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Numero 449 del 15 febbraio 2019

L'Editoriale Autonomia fantasma

E’ arrivato anche il 15 febbraio e sull’autonomia si registra un nuovo passo… di lato.
Il Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto siglare l’intesa con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna ha certificato la profonda spaccatura tra Lega e Movimento 5 Stelle.
Il percorso verso il regionalismo differenziato pare complicarsi ogni giorno di più con l’aggravante che, invece di confrontarsi sul merito, ci si accapiglia su egoismi territoriali e paventate secessioni di varia natura. Un’ulteriore dimostrazione di come la politica si stia allontanando in modo sempre più evidente e preoccupante dalla realtà dei fatti e dal merito delle questioni. Il risultato è che l’autonomia diventa sempre più evanescente, un vero fantasma che, per alcuni, diventa uno spettro.
Lo vediamo anche in Lombardia, dove da anni si promuove una narrazione di “eccellenze” che trovano sempre meno riscontro nei fatti e nella vita quotidiana delle persone, si pensi al trasporto ferroviario, alla sanità o alla qualità dell’ambiente.
Rivolgiamo, infine, un pensiero a due esponenti politici con cui ci siamo, anche aspramente, confrontati negli anni scorsi e che ora lottano su un altro fronte: Umberto Bossi e Silvana Carcano, non fateci brutti scherzi!

Un video per fare un po' di chiarezza sul biglietto unico integrato

Un video per fare un po' di chiarezza sul biglietto unico integrato, il video
IL REGIONALISMO DIFFERENZIATO PUÒ ATTENDERE
L'ennesimo rinvio rende palese l'alta tensione tra Lega e M5S

La data del 15 febbraio per la chiusura della trattativa per l'autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna era stata indicata a fine anno per nascondere l'ennesimo rinvio. All'inizio della legislatura Salvini disse che avrebbero concluso tutto in dieci giorni, per dire. Ora, a quanto si apprende dalle cronache, siamo allo stallo.
I nodi politici sono ancora aperti e l'opinione pubblica rinfaccia le parole d'ordine incendiarie usate per spingere il sì al referendum. Difficile spiegare ora che il regionalismo differenziato è altra cosa...
I TAGLI SÌ, I TAGLI NO, I TAGLI CERTO: TONINELLI CI PRENDE PER FESSI
Il taglio al trasporto pubblico rimane anche se il ministro dice il contrario

Alla Lombardia arriveranno a breve 667 milioni per il trasporto pubblico locale. Il ministro dice di aver scongiurato il taglio di 52 milioni denunciato dal Pd la scorsa settimana, ma non è così. Questa è solo la prima tranche, che viene di consueto erogata a inizio anno e senza la quale si chiuderebbero baracca e burattini. Ma i fondi congelati sono nella seconda e possono essere sbloccati solo se il Governo raggiunge gli obiettivi di finanza pubblica, quelli fissati quando si pensava a una crescita dell'1% che oggi non c'è. Aziende e agenzie sono preoccupate.
NON UN HORROR, MA QUASI: IL VIAGGIO DEL PD NEI QUARTIERI POPOLARI
Ogni settimana in un caseggiato diverso, per denunciare il degrado e non solo

È l’iniziativa del Gruppo regionale del PD che, con Carmela Rozza, ha iniziato un viaggio nei quartieri popolari di Milano per testimoniare situazioni difficili e confrontarsi con i cittadini. Una realtà che gli abitanti vivono in troppi palazzi popolari milanesi. Siamo partiti dal Corvetto e dal Giambellino dove le cantine, oltre che degradate, sono insicure, ma potrete visitarle insieme a noi, guardando il nostro video. Quale sarà la prossima tappa? Tra una settimana lo scoprirete...
CASE POPOLARI: LA REGIONE FA DIETROFRONT
Per la Lega alcuni inquilini sono più uguali degli altri

Gli inquilini over 70 delle case popolari di proprietà comunale non hanno avuto l'azzeramento dell'affitto, quelli delle Aler sì. Era stato il Pd a denunciare la disparità e a far mettere a bilancio l'estensione della misura, promessa in campagna elettorale da Fontana, anche ai residenti negli alloggi dei comuni, ma alla prova dei fatti la Regione sta riproponendo l'assurda discriminazione.
C'è un voto in Consiglio regionale, non lo possono fare.
SI FA PRESTO A DIRE REDDITO DI CITTADINANZA
Il governo impiegherà i “navigator” ma li fa assumere dalle Regioni

Grande corsa del Governo gialloverde per far partire il reddito di cittadinanza prima delle elezioni europee e giocarsi lì un provvedimento bandiera, ma la fretta sta generando diversi inconvenienti. Uno di questi riguarda i seimila navigator, lavoratori precari da arruolare a stretto giro perché trovino lavoro a chi percepirà il sussidio statale. Precari? Sì, dice Di Maio, ma poi verranno stabilizzati. Da chi, se le competenze sono regionali e in Lombardia addirittura provinciali? Tra Regioni e Governo è muro contro muro.
UN PIANO DI COMUNICAZIONE CHE NON PIACE AL PD
Poca trasparenza e troppe risorse destinate alla presidenza

Quattro le ragioni del no al Piano di comunicazione 2019 della giunta lombarda.
La prima: i fondi destinati alla presidenza sono eccessivi rispetto a quelli destinati ad altri settori; la seconda: è stato dedicato più spazio alla comunicazione delle attività rispetto alla comunicazione dei servizi ai cittadini; la terza: troppo frequente la commistione tra comunicazione istituzionale e politica; la quarta: non è stata finanziata la legge a sostegno delle tv locali approvata dal Consiglio lo scorso anno.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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