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Numero 509 del 22 maggio 2020

L'Editoriale È l’ora della responsabilità

Anche nella seconda fase i cittadini lombardi, con poche eccezioni, stanno dimostrando grande senso di responsabilità. Crediamo che sia lecito chiedere altrettanto a chi guida la Lombardia.
Basta, allora, con le più o meno velate accuse al governo e basta con il tentativo di bloccare l’inizio dei lavori della Commissione d’inchiesta regionale su Covid-19.
A questo proposito, la candidatura delle minoranze, cui spetta da Statuto la presidenza, rimane quella di Jacopo Scandella e il fatto che la Lega dica no a prescindere a un rappresentante del PD rappresenta una grave frattura istituzionale. La maggioranza non può scegliere il rappresentante della minoranza che più le aggrada e men che meno può mettere a rischio il rispetto delle regole istituzionali. La polemica politica è il sale della democrazia che si fonda, però, su un rigoroso rispetto delle regole.
Sostenere che, in virtù della sottoscrizione della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al welfare, tutti i consiglieri del PD siano indegni di presiedere la Commissione d’inchiesta è affermazione grave.
Perché ha dato così fastidio alla Lega esprimere un voto di sostegno politico a quanto fatto dalla Giunta nella fase 1 dell’emergenza? Aveva forse altri progetti riguardo l’assessorato al welfare che la nostra azione ha vanificato? E’ vero che, ormai, la politica è più tattica che altro, ma un segnale di chiarezza, ogni tanto, non farebbe male. Ci aspettiamo che questo avvenga anche per la Commissione d’inchiesta con l’elezione di Jacopo Scandella. A meno che, l’obiettivo vero della Lega non sia solo quello di ritardarne il più possibile l’avvio.

Una mozione per Bergamo e Brescia Unica capitale italiana della cultura 2023

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COMMISSIONE D’INCHIESTA AL PALO, LA LEGA NON VUOLE FARLA PARTIRE

La maggioranza fa mancare ancora una volta i voti per eleggere il presidente
Seconda fumata nera ed ennesima settimana persa. Mercoledì in Consiglio regionale Lega e alleati hanno rifiutato di convergere sul candidato indicato dalle minoranze, il nostro Jacopo Scandella, reo, secondo loro, di aver firmato la mozione che chiedeva a Fontana di cambiare strategia e di sostituire i vertici della sanità, Gallera in primis. Un ricatto, usato per fermare un organismo che dovrebbe provare a fare chiarezza.

Test a prezzi calmierati e tamponi gratuiti

Con una mozione il Pd chiede alla Regione di farsi carico della sorveglianza sanitaria attiva
Con una mozione il Pd ha chiesto alla Regione di eseguire a proprio carico i tamponi a chi ha un test sierologico positivo e avviare la sorveglianza attiva e il tracciamento dei contatti di chi risulta contagiato dal virus. La mozione chiede anche di definire una tariffa standard per i test sierologici eseguiti dai laboratori privati e di predisporre un piano regionale per l’accesso ai test

CASE POPOLARI: a proposito di assegnazioni

Poco risolutiva, per il PD, l'ultima delibera della giunta lombarda sulle attribuzioni degli alloggi
Il provvedimento, emanato dalla giunta lombarda lo scorso lunedì 18 maggio, che introduce procedure straordinarie per l’assegnazione dei servizi abitativi pubblici (SAP) e dei servizi abitativi transitori (SAT), per Carmela Rozza non risolve affatto il problema abitativo che con l’emergenza Covid si è ulteriormente aggravato, ma serve solo ad aggirare la sentenza della corte costituzionale. Nel frattempo, a Garbagnate Milanese, c’è un patrimonio pubblico abbandonato da quattro anni…

Sos da nidi e centri estivi

La Regione deve sostenere con fondi propri i servizi per i più piccoli
Il Pd, con il Comitato Educhiamo e Assonidi, chiede alla Regione di investire risorse per nidi pubblici e privati per scongiurarne la chiusura. Il Governo ha già fatto un passo importante. Ora tocca alla Regione. Necessario anche un protocollo per la riapertura in sicurezza non solo dei nidi, ma anche dei centri estivi che ad oggi non sanno ancora se e come potranno essere avviati.

carceri: 900MILA EURO BLOCCATI

La Regione Lombardia sta per rifiutare dei fondi statali che potrebbero risultare molto utili per offrire soluzioni abitative e assistenza a coloro che escono dal carcere. Perché?
Uno strano paradosso che sembra inspiegabile: la Regione sostiene di non riuscire a spendere dei fondi che invece l’amministrazione penitenziaria spenderebbe subito per sostenere progetti già in atto proprio con la stessa Regione Lombardia. Per quale oscuro motivo? Si tratta di 900 mila euro provenienti dalla Cassa delle ammende, l’ente titolare dei programmi di reinserimento socio-lavorativo dei detenuti o delle persone sottoposte alle misure alternative, che la Regione non è intenzionata ad accettare. Forse per la Lega si tratterebbe di un'azione poco compatibile con la politica del momento?

10mila ettari di verde in più e qualche bracconiere in meno

Nella legge di revisione ordinamentale in discussione in consiglio regionale si riprende una bella idea del Pd, ma si tentano anche pericolose forzature normative in ambito venatorio
Nella prima legge di revisione normativa ordinamentale 2020 ci sono due articoli molto vicini, ma che hanno suscitato nel gruppo del Pd e non solo, reazioni assai differenti. Si tratta dell’art.7 che, andando a modificare il testo unico in materia di agricoltura, foreste ecc., inserisce una norma, evidentemente ispirata a una proposta dem, che promuove la realizzazione, entro il 2035, di almeno 10mila ettari di nuovi boschi e di sistemi forestali. Mentre l’art. 8, dedicato alla normativa venatoria, contiene vere e proprie incursioni che intaccano la normativa nazionale e che hanno suscitato diverse polemiche, tenendo impegnato il consiglio regionale per l'intero pomeriggio di martedì, senza permettere la conclusione dell'esame degli articoli. Ma qualche forzatura, per fortuna, è stata stoppata.
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Gruppo Consiliare PD in Regione Lombardia

NOVITA'
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n.registrazione: 627 del 5 novembre 2001
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Redazione: Maria Rosa Donadelli, Elena La Mura, Laura Piccioni,
Laura Sebastianutti, Stefano Tessera
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