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A far salire di nuovo la tensione sopra il livello di guardia ci ha pensato nuovamente il leghista Emanuele Monti, presidente della commissione che sta analizzando la revisione della sanità lombarda firmata da Fontana e Moratti. Nella seduta di mercoledì, senza averlo concordato nemmeno con il suo ufficio di presidenza, ha deciso di mettere ai voti l’abbinamento del progetto di legge di maggioranza con gli altri testi depositati dalle opposizioni, suggerendo in modo palese alla maggioranza di votare contro. Ma perché ora, che la commissione si appresta a licenziare il provvedimento nel giro di una settimana? Avrebbe dovuto far votare all’inizio dell’iter e non l’ha fatto, doveva forse recuperare una sua mancanza? Il Pd ha duramente contestato questa ennesima forzatura “ai limiti dell’illegittimità”, prima con il vicepresidente Carlo Borghetti e poi con il capo-delegazione Samuele Astuti.
“Il presidente Monti ha commesso una forzatura che non può rimanere senza conseguenze, tanto più perché in discussione c’era la revisione della sanità lombarda” ha detto Borghetti. “Se questo è il Consiglio regionale della regione più grande del Paese – ha aggiunto – deve anche dimostrare di esserne all’altezza: in qualità di vicepresidente porrò il tema in Ufficio di presidenza nella riunione di lunedì e mi attendo una decisione che ripristini le opportune condizioni di lavoro.”
“In commissione sanità – ha aggiunto Astuti – c’è un grosso problema che incide sui rapporti tra maggioranza e minoranza, ed è il comportamento non corretto del suo presidente. In questo momento si sta discutendo il provvedimento più importante della legislatura, la revisione della sanità lombarda, e non passa seduta senza che Monti compia forzature e minacci querele agli esponenti dell’opposizione. C’è un tema di adeguatezza al ruolo che dovrebbe preoccupare tutta la maggioranza e anche la giunta, e forse, dai segnali che ci giungono, già lo sta facendo. Questo atteggiamento non può non avere conseguenze sulla gestione dell’Aula dove, lo ricordo, su nostra richiesta non ci sarà il contingentamento dei tempi, quindi la discussione potrà protrarsi per settimane”.

RedazioneN7ggPd

PD Regione Lombardia