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Dall’impennata dei contagi al tracciamento fuori controllo al sistema sanitario sotto pressione. Regione Lombardia non sa decidere, perde tempo prezioso e abdica al suo ruolo. E così tocca al Governo dichiarare il lockdown. Con buona pace dell’autonomia regionale

Dopo otto mesi dallo scoppio della pandemia, Regione Lombardia non aveva una strategia chiara per fermare una possibile seconda ondata di Covid19. All’incapacità di gestire le emergenze, come ben dimostra la pasticciata e insufficiente campagna vaccinale contro l’influenza, si è però aggiunta la sempre più colpevole mancanza di trasparenza sui dati. E nel più drammatico dei momenti questi errori si pagano: la pandemia non si può gestire con l’irresponsabilità. Perché in gioco ci sono la salute dei cittadini, l’economia del territorio e in ultimo, ma non per questo meno importante, l’autorevolezza stessa delle istituzioni. Lo spettacolo offerto da Regione Lombardia sull’ultimo Dpcm è incredibile: per sgravarsi di ogni responsabilità, Fontana rinuncia al suo ruolo e impone la decisione delle zone rosse al Governo. Salvo poi contestare il meccanismo che ha portato alla chiusura dell’intero territorio lombardo. Un atteggiamento irresponsabile, non solo perché le regole, in un rapporto di leale collaborazione tra Governo e Regione, si decidono insieme e poi non si discutono. Ma quello della Giunta e del suo Presidente è un comportamento discutibile anche nei confronti dei milioni di lombardi, ai quali si stanno chiedendo responsabilità e sacrifici.

RedazioneN7ggPD

 

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