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Numero 599 del 13 maggio 2022

L'Editoriale Fontana sì, Fontana no, Fontana chissà

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha riconquistato nelle ultime settimane una nuova visibilità politica e mediatica. Dopo mesi di inabissamento, secondo la tecnica/tattica del sommergibile che già tempo fa gli abbiamo attribuito, il presidente lumbard sta tentando di costruire il suo futuro politico, dopo che per mesi ha riflettuto su una possibile exit strategy che potesse portarlo a un onorevole pensionamento, che sarebbe stato l’esito naturale in caso di una Lega ancora padrona e di un centrodestra unito e concorde. Visto che né l’una né l’altra condizione paiono realistiche, Fontana torna utile come elemento di equilibrio o, se preferite, come tappeto sotto il quale nascondere la polvere delle baruffe tra Lega e Fratelli d’Italia, con Forza Italia e le altre formazioni tendenzialmente centriste a far da spettatori più impotenti che interessati.
Anche la conclusione della vicenda giudiziaria dei camici con il non rinvio a giudizio non fa altro che dare una nuova forza contrattuale al presidente Fontana. Sui camici ha rischiato grosso, se non altro perché ha dovuto impegnarsi molto per giustificare di fronte alla magistratura il suo ondivago comportamento. Non è stata una bella pagina amministrativa, ma non possiamo che prendere atto della decisione della magistratura che conferma la buona fede del presidente.
Dal punto di vista politico, però, il giudizio sulla vicenda e sulla gestione dell’intera pandemia per noi è già chiaro e netto: il presidente Fontana ha fatto pasticci e ha mentito ai lombardi. Questo a noi è bastato, allora, per chiederne le dimissioni e oggi, per ribadire come la Lombardia abbia bisogno di una guida diversa, più autorevole e trasparente. Non basta un sondaggio che regala al presidente 10 punti di apprezzamento popolare in più rispetto a un anno fa per cancellare una pessima stagione di governo lombardo.

In primo piano L'Europa e l'Italia vogliono la pace

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Problemi irrisolti

Modificata la riforma della sanità, come chiesto dal Governo, ma gli errori restano tutti
A soli sei mesi dall’approvazione, la riforma della sanità lombarda ha dovuto essere modificata dal consiglio e non su aspetti secondari, ma sostanziali. Sono stati cambiati 15 articoli su 37. Senza le correzioni, chieste espressamente dal Governo, la riforma sarebbe stata impugnata e rimandata al giudizio della Corte Costituzionale. Ma questo non è bastato a rimediare ai gravi errori commessi. Il voto del Pd è stato contrario.

In Lombardia mancano 9500 infermieri

Un progetto di legge del Pd chiede di istituire la figura del direttore assistenziale
Il Pd ha presentato un progetto di legge per istituire la figura del direttore assistenziale. La proposta nasce dalla volontà di dare un riconoscimento alla professione dell’infermiere, centrale per la gestione della sanità, ma poco attrattiva perché non valorizzata e senza alcuna possibilità di carriera. Ad oggi in regione mancano 9500 infermieri, 3500 solo nelle Rsa e 4800 sul territorio.

La beffa degli onesti in buona fede

La vicepresidente Moratti non mantiene l’impegno a cancellare le sanzioni di chi, in buona fede, non ha pagato i ticket sanitari
La vicepresidente Moratti non ha mantenuto l’impegno assunto il 5 aprile scorso di cancellare le multe ai cittadini che, in buona fede, non avevano pagato i ticket per visite ed esami, solo perché convinti di avere ancora l’esenzione per reddito. Si tratta, come ha segnalato anche la Cgil, di 5000 lombardi, perlopiù anziani o disagiati disposti a regolarizzare la loro posizione.

PER I DIRITTI DI TUTTƏ

Inizia l’iter della legge contro le discriminazioni sessuali e di genere, sottoscritto anche dal Pd
Ha preso il via l’iter di discussione del progetto di legge regionale ‘Norme contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere’, presentato dal M5s e sottoscritto anche da alcuni consiglieri del Pd. Il testo, tra le altre cose, prevede azioni per favorire l’inserimento lavorativo di persone discriminate o esposte al rischio di esclusione sociale, la formazione ai dipendenti della pubblica amministrazione, incentivi per le aziende che si adeguano agli standard internazionali sulla responsabilità sociale, come la riduzione dell’Irap, o la creazione di percorsi sanitari specializzati per l’assistenza delle persone in transizione di genere.

Transizione ecologica, questa sconosciuta

La Corte Ue condanna l'Italia per il superamento dei valori di biossido d’azoto e intanto la Lombardia resta la regione più inquinata d'Europa
A quanto pare in Lombardia manca una vera cultura della transizione ecologica, visto che ancora oggi resta la regione più inquinata d’Europa. Dopo più di trent’anni, chi la governa non ha ancora raggiunto alcun obiettivo rilevante, continuando ad autoassolversi e a ostacolare i comuni che si muovono per accelerare questo processo che diventa sempre più urgente e imprescindibile. Intanto fioccano le condanne per infrazione…

DIFENDIAMO LAVORATRICI E LAVORATORI

In legge delega torna la clausola sociale negli appalti pubblici
La legge delega sugli appalti pubblici, ora in discussione in commissione alla Camera, rischiava di veder saltare uno dei diritti più importanti per i lavoratori, ovvero il diritto a essere riassunti in caso di cambio di azienda fornitrice di un servizio, in seguito a una gara. La clausola sociale è stata reintrodotta mercoledì con un emendamento, ed è un esito che il Pd aveva chiesto con forza in Parlamento e anche sul territorio, in Lombardia in particolare. Proprio in Regione si può fare anche di più, sull’esempio del Comune di Milano: va garantito almeno il livello contrattuale precedente.

CINEMA E TEATRI: IL PIATTO PIANGE

Via libera al Programma per la cultura 2022. Con ben poca attenzione e soldi a spettacolo dal vivo e settore audiovisivo
La commissione Cultura del Consiglio regionale ha dato il via libera al Programma operativo annuale per la cultura 2022. Ma nel documento c’è ben poca attenzione alle attività culturali, al comparto dello spettacolo dal vivo e al settore audiovisivo. Anzi, per quest’ultimo resta ancora sulla carta un generico impegno a utilizzare fondi europei diretti al sostegno alla produzione e alla formazione. Ma non è così che si riporta pubblico nelle sale, speranza auspicata dallo stesso assessore: servono soldi, interventi, sostegni.

LA SETTIMANA IN UN PODCAST

Ascoltate il racconto di quel che accade in Consiglio regionale della Lombardia sul canale del gruppo del PD
Con Matteo Piloni abbiamo parlato nuovamente di sanità, in particolar modo del mancato utilizzo dei fondi che la Giunta Fontana-Moratti ha dovuto restituire, destinati alle comunità per le persone disabili. Abbiamo parlato anche di trasporto locale e dei flussi di pendolari, ancora lontani dai numeri pre-pandemia ma in aumento, con Gigi Ponti. Gianni Girelli ci ha illustrato invece il problema delle sanzioni comminate ai cittadini per ticket sanitari pagati in misura minore del dovuto. Infine, con Carmela Rozza abbiamo celebrato la Giornata Internazionale dell'Infermiere ricordando la proposta di legge che abbiamo depositato per dare loro più opportunità, anche dirigenziali.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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n.registrazione: 627 del 5 novembre 2001
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Redazione: Marco Chiappa, Maria Rosa Donadelli, Elena La Mura, Laura Piccioni,
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