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Il Consiglio regionale torna a riunirsi giovedì 8 settembre per la trattazione di interrogazioni, interpellanze e mozioni. Una seduta non prevista, poiché di prassi l’assemblea rispetta un periodo di silenzio per favorire il lavoro di campagna elettorale. Sarà un’occasione perché si possano avanzare proposte per contrastare il caro bollette e la crisi energetica che è la grande sfida che incombe su tutti noi. La convocazione della seduta, va però detto, non è così disinteressata per il centrodestra: le dimissioni di un assessore di Fratelli d’Italia, candidato alle elezioni politiche del 25 settembre, ne comportano il rientro in Consiglio, ai danni dell’attuale capogruppo che rimarrà senza seggio per un po’, fino a quando l’ormai ex assessore non sarà diventato anche ex consigliere. Perché le sue dimissioni siano effettive occorre che l’assemblea, durante una seduta, ne prenda atto. Ecco, il fatto che proprio il centrodestra, anzi, proprio gli uomini della Meloni abbiano insistito perché venisse convocata questa seduta, solleva più di un’ombra sulle reali intenzioni di Fontana e soci, anche perché all’ordine del giorno non ci sarà alcun provvedimento, oltre ai cosiddetti atti ispettivi ed indirizzo. Un modo c’è per fugare ogni dubbio di strumentalità e l’ha proposto il capogruppo del Pd Fabio Pizzul: l’assessore congeli per qualche giorno le dimissioni. Vedremo, giovedì sarà il giorno della verità.
Per la cronaca, sono ben cinque su quattordici gli assessori di Fontana che si candidano ad andare in Parlamento, quindi a lasciare la Regione, e sono due di Fratelli d’Italia, due di Forza Italia e uno di Noi Moderati. Non proprio un segnale di salute per la giunta a guida leghista. Chi, invece, non ha nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di andare a Roma è la vicepresidente Moratti, che rimane salda nell’intenzione di convincere il centrodestra a candidarla a governatrice.

RedazioneN7ggPd

PD Regione Lombardia