in crisi di Campione d’Italia e il Consiglio di Stato del Canton Ticino trattiene la somma dai ristorni. Ma la colpa è del Governo Lega-M5s e del Ministro dell’Interno, responsabile anche della finanza locale, che si stanno completamente disinteressando dell’exclave italiana. E a pagarne le conseguenze sono i comuni di frontiera che perderanno 3,8 milioni di franchi che spettano loro.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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Redazione: Maria Rosa Donadelli, Elena La Mura, Laura Piccioni,
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