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ASTUTI (PD): “CON LE MODIFICHE ALLA LEGGE SULLA SANITÀ MENO TRASPARENZA E MENO CONTROLLI. SOLO GRAZIE A NOI RIPRISTINATA LA PROVA SCRITTA NELLA SELEZIONE DEI DIRETTORI GENERALI”

“BENE LA SOLUZIONE PER ANGERA, SEPPURE CON TRE ANNI DI RITARDO”

“Con queste modifiche meno trasparenza e meno controlli, ma grazie a noi è stata ripristinata la prova scritta nella selezione dei direttori generali”. Il consigliere regionale Samuele Astuti (Pd) sintetizza così il voto di oggi in Consiglio regionale alle modifiche della legge di riforma della sanità lombarda. “Il testo approvato – sottolinea- è un passo indietro. L’ennesima riforma della riforma che non dà risposte ai problemi delle liste d’attesa, della presa in carico dei malati cronici, dell’adeguatezza delle cure. Solo grazie a un nostro emendamento, approvato a voto segreto, sono stati ripristinati la prova scritta in forma anonima e il colloquio nella selezione dei direttori generali: un solido argine all’ingerenza della politica e una garanzia di scelte trasparenti e meritocratiche, che la giunta regionale avrebbe voluto cancellare”.

“Sbagliato – prosegue Astuti – aver eliminato l’obbligo di controllo annuale sui bilanci degli ospedali privati accreditati, per la quale il Pd si era battuto durante l’approvazione della riforma nel 2015 e che la giunta ha voluto cancellare. Lega e centrodestra hanno voluto fare un passo indietro rispetto alla necessaria trasparenza e hanno rinunciato a controlli utili a prevenire illeciti già visti troppe volte in passato. Unico conforto è il fatto che restano sotto il controllo della giunta, si spera per scelta e non per errore, i bilanci di previsione di tutti gli Ircss, sia pubblici sia privati, quelli che negli anni scorsi sono stati coinvolti nei noti scandali”.

“La maggioranza – continua Astuti- ha anche confermato per altri cinque anni la possibilità per i medici ospedalieri di svolgere l’attività professionale “intramoenia” anche al di fuori dalla struttura pubblica, all’interno di studi privati. Un provvedimento che va contro la normativa nazionale, che ne prevede la sospensione, e che non tiene conto del fatto che questa modalità è stata più volte oggetto di indagini da parte della Guardia di Finanza”.

“Positivo, invece – conclude l’esponente democratico – che finalmente si sia risolta la questione di Angera, seppure con tre anni di ritardo”.

Milano, 20 novembre 2018


PD Regione Lombardia