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Numero 544 del 5 marzo 2021

L'Editoriale Messaggi ambivalenti

Che ci aspettasse un mese di marzo complicato lo sapevamo. O forse no.
Le settimane in zona gialla e alcune giornate di primavera anticipata avevano fatto percepire che l’emergenza potesse essere ormai alle spalle, anche se i numeri raccontavano il contrario. Un anno fa eravamo convinti che il virus rimanesse confinato in Cina; nelle scorse settimane ci siamo forse illusi che non sarebbe uscito dalle zone rosse che parevano affare di pochi. E’ un atteggiamento comprensibile, soprattutto se da chi governa in Lombardia giungono messaggi ambivalenti.
Non più tardi di un paio di settimane fa, i vertici della giunta regionale si compiacevano di essere riusciti a confermare la zona gialla per la Lombardia e si stracciavano le vesti di fronte alla tardiva decisione di non riaprire gli impianti da sci. Ma vi immaginate che cosa sarebbe successo se il CTS nazionale non avesse, di fatto, imposto questa scelta? Gli inviti alla prudenza servono a poco di fronte a un allentamento delle misure che lancia un messaggio rassicurante riguardo la possibilità di riassaporare un po’ di libertà, i cui contorni sono peraltro tutti da decifrare.
Ora il presidente Fontana si cala nuovamente nei panni del vendicatore con mascherina e, forse per evitare il presunto schiaffo della zona rossa, ordina una nuova sfumatura di arancione che sancisce la chiusura immediata delle scuole, quasi che potessero essere gestite alla stregua di un qualsiasi negozio di abbigliamento o di articoli per la casa. Se il virus torna a farsi minaccioso le restrizioni sono necessarie, ma non tutte le attività possono essere messe sullo stesso piano. E’ giusto tutelare le fasce più fragili della popolazione, ma, dai vaccini alla scuola, si sta lanciando implicitamente un messaggio preoccupante: i giovani possono aspettare. Ma non dovrebbero essere quelli da cui ripartire per costruire il futuro?

8 marzo Giornata internazionale della donna

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FONTANA CHIUDE LE SCUOLE: STUDENTI E FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

Tutta la Regione in arancione rafforzato fino al 14 marzo
La Regione Lombardia non va in rosso, nonostante la crescita repentina dei contagi, ma questa volta le misure più stringenti sono state prese dal presidente Fontana che, con un’ordinanza di giovedì mattina, ha mandato in arancione rafforzato tutta la Lombardia. Erano già in questa condizione la provincia di Brescia, quella di Como e diversi comuni di altre province. La nuova classificazione non impedisce la circolazione all'interno del proprio comune né chiude gli esercizi commerciali, come la zona rossa, ma chiude tutte le scuole, lasciando aperti solo i nidi. La decisione, così repentina, ha gettato nel caos tantissime famiglie con figli in età scolare e ha, ancora una volta, spostato una parte consistente del peso della pandemia sui più giovani.

Per i vaccini serve una regia nazionale

Ancora caos nella programmazione e nell'individuazione dei centri vaccinali
Il Pd per i vaccini chiede una regia nazionale che affronti le emergenze territoriali in modo rapido e duttile. Ad oggi in Lombardia è ancora caos: manca un cronoprogramma, la distribuzione delle sedi non è omogenea sul territorio e spesso poco funzionale. Forti criticità nelle prenotazioni per gli over 80 e ritardi nell'avvio della campagna per il personale della scuola, già avanti in molte altre regioni.

VACCINI: AGLI SMS DEVONO PENSARCI LE POSTE

Ennesimo fallimento della gestione leghista durante la pandemia
Disagi a non finire per le prenotazioni dei vaccini anti-covid in Lombardia e Moratti incolpa la società Aria Spa, centrale acquisti della Regione Lombardia, nata per volere di Fontana e del suo braccio destro, l’assessore al bilancio Davide Caparini. Aria è anche la responsabile dei fallimenti nell’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali nonché protagonista dello scandalo dei camici dal cognato del presidente. Al suo posto, la Regione ricorre a Poste Italiane che con il Governo ha messo in piedi una piattaforma proprio per i vaccini. Per la Lega un bel contrappasso.

DISABILI COSTRETTI A SCEGLIERE

La Misura B1 va rivista: ora le famiglie sono costrette a decidere per il contributo o per il diritto allo studio
Si chiama Misura B1 ed è un contributo importante per le famiglie con disabili gravi: una quota fissa che può essere incrementata per compensare chi segue la persona in difficoltà. Ma solo se il disabile non frequenta per più di 14 ore servizi scolastici o centri diurni. Un vincolo assurdo che rischia di costringere le famiglie a scegliere se accedere alla misura di sostegno o privilegiare il diritto allo studio. Ed è Regione Lombardia che deve rimediare a questa stortura.

LOMBARDIA DISSESTATA

Una frana da 1,5 milioni di metri cubi minaccia la litoranea del lago di Iseo nei pressi di Tavernola, a rischio anche Montisola
Una massa enorme di terra e detriti incombe da giorni sulla sponda occidentale del Lago d'Iseo, nei pressi di Tavernola, e su Montisola che potrebbe rimanere travolta da un'onda anomala, in caso di crollo. Una frana che avanza due centimetri ogni giorno e che ha già bloccato due strade provinciali e isolato un centro abitato. La Regione, per il momento, ha commissionato due studi e un primo pacchetto di risorse per il ripristino dei collegamenti e per i piani di sicurezza dei comuni. Purtroppo, questa non è l'unica zona vulnerabile della nostra regione, dove il tema del dissesto idrogeologico è però ancora troppo sottovalutato.

LAMBRO COMMISSARIATO

L'ente parco ostaggio dello stallo del centrodestra
Dopo otto mesi, il rilancio del Parco della Valle del Lambro resta fermo al palo. Il commissario, nominato in via transitoria per tamponare una situazione di stallo, è ancora insediato e costretto a supplire all'incapacità del centrodestra nel trovare una sintesi sulla governance del parco. Anche il bilancio dell’ente è in attesa di decisioni che non arrivano mai.

UDITE UDITE!

Il podcast del gruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia. I consiglieri (e non solo) raccontano quello che accade in regione
Questa settimana è cominciata con Carlo Borghetti che ha commentato le incongruenze e la disorganizzazione del piano vaccinale lombardo; con Samuele Astuti invece abbiamo cercato di capire dove finiscono i vaccini nella nostra regione e perché è così difficile, anche per le fasce più deboli, essere vaccinati; con Gianni Girelli abbiamo invece parlato della frana di Tavernola e del tema, ancora troppo sottovalutato, del dissesto idrogeologico; Raffaele Straniero ci ha parlato di giovani, di formazione e dell'irraggiungibile mondo del lavoro; Paola Bocci, infine, ha commentato la repentina chiusura delle scuole, sottolineando la scarsa attenzione di questa giunta lombarda nei confronti dei giovani.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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