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Numero 511 del 5 giugno 2020

L'Editoriale Far finta di essere sani

Far finta che non sia successo nulla è la cosa peggiore che si possa fare. Ma ce n’è una anche più grave: pensare che quella del coronavirus sia solo una parentesi da chiudere. Oggi si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente e mai come quest’anno dobbiamo fermarci a riflettere.
In un libro pubblicato nel 2012, “Spillover”, David Quammen scriveva: “la devastazione ambientale causata dalla pressione della nostra specie sta creando nuove occasioni di contatto con i patogeni e la nostra tecnologia e i nostri modelli sociali contribuiscono a diffonderli in modo ancora più rapido e generalizzato”. E’ la fotografia di quanto è accaduto con Covid-19, il Next Big One, il prossimo devastante virus di cui gli scienziati da tempo parlavano.
Tutela dell’ambiente e organizzazione sociale ed economica sostenibile sono i cardini su cui costruire il post Covid. Come ci si sta muovendo in Lombardia su questi fronti? Abbiamo la triste impressione che nessuno si stia occupando di questo e che l’unica preoccupazione sia quella di giustificare quanto è accaduto come se fosse una fatalità, inevitabile e passeggera, il che consente un rapido ritorno a una presunta normalità.
In Lombardia la normalità, negli ultimi anni, ha avuto un altro nome: declino. La nostra regione ha perso competitività, ha perso capacità innovativa, ha perso competenze, ha perso il suo ruolo di guida, pensando che bastasse accumulare risorse per costruire un futuro migliore.
La Commissione Europea indica due sfide per il prossimo decennio: la transizione ecologica e l’innovazione digitale. Possono essere vinte solo mettendo al centro la tutela ambientale e la sostenibilità sociale.
La Lombardia è già in ritardo e il fatto che Covid-19 l’abbia colpita in modo così pesante è più che un campanello di allarme. Il grande Gaber, anni addietro, cantava: “per ora rimando il suicidio e faccio un gruppo di studio” e il titolo della canzone era tutto un programma: far finta di essere sani. Potrebbe essere l’inno della Lombardia di oggi.

Mattarella Festa della Repubblica a Codogno

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COMMISSIONE D’INCHIESTA, BAFFI LASCIA

L’esponente di Italia Viva si dimette da presidente, ora sta alla maggioranza fare un passo indietro
Patrizia Baffi ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid in Lombardia, carica che aveva ottenuto la scorsa settimana grazie ai voti della sola maggioranza. Lega e alleati, compatti sul veto contro il PD, reo di aver presentato una mozione contro l’assessore Gallera e la gestione della crisi, avevano eletto Baffi nonostante il candidato delle minoranze fosse Jacopo Scandella. In settimana è arrivato il ritiro ufficiale dei consiglieri Pd e M5S dalla commissione e alla fine la presidente ha preso atto che lavorare senza opposizioni non sarebbe stato possibile. Ora tocca alla maggioranza togliere i veti e permettere alla commissione, finalmente, di partire.

Persino la Lega ripensa al modello di sanità

La Commissione non vota il Piano sociosanitario di Fontana
Come richiesto formalmente dal gruppo del PD, la maggioranza di centrodestra in commissione Sanità ha ritirato il Piano socio-sanitario regionale della giunta lombarda, ammettendo, per la prima volta, che la pandemia ha messo in luce limiti evidenti nella sanità della nostra regione. Il non voto è una presa d’atto dei problemi che ci sono stati. Per la prima volta, sottolinea il Pd, la maggioranza ammette che qualcosa va cambiato. Ora il Piano socio-sanitario regionale deve essere riscritto, come la legge quadro della sanità lombarda.

per i disabili la regione non si scompone

Bocciata la mozione del Pd che chiedeva di garantire tamponi e DPI
Bocciata in commissione Sanità la mozione del Pd che chiedeva un maggiore impegno per il mondo della disabilità. Il Pd chiedeva impegni certi, test, tamponi, dispositivi di protezione individuale e nuovi protocolli di sicurezza, mentre la Lega voleva limitare di molto gli impegni della Giunta. Il tutto mentre la delibera approvata settimana scorsa non stabiliva nulla sui servizi domiciliari.

GRANDI DERIVAZIONI, IL GOVERNO IMPUGNA

La legge lombarda travalica le competenze statali, parola alla Consulta
Il Consiglio dei ministri ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge regionale che disciplina le assegnazioni delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche. In conflitto con le competenze statali, spiega il comunicato ufficiale, ci sono le norme che riguardano produzione, trasporto e distribuzione di energia e altre che riguardano la tutela del paesaggio. La Regione aveva voluto forzare la mano, ma questo porterà un danno ai territori montani, che vedranno tardare ancora il riconoscimento delle compensazioni ad essi dovute.

FILM COMMISSION: l'ora della chiarezza

Il Pd insiste e chiede trasparenza sulla vicenda relativa all'acquisto del capannone di Cormano
Regione Lombardia deve fare chiarezza sull'acquisizione di un immobile a Cormano, destinato a sede della Lombardia Film Commission e al centro di un'inchiesta dell'Espresso. Sulla vicenda il gruppo del PD, che più di un mese fa aveva già richiesto un'audizione in commissione Cultura el presidente Alberto Dell’Acqua, ha inoltrato formale richiesta di accesso agli atti, per avere copia dei verbali di tutte le sedute del Cda e dell’assemblea dei soci in cui si è parlato del discusso investimento compiuto nel 2018.

CULTURA, IL PIATTO PIANGE

Sempre pochi soldi per chi si occupa della conoscenza o dello spettacolo. E ancora niente tavoli di crisi
Serve un piano di emergenza per la cultura e lo spettacolo della Lombardia, perché ci sono sempre troppo pochi soldi. E nello stesso tempo Regione si è dimenticata di attivare i tavoli di crisi, previsti nel Piano triennale, rischiando solo di peggiorare la situazione anziché migliorarla. Ma non è chiaro neanche il motivo per cui sono stati rinviati i Pic, i Piani integrati della cultura, fino al 2021. Non basta il Covid-19 per decidere di bloccare un intero comparto.

FONTANA RITIRI QUELLA FIRMA

Il presidente si dissoci dalla lettera che chiede l’applicazione immediata della doppia imposizione per i frontalieri
“Fontana ritiri la firma da quella lettera”, è stata la richiesta perentoria del Gruppo regionale del Pd a proposito di un documento, sottoscritto anche dal presidente lombardo, che contiene un invito a siglare quanto prima l’accordo tra Italia e Svizzera sulla doppia imposizione per i frontalieri. I consiglieri componenti la Commissione speciale che regola i rapporti tra Lombardia e Confederazione, hanno anche chiesto di ascoltare subito gli interessati, sindacati e Comuni. Nella lettera la posizione della Lega, a parole favorevole ai frontalieri, è assolutamente ambigua.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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Direttore responsabile: Fabio Pizzul
Redazione: Maria Rosa Donadelli, Elena La Mura, Laura Piccioni,
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