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“Sulla Cassa integrazione in deroga la Regione Lombardia ha fatto un gran caos e a pagarlo sono i lavoratori che non si vedono accreditati i soldi sul conto. Ci sono stati grandi ritardi, c’è stata una modalità farraginosa e assurda e se oggi, finalmente, la Regione sta recuperando il tempo perso, e lo verificheremo, questo non giustifica gli errori commessi fin qui. L’assessore Rizzoli ci ha detto che entro fine settimana tutte le richieste saranno inviate all’INPS: la Regione Lazio le ha già caricate tutte da una settimana e se oggi la Lombardia ha accelerato è forse anche grazie al fatto che noi abbiamo denunciato le loro lentezze”.

Questo è quanto dichiarato lunedì scorso da Pietro Bussolati, dopo la risposta in Aula dell’assessore regionale al lavoro Melania Rizzoli alla sua interrogazione con cui chiedeva conto dei grandi ritardi con cui la Regione Lombardia ha processato e inviato a Roma le richieste di cassa integrazione in deroga avanzate dalle aziende lombarde. Stando a quanto detto dall’assessore Rizzoli, nell’ultimo weekend sono state inoltrate 40mila domande ed entro la fine di questa settimana saranno inoltrate tutte.

Nel frattempo, però, i leghisti hanno fatto quadrato e si sono scatenate dichiarazioni, accuse e minacce, nonostante la lampante evidenza: la Lombardia ha iniziato a inviare le pratiche solo dopo il 15 aprile, quando era possibile già dal primo, come hanno fatto, per esempio, Lazio e Veneto.

“Siamo all’assurdo – ribatte Bussolati – Salvini loda la Regione Lombardia perché rispetto alle altre regioni ha più domande di cassa integrazione in deroga! Non importa che la Lombardia sia stata lentissima a comunicarle all’INPS e che questo sia un danno per i suoi lavoratori che non vedono arrivare i soldi: per Salvini va tutto benissimo, anzi, siamo di fronte a un modello da imitare. Purtroppo, la Lombardia ha iniziato per ultima a comunicare le richieste di cassa in deroga delle aziende all’INPS e, colpita dalle polemiche e dalle nostre denunce, si è svegliata negli ultimi tre giorni, quando ha inviato un flusso di dati pari al doppio di quanto mandato in tutto il mese di aprile. Ma questo non colma il ritardo accumulato, perché la Lombardia è arrivata così ad aver processato poco più della metà delle pratiche mentre altre Regioni, e non le più piccole, hanno già ultimato la procedura per tutte le loro aziende. Una gestione paludata ed errori nei sistemi informatici con eccessi di burocrazia, ecco il modello lombardo indicato a modello da Salvini”.

RedazioneNovità7GGPd507

 

 

PD Regione Lombardia